The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Smart World premia ad Amsterdam i migliori ristoranti vegetali del mondo. In Italia vince Piazza Duomo di Alba

Frank Fol, fondatore di We’re Smart, ad Amsterdam durante la presentazione dell’evento

Il miglioramento della ristorazione in senso vegetale non può passare solo dai ristoranti vegetariani e vegani, ma deve necessariamente passare anche dalla ristorazione generalista di qualità. A questo ha pensato il progetto belga Smart® World , che ogni anno premia in Europa i ristoranti che più si sono distinti nella qualità vegetale dei loro menu. Quest’anno la premiazione di Best Vegetables Restaurant of the World® si è svolta ad Amsterdam il 6 maggio da QO, hotel ecologico all’avanguardia nella sua seconda edizione internazionale. Smart® World non si limita ad attribuire premi, ma provvede anche a pubblicare We’re Smart®Green Guide, tutti gli indirizzi utili per chi viaggiando vuole mangiare sano e dare un riconoscimento a chi ha scelto di aprire al cambiamento.

La missione di Smart® World è quella di riunire persone e aziende che operano in favore della salute e della sostenibilità nel campo del cibo cercando di imparare gli uni dagli altri e rafforzandosi a vicenda. Per tutti l’unico scopo è quello di permettere alla nostra società di evolvere verso soluzioni più intelligenti per i nostri corpi, la natura e il pianeta. Best Vegetables Restaurant of the World®, We’re Smart®Green Guide sono progetti che contribuiscono a questo” si legge nel documento fondante del progetto. Creatore del progetto è Frank Fol, Vegetal Chef®. Fol è stato il proprietario del ristorante stellato Michelin Sire Pynnock a Leuven (Lovanio) in Belgio. Verdure e tutti i prodotti della terra sono sempre stati una sua grande passione letteralmente coltivata per 25 anni ed espressa nella sua cucina. Oggi insegna, fornisce consulenze, organizza workshop in tutto il mondo. «Oggi, vivere una vita sana ed equilibrata, consumare risorse sostenibili, proteggere il nostro ambiente è diventata una priorità in tutto il mondo. Non è solo una preoccupazione, ma anche una necessità della nostra vita quotidiana. Nuove iniziative e progetti per la nostra vita e il futuro del pianeta nascono in tutti gli angoli del globo. Lo vedo personalmente non solo nel mio paese, il Belgio, ma in tutti i luoghi che visito durante i miei viaggi. Ed è proprio osservando questo fenomeno  che mi sono convinto ad ampliare l’approccio dei miei progetti. Per me e per tutte le persone che ho incontrato durante i miei viaggi sento il bisogno di valorizzare il lavoro che tutte queste persone fanno per promuovere una filosofia vegetale. Così al mio progetto ho dato il titolo «Pensa alle verdure! Pensa alla frutta! ». Per l’Italia quest’anno ad essere premiato è stato il ristorante di Enrico Crippa, Piazza Duomo d’Alba. Lo scorso anno il premio era andato a Pietro Leemann con il suo Joia.

Frank Fol (a destra) con i premiati

Ecco i premi attribuiti quest’anno da Smart World

Smart ® Future Awards World 2019

I premi Future sono assegnati a persone e aziende che si impegnano in modo speciale con attività, prodotti e promozioni, per diffondere la filosofia vegetale e per evolvere con noi in un mondo più sano indirizzato verso scelte più ecologiche e sostenibili.

Comunicazione dell’anno: Act for Food – Carrefour
Innovazione dell’anno: Pépites – Bonduelle
Negozio online / Progetto dell’anno: Too Good To Go – toogoodtogo.nl
Personaggio dell’anno: Tobias Lenaerts – The Vegan Strategist
Prodotto dell’anno: Kalettes – Tozer Seeds
 Progetto dell’anno: Food Made Good – SRA
 Media dell’anno: Cook Magazine

Smart® Green Guide Awards 2019

Migliori ristoranti vegetariano e vegano 2019:

Miglior ristorante vegetariano World: The Green Spot – Barcellona
Miglior ristorante vegano World: Humus & Hortense – Bruxelles

 

Migliori ristoranti vegetali 2019:

