The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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I primi due anni di The Vegetarian Chance (2014 e 2015) The first two years of The Vegetarian Chance (2014 and 2015)

(L’edizione 2015 del concorso filmata da Carlo Somaini RSI

The 2015 edition of the contest filmed by Carlo Somaini RSI)

Il 2015 è stato per la nostra associazione un anno di sviluppo e gli eventi, ai quali abbiamo partecipato e che abbiamo promosso si sono moltiplicati. In oltre due anni ci siamo costruiti una storia, un’identità, abbiamo trovato lungo la strada nuovi amici, alleati ed estimatori. Primi fra tutti Lorenzo Castellini , Vittorio Castellani, Jenny Sugar, il professor Carlo Modonesi. Abbiamo iniziato a costruire una rete internazionale che intende coinvolgere non solo vegetariani e vegani, ma anche chi guarda al vegetarianismo in prospettiva con simpatia e interesse pur non avendo ancora abbandonato l’idea di essere onnivoro. La nostra proposta e il nostro approccio aperto e inclusivo stanno ottenendo successo in tutto il mondo gastronomico e non. Le realtà vegetariane nel mondo sono molte e variegate. Intendiamo costruire tra esse un punto d’incontro partendo da Milano, la città che con l’Expo per sei mesi è stata la capitale mondiale del dibattito sull’alimentazione.

Femke van den Heuvel, seconda classificata nel 2014 e giurata nel 2015

Femke van den Heuvel, seconda classificata nel 2014 e giurata nel 2015

Giuria 2014 con Marchesi

Marco Bianchi, Gualtiero Marchesi e Pietro Leemann giudicano i piatti della prima edizione del concorso

Abbiamo esordito il 7 giugno 2014 in un luogo simbolo, al Monte Verità ad Ascona in Svizzera con filmato su Vandana Shiva, conferenze a tema e una cena di gala. In questo luogo ai primi del 1900 si stabilì una comunità di “nuovi pensatori”, che associarono alle loro idee di purezza e libertà anche la pratica di una dieta vegetariana in decisa controtendenza alle abitudini gastronomiche carnivore dell’epoca. Due settimane dopo, il 22 giugno, abbiamo tenuto la prima edizione del concorso internazionale vinto da Daniela Cicioni libera professionista, seguita in classifica dall’olandese Femke van den Heuvel di Vlam in de pan da Haarlem e Antonia Klugmann chef del ristorante Venissa di Venezia. Tra i giurati anche il padre della nuova cucina italiana Gualtiero Marchesi, il nutrizionista e scrittore Marco Bianchi, Joris Heijnen (Olanda) direttore di Variatie in de Keuken, fondazione olandese che promuove in Olanda una cucina sana e sostenibile.

🍃 Il 3 marzo 2015 a Milano a Palazzo Isimbardi abbiamo tenuto la tavola rotonda dal titolo Nutrire il pianeta con la dieta vegetariana. Partecipanti, il professor Carlo Modonesi, biologo, il professor Leonardo Pinelli, pediatra e diabetologo, la professoressa Monica Oldani, Pietro Leemann, chef e alimentarista, Vittorio Castellani, giornalista, Gabriele Eschenazi, moderatore.

🍃 Ci siamo gemellati con la manifestazione Ortinfestival, che si è svolta a Torino nei giardini della Reggia di Venaria dal 30 maggio al 2 giugno 2015. Pietro Leemann, Daniela Cicioni e Jenny Sugar hanno tenuto tre show cooking dedicati alla cucina vegetariana.

🍃 Il 4 giugno 2015 abbiamo premiato i partecipanti al concorso di ricette vegetariane Per classi di scuola secondaria promosso dalla scuola ICS Milano Spiga e The Vegetarian Chance e dalla preside dell’Istituto Armida Sabbatini.

🍃 Il 7 giugno 2015 abbiamo organizzato la seconda edizione del Festival alla Cascina Cuccagna e al ristorante Joia. Al centro del programma il concorso internazionale, che quest’anno è stato vinto dallo svedese Anders Ramsay, che ha preceduto a pari merito Carla Aradelli e Nadia Morandi. Al mattino curati da Vittorio Castellani e Jenny Sugar si sono svolti due show coooking, uno curato dallo stesso Castellani e il secondo dallo chef peruviano Rafael Rodriguez.

