The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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In Italia vegetariani e vegani fanno bene alla salute di tutti

Il Food Truck Cucinando su due ruote all’edizione 2018 di The Vegetarian Chance

Nei pressi di piazza Duomo a Milano di fronte al Museo del Novecento tutti i giorni all’ora di pranzo staziona un piccolo food truck, che propone solo panini vegani a base di cofu, il seitan nel suo nome originario. Quasi nessuno dei suoi clienti è vegano, però i suoi panini piacciono e sono in tanti ad acquistarli di nuovo dopo averli assaggiati. Nei bar italiani è ormai normale poter ordinare un cappuccino alla soia o con altro simil-latte vegetale, trovare una brioche vegana, bere un estratto o una centrifuga. Il salutismo vegetale ha fatto breccia nei bar, dove di salutare in genere c’è sempre stato davvero poco. Nel settore del salato, invece, dominano incontrastati i panini a base di salumi, le pizze col formaggio e le insalatone arricchite con salmone, tonno, uova e mais in scatola. La rivoluzione vegetale nella piccola ristorazione è evidentemente incompleta. Un’indagine di Eurispes ci conferma che è proprio ai banchi della ristorazione veloce che i vegetariani e soprattutto i vegani trovano più difficoltà a soddisfare il loro appetito. Ben il 73,6% dei vegetariani interpellati ha dichiarato che mangiare in aereo, treno, nave e autogrill è spesso un problema se ci si attiene ad un’alimentazione vegetariana/vegana. Migliore è la situazione nei ristoranti dato che su un totale di 225.490 esercizi recensiti nel nostro paese su Tripadvisor il 23,4% propone menu vegetariani e il 17,2% menu vegani. C’è movimento nelle abitudini alimentari degli italiani e ad essere coinvolti non sono solo i fautori della scelta veg. Infatti, sempre secondo Eurispes, vegetariani e vegani in Italia non sono in aumento: a dichiararsi vegetariano è il 6,2% degli italiani, mentre i vegani sono fermi allo 0,9%. Come dunque si concilia la crescita dell’offerta di fronte a una presunta stabilità della domanda? La risposta non può che essere una sola e cioè che sempre più persone hanno ritenuto necessario e utile aumentare il consumo di alimenti vegetali a fronte di quelli animali, ai quali non hanno però deciso di rinunciare del tutto. Le motivazioni possono essere le più varie, ma senza dubbio la digeribilità del cibo e la salute sono le principali. Una suggestione in questo senso ci arriva dalla pubblicità televisiva: gli spazi dedicati ai digestivi, ai farmaci antireflusso e anticolesterolo sono ripetuti e insistenti. Si mangia male e poi si cerca un rimedio nei farmaci. Forse in molti sono giunti alla conclusione che mangiando meglio potranno anche fare a meno dei farmaci. Vegetariani e vegani fanno dunque bene alla salute di tutti, inducono i ristoratori a modificare la loro offerta in senso più salutistico. Dopo la farina integrale negli impasti delle pizze il prossimo passo sarà la diminuzione drastica in tutte le ricette di sali, zuccheri e grassi. Non sarà facile. Sono proprio questi gli ingredienti che rendono i cibi più appetibili e vendibili e che nel corso degli anni hanno via alterato il nostro gusto fino a farci dimenticare i sapori originari e non artefatti.  


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Rossorapa: il colore del bio

La cassetta bio di Rossorapa presentata a maggio a The Vegetarian Chance

Il vero significato di cosa significa agricoltura biologica si può recepire più compiutamente non fermandosi alla mera etichetta, ma visitando un’azienda biologica. Da Rossorapa (Paderno Ponchielli, Cremona) ogni particolare ci dà la dimensione di una scelta etica, salutare e ambientalista. Prima di tutto l’Azienda è autonoma dal punto di vista energetico. Tutte le sue serre sono coperte da pannelli fotovoltaici, che producono l’elettricità necessaria. Nelle coltivazioni si adottano tutti gli accorgimenti che in assenza della chimica (fertilizzanti e pesticidi) aiutano le piante a crescere e a produrre nelle condizioni ottimali. Così si fa uso della pacciamatura: si ricopre il terreno  con uno strato di materiale ecologico che impedisce la crescita delle malerbe, mantiene l’umidità del suolo, protegge il terreno dall’erosione, dall’azione della pioggia battente e conserva la temperatura del suolo. Ampie tettoie proteggono da intemperie violente e lasciano filtrare luce e vento necessari. Contro il vento eccessivo, che può piegare le piantine e danneggiarle, sono stati sistemati in posizione strategica filari di alberi

Benvenuti a Villaretta Paderno Ponchielli (Cremona)

Se nonostante tutti questi accorgimenti la natura e il clima si mettono di traverso non rimarrà che prenderne atto. E qui ci si va scontrare con le cattive abitudini di noi cittadini abituati a trovare e poi anche a pretendere verdura e frutta a richiesta. Ma una nuova educazione del consumatore parte anche dal produttore. Se un anno, per esempio, i meloni non ci sono Rossorapa non li acquista da un altro fornitore, ma spiega al cliente che per quest’anno conviene orientarsi su altra frutta. Con i suoi “abbonati” al servizio a domicilio Gianluca Ferrari, titolare dell’Azienda, instaura un rapporto speciale: «Una piccola comunità che condivide una visione, dei valori e uno stile di vita», la definisce. E da questo approccio c’è tutto da guadagnare e cioè: frutta maturata sull’albero, verdura di stagione, tracciata dalla semina al raccolto e sempre fresca.Rifornendosi da Rossorapa s’impara che zucchine, le melanzane, peperoni e pomodori d’inverno si mangiano solo in conserva. Il progetto che Ferrari porta avanti con sua moglie Paola Fieschi è la continuazione in chiave moderna di un’azienda agricola, Villaretta, giunta alla terza generazione.

Fresco e conservato si completano

Qui giovani dall’Italia e dall’estero sono di casa. Vengono per imparare, ma anche per insegnare. Proprio questa scelta di sostenibilità, che guarda al futuro, sembra indurre le nuove generazioni a guardare con occhi diversi un mondo, quello agricolo a lungo percepito come obsoleto e senza un futuro che non fosse quello dell’agricoltura industriale. Andando oltre la Brexit Rossorapa sta per sbarcare nel Regno Unito con ricette elaborate da Pietro Leemann usando i prodotti dell’azienda cremonese.