The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Otto cuochi partecipano il 2 settembre alla prima edizione di The Vegetarian Chance Japan/Eight chefs participate on September 2 in the first edition of The Vegetarian Chance Japan

La dimensione internazionale di The Vegetarian Chance si allarga. Il 2 settembre si svolge a Tokyo nello Tsukiji Market la prima edizione giapponese del nostro concorso, che vedrà la partecipazione di otto cuochi giapponesi. L’intento è, come nella nostra tradizione, quello di promuovere la cucina a base vegetale ad alto livello anche in Giappone. Il vincitore parteciperà di diritto alla prossima edizione internazionale del nostro concorso, che si terrà nella primavera del 2021. Il concorso The Vegetarian Chance Japan è organizzato da Satomi Kawano di Bes Planning insieme alle ideatrici Yoshiko Hondo, chef (seconda classificata a TVC 2018) e Makiko Miura, Food Education Creator, responsabile organizzativo dell’evento. Proprio in quest’anno difficile, durante il quale le nostre vite sono state sconvolte, è ancora più importante riflettere sulla nostra alimentazione e aumentare la consapevolezza. Per questo ha grande valore la scelta dei nostri amici giapponesi di organizzare la prima edizione di TVC Japan in uno dei mercati più importanti di Tokyo.

Verdure allo Tsukiji Market

Nel mercato Tsukiji è rappresentata con i suoi ingredienti tutta la tradizione culinaria giapponese: un villaggio del cibo più che un mercato e che a Tokyo fa tendenza. Una volta riservato solo ai professionisti del settore, ha da poco aperto al grande pubblico. Un rapporto speciale lega il nostro Festival al Giappone. Dal 2015 abbiamo sempre avuto un ospite nipponico e nel 2019 anche un partner. I cuochi giapponesi hanno arricchito The Vegetarian Chance con la loro creatività, il loro senso dell’estetica, il loro gusto legato anche a uno specifico uso degli ingredienti. È stato così quasi “inevitabile” che proprio il Giappone diventasse il primo paese fuori dall’Italia a ospitare un’edizione locale di The Vegetarian Chance. I giurati del concorso sono: Kiyomi Mikuni, executive owner chef all’Hotel de Mikuni Group, Masayuki Okuda, owner chef al Al-checciano Group (vincitore del premio sostenibilità a TVC 2016), Mizue Saita, medico, Hiroaki Egashira, Professore di agricultura alla Yamagata University, Ayako Toyonaga, nutrizionista, due atleti olimpici, un’attrice vegana.

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The international dimension of The Vegetarian Chance expands. On September 2nd, the first Japanese edition of our competition will take place in Tokyo at the Tsukiji Market, with the participation of eight Japanese chefs. The intention is, as in our tradition, to promote high level vegetable-based cuisine in Japan as well. The winner will participate by right in the next international edition of our competition, which will be held in spring 2021. The Vegetarian Chance Japan competition is organized by Satomi Kawano of Bes Planning together with the creators Yoshiko Hondo, chef (runner-up at TVC 2018) and Makiko Miura, Food Education Creator, who is in charge of the event. In this difficult year, during which our lives have been turned upside down, it is even more important to reflect on our diet and raise awareness. This is why the choice of our Japanese friends to organize the first edition of TVC Japan in one of the most important markets in Tokyo is of great value. In the Tsukiji market is represented with its ingredients all the Japanese culinary tradition: a food village more than a market and a trend-setter in Tokyo. Once reserved only for professionals, it has recently opened to the general public. A special relationship links our Festival to Japan. Since 2015 we have always had a Japanese guest and in 2019 also a partner. Japanese chefs have enriched The Vegetarian Chance with their creativity, their sense of aesthetics, their taste also linked to a specific use of ingredients. So it was almost “inevitable” that Japan became the first country outside of Italy to host a local edition of The Vegetarian Chance. The judges of the competition are: Kiyomi Mikuni, executive owner chef at Hotel de Mikuni Group, Masayuki Okuda, owner chef at Al-checciano Group (winner of the sustainability award at TVC 2016), Mizue Saita, physician, Hiroaki Egashira, Professor of Agriculture at Yamagata University, Ayako Toyonaga, nutritionist, two Olympic athletes, a vegan actress. On September 2 Pietro Leemann, Gabriele Eschenazi and Jenny Sugar will connect via Zoom with Tokyo to attend the award ceremony of the competition, of which we will give all the updates on this site.

COMPETITORS IN THE TVC Japan, first edition
Below we publish all the information about competitors. Many of them have had work experience in Italy and are admirers of our cuisine. Some link their choice in favor of vegetable cooking to health and social commitment. 

 

 

 

I CONCORRENTI AL CONCORSO TVC Japan, prima edizione

Qui di seguito pubblichiamo tutte le informazioni sui concorrenti. Molti di loro hanno avuto esperienze di lavoro in Italia e sono ammiratori della nostra cucina. Alcuni legano la loro scelta in favore della cucina vegetale alla salute e all’impegno sociale. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Takuma Arimoto

1) Takuma Arimoto Chef e patron del ristorante Momento,  bio, veg, d’ispirazione italiana, Tokyo

Ritratto

Sin dall’infanzia sono stato attratto da un idea di ospitalità fondata su un’accoglienza creativa e una proposta culinaria di gusto. Ero ispirato da mia nonna e mio padre entrambi cuochi di professione. Dopo la laurea ho trovato lavoro in un’azienda, ma ho continuato a svolgere un tirocinio in ristoranti italiani a Yokohama e Nagano per realizzare il mio sogno. Dopo aver gestito un ristorante italiano per tre anni, sono andato in Italia e lì in un ristorante piemontese e in un agriturismo marchigiano ho appreso il vero gusto italiano e la cultura del cibo. Nel 2018 al mio ritorno in Giappone, ho aperto Momento, il mio ristorante, che propone una gustosa cucina vegana e vegetariana.