Anders Ramsay prepara al Joia il suo piatto vincente

Al pomeriggio lo chef giapponese chef giapponese Toshio Tanahashi, invitato dal nostro partner Peace Kitchen, ha raccontato e illustrato nella pratica i principi della cucina vegetariana giapponese Shojin davanti al pubblico della Cascina Cuccagna. In un mortaio ha pestato del sesamo tostato con ritmo e spiritualità. 
🍃 Il 30 giugno al ristorante Joia ci siamo incontrati con Eva (EthicalVegetarian Alternative) un’ONG belga, che si propone di sensibilizzare persone e governi sui vantaggi degli alimenti a base vegetale. Attraverso la sua campagna giovedi Veggieday rende la riduzione di carne fattibile e attraente per tutti. La città di Ghent è stata la prima città al mondo che ha adottato una riduzione della carne in modo strutturale. Le scuole della città e le mense per i dipendenti comunali servono cibo vegetariano il giovedi e diversi ristoranti e aziende promuovono quel giorno cibo vegetariano. Lo chef di Eva Kevin Storms ha realizzato in quella giornata un pranzo speciale a quattro mani con Pietro Leemann. Eva e TVC hanno avviato un programma di collaborazione.

🍃 Il 15 settembre abbiamo promosso all’Expo la giornata vegetariana. Allo Slow Food Theater studiosi e rappresentanti di diverse confessioni si sono misurati in una tavola rotonda sul tema: Alimentazione vegetariana e spiritualità. L’importanza della scelta del cibo per una dimensione olistica della vita. All’evento, ha partecipato Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Poi nello spazio Identità Golose Expo si è svolto un incontro su L’alta cucina delle verdure: per l’ambiente, la salute e il palato. Dopo un’introduzione di Carlo Modonesi docente di ecologia umana all’università degli studi di Parma, sono intervenuti lo chef Davide Oldani, Mark Moriarty, S.Pellegrino Young Chef 2015, Pietro Leemann, presidente di The Vegetarian Chance, Paolo Marchi, per Identità Golose, Clement Vachon, Responsabile delle Relazioni Internazionali di Sanpellegrino. In serata sono seguite due cene vegetariane a quattro mani a cura di Pietro Leemann e Mark Moriarty.

Il dibattito su Vegetarianismo e spiritualità all'Expo allo Slow Food Theater

Il dibattito su Vegetarianismo e spiritualità all’Expo allo Slow Food Theater: introduce Gabriele Eschenazi. Al tavolo da sinistra: Pietro Leemann, Marco Ferrini, il lama Paljin Tulku Rinpoche, Carlo Petrini e Don Luca Bressan.

Nel 2016 appuntamento a Milano il 10/11/12 giugno per la terza edizione del Festival e del concorso internazionale

ENGLISH VERSION

The year 2015 has been for our association a year of development and events, participated or promoted by ourselves. In over two years we’ve built a story, an identity, we’ve found new friends, allies and admirers along the way. On the top of the list are Lorenzo Castellini , Vittorio Castellani , Jenny Sugar, Professor Carlo Modonesi. We started building an international network that will involve not only vegetarians and vegans, but also those who look at vegetarianism in perspective with sympathy and interest but have not yet abandoned the idea of being omnivorous. Our open proposal and all inclusive approach are achieving success in the entire gastronomic world and beyond it. There are many varied vegetarian realities in the world. We intend to build an encounter point among them starting from Milan, the home city of Expo which for six months has been the world capital of the debate on nutrition.

🍒 On June 7, 2014, a symbolic place, Monte Verità in Ascona, Switzerland hosted the first event of The Vegetarian Chance. We began with a movie on Vandana Shiva, theme related conferences and a gala dinner. At the beginning of the 20th century, this place became a magnet for a community of “new thinkers”, who combined their ideas of purity and freedom with the practice of a vegetarian diet in sharp contrast with the carnivorous eating habits of the time. Two weeks later, on June 22, we held the first edition of the international contest won by Daniela Cicioni, freelance chef, followed in ranking by Femke van den Heuvel, Dutch chef  of Vlam in de pan restaurant in Haarlem (Netherlands) and Antonia Klugmann chef of Venissa restaurant in Venice. Among the jury the father of Italian cuisine, Gualtiero Marchesi, the nutritionist and writer Marco Bianchi, Joris Heijnen Director of Variatie in de Keuken, Dutch foundation that promotes healthy and sustainable cooking in the Netherlands.

