The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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The Vegetarian Chance a Ticino Vegetariano: Lugano Palazzo dei Congressi 28/29 ottobre

La cultura del cibo è molto legata alle tradizioni cade facilmente nella routine senza vera consapevolezza. Quanti di noi hanno mangiato o mangiano del cibo solo perché “si è fatto sempre così” e il nostro palato si è assuefatto a certi gusti? Non è facile cambiare, ragionare e mettersi in discussione su un tema delicato come quello della nostra nutrizione. Per questo non possiamo che essere davvero molto contenti della “rivoluzione” compiuta da Sapori Ticino dando vita a Ticino Vegetariano, il primo Festival della Svizzera Italiana dedicato al mondo della cultura vegetariana. Le date sono il 28 e 29 ottobre, il luogo: il Palazzo dei Congressi a Lugano. Come The Vegetarian Chance abbiamo collaborato alla realizzazione di questo evento e vi parteciperemo. Pietro Leemann sarà il padrino della manifestazione e questo è un riconoscimento al suo lavoro al Joia da oltre 26 anni e alla nostra associazione. Con Ticino Vegetariano condividiamo la filosofia della compartecipazione, della consapevolezza e dell’urgenza di ampliare le possibilità di scelta alimentari per difendere ambiente, salute ed etica. Sabato 28 sarà inaugurata alle 11 la mostra Nudo e crudo, che Agnese Z’Graggen e Paolo Tosi hanno già presentato a TVC 2017. Poi alle ore 12 Paesaggio Interiore: alta cucina vegetarianaincontro con Pietro Leemann e show cooking a cura dello Chef Sauro Ricci (Ristorante Joia – Milano). Domenica 29 ci sarà la presentazione del libro Veg per scelta, Demetra-Giunti Editore con Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi. Il programma completo prevede la partecipazione di ospiti di alto livello e interesse come Ann Gardiner della Franklin University, Fabrizio Vaghi Dietista Fondazione Cardiocentro della Svizzera italiana, Emanuel Lobeck di Slow Food Youth Zurigo, Claudio Beretta di Foodwaste.chMeret Bissegger ristoratrice e ricercatrice gastronomica, il nutrizionista Derry Procaccini e gli chef Takuro Amano e Andrea Bertarini. Prodotti veg in vendita al Mercato del Gusto aperto durante la manifestazione. Gusto, salute, impegno ambientale, cultura, arte: Ticino Vegetariano ha tutti gli ingredienti per comunicare al pubblico svizzero e anche italiano il senso e il valore della scelta vegetariana.


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Natura senza parole nei corti del Festival di Locarno

 

Filmus: il bambino e il bosco

Delle nostre parole, della nostra voce è densa la nostra vita e così anche i film. Eppure al di là di quei suoni umani la natura ne produce di suoi e non senza significato. Ce l’hanno rammentato alcuni cortometraggi presentati di proposito senza testo al Festival di Locarno. Nel francese Filmus (sezione Signs of life) il regista Clément Safra segue con la cinepresa in una foresta della Dordogna una donna rom col suo bambino e un poliziotto, che mai s’incontrano. Fuori dal contesto urbano questi personaggi, provvisoriamente spogliati dei loro ruoli, creano un loro nuovo linguaggio. Niente parole, solo gesti, i sussurri del bosco e dei suoi abitanti, gli alberi silenti, ma molto presenti. I tre sembrano cercare qualcosa, non hanno fretta, non hanno paura. Li guardiamo e all’improvviso scopriamo che senza sentirli parlare ci scordiamo di inquadrarli come siamo abituati e alla fine neanche c’interessa più chi. Siamo entrati con loro nella dimensione del bosco.

Arriere saison: Il Parco Imperiale di Kyoto libera il pensiero

Una dimensione simile è quella che ci ha proposto il film fuori concorso Arrière-saison  (Fine stagione) di Jean-Claude Rousseau. Qui invece del bosco c’è il Parco Imperiale di Kyoto e il “dialogo” con la sua estetica degli abitanti della città, che lo percorrono in lungo e in largo tra aceri rossi, uccelli un po’ molesti, ponticelli e laghetti. Due bambini, un gruppo d’impiegati, una coppia in kimono, due donne eleganti, un ciclista. Tutti in silenzio in un ambiente dove la sua immutabilità esercita una benefica suggestione sui visitatori. E di come tutto si perpetui anche con un apparente cambiamento ha voluto parlare la cineasta lettone Laila Pakalniņa col suo cortometraggio Zirdziņ, hallo!  (Ciao Cavallo!) presentato nella sezione Signs of Life. La regista ha filmato in diverse stagioni e ore del giorno gli stessi sette chilometri di strada sul confine orientale della Lettonia.

Zirdzin: primo attore un cavallo

Tra una scena e l’altra si nota come gli uomini operino cambiamenti, ma che questi siano solo illusori.«[…] Ogni tanto, dovremmo alzarci e scrollarci di dosso la quotidianità. Non occorre spingersi chissà dove, basterebbe andare là dove ci sono persone, uccelli, erba, alberi […]. Il film […] parla al tempo stesso della nostra comprensione fisica e spirituale del mondo. Ci mostra che non esistono soltanto gli uomini, ma anche gli uccelli, la nebbia, il sole, la notte e così via; che tutto esiste», ha spiegato Laila Pakalniņa, che non per caso ha dedicato il titolo a un cavallo, uno dei silenti protagonisti del cortometraggio. Da ognuno di questi film ci arriva il messaggio di quanto il distacco dalla quotidianità possa indurci a ricollocarci nell’ambiente e guardare con occhi diversi anche alla nostra alimentazione.