The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Vegetariani in Russia. Ne parla il Corriere della Sera. Risponde Walter Casiraghi, chef in concorso a TVC 2019

Walter Casiraghi prepara il suo piatto Tesori della Terra al concorso TVC 2019. Foto di Andrea Battaglini

Irene Soave sul Corriere della Sera del 3 novembre racconta la “rivoluzione vegana in Russia” attribuendole un valore politico e titola così: Vegani, antisistema, anti-Putin
In Russia la rivoluzione è veg. Nel ventennio del presidente cacciatore e pescatore e della «destra di popolo», rifiutare la carne è un gesto sempre più militante. Le cellule del movimento: ristoranti e caffè”. Come sappiamo il veganismo va oltre la scelta di non mangiare prodotti animali e propone un approccio differente al rapporto uomo-animali sotto tutti i punti vista, anche non alimentari. Tuttavia la modifica del menu quotidiano è il primo atto di questo cambiamento ed è anche il primo ad essere identificato da consumatori, ristoratori e produttori. Nutrirsi con alimenti “plant based” è anche un’evoluzione del menu di chi non ha del tutto rinunciato ai prodotti animali (vegetariani e flexitarian). E sembra che anche in Russia, dove il mondo gastronomico è in rapido cambiamento i vegetali nel piatto stiano acquisendo più spazio. Ce lo racconta Walter Casiraghi, che vive e lavora da sei anni a Mosca e che ha partecipato già a due edizioni del concorso The Vegetarian Chance.

È vero che qui in Russia il vegetarianismo e ancor di più il veganismo non sono “visti” molto bene, o meglio come non troppo normali, anche perché come dice l’articolo di Irene Soave in Urss ci furono un annullamento della varietà e della nazionalità dei piatti, e un appiattimento, o meglio una standardizzazione della cultura gastronomica, favorita anche da altri fattori, ambientali, economici e dalla cancellazione delle identità nazionali.

Oggi, però, e mi riferisco a Mosca, si trovano proposte vegetariane e vegane in quasi tutti i ristoranti, soprattutto in centro città, frequentato da turisti e residenti stranieri e dove il movimento Hipster è più libero e radicato. Esistono anche locali di sole proposte vegetariane come Flora,no fauna.

Una cliente del ristorante veg Flora, no fauna a Mosca. Dalla pagina Instagram del locale

Molti russi si dichiarano vegetariani e vegani più per moda e anticonformismo, che per una vera consapevolezza personale. Non c’è stata, però, una contro reazione fatta di atti di ostruzionismo, vandalismo o addirittura “terrorismo”.

A mio parere l’approccio dell’articolo del Corriere della Sera è forzato quando tende a dare del veganismo un connotazione politica e antiPutin (quasi a metterlo a livello di uomini primitivi cacciatori e pescatori) che sì ha tantissimi difetti, ma di sicuro non nega a nessuno la possibilità di scegliere se essere vegetariano o vegano .
Per quanto ho potuto constatare di persona San Pietroburgo è culturalmente, geograficamente e anche gastronomicamente molto più “europea” e aperta di Mosca. Leggere quindi che i ristoranti vegetariani siano presi di mira mi pare poco credibile. Sicuramente vandalismi e atti omofobi da parte di attivisti di estrema destra, ci sono stati, ma di eventi così ne sono purtroppo stati registrati anche in Italia e in altri paesi del mondo. È vero anche che molte volte le forze dell’ordine russe chiudono un occhio per motivazioni politiche o anche per evitare lavoro extra. In ogni caso la libertà di esprimere la propria omosessualità esiste anche se all’estero si ha l’impressione del contrario. 
Non siamo in Finlandia, dove ho vissuto due anni, ma la società russa si sta via via evolvendo verso una maggiore apertura verso il vegetarianismo sia per ragioni etiche e personali, o anche  per ragioni più frivole, senza che esista un reale ostruzionismo reale. Anche in Italia esistono gli antivegetariani/antivegani, basti pensare a quanto si scrive sui social media o ad alcune prese di posizione di chef e giornalisti. Qui a Mosca sono in crescita i negozi veg (anche con servizio di consegna a domicilio) e questo lascia intuire l’esistenza di una maggiore domanda con un’offerta che si adegua ed evolve. Offrono una proposta vegetariana/vegana proponendola come “healthy food” (in russo “здоровой еды”, sdarovoi eda, letteramente “cibo salutare). In molti ristoranti e negozi si può trovare il Veg Journal, una rivista a tema. Non mancano i siti internet sul vegetarianismo e molti blogger/influencer/social trainer che si dichiarano vegani e tengono lezioni e conferenze sulla vita vegana. Per questi ultimi il pericolo è che spesso parlano o scrivono senza cognizione di causa e diffondono informazioni fuorvianti. Al tema veg è stata anche dedicata una mostra: Veg Life.
C‘è ancora molta strada da fare per cambiare la mentalità, e rimediare all’ “ignoranza” gastronomica Russa e dei paesi dell’ex Unione Sovietica. Ciò che in questo momento mi sta più a cuore e mi fa riflettere è la poca consapevolezza e mancanza di voglia di cambiare in tema di spreco, sostenibilità riciclo delle materie prime e del rispetto dell’ambiente partendo dalle piccole azioni quotidiane.