Pensieri vegani

Il potenziale delle verdure fresche biologiche in Italia mi ha sorpreso a tal punto da suscitare in me un interesse per la cucina vegana. Il gusto e il sapore di quelle verdure erano meravigliosi e netti. I piatti vegani che ho mangiato in tutta Italia mi hanno davvero impressionato per il loro profondo radicamento nel territorio e nelle persone. Mi rendo conto di come la gente li apprezzi e li consideri una delle scelte alimentari italiane. Scegliendo un pasto vegano possiamo diventare più sani e contribuire anche alla qualità dell’ambiente. Rispetto e sostengo le persone che preservano un’importante tradizione vegetale e che operano per far da ponte tra produttori e consumatori. Recentemente ho sviluppato un interesse per gli atleti vegani. Le proteine vegetali sono in grado di sviluppare muscoli ideali e garantire prestazioni scientificamente provate. L’utilità delle verdure per la bellezza e la salute è ormai riconosciuta, e ora il movimento vegano nelle sue varie espressioni sta arrivando in Giappone! La mia missione è quella di continuare a cucinare gustosi piatti vegani per più persone, migliorare la qualità e il livello del gusto e promuovere questa cucina come parte legittima della cultura alimentare giapponese.

Takuma Arimoto, Chef and owner of Momento restaurant (organic vegetable cuisines), Tokyo

Portrait I held admiration for entertaining hospitality with “Delicious cuisines” since the childhood because both of my grandmother and father were chefs. One year after university graduation I got a job in a general enterprise, but at the same time I continue training at Italian restaurants at Yokohama and Nagano to realize my dream. After running an Italian restaurant for three years, I went to Italy and learned the real Italian taste and the food culture at a ristorante in Piemonte and in an “agriturismo” located in Marche region. Back to Japan in 2018, I run in Tokyo a restaurant of my own, Momento, proposing delicious vegan-vegetarian dishes.

Vegan thoughts  I was surprised at the potential of fresh organic vegetables in Italy and then developed an interest in vegan cuisine. The taste and the flavor in those vegetables were marvelous and clear. The vegan dishes I ate all over Italy really impressed me because of their deep roots in regions and in people. I realizes how people enjoyed and consider them as food italian choice. Choosing a vegan meal we can become healthier and also contribute to global environment. I respect and support people who preserve an important vegetable tradition and act to become a bridge between the producer and the consumers. Recently I developed an interest in vegan athletes. Plant proteins are able to develop ideal muscles and performances scientifically proven. Vegetables utility to beauty and health is recognized, and now vegan movement with its various approaches is coming in Japan! My mission is to keep cooking tasty vegan dishes for more people, improve quality and taste level and promote this cuisine as a legitimate part of Japanese food culture.

Kazuya Iguchi

2) Kazuya Iguchi, chef del ristorante Revive, Tokyo

Ritratto

Dopo la laurea all’Istituto culinario Tsuji di Osaka, ho studiato cucina francese lavorando al Tateru Yoshino Ginza, Le Comptoir de Benoit, Michel & Sébastien Bras Toya Japon, ecc. Sono diventato chef al Bistaurant Rnsq di Tokyo, e poi infine da novembre 2019 lavoro come chef al ristorante vegetariano Revive Kitchen Rk sempre nella capitale nipponica.

Pensieri vegani

Sono diversi I motivi per I quali mi sono iscritto questa prima edizione del concorso TVC Japan. Uno è che quanto più le persone adotteranno il cibo a base vegetale, magari almeno una volta alla settimana, tanto più contribuiranno alla protezione dell’ambiente. La desertificazione e il riscaldamento globale dovuti ai troppi terreni adibiti a pascolo stanno diminuendo a poco a poco. Nei nostri ristoranti possiamo oggi offrire pasti vegani molto gustosi e nutrienti che rendono felici I clienti. Il pregiudizio che indica il cibo vegano come limitato sta scomparendo. Un altro motivo è che la cucina a base vegetale può essere molto creativa. Avverto un grande potenziale che ha come riferimento la storia e l’arte dei vegetali. Due percorsi che mi piacerebbe unire in uno solo. Apprezzerò molto se TVC Japan riuscirà ad avvicinare alla cucina vegana molte persone. E per quanto mi riguarda il mio primo passo sarà vincere questa edizione del concorso.

Kazuya Iguchi restaurant Revive, Tokyo

Portrait After I graduated from Tsuji Culinary Institute in Osaka, studied French cuisine working at Tateru Yoshino Ginza, Le Comptoir de Benoit, Michel & Sébastien Bras Toya Japon, etc. I became a chef at Bistaurant Rnsq in Tokyo, and then finally I started working at Vegetarian restaurant, Revive Kitchen/restaurant Rk, as a chef since November, 2019.

Vegan thoughts There are several reasons why I signed up for this first edition of the TVC Japan competition. One is that the more people will adopt plant-based food, maybe at least once a week, the more they will contribute to the protection of the environment. Desertification and global warming due to too much grazing land are gradually decreasing. In our restaurants today we can offer very tasty and nutritious vegan meals that make customers happy. The prejudice that indicates vegan food as limited is disappearing. Another reason is that plant-based cooking can be very creative. I sense a great potential that has the history and art of vegetables as a reference. Two paths that I would like to combine into one. I will appreciate very much if TVC Japan will be able to bring many people closer to vegan cuisine. And as far as I am concerned my first step will be to win this edition of the contest.

