The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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10 foto che mostrano il collegamento tra desertificazione e gli allevamenti intensivi

Mangiare carne ha conseguenze.

Sorgente: 10 foto che mostrano il collegamento tra desertificazione e gli allevamenti intensivi


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We’re Smart lancia la sua Academy

La nuova Accademia di We’re Smart  lanciata dal suo fondatore, lo chef belga Frank Fol, nel corso della settimana della Frutta e della Verdura associa alcuni dei  migliori chef internazionali dediti alla valorizzazione dei vegetali nei loro ristoranti. Per l’Italia ci sono Gaetano Trovato (Arnolfo), Pietro Leemann (Joia), Michelangelo Mammoliti (La Madernassa), Luigi Taglienti (ex Lume), Enrico Crippa (Piazza Duomo). Gli chef della nuova Accademia condivideranno con il pubblico la loro visione di una cucina sana ed ecologica attraverso loro libri di cucina, manuali, webinar e sessioni con altri chef, aziende alimentari e consumatori. Attualmente We’re Smart World propone anche un manuale contenente 51 diverse tecniche per cucinare frutta e verdura insieme a numerose ricette sane e gustose. L’Accademia pubblicherà regolarmente anche una serie di libri di cucina, fonte d’ispirazione per cuochi professionisti e amatoriali.

L’espansione delle attività di We’re Smart è senza dubbio una buona notizia per aumentare la diffusione nei menù dei grandi ristoranti piatti con più verdura e frutta. Come sappiamo, però, non tutti i prodotti agricoli sono uguali e le modalità della loro produzione influiscono sul nostro benessere e quello del pianeta. Ci piacerebbe dunque vedere nel progetto We’re Smart, con il quale collaboreremo, un maggiore accento sul necessario uso di materia prima biologica, patrimonio già di molti chef quali il nostro Pietro Leemann. Come The Vegetarian Chance riteniamo necessario il connubio tra buona agricoltura e buona cucina. Per questo abbiamo aderito all’iniziativa Cambiamo l’Agricoltura e sosteniamo il grande lavoro di Slow Food in favore del mondo contadino e della salvaguardia della biodiversità.


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Francia: il tabù della carne a scuola

Il 43% dei francesi crede che nei menu dei ristoranti classici veloci debbano trovar posto 1o 2 piatti vegani. Via: https://www.izipass.pro/fr/le-marche-vegetarien-et-vegan-en-france/

Un menù unico senza carne per snellire le procedure nelle mense scolastiche di Lione in tempo di Covid. Questo provvedimento del sindaco Verde Gregory Doucet ha suscitato in Francia polemiche molto accese. E il primo a condannare l’iniziativa è stato il ministro dell’Agricoltura, Julien Denormandie: «Smettiamo di mettere l’ideologia nel piatto dei nostri figli», è stato il suo commento. E a rincarare la dose ci ha pensato poi il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin che ha parlato di insulto inaccettabile per gli agricoltori e i macellai francesi. Un dibattito così acceso per una decisione peraltro temporanea e che lascia in menù pesce e uova indica quanto in Francia cibarsi di carne sia considerato un dogma difficile da scalfire. Altre abitudini sono più facili da cambiare. Succede, per esempio, con le auto elettriche, la raccolta differenziata o il risparmio energetico. Spostarsi dai cibi origine animale a quelli vegetali è considerato un fatto politico e ogni decisione in merito una limitazione alla libertà personale. Eppure all’origine di questa decisione c’è un fatto molto pratico: garantire agli alunni una ristorazione rapida e accettabile facilmente da tutti, non solo i vegetariani, ma anche i musulmani, gli ebrei e i seguaci di altre religioni con specifiche prescrizioni alimentari. Un provvedimento dello stesso tipo, pasto unico uguale per tutti, era stato tra l’altro già adottato durante il primo lockdown dal sindaco precedente, Gerard Collomb. In Francia come in Italia è stato istituito il ministero della Transizione Ecologica e sarebbe singolare se questo ministero non si potesse occupare del cibo, del suo comsumo e della sua produzione come se si trattasse di un tema tabù e a sé stante. Prima o poi una vera transizione ecologica si dovrà occupare degli allevamenti intensivi e dell’agricoltura industriale, che impattano sull’emergenza climatica più di ogni altra cosa. E allora anche i consumi di carne dovranno scendere con buona pace degli allevatori e dei macellai.