Jagannath, self service vegano a Mosca molto frequentato

INDIRIZZI A MOSCA

Ristoranti veg
Avocado cafe     
Loving hut   
Vkusicvet (Gusto e colore)
Quasi tutti i ristoranti offrono a chi lo chiede una proposta vegetariana, e molti dispongono di una parte riservata nel menu.
Da Mosca
Walter Casiraghi
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Locarno Film Festival: ascoltiamo il principe scimmia

Tom e il Principe ospiti della civiltà della foresta

A quale mondo aspiriamo davvero? Meglio foreste di alberi o foreste di grattacieli? Sono le domande che ci pone il film di animazione Le voyage du prince presentato al Locarno Film Festival fuori concorso e diretto da Jean-François Laguionie, maestro dell’animazione francese. Il contesto è un pianeta abitato da scimmie tecnologicamente evolute e convinte di essere le uniche abitanti del pianeta. Ma un giorno a contraddirle arriva su una spiaggia, naufrago, un principe-scimmia. Trova ad accoglierlo Tom, un giovane che capisce la sua lingua, e lo porta da una comunità scientifica che studia l’esistenza di altre civiltà di primati. Il principe è guidato da Tom nella visita alla città dei Nioukos tra palazzi stile Belle Époque, tranvie, cinema e fabbriche in costante attività.

Le meraviglie della città dei Nioukos

Il contraltare dell’insediamento urbano è la foresta che incombe e che potrebbe sommergere questa civiltà da un momento all’altro. Proprio questa foresta, però, nasconde un segreto. E a scoprirlo è proprio lo stesso principe-scimmia, che scappa tra gli alberi con Tom dopo essere stato rinchiuso in uno zoo. Sugli alberi vive un’altra civiltà intenta all’arte e alla filosofia e che riceve dalla natura senza sforzo tutto quello di cui ha bisogno e si ritrova così libera dalla schiavitù della produzione a tutti i costi. Gli animali vivono in totale armonia e cooperazione con le scimmie colte. Alla fine un aereo-uccello riporta alla fine il principe là da dov’era venuto, oltre il mare, che come il cielo da sempre ha rappresentato per gli uomini l’orizzonte del mistero e dell’infinito. Il film non risolve, e non pretende farlo, i nostri dilemmi, ma non ci annulla la forza di pensare che un altro mondo è possibile. Non potremo però più cercarlo nelle foreste se continueremo a distruggerle in sud America così come in Asia, in Europa o in Africa. E se non lo potremo più cercare non potremo più neanche immaginare come costruirlo.

 


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Smart World premia ad Amsterdam i migliori ristoranti vegetali del mondo. In Italia vince Piazza Duomo di Alba

Frank Fol, fondatore di We’re Smart, ad Amsterdam durante la presentazione dell’evento

Il miglioramento della ristorazione in senso vegetale non può passare solo dai ristoranti vegetariani e vegani, ma deve necessariamente passare anche dalla ristorazione generalista di qualità. A questo ha pensato il progetto belga Smart® World , che ogni anno premia in Europa i ristoranti che più si sono distinti nella qualità vegetale dei loro menu. Quest’anno la premiazione di Best Vegetables Restaurant of the World® si è svolta ad Amsterdam il 6 maggio da QO, hotel ecologico all’avanguardia nella sua seconda edizione internazionale. Smart® World non si limita ad attribuire premi, ma provvede anche a pubblicare We’re Smart®Green Guide, tutti gli indirizzi utili per chi viaggiando vuole mangiare sano e dare un riconoscimento a chi ha scelto di aprire al cambiamento.