Sana Inoue

3) Sana Inoue, chef al ristorante Momento (vegano e vegetariano), Tokyo

Ritratto

Andai in Italia all’età di 20 anni con l’obiettivo di studiare architettura e interior design. Scoprii però una realtà legata al cibo che mi impressionò molto: le ricette locali, i prodotti agricoli, lo stile di vita, l’alto livello del lavoro di Slow Food e la produzione locale indirizzata al consumo locale. Mi dedicai così alla carriera di cuoca. Studiai la cucina del posto, la cultura del cibo lavorando in diversi ristoranti italiani. Ebbi una sorta di illuminazione per I piatti vegetariani e vegani e trovai lavoro come cuoco presso un agriturismo. Al mio ritorno in Giappone andai a lavorare in ristoranti vegani a Tokyo. Oggi cucino e propongo una cucina vegana al ristorante Momento aiuto i miei genitori con la loro vigna.

Pensieri vegani

Ci sono due concetti che considero importanti come cuoca. Uno è La vita non muore mai due volte. Gli ingredienti cucinati comunicano alle persone il valore dell’esistenza e poi gli stessi ingredienti rivivono felicemente quando le persone mangiano piatti gustosi. La missione di un cuoco è quella di far emergere i sapori naturali dagli ingredienti del cibo. L’altra è Passare il testimone della vita umana alla prossima generazione. La vita dai nonni e bisnonni passa ai bambini. Sono persuasa che per dare un sostegno sano alla vita nella prossima generazione dovremmo mangiare ingredienti più naturali possibile. Mi impegnerò a scegliere e a cucinare piatti vegetali rispettosi dell’ambiente. Sarà il modo migliore per lasciare in eredità alla prossima generazione una salute fisica e mentale e un ambiente migliore.

Sana Inoue, chef at restaurant Momento (vegan and vegetarian), Tokyo

Portraitb At the age of 20 y.o. I went to Italy with the purpose of learning architecture and interior design. Once there I was impressed by Italian local food, agricultural production, lifestyle the high level of Slow Food activity and local production for local consumption. So I changed my carrier into a chef. I learned local cousine and food culture working at several Italian restaurants. I got the inspiration to cook vegetarian and vegan dishes, worked as a master chef in an agriturismo. Back to Japan I have been working in vegan restaurants in Tokyo. Today I cook and serve vegan dishes at Momento restaurant and I help my parents in the vineyard.

Vegan thoughtsn There are two concepts that I consider important as a cook. One is “Life never die twice.” The cooked ingredients impress people with the existence value, and then the ingredients revive again when people thankfully eat the tasty dishes. The mission of a cook is to bring out the natural flavors out of the ingredients in food. The other one is “Passing the stick witness of the human life to next generation”. Life comes from ancestors and pass to children. I’m persuaded that supporting life in the next generation means that we should eat ingredients as natural as possible. I’d like to choose the plant base ingredients environmental friendly and cook. That is the best way to leave better global environment, physical and mental health to the next generation.

Yoshie Omata

4) Yoshie Omata

Chef e patron di Harenohi Dining, cucina vegetariana anti-invecchiamento Tokyo

Ritratto

Ideatrice di una cucina vegetariana anti-invecchiamento, chef, esperta di cibo veg disidratato, studiosa dell’equilibrio ormonale femminile. Ho gestito un noodle bar creativo con vino per quattro anni a partire dal 2005 e poi ho aperto il mio ristorante Anti-aging Veg-cuisine Okanoue Dining nel 2010. Poi ho cambiato sede e anche il nome che è diventato Harenohi Dining. Nel tempo ho sempre più attirato l’attenzione dei media. Due volte, nel 2018 e nel 2019, sono stata finalista al concorso Natural Food New Recipe Audition nel 2018. Oggi Harenohi Dining è molto famoso ed è necessario prenotare con largo anticipo.

Pensieri vegani

Ero alla ricerca di una cucina sana che trasmettesse entusiasmo e soddisfazione in chi la consuma. Un po’ come avviene con i piatti francesi. E alla Infine, sono approdata a una cucina a base di soli ingredienti vegetali che possono risanare l’organismo e rinforzare il nostro sistema immunitario. Desidero che anche chi non prova alcun interesse per il veganismo e non ama le verdure si avvicini a questa cucina e ne apprezzi la ricchezza. Sono convinto che da vegani la nostra mente e il nostro corpo si trasformino, e così anche la nostra vita. Senza dimenticare poi il contributo individuale alla società. Progetto di continuare a promuovere il cibo vegetariano e vegano e di aderire a iniziative tese a rendere il mondo pacifico.

Yoshie Omata

Owner Chef, at restaurant Harenohi dining, Tokyo

Portrait Anti-aging veg-cuisine creator, Food coordinator, veg dehydrated food expert, female hormone balance researcher. I ran a creative noodle bar with wine for four years from 2005 and then began my own restaurant “Anti-aging Vege-cuisine Okanoue Dining in 2010, and then I moved onto another place and change the name to Harenohi Dining and draw media attention. I remained as one of finalists, at the Natural Food New Recipe Audition in 2018 and 2019. Nowadays, Harenohi Dining is a well-known restaurant and it’s hard to make a reservation.

Vegan thoughtsn My desire was to cook healthy cuisines which bring sense of excitement and satisfaction like French dishes. Finally, I chose the plant base cuisine. Vegetable can recover body and increase immunity. I want people who have no interest in vegan and don’t like vegetables to experience the vegetables wealth. I believe that our mind and body change, and our life too, by converting to vegan cousine, and in this way give a contribute to our society. I’ll keep pursuing vegetarian and vegan food, and would like to take initiatives with the purpose to make the world peaceful.

Daiki Kataoka

5) Daiki Kataoka, chef all’Imu Hotel, Kyoto

Ritratto

Originario della prefettura di Shiga (Kyoto), mi sono diplomato in una Scuola di Arte Culinaria di Kyoto. La mia esperienza da cuoco è poi iniziata in un hotel di Shiga partendo dalla cucina francese e allargandosi poi a diversi tipi di cucina internazionale. Dal 2018 lavoro all’Imu Hotel e qui ho iniziato a proporre un menu vegano per soddisfare la crescente richiesta di questo tipo di piatti. Nel tempo sono entrato in contatto con moltissime persone appassionate di veganismo e questo è diventato per me uno stimolo a proseguire su questa strada.

