The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Biodiversità e memoria. Tre storie del Locarno Film Festival in Paraguay, Polonia e Cambogia

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Mateo Sobode Chiqueño nel docufilm Apenas el sol registra in Paraguay canti e racconti di altri Ayoreo come lui per preservarne la cultura.

Nella biodiversità c’è la memoria della Terra, un sapere che non possiamo permetterci di perdere. E in questa biodiversità ci siamo anche noi esseri umani con i nostri saperi e le nostre culture. Più ci omogeneizziamo culturalmente, più diventiamo ignoranti. Più cancelliamo ciò che erroneamente consideriamo primitivo e meno sapremo gestire un futuro, del quale oggi improvvisamente abbiamo timore. Diversi sono i popoli in via di estinzione nel mondo, uno di questi sono gli Ayoreo, che hanno vissuto a lungo nella foresta paraguayana senza contatti con la civiltà bianca. Di loro ci ha raccontato al Locarno Film Festival il docufilm Apenas el Sol inserito nella sezione Panorama Suisse e diretto dal regista Arami Ullón.  La macchina da presa segue Mateo Sobode Chiqueño, che con un vecchio apparecchio a cassette registra le testimonianze di altri Ayoreo come lui costretti a lasciare il loro habitat, la foresta. Ne deriva un quadro struggente che mette sotto accusa l’industria agricola e i missionari religiosi che hanno operato per mettere sotto il loro controllo l’area. Gli Ayoreo così sradicati dalla foresta si sono improvvisamente ritrovati poveri e ammalati. L’equilibrio della loro vita è stato rotto. Nel loro ambiente erano sani e «ricchi» delle loro conoscenze e abitudini. Il ritorno nella foresta è la soluzione e Mateo si sottopone a un rito speciale, che lo spinga a tornare alle origini. 

Danusia con i suoi cani nel film polacco Bukolica

Lontane dalla modernità per scelta vivono anche Danusia e la figlia Basia, protagoniste del film polacco Bukolika presentato nella sezione Settimana della critica e diretto da Karol Palka. Le due donne vivono in una sorta di bolla dove una routine quotidiana le pone tutti i giorni in contatto con  la natura, che non è fatta solo di piante e animali, ma anche si spiriti dei morti, con i quali dialogare e dei quali avere timore. Non è una vita semplice e il regista con mano leggera e rispetto segue le due donne senza interferire. Crea così una sorta di affresco che ci ricorda, se ce ne fosse bisogno, che vivere nella natura comporta fatica e soprattutto un approccio diverso al mondo moderno. Danusia e Basia sono consapevoli della propria scelta e mantengono un contatto con la modernità. Cosa c’è di più moderno del loro inforcare la bicicletta? Ma stanno bene così, hanno trovato un loro equilibrio.

Nel cortometraggio cambogiano Side by Side, presentato nella sezione Open Doors, il tema è il passaggio della memoria tra le generazioni. Una coppia di abitanti di un villaggio rurale racconta alla nipote la storia del loro matrimonio sotto la dittatura dei Khmer Rossi. Il giovane Polen Ly, che ha diretto e prodotto il film, descrive come da un connubio imposto sia poi nato col tempo l’amore. L’imposizione alla fine non cancella i sentimenti per sostituirli con rigidi automatismi molto simili a quelli che ci impone oggi la tecnologia. Polen Ly accompagna lo spettatore in una realtà dove il cibo si raccoglie direttamente dalla natura tutti i giorni. In primo piano l’enorme jackfruit molto nutriente e sostitutivo della carne come molti vegani sanno anche in Italia. Nipote e nonni lo raccolgono come un dono della natura. 

Nonna e nipote raccolgono jackfruit

Nel cortometraggio Side by Side nonna e nipote raccolgono il nutriente e voluminoso jackfruit per i loro pasti


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Al Locarno Film Festival la libertà della natura e non dalla natura

L’adolescente Mora nel film argentino Zahorì con il suo amico Nazareno, anziano Mapuche, in uno spazio aperto della Patagonia.

