The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Da Identità Golose a The Vegetarian Chance: i mille volti di un cuoco

Niko Romito a Identità Golose

Da tempo abbiamo acquisito che il ruolo del cuoco non è più solo quello più evidente di darci da mangiare qualcosa di buono e interessante. Ai cuochi si chiede molto di più: di dirci come fanno gli stilisti quali sono le tendenze culinarie, di raccontarci qualcosa di sé stessi, di stupirci con piatti innovativi e arditi, di condurre programmi tv, di essere ambasciatori del proprio paese e magari anche di fare politica. E loro quanto più sono diventati famosi tanto più sono stati al gioco e sono cresciuti in capacità comunicativa ed espressiva. Ne abbiamo la riprova ogni anno al congresso Identità Golose dove gli chef arrivano molto ben preparati a tenere i loro “comizi”. Massimo Bottura ha riaffermato il suo ruolo di ambasciatore della cucina italiana parlando di “rinascimento”  e della cultura come l’ingrediente principale della cucina.

Massimo Bottura a Identità Golose

D’altra parte il suo ristorante non per caso è anche una sorta di galleria d’arte. Sulla stessa lunghezza d’onda di Bottura si è espresso Heinz Beck, che ha citato come secondo un sondaggio dell’Onu le cose più importanti della Terra siano educazione e istruzione e non il cibo come sarebbe più ovvio attendersi. Orientato al sociale è stato Niko Romito, che ha proposto un innovativo protocollo per migliorare la ristorazione degli ospedali in favore del diritto dei malati a mangiare bene. Di cucina vegetariana e dei suoi valori non si è parlato esplicitamente nell’auditorium. Per questo come The Vegetarian Chance ci sentiamo titolati a raccogliere il testimone di Identità Golose e i suoi chef e rilanciare l’alta cucina a base di vegetali. Proprio in questi giorni stanno arrivando numerose le candidature alla quarta edizione del nostro concorso. A breve saranno selezionati otto chef di alto livello, italiani e stranieri, che il 28 maggio proporranno al Joia e alla giuria presieduta da Pietro Leemann le loro creazioni gustose, etiche, estetiche e salutiste.


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A Milano Antonio Zaccardi, a New York Massimo Bottura: il pensiero di Pietro Leemann

TVC 2016 Sauro Ricci e Pietro Leemann

Pietro Leemann con il sous chef del Joia Sauro Ricci

Domenica 12 alla finale del concorso The Vegetarian Chance, che si è svolto presso il Mudec nel ristorante dell’amico Enrico Bartolini, l’ha spuntata Antonio Zaccardi, chef del Piazza Duomo di Alba, con due piatti degni di un tre stelle. Secondo classificato Lennart Van Weert, un vulcanico e giovane chef olandese che l’ha tallonato da vicino. In concomitanza a New York la premiazione dei 50 best che ha visto primo in classifica l’amico Massimo Bottura. Lo seguo da molti anni, dalla sua trattoria gourmet  “la Francescana” zero stelle fino alla sua impressionante ascesi nel limbo dei grandi della cucina.

Beh, evidentemente ci sa fare sotto ogni punto di vista. I fornelli non bastano, ci vuole un connubio di buon servizio, di buon lavoro rispetto all’immagine e importanti relazioni con i media e il mondo internazionale. Chapeau quindi! Saperlo in vetta mi riscalda il cuore, soprattutto perché è davvero una brava persona, disponibile e disposta a investire sull’affermazione del made in Italy. Scorrendo la classifica al secondo posto i fratelli Roca (Jordi poco tempo fa è stato a mangiare al Joia, invitato da Callebaud e da Davide Oldani). Al 17simo posto Enrico Crippa, assieme ad Alain Passard il più vegetariano nel gotha delle classifiche. Non per nulla Antonio Zaccardi ha vinto il nostro concorso. Al 39 posto Massimiliano Alaimo, anche in questo caso il suo chef, alla “Montecchia”, Tommaso Segato era in finale con due piatti eccezionali. Tra i primi 50 anche il genio Davide Scabin, assieme a Enrico Crippa per me il miglior vegetariano del mondo dei cuochi onnivori (Alain Passard non l’ho ancora provato). Anche se devo dire che nell’alta ristorazione si fa molto in tal senso.  Nella maggior parte dei ristoranti di questa classifica tipo Noma, ma anche altri come Andrea Berton,  che ho visitato,  hanno menu veg a un livello notevole. Dei 50 Best mi piace molto il carattere internazionale anche extraeuropeo, molti sudamericani e qualche asiatico. Anche se rimango convinto che la cucina più alta oggi si svolga in Giappone, troppo poco presente nei conteggi. Il vero salto di qualità avverrà quando nella lista si considererà, oltre all’aspetto del buono e dello straordinario, quello del rispetto del pianeta e di tutti gli esseri che lo abitano. Che solo saltuariamente dovrebbero abitare i nostri piatti. Bella questa sinergia, si vede che con The Vegetarian Chance vediamo lontano. Noi naturalmente con mezzi artigianali e molta buona volontà. loro con mezzi infiniti. La sostanza conta, però, e chi la mantiene alla lunga è premiato. Mi immagino un successo crescente e tanti piatti vegetariani nei ristoranti. Evviva!

A presto e in tanti

Pietro Leemann

TVC 2016 Partner