Pensieri vegani

La richiesta di cibo vegano di un viaggiatore straniero è stata la molla che mi ha spinto verso la cucina vegetale. Gli servii riso fritto e noodles cucinati con ingredienti vegetali e lui fu felice. Da allora mi sono dedicato a disporre sempre di un menu vegano e a creare diversi nuovi piatti a base vegetale. Uno di questi, Mock Unagi (l’imitazione dell’anguilla alla griglia) è diventato sempre più popolare. Ora a gustare i miei piatti vegani non sono più solo gli ospiti dell’hotel, ma anche visitatori esterni. La mia forte propensione per gli ingredienti vegetali mi è di stimolo per sviluppare sempre nuove idee e scoperte. Amo molto cucinare vegano in un contesto alberghiero. Desidero che i miei ospiti gustino il Wa-Vegan tipico di Kyoto e che questo li renda contenti. Questo significa anche dare a Kyoto nuova vita. Iil mio pensiero Wa-Vegan è “evolvere la tradizione e collegarla al futuro”.

Nota: le lettere “Wa (和” sono usate come riferimento alla cultura nativa giapponese, all’armonia e all’equilibrio. Washoku è caratterizzata dall’uso di prodotti freschi di stagione, dalla valorizzazione della cultura individuale del cibo in ogni regione. Ed è anche famosa per il cibo salutare con poche calorie, nutriente e ben equilibrato. C’è poi a Kyoto un cultura tradizionale giapponese ereditate dagli antichi. 

Daiki Kataoka, chef at Imu Hotel, Kyoto

Portrait  I was born in Shiga prefecture next to Kyoto. After been graduated at a Culinary Art school in Kyoto, I worked in an hotel in Shiga as a French cook and learned different types of world cuisines. From 2018 I have been working in Imu hotel as a chef. I provided a vegan menu to meet the high demand. A lots of communication with people familiar with vegan approach made me attentive to this cuisine.

Vegan thoughts A vegan request from a foreign traveler was the impetus for me to cook vegan cuisines. Fried rice and noodle cooked with plant based ingredients made him much happier. Since then I dedicated time to elaborate a vegan menu with several regular vegan dishes. One of them Mock Unagi (like broiled eel) is today an ever-popular menu. Not only hotel guests but visitors come to eat my vegan dishes now. Since I studied plant ingredients deeply, my mind opened up to many ideas and discoveries. I really enjoy cooking vegan cuisines in a hospitality structure. I love that guests enjoy typical Kyoto-specific “Wa-Vegan” and spend great time. That mean to vitalize Kyoto. My vegan attitude is “Wa-vegan”, evolving tradition and connecting it to future”.

Footnote: The character “Wa (和)” is used to refer to things native to Japanese culture and also harmony and balance. Washoku is characterized by the use of various seasonal fresh foods, the individual food culture relevant to each regional event, and is famous as very healthy food due to a low-calorie, nutritious and well-balanced diet. There is traditional Japanese food culture inherited from ancient people in Kyoto.

Takeshi Sato

6) Takeshi Sato, executive chef della fattoria biologica Ishizaka, Saitama

Ritratto

Dopo essermi diplomato in una Scuola di Cucina ho imparato le basi della cucina italiana a Tokyo. In seguito mi sono dedicato per oltre vent’anni a Tokyo alla sperimentazione in cucina e alla gestione di negozi come chef italiano. Col tempo ho affinato il mio gusto e mi sono dedicato a valorizzare al massimo I sapori originali degli ingredienti utilizzando prodotti locali. Seguendo questo percorso ho realizzato il progetto Dalla fattoria alla tavola nel villaggio Santomekonjaku in un “ristorante agricolo” gestito da Ishizaka Organic Farm dal 2016. Il mio incarico è quello di supervisore del menu.

Pensieri vegani

Sapore e aspetto di una stessa verdura possono variare moltissimo a seconda del terroir, del clima e del metodo di coltivazione. Se di stagione i vegetali possono dotare il nostro corpo di un’energia utile a tenere sotto controllo il nostro equilibrio nutrizionale. La cucina a base di ingredienti vegetali può essere anche un incredibile strumento di comunicazione. Trovo meraviglioso avere intorno a sé al tavolo da pranzo tante persone senza differenze per etnia, religione o nazionalità. Sono un fautore dei prodotti biologici e della loro salubrità utile a prevenire malattie derivanti dal nostro stile di vita. Preservare l’ambiente nel quale le verdure sono coltivate in sicurezza è per ogni chef un compito da assolvere.

Takeshi Sato,  Executive chef at Ishizaka Organic Farm, Saitama

Portrait After graduated from a culinary art school, learned Italian cuisine basis in Tokyo and then experienced cooking and shop management as an Italian chef over 20 years in Tokyo. I refined my taste and dedicated to get the most from the original flavours of ingredients using local products. Following this path I realized the project “Farm to Table” in the farmers restaurant at Santomekonjaku village run by Ishizaka Organic Farm since 2016. I’m the supervisor of the menu.

Vegan thoughts Vegetables have various taste and appearance depending on each terroir, climate and cultivation method, even if they are same one. The seasonal vegetables can provide effective power to our body so as to allow us to live with good nutrition balance. The cuisine based on plant based ingredients is also an incredible communication tool. It’s wonderful to get people all around you at the dining table, with no regard for ethnicity, religion, or nationality. I care about organic vegetables and their safety to prevent lifestyle diseases. Keeping the environment where vegetables can be produced safely is one of important roles as a chef.