🍒 On March 3, 2015 at Palazzo Isimbardi in Milan we held the panel discussion entitled Feeding the planet with the vegetarian diet. Participants were Professor Carlo Modonesi, biologist; Professor Leonardo Pinelli, pediatrician and diabetologist; Professor Monica Oldani; Pietro Leemann, chef and nutritionist; Vittorio Castellani, journalist; Gabriel Eschenazi, moderator.

🍒 We twinned our event with Ortinfestival, which was held in Turin in the gardens of the Royal Palace of Venaria from May 30 to June 2, 2015. Pietro Leemann, Daniela Cicioni and Jenny Sugar held three show cookings dedicated to vegetarian cuisine.

🍒 On June 4, 2015, we awarded the participants of the vegetarian recipes contest for secondary school classes promoted by the school ICS Milano Spiga, The Vegetarian Chance and the school’s dean Armida Sabbatini.

🍒 On June 7, 2015, we organized the second edition of the Festival at Cascina Cuccagna and Joia restaurant. Chore of the program was the international contest, in which this year the winner was Swedish chef Anders Ramsay, next two second winners Carla Aradelli and Nadia Morandi. In the morning, edited by Vittorio Castellani and Jenny Sugar two shows coookings were held, one performed by Castellani himself and the second by Peruvian chef Rafael Rodriguez. In the afternoon, the Japanese chef Toshio Tanahashi, invited by our partner Peace Kitchen, expalined and practically performed the principles of vegetarian Japanese Shojin cuisine before the public of Cascina Cuccagna. In a mortar he pounded toasted sesame with rhythm and spirituality (pictured to the right).

🍒 On June 30, at the Joia restaurant we met with Eva (Ethical Vegetarian Alternatives) Belgian NGO, which aims to raise awareness in people and governments about the benefits of plant based foods. Through its campaign Thursday Veggieday they make the reduction of meat feasible and attractive to all. The city of Ghent was the first city in the world to adopt a reduction of meat in a structural way. City schools and municipal employees’ canteens serve vegetarian food on Thursdays and several restaurants and companies promote vegetarian food on that day. Eva’s chef Kevin Storms that day performed a special four hands’ lunch with Pietro Leemann. Eva and TVC started a collaboration program.

🍒 At Expo on September 15, we promoted the vegetarian day. At the Slow Food Theater scholars and representatives of different creeds expressed themselves on the topic: Vegetarian nourishment and spirituality. The importance of the choice of food for a holistic dimension of life. Carlo Petrini, founder of Slow Food, participated in the event. Following, in the Identità Golose Expo Pavillion a meeting was held on the topic The haute cuisine of vegetables: for the environment, health and taste. After an introduction by Carlo Modonesi, professor of human ecology at the University of Parma, other contributions were given by chef Davide Oldani; Mark Moriarty, San Pellegrino Young Chef 2015; Pietro Leemann, Chairman of The Vegetarian Chance; Paolo Marchi, for Identità Golose, Clement Vachon, Head of International Relations of San Pellegrino. That same evening there were two vegetarian dinners performed at four hands by Pietro Leemann and Mark Moriarty organized by TVC.

The third edition of The Vegetarian Chance festival and contest will be held on 10/11/12 of june 2016


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Fede e vegetarianismo: un incontro a Expo allo Slow Food Theater

Pietro Leemann, Marco Ferrini, Paljin Tulku Rinpoche, Carlin Petrini, Don Luca Bressan introdotti da Gabriele Eschenazi allo Slow Food Theater

Pietro Leemann, Marco Ferrini, Paljin Tulku Rinpoche, Carlin Petrini, Don Luca Bressan introdotti da Gabriele Eschenazi allo Slow Food Theater