La missione di Smart® World è quella di riunire persone e aziende che operano in favore della salute e della sostenibilità nel campo del cibo cercando di imparare gli uni dagli altri e rafforzandosi a vicenda. Per tutti l’unico scopo è quello di permettere alla nostra società di evolvere verso soluzioni più intelligenti per i nostri corpi, la natura e il pianeta. Best Vegetables Restaurant of the World®, We’re Smart®Green Guide sono progetti che contribuiscono a questo” si legge nel documento fondante del progetto. Creatore del progetto è Frank Fol, Vegetal Chef®. Fol è stato il proprietario del ristorante stellato Michelin Sire Pynnock a Leuven (Lovanio) in Belgio. Verdure e tutti i prodotti della terra sono sempre stati una sua grande passione letteralmente coltivata per 25 anni ed espressa nella sua cucina. Oggi insegna, fornisce consulenze, organizza workshop in tutto il mondo. «Oggi, vivere una vita sana ed equilibrata, consumare risorse sostenibili, proteggere il nostro ambiente è diventata una priorità in tutto il mondo. Non è solo una preoccupazione, ma anche una necessità della nostra vita quotidiana. Nuove iniziative e progetti per la nostra vita e il futuro del pianeta nascono in tutti gli angoli del globo. Lo vedo personalmente non solo nel mio paese, il Belgio, ma in tutti i luoghi che visito durante i miei viaggi. Ed è proprio osservando questo fenomeno  che mi sono convinto ad ampliare l’approccio dei miei progetti. Per me e per tutte le persone che ho incontrato durante i miei viaggi sento il bisogno di valorizzare il lavoro che tutte queste persone fanno per promuovere una filosofia vegetale. Così al mio progetto ho dato il titolo «Pensa alle verdure! Pensa alla frutta! ». Per l’Italia quest’anno ad essere premiato è stato il ristorante di Enrico Crippa, Piazza Duomo d’Alba. Lo scorso anno il premio era andato a Pietro Leemann con il suo Joia.

Frank Fol (a destra) con i premiati

Ecco i premi attribuiti quest’anno da Smart World

Smart ® Future Awards World 2019

I premi Future sono assegnati a persone e aziende che si impegnano in modo speciale con attività, prodotti e promozioni, per diffondere la filosofia vegetale e per evolvere con noi in un mondo più sano indirizzato verso scelte più ecologiche e sostenibili.

Comunicazione dell’anno: Act for Food – Carrefour
Innovazione dell’anno: Pépites – Bonduelle
Negozio online / Progetto dell’anno: Too Good To Go – toogoodtogo.nl
Personaggio dell’anno: Tobias Lenaerts – The Vegan Strategist
Prodotto dell’anno: Kalettes – Tozer Seeds
 Progetto dell’anno: Food Made Good – SRA
 Media dell’anno: Cook Magazine

Smart® Green Guide Awards 2019

Migliori ristoranti vegetariano e vegano 2019:

Miglior ristorante vegetariano World: The Green Spot – Barcellona
Miglior ristorante vegano World: Humus & Hortense – Bruxelles

 

Migliori ristoranti vegetali 2019:

Alla nomination per il Best Vegetables Restaurant Award sono arrivati 39 ristoranti di 13 paesi (3 per paese)

 

 

 

 

 

I vincitori

SUDAFRICA: LA COLOMBE – Silvermist
BELGIO: ARABELLE MEIRLAEN – Marchin
PAESI BASSI: BORD’EAU – Amsterdam
REGNO UNITO: RIVERFORD FIELD KITCHEN – Devon
AUSTRIA: PICEA – Lech am Arlberg
SPAGNA: EL INVERNADERO – Madrid
FRANCIA: LE PRIEURE – Villeneuve-lès-Avignon
ITALIA: PIAZZA DUOMO – CASA DI CAMPAGNA Alba
USA: FARM SPIRIT – Portland / Oregon
GIAPPONE: VILLA AIDA – Wakayama
DANIMARCA: GEMYSE – Copenaghen
GERMANIA: CREMA DI COOKIES – Berlino
SVEZIA: RUTABAGA – Stoccolma