7) Atsushi Hirata

Chef e patron del ristorante macrobiotico e vegano Le Restaurant du Haze, Fukuoka

Ritratto

Dopo aver lavorato in alcuni ristoranti francesi a Tokyo come chef, per 20 anni, sono diventato executive chef del ristorante macrobiotioco  Kushi garden certificato da Michio Kushi. Ho creato le cucine macrobiotiche semplici e moderne che fondono la tecnologia della cucina francese dello spirito. Nel 2006 ho avviato la mia azienda, Spiral LLC e nel 2012 ho trasferito la mia base di lavoro nella città di Kurumo a Fukuoka per gestire un ristorante macrobiotico e vegano Le Restaurant du Haze. Nel frattempo, lavoro come insegnante di cucina e come produttore di caffè e ristoranti vegetariani.

Pensieri vegani

Il concetto alla base del nostro ristorante è Vegan e fermentazione. Sono convinto che scegliere una cucina a base vegetale nella nostra vita quotidiana porti benefici alla salute e all’ambiente del nostro pianeta. Mi adopero per diffondere la tecnologia di fermentazione basata sul Koji (Aspergillus oryzae) in Giappone “fungo nazionale”. Il Koji è essenziale nella fermentazione del sake e nella produzione di miso e della salsa di soia. Nel mio lavoro d’insegnante sottolineo l’importanza e l’utilità della presenza di questi batteri nella nutrizione, nelle nostre abitudini alimentari e nell’ambiente che ci circonda. Vegani e vegetariani sono ancora in minoranza nella industria alimentare giapponese. Io, però, spero che la gente colga l’importanza della cucina a base di piante e della fermentazione anche attraverso la prima edizione di The Vegetarian Chance Japan.

Atsushi Hirata, owner chef of a Macrobiotic and vegan restaurant Le Restaurant du Haze, Fukuoka

Portrait After working at some French restaurants in Tokyo as a chef, for 20 years, became an executive chef at the macrobiotic restaurant Kushi Garden certified by Michio Kushi. I created the simple modern macrobiotics cuisinesfused French cooking technology of the spirit. In 2006, I started up my own company, Spiral LLC and moved my work base to Kurumo city in Fukuoka in 2012 to run a macrobiotic and vegan restaurant Le Restaurant du Haze. Meanwhile, I am working as a cooking teacher and a producer of vegetarian cafés and restaurants.

Vegan thoughts My restaurant concept is Vegan and Fermentation. I believe that having the plant based cuisines in our daily life bring benefits to health and global environment. I want to widely spread the fermenting technology using Koji (Aspergillus oryzae) designated as “national fungus”, which is essential in fermenting sake and producing miso and soy souce. I also teach the importance that such useful bacteria can coexist in nutrition, dietary habits and living environment. Vegan and vegetarian are still minority in Japanese food industry, I want people to learn about importance of plant based cuisines and fermentation through the Vegetarian Chance Japan edition.

8) Yoshiki Fujita, proprietario e chef del Randonnee Sky and Sea (un ristorante sociale)

Nota: “Randonnee” in francese significa sentieri, deviazioni, l’opposto di “metodo” che induce a prendere vie predefinite e più brevi. Questo nome si ispira alle persone disabili, più libere di creare idee nuove.

Ritratto

Dopo aver imparato la cucina italiana a Il pellicano in Toscana e ad Al ceppo a Roma, nel 2017 sono tornato in Giappone e ho aperto un ristorante sociale, Randonnee sky and sea. In contemporanea mi sono messo a coltivare ortaggi da agricoltura naturale e biologica. Nel mio ristorante propongo un menù veg biologico adatto a tutte le tipologie di restrizioni alimentari. Consideriamo un vantaggio lavorare con una struttura di assistenza sociale che richiede tempo e impegno. Questo significa accuratezza nella lavorazione manuale e nella preparazione degli ingredienti da parte di persone disabili. Al di là del ristorante sono anche impegnato in un progetto del Ministero dell’Ambiente che si propone di promuovere beni utili e sostenibili. Tengo corsi di cucina, offro un servizio catering, sono attivo sui media e pubblico libri.

Pensieri vegani

La cucina vegana può mettere in contatto le persone. L’ho imparato dalla mia esperienza personale. Mia moglie è vegana e da subito il mio desiderio è stato quello di sedermi a tavola con lei e mangiare gli stessi piatti. Mi sono ispirato alla cucina vegana italiana, che è stato il mio punto di partenza. Nel cercare creatività e originalità ho notato come le verdure abbiano di base un sapore delizioso. Ho scelto così di dedicarmi alla cucina vegana, che è importante anche per I bambini, che ancor più di noi adulti hanno bisogno di sedersi allo stesso tavolo e mangiare insieme. Anche in questo caso è stato un episodio ha indicarmi la strada. Accadde durante un corso di cucina a genitori e bambini quando m’imbattei in un bambino allergico a latte e uova. Proposi così ricette con ingredienti adatti a tutti. I bambini cucinarono insieme e alla fine si divertirono molto a mangiare tutti insieme lo stesso cibo. Ebbi un’ispirazione e decisi di elaborare un menù adatto alle persone allergiche. La socialità ci riguarda tutti ed è importante avere la possibilità di sedersi a tavola tutti insieme. La cucina vegana ha il potere di far sorridere le persone e di metterle in contatto mentre gustano gli stessi piatti. Mi propongo di migliorare la cucina a base vegetale per tutti, nessuno escluso.

Yoshiki Fujita, owner and chef at Randonnee Sky and Sea (a social welfare restaurant)

Footnote: “Randonnee” in French means boardwalks, detours, the opposite of “method” which induce to take shortest and predefined routes. This name is inspired by disabled people, more free in cretaing new ideas.

