The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


Lascia un commento

Cambiamo Agricoltura spiega l’ambiente a fumetti

Cambiamo Agricoltura pubblica 3 piccole storie a fumetti sul tema della biodiversità nell’ambito della campagna Good Food, Good Farming in corso fino al 21 giugno. Seguendo la protagonista Fork la forchetta, si ricevono spiegazioni su problemi e soluzioni su biodiversità, pesticidi, antibiotici e cambiamento climatico. C’è bisogno di ogni strumento per spiegare i problemi ambientali e i fumetti da sempre sono un ottimo veicolo d’informazione. Poi sta ognuno di noi approfondire per aumentare la nostra consapevolezza.


Lascia un commento

Uccelli selvatici nel piatto. La proposta “sostenibile” di Chiara Pavan

Moriglione

Moriglione, tipica anatra tuffatrice, uccello migratore. Nidifica nella Laguna di Venezia. Foto di Claude INGOUF da Pixabay

Una cucina salutare, gustosa e sostenibile sia dal punto di vista ambientale che commerciale.  È la sfida che sempre più chef e ristoratori in genere si trovano a dover affrontare in questo momento così difficile per i pubblici esercizi quasi completamente chiusi e ormai al limite della sopravvivenza. Eppure se questo tema  esisteva prima della pandemia a maggior ragione esiste dopo quando abbiamo tutti toccato con mano che in un pianeta malato l’essere umano non può mantenersi sano. Per questo è quanto mai capitato a “a fagiolo” il dibattito organizzato il 14 aprile online dalla Fondazione Barilla e Food Tank dal titolo “A One Health Approach to Food: The Double Pyramid Connecting Food Culture, Health and Climate” (Un unico approccio al cibo: la doppia piramide che collega cultura alimentare, salute e clima).

Double Pyramid con Chiara Pavan

Chiara Pavan durante il dibattito online (in basso a destra)

Questa è anche la filosofia di The Vegetarian Chance, che su questa falsariga ha costruito le sei edizioni del suo Festival. L’alimentazione a base vegetale (Plant Based) è ormai riconosciuta come la migliore per invertire le priorità dello sviluppo umano su questo pianeta: conservazione invece di distruzione, condivisione invece di egoismo, rinascita invece di sfruttamento, salute invece di avvelenamento. Nel cacciare animali selvatici per cibarsene non ci può essere nulla di sostenibile, solo violenza contro altri esseri viventi, parte della nostra biodiversità. Stupisce per questo che Chiara Pavan, executive chef del ristorante Venissa di Venezia, abbia proposto durante il dibattito l’uso di “game birds” della Laguna in alternativa a manzo e maiale. Tra questi volatili per i quali la caccia è consentita per sport e o per nutrimento, ci sono uccelli come il Moriglione, per il quale la LIPU ha chiesto una moratoria, la Moretta tabaccata, moto rara, il Marangone minore da poco tornato in Laguna, L’Airone rosso in decremento. La chef non ha menzionato quali sfortunati uccelli finiscano nei suoi piatti, ma in ogni caso la caccia non può essere spacciata come fonte di una nuova cucina rispettosa del pianeta. Nel corso del suo intervento Chiara Pavan ha anche parlato di carne una volta alla settimana, di riduzione della plastica, del suo orto, di menù equilibrati, di misure per ridurre gli sprechi. Tutte iniziative lodevoli ovviamente, ma lascia perplessi la sua riflessione sul fatto che diventare vegani non sarebbe una soluzione dato che ci mancherebbero le proteine e che invece la strada sia guardare alla tradizione (uccelli selvatici) e al futuro (insetti). Indirettamente a rispondere alla Pavan ci ha pensato lo chef danese René Redzepi del Noma che in un altro dibattito online organizzato il 20 aprile dall’ufficio del turismo danese Tendenze e pratiche della cultura culinaria bio in Danimarca ha affermato che la cucina a base vegetale è il futuro.


Lascia un commento

Il vero lusso è vegetale

Qual è il vero lusso del cibo oggi? Sono ancora le aragoste, le ostriche o il caviale come ci viene tramandato da luoghi comuni ormai datati? Sembra davvero che non sia più così. La produzione intensiva di questi prodotti alimentari animali ne sta via via annullando l’esclusività. L’annuncio di un cocktail di gamberetti, di una tartina di caviale o di una zuppa di aragosta sono stati a lungo sufficienti a nobilitare un menù, a dare ai commensali l’illusione di un grande evento culinario. Oggi il lusso è virato sui cosiddetti “sapori di una volta”, non sempre facili da definire o da identificare. E così non si contano i ristoranti che promettono le “lasagne della nonna” o il “lesso” a base di carni nostrane. Chi, però, ha imboccato la via dell’alimentazione vegetale ha ormai intuito che il vero lusso sono i vegetali coltivati senza pesticidi e fertilizzanti, raccolti freschi e di stagione. Il sapore di questi vegetali e la loro capacità nutritiva sono incomparabili rispetto a quello che l’agricoltura industriale ci propone. Chi in questo periodo difficile si è fatto portare le verdure sotto la porta di casa dall’agricoltore stesso non può non essersi accorto di aver fruito di un vero e proprio privilegio. All’improvviso il cibo è davvero passato dal campo al piatto come si faceva una volta. In questo video girato dalla RSI, televisione pubblica svizzera, al Joia Pietro Leemann si sofferma  proprio sul “lusso” vero che ci dobbiamo concedere: per il gusto, per la nostra salute, per il pianeta. Rivedere le nostre priorità e i nostri valori è un processo difficile, ma sempre più necessario e ricco di sorprese.