Il vegetarianismo è in crescita nel mondo occidentale e anche in Italia e in molti identificano questo fenomeno con una moda, simile magari a quella della passione per gli hamburger e le patate fritte. In realtà la scelta di essere vegetariano non è facile e si realizza solo se le motivazioni sono forti e valide. Martedì nello Slow Food Theater abbiamo proposto un confronto su una delle possibili motivazioni per essere vegetariani, quella spirituale. La maggior parte degli oratori non era vegetariana e lo ha spiegato nel suo intervento. Questo, però, non ha impedito che da ognuno degli oratori arrivasse un contributo profondo di riflessione sul nostro rapporto col cibo, con l’ambiente, con le nostre scelte quotidiane. Dall’armonia che dobbiamo cercare nel nostro fisico e nel rapporto con la natura spiegata da Carlin Petrini al concetto di “non nuocere” di Marco Ferrini, dall’importanza di non sprecare cibo e di non mangiare male sottolineata da Don Luca Bressan fino alla necessità di rispettare l’ambiente e sentirsene responsabili indicata dal lama Paljin Tulku Rinpoche. È parso evidente da tutti gli interventi che consumare cibo per sopravvivere non può essere un atto meccanico, di routine o ispirato a mode indotte da furbe campagne di marketing. L’incontro non è stato uno scontro come magari capita in certe trasmissioni televisive in cerca di audience, ma un momento di ascolto, testimoniato dal silenzio e dal rispetto col quale ogni intervento è stato seguito. Lo stesso Pietro Leemann ha ricordato come The Vegetarian Chance è nata per proporre e non contrapporre il vegetarianismo e che come vegetariano non si considera “migliore” di nessuno quanto piuttosto una persona che ha compiuto una scelta motivata.

Ecco una sintesi specifica degli interventi in ordine di apparizione:

Pietro Leemann, presidente di The Vegetarian Chance e patron del ristorante Joia

La scelta vegetariana è importante non solo come scelta salutista, igienista, ecologica e animalista, ma anche come scelta spirituale. Esistiamo per evolverci. L’evoluzione è lo scopo della nostra vita. E in questa evoluzione il cibo è un veicolo importante per compiere il percorso fino in fondo. Il cibo ha la funzione importante di metterci in relazione con gli altri, intesi non solo come esseri umani, ma anche come animali e vegetali. Dobbiamo dunque compiere un esercizio di stile per sviluppare una relazione armoniosa e amorevole con tutti gli esseri viventi del pianeta. Nutrire compassione verso gli animali, che è più facile, ci può aiutare ad essere più compassionevoli anche verso gli esseri umani. Gli animali soffrono come soffriamo noi. Assimilare questo concetto vuol dire capire in generale il concetto universale di sofferenza e averlo presente nelle nostre scelte alimentari orientandole verso il vegetarianismo.

Carlin Petrini, fondatore di Slow Food

Dobbiamo fare sul cibo riflessioni importanti,  che tengano conto delle connessioni che esistono tra il cibo, la nostra realtà personale e la spiritualità. Io non pratico il vegetarianismo come scelta personale, ma non è che non lo condivido. Sento una vicinanza al vegetarianismo. Proprio ultimamente sono rimasto molto colpito dalla scelta di un amico, che ha scelto di diventare vegetariano: Moni Ovadia. Mi ha spiegato che la sua è stata una scelta etica e morale: un no alla violenza. Le istanze vegetariane ci devono trovare attenti. D’altra parte la non possiamo dimenticarci che la produzione alimentare si manifesta in modo volgare e dannoso anche rispetto al mondo vegetale. La monocultura si basa su quantità e profitto, è massiva e fa largo uso della chimica. Anche una pianta può subire violenza. Ne ho parlato nel libro Biodiversi, scritto con Stefano Mancuso. Il mondo vegetale ha una sua memoria, una sua spiritualità. Abbiamo bisogno di avere più armonia col nostro fisico nei rapporti con la natura. Il termine “armonia” deriva dal greco ed era una sostanza inserita tra due metalli per far sì che non si fregassero e lasciassero scoccare una scintilla. Nel trattare il cibo serve appunto armonia. L’attuale sistema alimentare è responsabile di un disastro ambientale generale. Soffriamo di una perdita di fertilità dei suoli, di un consumo di acqua senza limiti. Basti pensare che il 70% dell’acqua è impiegato per l’agricoltura. La perdita di biodiversità è continua e costante. Trattiamo la Terra Madre come una schiava. Di fronte a questi problemi il dialogo tra diversi ha un grande valore ed è anche per questo che sono qui.

Luca Bressan (vicario episcopale della Diocesi di Milano – Chiesa cattolica)

Ci sono vegetariani nel cristianesimo anche se il cristianesimo non è vegetariano e non possiamo dimenticare che Dio ci creò vegetariani. Per noi è fondamentale il principio che mangiare male fa male.  Non dobbiamo dimenticare, come si legge nella Bibbia nel libro dei Numeri che “troppo cibo e troppo vino, spengono la mente”. Consumare il cibo è un grande momento educativo. Il cibo mi ricorda chi sono. È un momento di coesione sociale. Il cibo si condivide. Ci propone un rapporto con la creazione e il creato. Da come mangiamo decidiamo la nostra posizione nel mondo. Se sto attento a certi equilibri, alla dimensione spirituale riconosco come Dio mi vuole bene. Il diluvio ci indicò come il male è dentro il mondo e che mangiare carne è una concessione che Dio ci fece dopo il diluvio ricordandoci che la carne, che mangiamo è frutto di una violenza.