Portrait After learning Italian cuisines at Il pellicano in Toscana and at Al ceppo in Rome, in 2017 I came back to Japan and started up a social welfare restaurant, Randonnee Sky and Sea. I decided to grow vegetables by natural and organic farming. In my restaurant I provide menus for all dietary restrictions with organic plant ingredients. We take advantage of the unique features of a welfare facility that takes time and effort. That means well-crafted manual handling or preparation of ingredients by disabled people. Out the restaurant I’m engaged in developing helpful goods for sustainable life as ambassador for a project of the Ministry of the Environment. I give cooking classes, provide catering, appear on medi and publish books.

Vegan thoughts Vegan cuisine can be a mean to connect people. My wife is vegan so I really wanted to eat the same dishes at the table with her. That was my starting point of Italian vegan cooking. Directing my thoughts to creativity and originality I noticed how vegetables have their originally delicious taste. So I devoted myself to vegan cooking, which can be important for children. For them is important to seat at the same table and eat together. Once I held parents-children cooking class and there was a child having allergic to eggs and milk. So I proposed dishes with ingredients suitable for all cooked with his friends, Finally they all enjoyed eating the same food. That was for me a very impressive event and I decided to elaborate an allergy-friendly menu. We are all involved in a life among people and it’s important to be able to sit all around a same table. Vegan cuisine has the power to make people smile and connect them sitting at the same table. I want to polish vegan cuisines more for all people.


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Coronavirus: la rivincita delle farfalle

Foto di Ronny Overhate da Pixabay

Gli alberi fioriscono, gli uccelli si librano tranquilli nell’aria alla ricerca di cibo e anche gli animali domestici sono tranquilli. La natura segue il suo corso anche liberata da una parte consistente di inquinamento atmosferico. Solo noi esseri umani scappiamo, corriamo, ci nascondiamo, tremiamo. Alla fine non possiamo non nutrire una certa invidia per una farfalla che vola di fiore in fiore mentre noi abbiamo bisogno di un permesso anche solo per fare la spesa. Ci vorranno tempo e verità per capire quanto il coronavirus abbia a che fare con l’emergenza climatica e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse. Intanto però possiamo osservare alcuni curiosi fenomeni in questa situazione di emergenza e che riguardano l’attitudine verso i beni di prima necessità. Sembra che tra le merci più “razziate” nei punti vendita siano soprattutto carne, latte, carta igienica e acqua minerale: prodotti dei quali si potrebbe fare tranquillamente a meno e che sono pure fonte di inquinamento. Carne e latte come sappiamo arrivano per lo più da allevamenti intensivi. Per produrre la carta igienica si deforesta e a casa propria in bagni attrezzati se ne potrebbe fare spesso a meno. Di acqua in bottiglie di plastica e del loro impatto sull’ambiente si è già detto moltissimo.

Il percorso virtuoso è tracciato, basta seguirlo. Foto di Jill Wellington da Pixabay

Non è dunque meglio essere già abituati a trovare nel mondo vegetale le risorse per nutrirci e rinforzare il nostro organismo? Sappiamo che a fronte di una cella frigo vuota di bistecche e polli possiamo trovare scaffali con legumi e cereali, cassette di verdura e frutta. La vera ricchezza è lì. Lo sappiamo. A rendersene conto siamo ancora troppo pochi. E chissà se dopo questa emergenza avremo la forza di fare un esame di coscienza o non correremo piuttosto a farci un terapeutico aperitivo illudendoci che il coronavirus sia stato un film e non la realtà.

 

 

 


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TVC 2019. I cuochi. Gli studiosi. Gli attivisti. I giornalisti. I produttori. Le aziende. Il pubblico. Ripercorriamo insieme i giorni del Festival a Torino da EDIT

I cuochi al lavoro per il concorso nella cucina del ristorante di EDIT

Amici veri, non virtuali, sono quelli che sono venuti a dare il loro contributo alla sesta edizione del Festival The Vegetarian Chance, che si è svolta a Torino negli spazi di EDIT dall’11 al 13 ottobre. Tre giorni di incontri tra cuochi, ricercatori, giovani combattenti per il pianeta, giornalisti, imprenditori e aziende. Culture e pensieri diversi hanno trovato casa in questo Festival che quest’anno ha lasciato Milano per Torino con l’intento di incontrare nuovo pubblico e appunto nuove amiche e amici per crescere. C’è chi non era mai stato in Europa come la cuoca coreana Beak Sungjin o chi era già stato al Festival come gli chef giapponesi Hitoshi Sugiura e Yoshiko Hondo o chi è venuto a raccontare la sua storia di vegana controcorrente negli Usa come Nina Curtis da Los Angeles. La loro passione è stata l’anima del Festival così come lo è stata quella del pubblico che ha interagito con i diversi eventi in calendario animati dalla presenza costante di Pietro Leemann.

VENERDÌ 11 Ottobre mattino

La Veg Conference. Il sondaggio. Il Vegetarian Tour. I ristoratori. Le Aziende. Safran Foer

La Veg Conference di venerdì 11 condotta da Gabriele Eschenazi, cofondatore e direttore artistico del Festival, e presieduta da Pietro Leemann, Presidente di TVC, ha dato spazio all’informazione e ai protagonisti della città di Torino. Giovanni Rastrelli, amministratore delegato di EDIT, nel dare il suo benvenuto ha sottolineato come “Torino debba conservare e rafforzare il suo ruolo di città a vocazione gastronomica”. Chiara Giacosa, consigliera comunale di Torino, ha condiviso col pubblico la sua scelta vegana spinta da una forte motivazione etica in favore dell’amore per tutti gli esseri viventi, per la salute e la qualità ambientale.

