The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Svolta vegetariana al Bocuse d’Or 2017

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Nel 2013 gli chef finlandesi si presentarono con il loro alleato migliore: la natura del proprio paese

In attesa che tra qualche anno il concorso The Vegetarian Chance diventi il Bocuse d’Or di vegetariani e vegani, è il Bocuse d’Or stesso che si aggiorna e imbocca parzialmente la nostra strada. Infatti nella finale di Lione (24/25 gennaio 2017) i 24 concorrenti dovranno presentare una creazione esclusivamente vegetale. Cucinare può essere bello solo quando ci  porta vicino alla natura, ha detto Régis Marcon, Presidente del Bocuse d’Or International Organizing Committee. Il Comitato del più prestigioso premio culinario internazionale ha ritenuto di doversi adeguare alle nuove tendenze della cucina e lo ha fatto non in un anno qualunque, ma proprio nell’anno del trentesimo anniversario del premio. Si tratta di una scelta significativa e importante. L’alta cucina prende atto che con i vegetali si possono confezionare piatti di alta gastronomia non meno prestigiosi di quelli che contengono prodotti animali. È il punto di partenza di The Vegetarian Chance e della cucina che Pietro Leemann propone da 26 anni. Il futuro della gastronomia si colora di vegetariano, cioè delle decine di colori e sfumature che propone la natura.

I paesi partecipanti all'edizione 2017 in uno specchietto di http://www.bocusedor.com

I paesi partecipanti all’edizione 2017 in uno specchietto di http://www.bocusedor.com

I concorrenti dovranno elaborare una creazione che sia al 100% vegetale composta esclusivamente di verdure, cereali, legumi, semi e frutta. Il piatto potrà essere caldo, freddo o entrambe le cose. Dovranno esprimere nelle loro ricette le tradizioni culturali e gastronomiche dei loro paesi d’origine. Non potranno usare latticini né oli aromatizzati. Purtroppo quest’anno tra i paesi partecipanti non ci sarà l’Italia, ma siamo certi che gli italiani in concorso a The Vegetarian Chance 2017 dimostreranno come sempre una grande maestria nel misurarsi con la cucina vegetale.

 

 

 

 


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Sabato 24/9 al Salone del Gusto Leemann vs Calabrese e spazio ai legumi nel forum di Terra Madre

Di fronte a una sala gremita si è svolto il 24 settembre il dibattito su L’universo vegano: pro e contro di uno stile di vita. Partecipanti: Giorgio Calabrese, Pietro Leemann, Gabriele Eschenazi e Luca Ferrua. Potete rivedere qua tutto il dibattito:

Il confronto si è svolto in un’atmosfera di reciproco rispetto per le diverse posizioni con il dottor Calabrese, che non ha avuto difficoltà ad ammettere come i medici spesso non siano preparati sulle diete da prescrivere ai pazienti. Non è, infatti, raro che alla domanda “Dottore cosa dovrei mangiare?” il medico risponda genericamente: “Un po’ di tutto con moderazione!”. In realtà il cibo non è solo un nutrimento, ma è una vera e propria medicina come, non a caso, crede fermamente chi è vegetariano o vegano. Al mattino a Torino Esposizioni si è svolto nel quadro dei Forum di Terra Madre coordinato da Marco del Pistoia l’incontro: Slow Beans, la riscoperta dei legumi. Primo degli oratori il giapponese Koyuro Saito, che ha raccontato il suo progetto di produzione biologica di soia a Miyatoyama. Da quella soia si producono salsa Shoyu e Miso, condimenti sempre più diffusi e spesso prodotti con soia di dubbia provenienza e qualità. Ruta Beirote dalla Lettonia ha raccontato il suo progetto per educare i bambini lettoni alla bellezza dei legumi locali, coloratissimi e di molteplici dimensioni.

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I coloratissimi fagioli della Lettonia

Joseph Sabates, agricoltore e chef spagnolo, ha illustrato le qualità dei fagioli bianchi Les Mongetes,  prodotti a pochi chilometri a nord di Barcellona nella regione di El Valleès, un esempio di agricoltura di prossimità. Sabates ha anche criticato i cuochi che nel scegliere i legumi preferiscono sempre e solo quelli che si disfano in pappette come i “piselli lacrima”. Lo chef peruviano Adolfo Perret ha esposto quanto fa in patria per recuperare dalla cultura antica alimenti vegetali nutrienti come il Tarwi, lupino peruviano. Si è poi soffermato nell’illustrare le virtù dei legumi: contengono pochi grassi, poco sodio, niente colesterolo e glutine, molto ferro, molte proteine, fibre e vitamine, crescono in terreni argillosi con poca acqua, si raccolgono due volte all’anno, si conservano a lungo e costano poco. Il medico nutrizionista Ligia Dominguez, docente all’Università di Palermo, ha sottolineato come i legumi siano un alimento perfetto per la loro ricchezza di nutrienti. Oggi ha detto Ligia Dominguez l’80% della spesa sanitaria mondiale è usata per combattere le malattie del benessere, malattie neurovegetative causate da una diffusa cattiva alimentazione basata su cibi ricchi di calorie e vuoti di nutrienti. Riferendosi alla sua cultura sudamericana la dottoressa Dominguez ha raccontato come i nativi americani coltivavano in sinergia fagioli, mais e zucca, che erano da loro considerate “le tre sorelle”, la base della vita. Nel corso del dibattito col pubblico a nome di The Vegetarian Chance Gabriele Eschenazi ha posto l’accento sull’impiego sempre più diffuso dei legumi nella dieta vegetariana anche per elaborare prodotti quali il latte di soia, il tofu, gli hamburger e le polpette vegetali, le creme come il hummus. Di fatto i legumi entrano sempre più nella nostra dieta anche se facciamo ancora fatica a investire tempo e inventiva per cucinarli e gustarli.

 


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I piatti del concorso visti da Yoshie Nishikawa

Yoshie Nishikawa ha fotografato per The Vegetarian Chance tutti i piatti del concorso. Le sue immagini artistiche esaltano il lavoro dei cuochi in concorso, che hanno lavorato molto sui colori così come sui profumi, le consistenze, la tecnica e gli abbinamenti. Questa gallery esemplifica la ricchezze del mondo vegetariano, la sua allegria, la sua capacità di stare a contatto con la natura.

Primo premio: Antonio Zaccardi Ristorante Piazza Duomo (Alba-Cuneo)

Secondo premio: Lennart Van Weert (Olanda) Sandton hotels Chateau de Raay (Baarlo)

Premio sostenibilità a Okuda Masayuki (Giappone) ristorante Al-checciano Tsuruoka

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