Paljin Tulku Rinpoche, lama del centro studi tibetani Mandala

I buddisti, contrariamente a quanto normalmente si pensa, non sono vegetariani. Il vegetarianismo per noi non è una regola di vita. Gli uomini possono essere onnivori, ma devono fare delle scelte. L’individuo deve essere responsabilizzato negli atti che compie ogni giorno compreso quello importante di alimentarsi. Ci assumiamo come dovere quello di rispettare l’ambiente in generale e la purezza dei corsi d’acqua in particolare. Guardiamo alla natura con devozione. L’uomo può essere onnivoro o vegetariano. Essere vegetariano è un fatto culturale legato alle tradizioni e al luogo dove si vive. Non ci possiamo dimenticare che i vegetali hanno sentimenti come gli animali. Anche che animali hanno una loro etica. A ognuno spetta una scelta individuale che lo conduca lungo un percorso spirituale ed evolutivo. E questo può avvenire solo nella consapevolezza che facciamo parte di un tutt’uno, di un mondo unico per tutti: uomini, animali e vegetali.

Marco Ferrini presidente del Centro Studi Bhaktivedanta

Inizio mettendo l’accento su un principio fondamentale della cultura vedica: ahimsa, che vuol dire “non nuocere”. Dobbiamo considerare il mondo tutto nel suo insieme. Siamo legati alla natura anche sul piano interiore e dobbiamo rispettarla guardando al nostro modo di essere. Quando per esempio ci pervade una tendenza alla collera questa si traduce in tensione. Il tempo dell’essere è il presente e per questo dobbiamo vivere l’eternità nel presente. Il presente è anche la nostra alimentazione, che non è cibo solo per il corpo, ma anche cibo per la mente e la psiche. Il cibo è la fonte della nostra buona salute psichica e non solo fisica. Abbiamo bisogno di un cibo che armonizza le nostre energie. Se è virtuoso ci darà energia. Ci consentirà di superare la superficialità. Per questo è importante escludere la violenza dal nostro cibo. “Ahimsa”, non nuocere. Un cibo che non ha orogine da una brutalità esercitata sugli animali ci induce a sentire gli animali in modo diverso. La biodiversità. della quale abbiamo bisogno, esiste quando ci nutriamo della parte più virtuosa della società. Dobbiamo vivere in armonia con tutte le specie. La Terra è un condominio dove vivere in pace. La violenza verso i nostri simili e verso la natura ci allontana dalla nostra pace interiore. Dobbiamo diventare la versione migliore di noi stessi. Il nutrimento non può essere fine a sé stesso. Ha una sua sacralità. È la strada per l’amore verso il creato. Se alla religione viene sottratto il basilare valore della compassione verso tutte le creature, quanto resta allora della sua validità (e credibilità) sul piano della giustizia universale? Interroghiamoci dunque sulla provenienza del cibo che mangiamo, e se scopriamo che proviene dalla macellazione non esitiamo a modificare la nostra dieta. Tale scelta, significativa sul piano etico, oltre a migliorare la nostra salute non infligge dolori e sofferenze agli animali. È vero che per vivere dobbiamo pur mangiare, e che ogni creatura ha diritto alla vita, e che ogni corpo è cibo per altri corpi, ma è pur vero che il nostro livello evolutivo ci permette di discernere e di ricorrere alla violenza il meno possibile. L’essere umano, tra le tante specie viventi, occupa indubbiamente una posizione privilegiata, ma è proprio da quel privilegio che dovrebbe scaturire una maggiore responsabilità, e magari tradursi sul piano comportamentale con una scelta alimentare non violenta, che prepari poi la strada allo sviluppo del sentimento più nobile ed elevato dell’amore per Dio e per tutte le Sue creature.