Chaira Giacosa,. consigliera comunale vegana ha portato il saluto della città

Ha inoltre ricordato come proprio a Torino più di 20 anni fa si fece il primo festival veg d’Italia. Nel presentare il sondaggio TVC/Lavazza realizzato da Eumetra MR Renato Mannheimer ha espresso il suo stupore per il fatto che i giovani non siano soddisfatti di quello che mangiano e che mettere in discussione la loro alimentazione sia per loro vitale. Già la notizia che il 31% degli intervistati abbia dichiarato di adottare una dieta bilanciata è secondo Mannheimer molto rilevante. Il noto sondaggista ha poi fatto notare come al crescere dell’età cresce la consapevolezza e che i giovani abbiano piuttosto chiare le differenza tra vegetariani e vegani. La convinzione che la dieta influisca sui destini del pianeta è più forte tra le donne che non tra gli uomini. Sempre secondo Mannheimer non sono pochi i dieci su cento che penserebbero di imitare un amico vegano e gli otto che si dichiarano pronti a farlo senz’altro. Nel complesso i giovani italiani costituiscono un mercato potenziale per l’alimentazione a base vegetale.

Reanto Mannheimer presenta il sondaggio EUMETRA/TVC realizzato con Lavazza

Giovanni Buccheri di NaturaSì ha confermato come anche la sua Azienda registri nel pubblico dei consumatori un aumento di consapevolezza e attenzione verso la qualità del cibo. Sempre secondo Buccheri è necessario alzare l’asticella verso un’alimentazione sempre più collegata al tema dell’esistenza dell’uomo sul nostro pianeta.

Giovanni Buccheri di NaturaSì interviene alla Veg Conference

Emanuela Busi di Ricola ha ricordato come la quantità e l’abbondanza di cibo ci allontanino dalla qualità. La sua azienda, Ricola, sostiene oltre 100 aziende agricole sul territorio svizzero per rifornirsi di erbe officinali necessarie alla produzione delle sue caramelle. Essere ristoratore a base vegetale comporta una notevole dose di inclinazione al rischio e all’idealismo, e a Torino ce ne sono almeno quindici ad aver deciso di intraprendere questa strada.  Di questi quattro sono stati invitati a parlare di sé stessi alla Veg Conference e a fare assaggiare qualcosa di loro al brunch della domenica o alla colazione di sabato. Sono stati Luca André di Soul Kitchen, Eduardo Ferrante dell’Orto già salsamentario, Antonio Chiodi Latini del suo omonimo ristorante, Daniela Zaccuri del ristorante Mezzaluna. Luca André ha criticato il diffuso slogan “salviamo il pianeta” sostenendo che il pianeta in realtà si salva da solo e che dunque siamo piuttosto noi essere umani che dobbiamo salvare noi stessi. Chiodi Latini ha parlato dell’importanza che i clienti del suo ristorante siano partecipi dell’esperienza gastronomica e non semplici spettatori. Ha poi voluto con orgoglio sottolineare come la sua cucina “abbia dignità e sia tesa a far conoscere il prodotto”. Eduardo Ferrante, che è stato poi anche giudice del concorso, si è soffermato nel descrivere la sua cucina improntata molto anche sul crudismo.

Daniela Zaccuri, pioniera della cucina veg a Torino con il suo ristorante Mezzaluna

Daniela Zaccuri, che ha aperto a Torino nel 1994 il primo ristorante vegetariano Mezzaluna “ha visto la storia della società torinese” e ha clienti all’80% onnivori. Ha ricordato il successo del primo Veg Fest di Torino da lei organizzato al Parco del Valentino. Yoshiko Hondo, chef, seconda classificata lo scorso anno è venuta fin da Tokyo a presentare l’edizione nipponica di The Vegetarian Chance che si terrà a Tokyo nel giugno 2020. Da Yoshiko abbiamo appreso che i giapponesi non sono ancora pronti per abbracciare il veganismo, che significa armonia con la natura, cambiare la propria vita quotidiana e non solo la mente. La spiritualità alla quale ci appelliamo, secondo la Hondo, non è propria solo degli esseri umani, ma anche del mondo animale e vegetale.

Yoshiko Hondo, seconda a TVC 2018, presenta TVC Tokyo 2020

Dobbiamo evitare gli sprechi e nutrirci solo di quello di cui abbiamo strettamente bisogno. Pietro Leemann ha presentato la Carta che ha scritto per The Vegetarian Chance da consegnare a tutti i suoi colleghi stellati. Nella Carta si chiede un impegno a inserire nel proprio menu quattro piatti vegetariani e vegani confezionati senza chimica e con prodotti bio e di stagione. La consegna della Carta agli chef da parte di Pietro Leemann è associata a un tour in bicicletta con gli atleti Oliviero Alotto e Alessandro Ippolito: il Vegetarian Tour, che poi diventerà un corposo filmato, del quale un assaggio di dieci minuti è stato presentato a Torino. In chiusura della Veg Conference è stata presentata la video intervista rilasciata a Gabriele Eschenazi dallo scrittore Safran Foer e realizzata al ristorante Joia in occasione dell’uscita del suo ultimo libro Possiamo salvare il mondo prima di cena (Guanda).

 

VENERDÌ 11 Ottobre pomeriggio

One Planet, One Future. Fausto Gusmeroli. Oliviero Alotto. Extinction Rebellion. Fridays for Future

Il pomeriggio di venerdì è stato dedicato all’approfondimento sul tema ambientale e all’incontro con i giovani di Extinction Rebellion e Fridays for Future. In apertura un messaggio e un video di Anne de Carbuccia, fondatrice di One Planet One Future, hanno mandato un messaggio forte sull’inquinamento degli oceani quando lei stessa ci ha chiesto: “Quale archeologia lasceremo alle generazioni future? Bottiglie di plastica? Sarà questa la nostra eredità?”.

