The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953

Da Veggie Planet verso The Vegetarian Chance 2018 12/13 maggio

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Un tavolino costantemente presidiato da Agnese, Danila, Jenny, Valentina e Gabriele, una lezione di Cucina di Pietro Leemann e Sauro Ricci incentrata sul piatto Paesaggio interiore. A Veggie Planet, prima edizione a BASE Milano, abbiamo iniziato la campagna promozionale del nostro festival, che mai come quest’anno avrà bisogno di una larga partecipazione di pubblico che onori gli ospiti Neal Barnard e Leonardo Caffo e che dia carica agli otto finalisti del concorso internazionale.  Di seguito una gallery (foto di Jenny Sugar) della nostra presenza a Veggie Planet, salone del gusto vegetale, molto affollato di curiosi e golosi pronti a sgomitare per un “kebab” vegetale, un estratto o panini a base di verdure e legumi.

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AUGURI DA THE VEGETARIAN CHANCE CON TRE RICETTE DI PIETRO LEEMANN

Quest’anno abbiamo pensato di accompagnare i nostri Auguri per le feste e un 2018 sempre più VEG con tre ricette di Pietro Leemann, tratte dal  libro Veg per scelta (Demetra) da lui scritto con Gabriele Eschenazi. Le foto sono di Manuela Vanni.       

Un primo, un secondo e un dessert: il pasto è completo

 PIZZOCCHERI VEGANI (Lombardia)

Ingredienti

PER LA PASTA: farina fine di grano saraceno 250 g, acqua bollente 150 g

PER IL CONDIMENTO: patate 100 g, verza 100 g, coste 100 g, porri 40 g, olio di semi 40 g, semi di zucca tostati 30 g, olio di zucca 20 g, salvia 20 g

Preparazione

🎄 Impastare la farina di acqua saraceno con l’acqua bollente e tirare subito una sfoglia di circa 3 mm di spessore. Ricavare delle fettuccine larghe 1 cm e lunghe 5 cm .

🎄 Pulire tutte le verdure. Tagliare le patate a tocchetti e la verza e le coste a strisce.                           

🎄 Mettere a bollire abbondante acqua salata e buttarvi dentro le verdure. Quando le patate saranno cotte aggiungere la pasta e scolarla al dente insieme alle verdure.

🎄 Preparare in una padella il condimento cuocendo insieme porri tagliati a rondelle, salvia, olio di semi e olio di zucca.

🎄Fare degli strati e cospargerli con il condimento caldo e, infine. i semi di zucca tostati.

 

CAVOLO RIPIENO (Piemonte)

Ingredienti

un cavolo verza 1 kg circa, orzo 150 g, lenticchie beluga 100 g, olio 80 g, noci tostate 50 g, prezzemolo 50 g, salvia 20 g, menta 10 g, un limone, parmigiano 30 g (facoltativo), sale e pepe

Preparazione

🍂 Sfogliare la verza e accantonare le foglie più esterne.

🍂 Cuocere le foglie per sei minuti in acqua bollente salata e raffreddarle.

🍂 Cuocere l’orzo e le lenticchie in pentola a pressione per 20 minuti in mezzo litro d’acqua e poi mescolare con parmigiano, noci, salvia, menta, succo di limone.

🍂 Mettere la verza a strati alternando il ripieno e cercando di ottenere una forma sferica che ricrei la forma della verza.

🍂 Cuocere in forno a 160° per 40 minuti e poi cospargere di prezzemolo prima di servire.

PAN SPEZIALE (Emilia Romagna)

Ingredienti

farina bianca 00 250 g, uvetta di Corinto 100 g, mandorle pelate 100 g, pinoli 100 g, cedro o arancia candita 100 g, cioccolato amaro a pezzi 100 g, sciroppo d’acero 80 g, zucchero 40 g, malto di riso 20 g, bicarbonato di sodio 5 g, semi di anice 5 g, poco burro o grasso vegetale

🍇 Versare in una ciotola lo sciroppo d’acero, il malto di riso, lo zucchero, il bicarbonato ed i semi di anice. Bagnare il tutto con due decilitri di acqua bollente. Mescolare bene e poi far cadere lentamente la farina e lavorare bene il composto.             

🍇 Unire l’uvetta di Corinto, le mandorle tritate, il cedro candito tritato, i pinoli e il cioccolato amaro ridotto pezzettini. Ungere una tortiera grande, mettervi il composto e infornare a 190° fino a cottura completa. Far raffreddare e poi mettere in frigo facendo sì che il composto indurisca. Questo Pan speziale si conserva bene alcuni mesi avvolto in carta da forno.

 

 


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Ori Shavit è ancora con noi: su Vegan Italy

Il numero di Vegan Italy di luglio con Ori Shavit in copertina

Nella quarta edizione del nostro Festival l’incontro con Ori Shavit è stato uno dei più seguiti. Si è raccontata e ha fatto assaggiare uno shawarma vegano molto appetitoso. Chi non è potuto venire ha adesso l’opportunità di incontrare Ori Shavit sulle pagine di Vegan Italy, in edicola in questi giorni. Di seguito potete leggere un estratto della sua intervista.

In occasione della sua partecipazione a The Vegetarian Chance 2017, Vegan Italy ha incontrato Ori Shavit, e il suo entusiasmo ci ha conquistati!

Ori Shavit vive con il marito Oren, il figlio Nuri di 16 anni e 4 cani a Tel Aviv. Oltre a organizzare corsi di cucina e a tenere conferenze in giro per il mondo, ha lanciato il sito Web Vegans on Top, dove condivide ricette, trucchi e consigli sullo stile di vita vegan; dal 2011 al 2015 ha collaborato per il canale food del network israeliano Ynet; e ha preparato
la prima cena vegana per la Knesset, il parlamento israeliano, durante l’Animal Rights Day. Per promuovere il suo impegno attivista, è apparsa numerose volte in TV e ha tenuto conferenze in occasione di eventi internazionali, tra cui il TEDx, il primo vegan festival di Montréal e la National Animal Rights Conference 2015 a Washington, DC. «Diventare vegan è facile!» dice Ori. «Prendetela come un’avventura, un’occasione per imparare, per scoprire nuove ricette, sapori, ingredienti… E prendetela con un sorriso!»  Ma anche un’occasione per riprendere «il controllo sulle mie scelte alimentari, che invece prima erano dettate dalle abitudini, dalla pubblicità e dalle menzogne». Sono diventata vegana «Circa 6 anni fa. Ero a cena con un ragazzo, non sapevo che fosse vegano. Il mio primo pensiero è stato: «Stai sprecando il tuo tempo!».

Ori Shavit cucina a nostro festival durante il suo show cooki

In quanto giornalista e critica gastronomica, il cibo non era solo una mia passione, ma anche un lavoro, quindi non sarei mai potuta uscire con una persona che evitava i prodotti animali. Ma il mio secondo pensiero è stato: «Non conosco bene il veganismo, e il perché le persone lo scelgono, eppure sono una food writer!». Quindi, ne ho approfittato per fargli un po’ di domande, specialmente su latte e uova (sapevo già che carne = animali morti). Il «problema» è cominciato quando le sue risposte mi hanno aperto gli occhi sulla crudeltà insita nell’industria dell’allevamento. Non volevo più esserne complice, ecco perché ho deciso di fare il cambiamento».

Sul tema vegani in Israele leggete anche questo pezzo su My Fruit.