The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Vegani sì, ma integrali. Questa è la lezione di Jenny Sugar Plant based Nutrition? Yes, but Whole. Jenny Sugar’s lesson

L’offerta di corsi di cucina vegetariana e vegana è sempre più alta. Ogni tanto sembra che chiunque abbia letto qualche libro e abbia fatto qualche esperimento a casa sia titolato a insegnare cucina veg. Ma come sempre bisogna saper valutare le offerte. Cucinare senza prodotti animali non vuol dire accostare a caso un po’ di verdure, legumi e cereali e sperare che da qualche miscuglio più o meno ispirato esca fuori qualcosa di appetitoso. Un minimo di conoscenza dei nutrienti e di sé stessi sono necessari per ricavare il meglio dai vegetali. Lo conferma, nella testimonianza che segue, Jenny Sugar, che dopo studi in India e negli Usa, propone a Milano e in tutta Italia corsi di cucina Vegan-Whole, utili a nutrirci meglio e a essere di supporto a chi combatte contro malattie a volte curabili meglio con una diversa alimentazione che non usando le medicine. Jenny Sugar, fa parte del comitato promotore di The Vegetarian Chance. Tutte le informazioni sui suoi corsi si possono trovare nel suo sito.

La Nutrizione Integrale a base Vegetale e la Cucina Vegan-Whole

di Jenny Sugar

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Jenny Sugar

Un mio compagno di corso Sharan in India, RH, di 39 anni, dopo un check up di routine, effettuato perché accusava una sete eccessiva, fece l’amara scoperta di avere il diabete di tipo 2: lui che pensava di condurre una vita sana con 4 ore di allenamenti alla settimana.

Nonostante lo shock iniziale decise che non si sarebbe lasciato abbattere dalla diagnosi. Accettò la situazione e scelse di assumersene la responsabilità, cominciando a cercare una via naturale per combattere il diabete. Qualcuno gli consigliò il libro di Gabriel Cousens Curare il diabete in 21 giorni e leggendolo cominciò a sperare di poter invertire il decorso della sua malattia invece di vivere di farmaci per il resto della vita. Seguendo i principi del libro, i valori della glicemia iniziarono a scendere, mentre di pari passo cresceva la sua attitudine positiva verso la possibilità concreta di guarire. Quattro mesi dopo, però, i livelli della glicemia non erano ancora del tutto a norma. E così, tutt’altro che rassegnato, nel giugno 2014, RH decise di frequentare in India il corso di 21 giorni di Sharan, basato su principi molto simili a quelli enunciati da Cousens. Il programma superò ogni aspettativa. RH imparò a fare piccole modifiche alla dieta per migliorare i risultati. Nel corso, infatti, si studiavano le cause, i mutamenti nel corpo, gli effetti dei farmaci e come invertire l’andamento delle malattie per riprendere una vita normale. Molti partecipanti, con malattie croniche e anche più datate del diabete di RH, erano arrivati con propri farmaci, ma tutti, indistintamente, alla fine delle tre settimane, erano riusciti a migliorare i loro valori riportandoli alla normalità o riducendoli in modo sostanziale così da poter poi continuare a gestirsi da soli a casa per un anno sotto la guida dei tutors. Entusiasta della nuova vitalità percepita RH ispirò altri a seguire il suo esempio per intraprendere un analogo cammino di guarigione. Oggi, trascorsi cinque anni, RH è una persona in salute, riconoscente e felice nella sua famiglia che lo ha sostenuto. L’esperienza di RH è anche la mia e quella di 27 persone che ogni giorno per 3 settimane si sono confrontate con i loro progressi. Abbiamo realizzato un sogno, che è alla portata di tutti. Il segreto sta nella nutrizione vegetale-integrale e la sua cucina vegan-whole, un modo di mangiare basato su prodotti del mondo vegetale coltivati in modo naturale che devono essere consumati integrali, pieni della loro fibra, ricchezza e bontà nutrizionali che li caratterizza all’origine. Non devono essere stati contaminati né deturpati dai processi di trasformazione dovuti a conservanti o sostanze chimiche, né raffinati per farli diventare più bianchi, più morbidi e più falsi.

L'allegria multicolore dei piatti vegan-whole

L’allegria multicolore dei piatti vegan-whole

Il veganismo nacque nel 1944 negli USA con propositi etici per la difesa degli animali, invece la nutrizione integrale a base di piante con i suoi intenti nutrizionali (whole plant based nutrition) nasce forse ufficialmente nel 2005 grazie al libro The China Study di Colin Campbell. Già 40 anni prima medici come John McDougall avevano studiato gli effetti dell’alimentazione sui popoli, analizzando i risultati del cambiamento nutrizionale negli emigranti, soprattutto in riferimento alla SAD (Standard American Diet). Oggi, il programma McDougall che dura 10 giorni è anche disponibile online in modo gratuito. Altri studi, libri e programmi nutrizionali sul tema sono stati prodotti anche da: Caldwell Esselstyn, Neal Barnard, Dean Ornish, Joel Fuhrman, Michael Greger, Nandita Shah e molti altri. La dieta integrale a base di piante non è solo utile per guarire da malattie, ma apporta infiniti benefici a tutti, indipendentemente dal loro stato di salute. Aiuta ad acquisire uno stato generale di benessere, una perdita di peso permanente, un miglioramento del proprio aspetto, la sensazione di essere più giovani e vitali. Il corpo è messo in condizione di mettere in funzione il sistema di autoguarigione che è insito in noi dalla nascita, ma che viene neutralizzato dai troppi veleni.