Alla nomination per il Best Vegetables Restaurant Award sono arrivati 39 ristoranti di 13 paesi (3 per paese)

 

 

 

 

 

I vincitori

SUDAFRICA: LA COLOMBE – Silvermist
BELGIO: ARABELLE MEIRLAEN – Marchin
PAESI BASSI: BORD’EAU – Amsterdam
REGNO UNITO: RIVERFORD FIELD KITCHEN – Devon
AUSTRIA: PICEA – Lech am Arlberg
SPAGNA: EL INVERNADERO – Madrid
FRANCIA: LE PRIEURE – Villeneuve-lès-Avignon
ITALIA: PIAZZA DUOMO – CASA DI CAMPAGNA Alba
USA: FARM SPIRIT – Portland / Oregon
GIAPPONE: VILLA AIDA – Wakayama
DANIMARCA: GEMYSE – Copenaghen
GERMANIA: CREMA DI COOKIES – Berlino
SVEZIA: RUTABAGA – Stoccolma


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Losanna: i vegetariani sfrattano la salsiccia

Il ristorante vegetariano Tibits a Losanna: via https://www.letemps.ch

La tradizione in cucina ha una grande forza e infrangerla a volte può comportare impopolarità. Se poi a compiere questo atto “sacrilego” sono dei vegetariani può nascere una polemica. È successo a Losanna quando all’inizio di quest’anno all’interno della stazione ferroviaria ha aperto un ristorante della catena veg Tibits, molto popolare in tutta la Svizzera tedesca. La novità sarebbe passata inosservata se non fosse che il nuovo ristorante si è insediato al posto dell’antico Buffet de la Gare, dove fin dal 1916 servivano la tipica salsiccia vaudese e altri piatti di carne. Per gli oppositori il timore era quello di veder scomparire un pezzo di storia della propria città ad opera degli invasori svizzero-tedeschi giunti a imporre la loro visione veg. Nel caso specifico si tratta dei fratelli Christian, Daniel and Reto Frei , fondatori del progetto insieme con Haus Hiltl di Zurigo. Le polemiche non li hanno fermati. E hanno operato nel rispetto della struttura architettonica e degli antichi arredi. Il menu è, però, radicalmente cambiato virando verso lo stile di Tibits, che propone piatti e bevande all’85% vegane e attinge da ricette e tradizioni di tutto il mondo. Così accanto a falafel, pasta e pakora è apparsa l’antica salsiccia vaudese rivisitata a base di seitan, tofu, melanzane, cavoli e spezie. La stazione con il suo passaggio continuo di locali e visitatori è il  posto ideale per proporre piatti a base vegetale. Gli avventori hanno a disposizione un buffet colorato caldo e freddo, caffetteria e pasticceria a tutte le ore del giorno. Si paga a peso. Meno si mangia e meno si paga. Un sistema utile contro lo spreco piuttosto diverso dal concetto All you can eat. Questa modalità però non piace a tutti. Marie-Pierre Genecand su Le Temps l’ha criticata aspramente spiegando che doversi servire a un buffet e come “pagare per lavorare”. Un ristorante con i prezzi del Tibits dovrebbe garantire il servizio al tavolo, scrive la giornalista, facendo alcuni esempi di prezzi a dir suo troppo alti: un bicchiere di vino bianco 6,50 franchi, un caffè 4,30 franchi.

Una foto d’epoca del buffet della stazione di Losanna: via https://www.letemps.ch

La Genecand guarda al passato con nostalgia quando al buffet della stazione mangiava crauti, sanguinaccio e interiora. Verrebbe spontaneo ironizzare su una svizzera che trova caro un ristorante nel suo paese, noto per non essere proprio a buon mercato. Ma la risposta alle critiche è arrivata dai losannesi, che in questi mesi stanno affollando il locale così come già fanno da anni zurighesi, bernesi e basilesi. La maggior parte non è vegetariana, ma è conquistata dal gusto, dalla flessibilità e dagli antichi  dipinti su tela che fanno sempre mostra di sé sui muri del locale. Sono stati tutti restaurati così da preservare la storia dell’antico Buffet de la Gare. A Losanna storia, tradizione e nuovo cibo hanno trovato la strada della convivenza. E chi vuole l’antica salsiccia può spostarsi un po’ più in là!