The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Covid 19: malattia umana, malattia ecologica: un video di Carlo Modonesi e Monica Oldani

La foresta: il miglior vaccino Foto di Radosław Cieśla da Pixabay

Dopo oltre mesi di pandemia non solo non abbiamo sconfitto il virus, ma forse non abbiamo ancora capito esattamente come e cosa esattamente abbia stravolto in modo così radicale le nostre vite quotidiane. Di informazioni ne abbiamo ricevute molte, magari troppe e non tutte chiare e precise. In aiuto ci viene il video, Covid 19: malattia umana, malattia ecologica, realizzato dal professor Carlo Modonesi e dalla professoressa Monica Oldani su invito della Diocesi di Como per ricordare l’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. Si tratta di una vera e propria lezione che propone con linguaggio semplice una lettura scientifica ed ecologica della pandemia da COVID-19. Significativa è la conclusione del video che indica come le foreste oltre a essere nostre alleate contro l’inquinamento siano essenziali per tenere i virus in equilibrio con l’ambiente e le diverse specie.
Carlo Modonesi è professore di Ecologia umana all’Università degli Studi di Parma, la professoressa Monica Oldani è psicologa ed esperta di comunicazione scientifica (e voce narrante del video).

Di seguito segnaliamo anche il video How the Covid-19 pandemic began diffuso dal quotidiano britannico The Daily Telegraph, che racconta con immagini esplicite tutti i pericoli insiti nei Wet Market cinesi dai quali si presume si sia diffuso il virus. Questo filmato ci racconta tra l’altro come i pipistrelli incriminati non si vendevano al mercato di Wuhan, ma potrebbero aver infettato polli o altri animali messi in vendita. L’animale responsabile della diffusione del morbo non è stato dunque ancora identificato, ma forse poco importa dato che è l’essere umano a non poter più sfuggire dalle proprie responsabilità.

 

 

 

 


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Million Dollar Vegan regala pasti vegetali ai sanitari di Torino

Luca Andrè con Pietro Leemann durante il suo show cooking a TVC 2019 a Torino

Il personale dell’ospedale Molinette impiegato nell’emergenza Covid e gli addetti delle unità mobili e delle task force Coronavirus della ASL città di Torino riceveranno fino al 29 maggio 700 pasti vegani donati dall’organizzazione Million Dollar Vegan, che si propone di far conoscere i benefici per salute e ambiente di un’alimentazione vegetale senza rinunciare al gusto. Il lunch box è infatti stato preparato da Luca Andrè di Soul Kitchen, che ha partecipato all’ultima edizione del festival The Vegetarian Chance, che si è svolto nel capoluogo piemontese nell’autunno scorso. La proposta comprende un piatto unico e un dessert pensato per addolcire le difficoltà. Il 30 maggio l’iniziativa coinvolgerà 50 famiglie vulnerabili del Varesotto in collaborazione con la White Milk Foundation. In questo caso saranno distribuite materie prime con un ricettario per cucinare. Tra i sostenitori di Million Dollar Vegan c’è il dottor Neil Barnard ospite d’onore di The Vegetarian Chance nel 2018 e che a proposito del Covid-19 nel sito scrive: Il coronavirus è un virus animale, introdotto nella popolazione umana attraverso i mercati degli animali. Allo stesso modo i virus dell’influenza A sono propri degli uccelli che sono entrati in contatto con l’uomo attraverso l’allevamento di pollame. Rimuovere gli animali dal nostro “piatto collettivo” avrebbe un un impatto decisivo nel prevenire future pandemie e allo stesso tempo migliorerebbe la nostra salute e il nostro ambiente.


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Il WWF lancia l’Sos api

Api e insetti impollinatori sono a rischio scomparsa. Già ora in Cina ci sono colture dove l’impollinazione è compiuta da esseri umani per supplire alla mancanza di api. Inutile dire che sarebbe praticamente impossibile per gli esseri umani sostituirsi interamente ad api ed insetti impollinatori. Il WWF ci informa che negli ultimi 30 anni abbiamo perso oltre il 70% della biomassa di insetti volatori appartenenti non solo alle specie più rare ma anche alle specie più comuni, da cui dipende il fondamentale servizio ecosistemico dell’impollinazione. Più del 40% delle specie di invertebrati, in particolare api e farfalle sono a rischio estinzione. Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70 %  dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono così il 35% della produzione globale di cibo. Delle 100 colture da cui dipende il 90 per cento della produzione globale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Solo in Europa, ben 4mila varietà agricole dipendono dalle api. Negli ultimi 50 anni il volume della produzione agricola è aumentato del 30% grazie al contributo diretto degli animali impollinatori.

Una donna-ape in Cina via: http://en.people.cn/

Nei Paesi occidentali, le api domestiche producono 1,6 milioni di tonnellate di miele. Ma di tutto questo “lavoro gratuito” che le api ci regalano l’agricoltura industriale sembra essersene dimenticata affidandosi massivamente ai pesticidi, che hanno stravolto l’equilibrio degli ecosistemi, dei quali gli insetti sono parte integrante. Questi esseri viventi per riprodursi hanno bisogno di siepi, alberi, stagni e fasce tampone con fiori nettariferi.
Da notare poi come noi esseri umani siamo vittime di una percezione piuttosto distorta dell’importanza delle api. Siamo tutti ingolositi dai mieli profumati e suggestionati dalle proprietà medicinali di propoli, pappa reale e polline, mentre invece conosciamo poco il lavoro delle api nel rifornirci di frutta e verdura. Uno studio svizzero del 2005 riportato dal WWF evidenzia come il valore economico dell’impollinazione prodotta dalle api domestiche è molto più alto di quello ottenuto dai prodotti diretti dell’apicoltura come miele, polline, cera e altro. Il valore della produzione agricola generato dalle api è stato calcolato in 256 milioni di franchi svizzeri mentre quello della sola produzione di miele era stato quantificato in 60 milioni, poco più di quattro volte meno.

Il WWF si propone di raggiungere un milione di firme per spingere l’Unione Europea a cambiare radicalmente la sua politica agricola. Ecco l’appello:
“Unisciti a noi per chiedere all’ Unione Europea, al Governo italiano e alle Regioni il divieto dei pesticidi più pericolosi e un sostegno maggiore all’agricoltura biologica senza veleni”.

Le proposte del WWF sono
• ridurre del 50% l’uso dei pesticidi entro il 2025
• garantire sussidi all’agricoltura biologica
• approvare entro il 2020 la nuova Legge sull’agricoltura biologica
• introdurre incentivi fiscali per la transizione ecologica dell’agricoltura
• introdurre nuovi strumenti di fiscalità ambientale per gli investimenti
• agevolare il consumo di alimenti biologici

Le firme si raccolgono qui

Questa iniziativa a tutela delle api si inserisce nella campagna Cambia la Terra, promossa da FederBio con Isde- Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF per un’agricoltura libera dai pesticidi e l’aumento della superficie agricola condotta con pratiche agricole ecologiche.