The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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A Milano Antonio Zaccardi, a New York Massimo Bottura: il pensiero di Pietro Leemann

TVC 2016 Sauro Ricci e Pietro Leemann

Pietro Leemann con il sous chef del Joia Sauro Ricci

Domenica 12 alla finale del concorso The Vegetarian Chance, che si è svolto presso il Mudec nel ristorante dell’amico Enrico Bartolini, l’ha spuntata Antonio Zaccardi, chef del Piazza Duomo di Alba, con due piatti degni di un tre stelle. Secondo classificato Lennart Van Weert, un vulcanico e giovane chef olandese che l’ha tallonato da vicino. In concomitanza a New York la premiazione dei 50 best che ha visto primo in classifica l’amico Massimo Bottura. Lo seguo da molti anni, dalla sua trattoria gourmet  “la Francescana” zero stelle fino alla sua impressionante ascesi nel limbo dei grandi della cucina.

Beh, evidentemente ci sa fare sotto ogni punto di vista. I fornelli non bastano, ci vuole un connubio di buon servizio, di buon lavoro rispetto all’immagine e importanti relazioni con i media e il mondo internazionale. Chapeau quindi! Saperlo in vetta mi riscalda il cuore, soprattutto perché è davvero una brava persona, disponibile e disposta a investire sull’affermazione del made in Italy. Scorrendo la classifica al secondo posto i fratelli Roca (Jordi poco tempo fa è stato a mangiare al Joia, invitato da Callebaud e da Davide Oldani). Al 17simo posto Enrico Crippa, assieme ad Alain Passard il più vegetariano nel gotha delle classifiche. Non per nulla Antonio Zaccardi ha vinto il nostro concorso. Al 39 posto Massimiliano Alaimo, anche in questo caso il suo chef, alla “Montecchia”, Tommaso Segato era in finale con due piatti eccezionali. Tra i primi 50 anche il genio Davide Scabin, assieme a Enrico Crippa per me il miglior vegetariano del mondo dei cuochi onnivori (Alain Passard non l’ho ancora provato). Anche se devo dire che nell’alta ristorazione si fa molto in tal senso.  Nella maggior parte dei ristoranti di questa classifica tipo Noma, ma anche altri come Andrea Berton,  che ho visitato,  hanno menu veg a un livello notevole. Dei 50 Best mi piace molto il carattere internazionale anche extraeuropeo, molti sudamericani e qualche asiatico. Anche se rimango convinto che la cucina più alta oggi si svolga in Giappone, troppo poco presente nei conteggi. Il vero salto di qualità avverrà quando nella lista si considererà, oltre all’aspetto del buono e dello straordinario, quello del rispetto del pianeta e di tutti gli esseri che lo abitano. Che solo saltuariamente dovrebbero abitare i nostri piatti. Bella questa sinergia, si vede che con The Vegetarian Chance vediamo lontano. Noi naturalmente con mezzi artigianali e molta buona volontà. loro con mezzi infiniti. La sostanza conta, però, e chi la mantiene alla lunga è premiato. Mi immagino un successo crescente e tanti piatti vegetariani nei ristoranti. Evviva!

A presto e in tanti

Pietro Leemann

TVC 2016 Partner


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Zaccardi e il pubblico: i vincitori

TVC 2016 la premiazione di Antonio Zaccardi

La premiazione di Antonio Zaccardi con alla sua sinistra Gabriele Eschenazi e Pietro Leemann, ideatori del concorso

Antonio Zaccardi e il pubblico sono i vincitori di The Vegetarian Chance, terza edizione Di fronte a oltre 150 persone nella sala Khaled al-Asaad del MUDEC a Milano Antonio Zaccardi si è laureato vincitore della terza edizione del concorso The Vegetarian Chance ed è stato premiato da Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi, fondatori del concorso. Zaccardi, sous chef al ristorante Piazza Duomo di Alba, ha presentato Rosso, una rivisitazione degli spaghetti al pomodoro e Tacos di mandorle, una sua creazione a base di frutta secca e profumi di zafferano, fiori ed erbe. La presentazione, la sostenibilità, il valore nutrizionale, il gusto hanno convinto la giuria, che l’ha premiato all’unanimità. Al secondo posto è arrivato l’olandese Lennart van Weert, che ha presentato un primo piatto molto composito e dal titolo esplicativo Fresco dalla terra nella mani dello chef. Due piatti in uno: nel primo asparagi bianchi, che emergono dalla “terra”, nel secondo un variegato insieme di erbe unite a perle di tapioca e anelli di patata. Il secondo piatto di Lennart è stato Iniziare dalla mia terra e poi lasciare la mia mente libera di spaziare: un caviale di melanzane delicatamente avvolto in ravioli a base di farina e farina di ceci. Lennart, che lavora nell’hotel Sandton Chateau de Raay, era giunto dall’Olanda in auto con tutti i vegetali da lui raccolti personalmente. Una menzione speciale per la sostenibilità è stata attribuita dalla giuria al giapponese Okuda Masayuki del ristorante Al-checciano di Tsuruoka. Okuda ha proposto Profumo del bosco: un insieme di cinque funghi diversi per sapori e consistenze uniti a spaghetti italiani. Particolare e presentata in un contenitore molto estetico è stata la seconda creazione di Okuda, Caponata cruda, verdure tagliate con spessori di millimetri e condite con la “bava” degli okra e pochissimo olio di oliva e sale. Molto alto anche il livello di tutti gli altri concorrenti che hanno fatto scoprire ai giudici e al pubblico tradizioni gastronomiche poco conosciute come Basolu, la zuppa di ceci di Fabio Vacca (Punta Caneddi) o diverse interpretazioni di piatti conosciuti come il Risotto con asparagi di Tommaso Segato (La Montecchia Alajmo) e le orecchiette fresche con finti pomodorini di pomodoro di Andrea Ferrucci (Marcelin). Gianfranco Ceccato (Osteria Zanzibar), già in finale lo scorso anno quando ebbe una menzione per il suo impegno sociale, ha presentato Wild Piramid, dove il riso rosso si combinava con cannellini, fiori ed erbe. L’unica donna in gara quest’anno, Sabina Joksimovic (Venissa), serba, ha proposto Non è liquida, una zuppa di zucchine alle erbe e lenticchie rosse, molto delicata e colorata con gnocchi della sua terra a base di semolino, farina di riso, farina di grano saraceno e patate. Tutti i piatti nella gallery di Yoshie Nishikawa.

 


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I piatti del concorso visti da Yoshie Nishikawa

Yoshie Nishikawa ha fotografato per The Vegetarian Chance tutti i piatti del concorso. Le sue immagini artistiche esaltano il lavoro dei cuochi in concorso, che hanno lavorato molto sui colori così come sui profumi, le consistenze, la tecnica e gli abbinamenti. Questa gallery esemplifica la ricchezze del mondo vegetariano, la sua allegria, la sua capacità di stare a contatto con la natura.

Primo premio: Antonio Zaccardi Ristorante Piazza Duomo (Alba-Cuneo)

Secondo premio: Lennart Van Weert (Olanda) Sandton hotels Chateau de Raay (Baarlo)

Premio sostenibilità a Okuda Masayuki (Giappone) ristorante Al-checciano Tsuruoka

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