The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Il concorso The Vegetarian Chance 2018 quinta edizione/ The Vegetarian Chance contest 2018 fifth edition

2017: Lennart van Weert in cucina al concorso/in the kitchen during the contest

È aperto il bando per la partecipazione dei cuochi professionisti alla quinta edizione del concorso internazionale The Vegetarian Chance, che si terrà a Milano il 13 maggio 2018. Qui potete leggere il regolamento. Per ricevere il modulo di partecipazione e avere informazioni scrivere a: thevegetarianchance@gmail.com  La data ultima per partecipare alla selezione è il 28. 02.2018

Quest’anno il concorso presenta alcune importanti novità:

Il concorso potrà essere seguito dal pubblico in diretta grazie al nuovo partner Electrolux

Il premio è stato aumentato: 3000 CHF al vincitore, 2000 CHF al secondo classificato

Le ricette da presentare dovranno essere interamente vegane e potranno includere anche aglio e cipolla

The application process for the fifth edition of  the The Vegetarian Chance international contest for professional chefs has started. The contest will be held in Milan on 13 May 2018Here you can read the rules. To obtain the application form and other information please write to: thevegetarianchance@gmail.com  The deadline to participate in the selection is  28.02.2018

This year’s contest features some important innovations:

The competition will be followed live by the public thanks to new partner Electrolux

The prize was increased: CHF 3000 for the winner, CHF 2000 for second place

The recipes to be presented must be fully vegan and may also include garlic and onion

 


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Davide Scabin a Identità Golose 2016: “Gli OGM sono scientifici, il Bio invece no, costa solo di più”

Davide Scabin

Davide Scabin

Il ruolo di apripista a Identità Golose è stato affidato quest’anno da Paolo Marchi a Davide Scabin e lui prendendo spunto dal tema di questa edizione La forza della libertà ha parlato senza peli sulla lingua di tutto ciò che lo infastidisce del mondo della gastronomia: dall’ormai superata moda della cucina molecolare, ai critici che non sanno più cosa scrivere, agli uomini che stanno distruggendo il pianeta, ai cuochi che lavorano scorrettamente, agli orti sul balcone. Di tutti i temi affrontati da Scabin, però, uno ha lasciato più il segno di altri ed è la sua critica categorica e senza appello della scelta biologica. Gli OGM sono scientifici e dichiarati. Il biologico, invece, è solo quello che costa di più e non ha uno strumento di valutazione, ha detto lo chef piemontese. Un’affermazione che suscita non poche perplessità. Che gli OGM siano scientifici non c’è alcun dubbio, ma anche il biologico lo è. Esiste però una differenza. Gli OGM sono prodotti in laboratorio e poi rilasciati nell’ambiente, dove possono incrociarsi con altri organismi e creare dei pericoli. Per coltivare biologico, invece, si studiano i suoli e con essi tutti gli organismi che ci vivono rendendoli fertili e produttivi per la nostra agricoltura. La qualità del suolo è il primo presupposto per una buona agricoltura in armonia con la natura. C’è molta scienza nell’agricoltura bio e soprattutto molto rispetto per i territori, per il clima, per le risorse naturali, che non sono infinite, e non ultima per la salute del consumatore. Tutti temi, che stanno a cuore allo stesso Scabin, che, pur non essendo vegetariano, si è detto convinto della necessità di ridurre il consumo di carne a una volta ogni dieci giorni per salvare il pianeta e di passare ai legumi, che però possono causare spiacevoli disturbi intestinali. Il problema in cucina si può ovviare e certamente Scabin avrà una soluzione da suggerire.