Ci sono film ambientati in un contesto urbano e altri in un contesto naturale. Nel secondo caso gli spettatore  guarda a piante e animali come coprotagonisti silenti della vicenda che seguono. Al 74 Locarno Film Festival di quest’anno (4/14 agosto) nelle diverse sezioni sono stai proposti film dove la relazione degli umani con i loro simili non sono più importanti della loro relazione con l’ambiente che li circonda e dal quale ricevono le risorse per la loro esistenza.
Lo percepisce l’adolescente Mora (Lara Viaena Tortosa), che nel film argentino Zahorì, compie il suo percorso da un ecologismo imposto a un ecologismo consapevole e scelto. Il film è stato presentato nella sezione Cineasti del Presente con la regia dell’argentina Marí Alessandrini. A fare da scenografia i paesaggi infiniti della Patagonia, dove una coppia italo-svizzera con i suoi due bambini è venuta a realizzare il sogno di vivere in simbiosi con la natura nutrendosi di vegetali da loro stessi coltivati. Un’unica scuola locale rimane il contatto con «la civiltà», che cerca la sua rivincita nelle figure di due mormoni in cerca di nuovi adepti. Mora come ogni adolescente mira ad affermare la propria personalità e lo fa esplorando ispirata dal vecchio Mapuche, Nazareno, che ha in Zahorì, un cavallo bianco il suo migliore amico. Proprio la fuga di Zahorì inseguito da Mora ci trasmette il desiderio di una libertà scevra da ogni obiettivo preciso, un impulso innato che consente a Mora di costruire la propria personalità senza le contaminazioni della civiltà urbana. E allora anche il senso della scelta estrema dei propri genitori può essere meglio compresa.

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Yaya e Lennie nella giungla nell’omonimo film di animazione presentato in anteprima in Piazza Grande a Locarno

La ricerca di questa libertà nella natura è il tema anche di Yaya e Lennie – The Walking Liberty film di animazione di Alessandro Rak, presentato in Piazza Grande. L’autore immagina e disegna con maestria una Napoli trasformata in una foresta tropicale impenetrabile, dove un regime denominato non a caso «L’Istituzione» cerca di «riportare ordine» con la forza e il monopolio delle risorse tecnologiche, simbolo del potere umano. Ma la giovane Yaya non smette di inseguire il sogno di una società libera «La Terra della musica». Ad accompagnarla in questa avventura c’è Lennie, un gigante tanto buono e forte quanto ingenuo e infantile. Il loro percorso è precario come sottolinea la stessa Yaya dicendo a più riprese: «La nostra vita non vale un filo d’erba».

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Alessandro Rak regista di Yaya e Lennie

La protagonista ci ricorda come la nostra vita valga in realtà quella di ogni altro essere vivente sul pianeta. La giungla, che siamo abituati ad evocare come sinonimo di caos parlando di «legge della giungla» in realtà ha le sue regole i suoi equilibri, che prescindono dall’essere umano. La libertà di natura si contrappone a quella tecnologica, alla quale oggi diamo tanto valore. Ma la vera connessione, che dovremmo cercare non è quella con il wifi, ma piuttosto con le proprie radici e l’ambiente.


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Cambiamo Agricoltura spiega l’ambiente a fumetti

Cambiamo Agricoltura pubblica 3 piccole storie a fumetti sul tema della biodiversità nell’ambito della campagna Good Food, Good Farming in corso fino al 21 giugno. Seguendo la protagonista Fork la forchetta, si ricevono spiegazioni su problemi e soluzioni su biodiversità, pesticidi, antibiotici e cambiamento climatico. C’è bisogno di ogni strumento per spiegare i problemi ambientali e i fumetti da sempre sono un ottimo veicolo d’informazione. Poi sta ognuno di noi approfondire per aumentare la nostra consapevolezza.