The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Sounding soil: ascoltare il suolo. Un progetto svizzero

Suolo in tempi di cambiamenti climatici

Gli esseri umani dovunque sul pianeta sono sempre molto impegnati a cercare risorse e ricchezza nel sottosuolo. Sempre più in profondità: petrolio e gas in primis, ma poi anche minerali rari e diamanti e alla fine pure acqua, che in superficie spesso scarseggia. Guardano “sotto” invece di guardare “sopra”, quello che hanno di fronte agli occhi: il suolo. La vera ricchezza e il vero segreto per la nostra sopravvivenza è lì, davanti a noi, il suolo, quello che ci dà da mangiare dal quale nascono i vegetali che ci consentono di sopravvivere. L’idea che il suolo si possa manipolare a piacimento si rivela ogni giorno più sbagliata. Il suolo vive di vita propria e se noi annulliamo questa vita di fatto annulliamo noi stessi. Quante volte abbiamo preso tra le mani della terra senza sapere che stavamo entrando in contatto con un numero di organismi così enorme da superare quello degli abitanti della terra? Questi organismi a noi invisibili lavorano instancabilmente a frantumare, decomporre e digerire le piante morte. Creano il nutrimento per le piante nuove. E non agiscono in silenzio, fanno rumore, emettono suoni che noi abitualmente non eravamo abituati a percepire fino a quando non è entrato in scena Marcus Maeder, un artista e ricercatore svizzero.

Marcus Maeder

È suo il progetto artistico e interdisciplinare Sounding Soil creato nell’ambito della sua ricerca di dottorato in scienze ambientali all’università ETH di Zurigo. Il progetto si propone di rilevare con appositi sensori i suoni degli ecosistemi e verificare se esista una correlazione tra la valutazione della varietà delle piante, le proprietà del suolo e i rumori registrati degli organismi edafici (che hanno rapporto col suolo) nelle superfici oggetto dell’indagine. Diverse colture sono poste a confronto dagli studenti ricercatori per arrivare a una valutazione sulla biodiversità del suolo. La procedura di rilevamento prevede l’uso di un microfono speciale per il suolo. Questa tecnica di utilizzo di registrazioni sonore per studiare l’ambiente è chiamata ecoaustica. Attraverso i suoni si analizzano le relazioni ecologiche. Infatti quasi ogni organismo produce onde sonore sia muovendosi che comunicando. Ascoltando possiamo verificare quale organismo fa cose in determinate circostanze e possiamo anche contestualizzare l’attività dell’organismo in rapporto ai suoni dell’ambiente. Questi suoni premettono di esprimere una valutazione sulla biodiversità del suolo. Là dove viene applicata l’agricoltura biologica i suoni sono molto più intensi, più vari e segnalano di fatto più vita. Un suolo sano contiene un’ampia varietà di piante, animali e funghi. Il progetto è stato presentato al pubblico durante la manifestazione Soil to soul a Zurigo dal 16 al 18 settembre 2021. Il tema della manifestazione, che tornerà dal 15 al 17 settembre 2022 nell’ambito di Food Zurich, è il futuro del cibo la sostenibilità e la difesa dell’ambiente. Provate anche voi ad ascoltare qui i diversi suoni del suolo svizzero.

 

In questo video alcuni visitatori raccontano la loro esperienza con Sounding Soil


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Biodiversità e memoria. Tre storie del Locarno Film Festival in Paraguay, Polonia e Cambogia

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Mateo Sobode Chiqueño nel docufilm Apenas el sol registra in Paraguay canti e racconti di altri Ayoreo come lui per preservarne la cultura.

