The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Il vero lusso è vegetale

Qual è il vero lusso del cibo oggi? Sono ancora le aragoste, le ostriche o il caviale come ci viene tramandato da luoghi comuni ormai datati? Sembra davvero che non sia più così. La produzione intensiva di questi prodotti alimentari animali ne sta via via annullando l’esclusività. L’annuncio di un cocktail di gamberetti, di una tartina di caviale o di una zuppa di aragosta sono stati a lungo sufficienti a nobilitare un menù, a dare ai commensali l’illusione di un grande evento culinario. Oggi il lusso è virato sui cosiddetti “sapori di una volta”, non sempre facili da definire o da identificare. E così non si contano i ristoranti che promettono le “lasagne della nonna” o il “lesso” a base di carni nostrane. Chi, però, ha imboccato la via dell’alimentazione vegetale ha ormai intuito che il vero lusso sono i vegetali coltivati senza pesticidi e fertilizzanti, raccolti freschi e di stagione. Il sapore di questi vegetali e la loro capacità nutritiva sono incomparabili rispetto a quello che l’agricoltura industriale ci propone. Chi in questo periodo difficile si è fatto portare le verdure sotto la porta di casa dall’agricoltore stesso non può non essersi accorto di aver fruito di un vero e proprio privilegio. All’improvviso il cibo è davvero passato dal campo al piatto come si faceva una volta. In questo video girato dalla RSI, televisione pubblica svizzera, al Joia Pietro Leemann si sofferma  proprio sul “lusso” vero che ci dobbiamo concedere: per il gusto, per la nostra salute, per il pianeta. Rivedere le nostre priorità e i nostri valori è un processo difficile, ma sempre più necessario e ricco di sorprese. 

 


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A “Cortesie per gli ospiti” veg fuori posto

La tavolata di Cortesie per gli ospiti via: https://it.dplay.com/realtime/cortesie-per-gli-ospiti

La cucina a base vegetale, che fa riferimento allo stile di vita vegano, è ancora molto incompresa e fatica a dimostrare di avere un’identità ben precisa. La sua connotazione è quasi sempre negativa. Molti “no” a certe categorie di cibo e al modo nel quale sono prodotte e pochi “si” a prodotti vegetali generalmente considerati poco attraenti dal punto di vista gastronomico se non associati a qualcosa di animale, di sostanzioso. Chi ha scelto l’alimentazione vegetale è cosciente di questo handicap di immagine e ne è consapevole anche l’industria alimentare. Per questo avviene il diffuso fenomeno dell’imitazione vegetale del cibo animale. Non si tratta di un fenomeno negativo in sé. Chef, artigiani e industria alimentare stanno proponendo piatti e cibi a base vegetale simili a quelli animali, spesso gustosi, sani, nutrienti e sorprendenti. Dal cocomero, per esempio, lo chef Pietro Leemann è stato capace di ricavare un incredibile “carpaccio”, Manfredi Rondina, già cuoco concorrente di The Vegetarian Chance, produce “formaggi” vegetali, che nulla hanno a invidiare agli “originali”, aziende bio hanno messo sul mercato “yogurt” alla soia, mandorla o cocco eccellenti. Sono solo alcuni esempi del potenziale enorme che ha la rielaborazione della materia prima vegetale sulla base della cultura gastronomica anche animale. Ricerche e studi sul tema sono in continua evoluzione e sono stati fondati persino istituti ad hoc come il Good Food Institute. Diverso è però quando si esagera, quando cioè ci si aggrappa all’imitazione per dare valore alla cucina vegana qualificandola di fatto come la cucina del “no”. In questo caso si fa un danno e si ridicolizza la scelta vegetale rappresentandola come un sacrificio, una rinuncia e una frustrazione. In questa trappola sono cascati Bianca e Luca nel programma Cortesie per gli ospiti, dove in ogni puntata due coppie si confrontano su menù di propria creazione. I due giovani musicisti hanno proposto come antipasto un hamburger veg al sapore di carne poi uno Strogonoff a base di seitan e una feijoada.

I giudici e gli altri concorrenti hanno avuto gioco facile nel ridicolizzare la scelta etica dei due giovani entusiasti, il cui minimalismo nell’addobbare la tavola è stato anche poco apprezzato dalla conduttrice Csaba dalla Zorza. Inconsapevolmente Bianca e Luca hanno reso un cattivo servizio alla cucina a base vegetale. E viene da domandarsi come mai i realizzatori del programma abbiano scelto proprio questa coppia a rappresentare la scelta vegana. Si suppone che i partecipanti a Cortesie per gli ospiti siano selezionati anche in base alla qualità dei menù che propongono come si nota nelle diverse puntate. L’impressione è che il pregiudizio sulla cucina vegetale sia patrimonio anche degli autori della trasmissione.

Guardate la puntata:

https://it.dplay.com/realtime/cortesie-per-gli-ospiti/stagione-13-episodio-14/

 


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Talking vegetarianism, future trends and sustainability with Pietro Leemann, John Creaton and Gabriel Eschenazi. An EP Insights production by Chris Sheppardson

We release in our website a conversation that took place on September 4th and was organized by EP Insights, Business in Hospitality.  “EP  is the leading communicator on business thinking and opinion in the hospitality, leisure, travel and tourism industry, providing a central reference point for discussion and debate on the key issues of the day” (from their website).

Talking Vegetarianism, future trends and Sustainability with

Pietro Leemann, Gabriel Eschenazi and John Creaton.

Moderator Chris Sheppardson, the founder of Chess Executive which encompasses EP Magazine and EP Business Planning as well as Chess Partnership.

Introduction by EP

Just as sustainability has grown to become a central strand in many companies strategies, so the issue of both vegetarianism and veganism is mainstream. In 2018, Just Eat noted that there had been a 98% increase in demand for vegetarian dishes and it classified veganism as a top consumer trend in 2018/19. Many operators have tripled the number of vegan meals that it does offer in response to this move. This rise in attitudes is reflected in developments in the food market, as consumers’ dietary trends catch the attention of the supply side. The current rise in veganism brings with itself a general interest to eat less meat. For many people, this will be one of the major decisions that they will make during their lives. It is a very conscious move from eating traditional diets to becoming a vegan or even just a vegetarian.

We were therefore delighted to talk to 3 leading players to learn their perspectives:

Pietro Leemann – Italy’s only Michelin Starred Vegetarian Chef. In 1989 he opened his own restaurant “Joia” in Milan–the first vegetarian restaurant in Europe to receive a Michelin star in 1996–thereby creating a new style of “natural cuisine.
Gabriel Eschenazi – Journalist and co-founder of the event The Vegetarian Chance
John Creaton – Co-founder of The Vegan Arborist. Vegan Arborist is a New Investment Portal Aiming to Unite Plant-Based Business and Individuals
An interesting conversation and well worth a listen.