Imparare a cucinare questo tipo di cibo in modo allegro e appetitoso non è difficile. Bastano pochi principi e tecniche da acquisire seguendo un corso che permetta di capire, con studio e pratica, quali sono gli elementi nutrizionali dei piatti e come bilanciarli.

ENGLISH VERSION

The offer for vegetarian and vegan cooking classes is always higher. Every so often it seems as if anyone who has read a few books and done a few experiments at home is entitled to teach veg cuisine. As always we still need to be able to evaluate the offers. Cooking without animal products does not mean randomly combining some vegetables, legumes and cereals hoping that, out of this more or less inspired mixture, something appetizing will come out. A minimum of self preparation and knowledge of nutrients is needed to achieve the best from the vegetable world. Confirmed in the testimony that follows, Jenny Sugar, after studies in India and the US, proposes Whole-Vegan classes in Milan, all of Italy and other countries, useful to feed ourselves in a better way and to support those who fight against diseases that could sometimes heal with a change in the nourishing approach rather than the use of drugs. Jenny Sugar, is part of the organizing committee of The Vegetarian Chance. All information on her courses can be found in her website.

by Gabriel Eschenazi

Whole Plant based Nutrition and Whole Plant based Cuisine

by Jenny Sugar

My Sharan classmate in India, RH, age 39, after a routine check up for excess thirst got diagnosed type 2 diabetes. It was a bitter discovery for someone who thought of leading a healthy life with 4 hours of physical training per week. Despite the initial shock he decided that he would not let the diagnosis beat him. He accepted the situation and chose to take responsibility, starting to look for a natural way to fight diabetes. Someone suggested the book by Gabriel Cousens Treating diabetes in 21 days and reading it gave him hope to be able to reverse the course of his illness instead of living the rest of his life on drugs. Following the principles of the book, the blood glucose values began to fall, while hand in hand his positive attitude towards the real possibility of healing started to grow. Four months later, however, the glucose levels were not yet fully within standards. And so, without giving up, in June 2014, RH decided to attend the 21 days Sharan course in India, based on similar principles to those set forth by Cousens. The program exceeded all expectations. RH learned to make small changes to the diet that improved his results. The course taught participants the causes of disease, which changes occurred in the body, the effects of drugs, how to reverse the trend of the disease to resume a normal life and much more. Many participants had been ill with for much longer than RH, they had arrived with their medications, but all without exception, at the end of three weeks, had been able to improve their values restoring them to normal or reducing them substantially to then continue to take care of themselves at home for a year under the guidance of tutors. Excited about his new perceived vitality, RH inspired others to follow his example taking a similar path of healing. Today, after five years, RH is a healthy person, grateful and happy within his family who supported him all the way through.

RH’s experience is also my own and that of 27 people who every day for 3 weeks confronted one another with our progress. We made a dream come true and this, is available to everyone. The secret lies in whole plant based nutrition and its whole plant based cuisine. A way of eating based on plant based products grown in a natural way that must be consumed whole, full of their own fiber, nutritional richness and goodness that characterizes them at the very beginning. They must not have been contaminated or defaced by transformation procedures due to preservatives or chemicals, or refined using substances or mechanical processes that make them whiter, softer and falser.

Veganism started in 1944 in the US with the ethical intention of defending and protecting animals, while whole plant based nutrition with its nutritional intent maybe started in 2005 thanks to the book The China Study by Colin Campbell. Already 40 years before that, doctors as John McDougall had studied the effects of different dietary habits on populations, analyzing the results of the nutritional change in migrants, especially in reference to the SAD (Standard American Diet). Today, the 10 days McDougall program is also available online for free, same thing with the Food for Life Kickstart your Health 21 day program. Other studies, books and nutritional programs on the subject were also produced by Caldwell Esselstyn, Neal Barnard, Dean Ornish, Joel Fuhrman, Michael Greger, Nandita Shah and many others. The whole food plant based diet is not only useful to cure disease, also brings endless benefits to everyone, regardless of their state of health. It helps acquire a general state of wellbeing, permanent weight loss, an improvement in appearance, the feeling of being young and vital. The body is put in a situation to perform the self-healing system that is within us from birth, but has been neutralized by too many poisons.

Learning to cook this kind of food, so cheerful and appetizing, is not difficult. Few principles and techniques are all that needs to be acquired by following a course that allows to understand, with study and practice, the nutritional elements of food and how to balance them. Info here.