Gabriele Eschenazi, vicepresidente di The Vegetarian Chance e conoscitore della cultura ebraica

Oggi gli ebrei celebrano con Rosh Hashanà, il capodanno ebraico, la creazione dell’universo e quindi dell’ambiente nel quale viviamo. Come racconta la Bibbia in quell’ambiente l’uomo era vegetariano. Ad Adamo ed Eva Dio disse: Ecco io vi dò ogni erbaggio fornito di seme, esistente sulla faccia di tutta la terra; ed ogni albero, in cui è frutto d’albero, fornito di seme: vostro sarà per cibarvene. Ci volle un cataclisma come il diluvio per cambiare la dieta degli esseri umani. Tutto ciò che si muove e ha vita vi servirà di cibo; io vi do tutto questo come l’erba verde, disse Dio, che però pose regole severe sul consumo di carne escludendo alcuni animali e indicando una procedura. Secondo il rabbino Abraham Cook si trattò di una dispensa temporanea verso un’era più luminosa nella quale gli uomini sarebbero tornati a essere vegetariani. La religione ebraica non è vegetariana, ma tuttavia nei suoi rituali i riferimenti simbolici ai vegetali sono predominanti. Si benedicono per primi sempre pane, vino, i frutti della terra e degli alberi, che hanno anche una festa specifica a loro dedicata, Tu Bishvat. Esistono due importanti associazioni di ebrei vegetariani: la Jewish Vegetarian Society (Gran Bretagna) e i Jewish Vegetarians of North America. Entrambe vedono nella Bibbia un confronto continuo tra le insane pulsioni carnivore degli uomini e la spinta divina verso il vegetarianismo contro la violenza verso gli animali, la difesa dell’ambiente e il dovere di nutrire tutti gli esseri umani.

Cinzia Scaffidi, vicepresidente di Slow Food Italia

La scelta del cibo è qualcosa di privato, di intimo. Per questo non accettiamo facilmente imposizioni nel cibo. Se c’è qualcuno che ci dice cosa mangiare la ribellione è immediata. Parlare di connessione spirituale col cibo significa, secondo me, capire cosa stiamo mangiando. La scelta religiosa è un elaborato di relazioni. Il fare si manifesta in gesti di condivisione, che ci coinvolgono. Per questo è importante ricordarsi che il cibo non si accumula, ma si condivide. È una questione di relazione con il mondo, con il creato. Il nostro modo di comportarci ha influenza sugli animali, sulle piante, sulle rocce, sul clima. È la logica della natura. Col tempo il cibo è diventato sempre più una categoria merceologica e questo ci ha allontanato dalla compassione verso gli animali. In realtà l’antica e tradizionale agricoltura di relazione è molto diversa da quella industriale. L’agricoltura tradizionale è quella dove l’uomo conosce i suoi animali e dove la violenza è un rito, che fa parte di quella cultura. È insita dunque in questo rapporto anche violento una vita di relazione, della quale ci nutriamo. Non possiamo limitare tutto in un sì un in un no alla violenza per nutrirci. D’altra parte compiamo atti di violenza anche contro i vegetali, che a loro volta si giovano del contributo che danno certi animali al loro sviluppo. Pensiamo, per esempio, ai lombrichi. Chi è vegetariano e mangia formaggio, ma non carne deve sapere che vitelli e agnelli maschi, che non producono latte finiscono inevitabilmente al macello. Tutto il sistema degli animali d’allevamento vive di una sua economia e una sua logica, che è parte comunque di un patrimonio di cultura umana, che non possiamo liquidare definendolo immorale.

Simone Molteni, direttore scientifico di Life Gate

Che la dieta vegetariana sia migliore di una troppo ricca di carne è indubitabile. Qui a Expo abbiamo compiuto scelte editoriali in grado di consentire a temi e contenuti diversi di emergere e avere il loro spazio. Nel nostro Magazine di Expo abbiamo parlato non a caso di almeno una ventina di tipi di dieta diversi. Questo significa che nel mondo esiste una percorso di ricerca sul modo di nutrirsi. Noi siamo quello che mangiamo e il cibo ha a che fare con la nostra identità. Siamo arrivati anche alla situazione folle di uno scontro tra vegani e vegetariani. Una follia! Serve sempre il dialogo e questo dipende anche dalla qualità dell’intenzione che ci spinge verso una scelta. Io credo poco nelle diete che si prefiggono lo scopo di convincere gli altri. Sono contrario al “tifo delle diete”. Dobbiamo tutti batterci per preservare la biodiversità che è una ricchezza. Il vegetarianismo in particolare è certamente un minimo comun denominatore nel quale ci possiamo tutti riconoscere.