Nella biodiversità c’è la memoria della Terra, un sapere che non possiamo permetterci di perdere. E in questa biodiversità ci siamo anche noi esseri umani con i nostri saperi e le nostre culture. Più ci omogeneizziamo culturalmente, più diventiamo ignoranti. Più cancelliamo ciò che erroneamente consideriamo primitivo e meno sapremo gestire un futuro, del quale oggi improvvisamente abbiamo timore. Diversi sono i popoli in via di estinzione nel mondo, uno di questi sono gli Ayoreo, che hanno vissuto a lungo nella foresta paraguayana senza contatti con la civiltà bianca. Di loro ci ha raccontato al Locarno Film Festival il docufilm Apenas el Sol inserito nella sezione Panorama Suisse e diretto dal regista Arami Ullón.  La macchina da presa segue Mateo Sobode Chiqueño, che con un vecchio apparecchio a cassette registra le testimonianze di altri Ayoreo come lui costretti a lasciare il loro habitat, la foresta. Ne deriva un quadro struggente che mette sotto accusa l’industria agricola e i missionari religiosi che hanno operato per mettere sotto il loro controllo l’area. Gli Ayoreo così sradicati dalla foresta si sono improvvisamente ritrovati poveri e ammalati. L’equilibrio della loro vita è stato rotto. Nel loro ambiente erano sani e «ricchi» delle loro conoscenze e abitudini. Il ritorno nella foresta è la soluzione e Mateo si sottopone a un rito speciale, che lo spinga a tornare alle origini. 

Danusia con i suoi cani nel film polacco Bukolica

Lontane dalla modernità per scelta vivono anche Danusia e la figlia Basia, protagoniste del film polacco Bukolika presentato nella sezione Settimana della critica e diretto da Karol Palka. Le due donne vivono in una sorta di bolla dove una routine quotidiana le pone tutti i giorni in contatto con  la natura, che non è fatta solo di piante e animali, ma anche si spiriti dei morti, con i quali dialogare e dei quali avere timore. Non è una vita semplice e il regista con mano leggera e rispetto segue le due donne senza interferire. Crea così una sorta di affresco che ci ricorda, se ce ne fosse bisogno, che vivere nella natura comporta fatica e soprattutto un approccio diverso al mondo moderno. Danusia e Basia sono consapevoli della propria scelta e mantengono un contatto con la modernità. Cosa c’è di più moderno del loro inforcare la bicicletta? Ma stanno bene così, hanno trovato un loro equilibrio.

Nel cortometraggio cambogiano Side by Side, presentato nella sezione Open Doors, il tema è il passaggio della memoria tra le generazioni. Una coppia di abitanti di un villaggio rurale racconta alla nipote la storia del loro matrimonio sotto la dittatura dei Khmer Rossi. Il giovane Polen Ly, che ha diretto e prodotto il film, descrive come da un connubio imposto sia poi nato col tempo l’amore. L’imposizione alla fine non cancella i sentimenti per sostituirli con rigidi automatismi molto simili a quelli che ci impone oggi la tecnologia. Polen Ly accompagna lo spettatore in una realtà dove il cibo si raccoglie direttamente dalla natura tutti i giorni. In primo piano l’enorme jackfruit molto nutriente e sostitutivo della carne come molti vegani sanno anche in Italia. Nipote e nonni lo raccolgono come un dono della natura. 

Nonna e nipote raccolgono jackfruit

Nel cortometraggio Side by Side nonna e nipote raccolgono il nutriente e voluminoso jackfruit per i loro pasti


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TVC Japan 2020 è diventato un libro

Il concorso TVC Japan che si è svolto il 2 settembre scorso a Tokyo è diventato un libro, che vi invitiamo a sfogliare qui online in alcune pagine scelte. Dell’evento abbiamo ampiamente parlato in questo sito. In un anno così difficile durante il quale abbiamo dovuto rinunciare al nostro Festival in Italia è stato particolarmente importante avere in Giappone qualcuno che con passione ha raccolto il nostro testimone. Il libro rispecchia la tradizionale eleganza e sobrietà giapponese e valorizza il lavoro e la missione dei cuochi, che hanno partecipato al concorso. Il 2021 al momento ancora non ci consente di programmare nulla, ma The Vegetarian Chance e il suo progetto intende estendersi in Italia e in Europa. Mai come oggi il vegetarianismo e la cucina a base vegetale in genere stanno guadagnando i favori dell’opinione pubblica soprattutto tra i giovani, giustamente preoccupati per il loro futuro su questo pianeta.