 


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Tre zucchine bio per 5 anni di vita in più? Meglio gli OGM. Parola di Elena Cattaneo

Elena Cattaneo scienziata e senatrice a vita

Elena Cattaneo scienziata e senatrice a vita

“C’è chi mangia tre zucchine biologiche e crede così che camperà cinque anni di più!!!”: così, con affermazioni di questo tenore, la senatrice Elena Cattaneo ha cercato di ridicolizzare e mettere alla berlina chi diversamente da lei avversa la manipolazione genetica degli OGM e crede invece nell’agricoltura biologica. A darle il palcoscenico per rilanciare la sua fede assoluta negli OGM è stata a Milano la Fondazione Ambrosianeum giovedì 19 gennaio nell’ambito di un dibattito dal titolo Gli organismi geneticamente modificati (OGM) fanno male?. Tra i relatori non era stato incluso alcun ricercatore contrario agli OGM e questo indicava già la risposta a una domanda posta di fatto in forma più retorica che non reale. D’altra parte anche l’immagine d’apertura della scienziata parlava chiaro: due prosciutti e una forma di formaggio. Non esistono prove che gli OGM facciano male, ha ribadito la Cattaneo, che ha anche sottolineato come nessuna attività umana sia esente da rischi. ”Volare può essere pericoloso, eppure noi tutti continuiamo a farlo”, ha detto. Agli oppositori degli OGM, che a suo dire in Italia negano la libertà di ricerca, Elena Cattaneo ha, però, fatto due concessioni: la prima è che l’uso di prodotti OGM va valutato caso per caso, la seconda è che i consumatori hanno diritto di sapere se stanno mangiando OGM e devono poter scegliere cosa mangiare secondo le loro convinzioni. D’altra parte, secondo la senatrice, chi è povero non può fare a meno di mangiare OGM, mentre chi è ricco può permettersi il cibo biologico, che non dà alcuna garanzia di essere più salubre di quello convenzionale. E per avvalorare quest’ultima affermazione la senatrice ha citato una ricerca di Altroconsumo, che avrebbe dimostrato che tra vegetali coltivati convenzionalmente e biologicamente non esisterebbe alcuna differenza né nutrizionale, né sanitaria. Strano che una scienziata che si è molto vantata delle sue ricerche pesanti (3,7 kg quella distribuita ai senatori) si sia accontentata di un servizio giornalistico per avvalorare le sue tesi. Tanto più che il servizio della rivista Altroconsumo non è stato da lei citato correttamente. In quel servizio non si nega che i prodotti agricoli convenzionali contengano pesticidi, si consiglia di non usare la buccia e di buttare via l’acqua di cottura quando ci si nutre di prodotti agricoli convenzionali. Tre elementi che indicano come una differenza tra convenzionale e bio esista e non sia poi così irrilevante. Del problema dell’abuso di erbicidi e pesticidi nessun accenno da parte della dottoressa Cattaneo se non quando ha liquidato la questione glifosato come “l’ennesima fobia”.

Il logo di Non GMO project, l'organizzazione americana che si batte contro gli OGM

Il logo di Non GMO project, l’organizzazione americana che si batte contro gli OGM

Eppure il fatto che gli OGM comportino un maggiore uso di erbicidi e non escludano quello dei pesticidi è cosa nota e non può essere considerato un fattore irrilevante. La senatrice ha anche negato che l’uso di OGM favorisca gli interessi delle multinazionali dato che anche nell’agricoltura convenzionale i produttori sarebbero costretti ad acquistare ogni anno semi, erbicidi e pesticidi dalle stesse aziende. Grana padano, prosciutti italiani sono tutti derivati da animali allevati con prodotti agricoli OGM e sono buonissimi, ha continuato la scienziata, che non ha risparmiato al pubblico il luogo comune “la vita media si è allungata” che di solito è molto vendibile. Peccato che nel mondo le patologie legate all’alimentazione siano in aumento vertiginoso e questo significhi qualità della vita peggiore e costi sanitari sempre più alti. E dagli OGM il contributo sanitario che abbiamo è quello di causare un aumento della produzione di carne attraverso l’alimentazione con soia OGM degli animali da allevamenti intensivi. Da parte della senatrice non è poi arrivata nessuna parola sull’etica del rapporto tra uomo e natura. La sua visione è antropocentrica e nelle sue concezioni non c’è spazio per il rispetto e lo studio dei suoli: la chimica prima di tutto. Lo ha spiegato chiaramente lei stessa quando ha detto “L’agricoltura è per definizione nemica della natura” e dunque non ci rimane che sviluppare al massimo l’agricoltura industriale con gli OGM. Ma come racconta il documentario Domani solo il 30% dell’agricoltura mondiale è industriale mentre il restante 70% è nelle mani dei piccoli produttori. Questo significa che per il futuro esistono soluzioni diverse da quelle prospettate dalle multinazionali e sono tutte molto ben raccontate nel documentario Domani. Per saperne di più sul No agli OGM informazioni nel sito di Greenpeace.