Il professor Fausto Gusmeroli presenta il suo libro Ridiventare primitivi

Uno sguardo al passato per imparare e cancellare i pregiudizi è stato dato dal professor Fausto Gusmeroli, che nel presentare il suo libro Ridiventare primitivi (Aracne editore) ha stupito il pubblico quando ha raccontato che l’uomo primitivo viveva in salute, in simbiosi con la natura senza conoscere il concetto di proprietà, in mutua solidarietà, senza classi sociali e soprattutto lavorando molto poco, solo venti ore alla settimana. A quel punto non ci si poteva che domandare se i veri “primitivi” non siamo noi…..  Oliviero Alotto, atleta e fiduciario Slow Food Torino, ci ha portato “di corsa” in Groenlandia, dove il ghiaccio si sta sciogliendo e gli effetti del cambiamento climatico sono evidenti. “Compiere queste imprese sportive è il modo che ho scelto per attrarre l’attenzione”, ha detto Alotto. Come ormai abbiamo avuto modo di vedere la protesta contro l’emergenza climatica è uscita dalle aule dell’università e delle scuole e a The Vegetarian Chance abbiamo voluto dare voce a chi ha preso il coraggio di dire che dobbiamo cambiare il nostre stile di vita ora e in fretta ed è sceso in piazza. Paolo Marchetti di Extinction Rebellion ha detto che “È stato rotto un patto sociale. Abbiamo paura per il nostro futuro e di dover subire le conseguenze dei danni prodotti dalle generazioni passate. Dovremo saldare un debito con la Natura”. David Wicker, 14 anni, ha raccontato con orgoglio e oratoria da veterano come Fridays for Future Italia è nata solo nel gennaio di quest’anno ed è riuscita a portare per le strade di Torino 100mila persone il 27 settembre, il giorno dello sciopero globale.

I ragazzi di Fridays for Future ed Extinction Rebellion con Oliviero Alotto e Pietro Leemann

“Aumentare la consapevolezza, smuovere le istituzioni e costringerle a dichiarare l’emergenza climatica”, questi gli obiettivi più urgenti di Fridays for Future. Nel dibattito, organizzato e moderato da Gabriele Eschenazi, è intervenuto anche Pietro Leemann che ha sottolineato come “La crisi sia sotto gli occhi di tutti e i politici non ne prendano ancora atto. Per l’uomo esiste un concreto rischio di estinzione”.

 

 

SABATO 12 Ottobre

Colazione su Vega. Biodiversità Slow Food. Joia Academy. Soul Kitchen. Laboratorio Lavazza. Pasta di legumi Barilla. Leonardo Caffo. Nina Curtis. Soia Plant Based Food.

Le 11 di mattina non sono forse l’orario più abituale per consumare la prima colazione eppure sabato 12 più di 80 persone hanno partecipato alla “Colazione su Vega” condotta da Jenny Sugar, health&food coach, che ha spiegato come una colazione salutare possa soddisfare il palato ed essere seguita facilmente tutti i giorni. Il segreto è l’uso di ingredienti integrali nelle categorie di zuccheri, farine e grassi. In assaggio tre tipi di biscotti da lei stessa preparati in forme di cottura diverse: crudi, essicati e cotti al forno.

Jenny Sugar, health&food coach, durante il suo evento Colazione su Vega

A Jenny Sugar si sono poi affiancati due produttori di dolci vegetali e integrali come Chiodi Latini New food e Grezzo Raw Chocolate che hanno spiegato i loro progetti incentrati su salute e gusto offrendo al pubblico assaggi golosi. Sul fronte delle bevande Lavazza ha accompagnato l’appuntamento con le sue bevande al caffè innovative e biologiche. Da questo appuntamento, ha spiegato Jenny Sugar, potrebbe nascere un nuovo concorso di pasticceria salutare sin dal prossimo Festival. E lo ha detto anche in qualità di organizzatrice della manifestazione.

La biodiversità è non solo insita nella natura stessa e ne rappresenta una forma di difesa, ma è anche parte di un’agricoltura evoluta che ci garantisca produttività e gusto. Al tema è stato dedicato un incontro organizzato da Slow Food Torino con Oliviero Alotto, Roberto Sambo responsabile presidi slow food, Andrea Toffi dell’azienda agricola Bam fautrice di un’economia circolare a impatto zero, Filippo Civran della Foodstock Azienda Agricola, specializzata in verdure fermentate che preservano anche la biodiversità del nostro intestino come ha spiegato la dottoressa Marika Orlando, Paolo Girardi azienda Badola, che ogni anno investe studi e tempo per coltivare vegetali biodiversi di tutti i tipi e proporli al pubblico testandone le reazioni.

La cattedra dei cinque show cooking di sabato è stata inizialmente occupata dai maestri della Joia Academy, Pietro Leemann, il fondatore e Sauro Ricci, il direttore. Hanno presentato Love (riflessione gastronomica sull’amore carnale, terreno e spirituale). “Una nostra piccola provocazione sui molti aspetti dell’amore, che oggi sfortunatamente occupa in maniera inflazionata il mondo della comunicazione”, ha spiegato Ricci. Nel piatto: crucifere arrostite, battuto di kimchi e borlotti, emulsione di miso, cialda di zucca e prugna umeboshi.

Contaminazioni giapponesi in onore degli ospiti asiatici. Li ha poi seguiti Luca André, chef e titolare di Soul Kitchen, con Idee torinesi per una nuova cucina vegetale.

Fabio Sipione di Lavazza durante il laboratorio sul caffè curato dalla sua Azienda

Per il main sponsor Lavazza Fabio Sipione ha poi raccontato il caffè delle origini quando il caffè veniva tostato in un padellino e corretto nel gusto con spezie, le diverse modalità di estrarne il gusto e le differenze tra Arabica e Robusta, due piante diverse in grado di soddisfare i diversi gusti del caffè (cremoso, intenso, aromatico, fruttato, dolce).

Sul palco è tornato poi Pietro Leemann, che ha introdotto il pubblico alle modalità di cucina di un nuovo prodotto dello sponsor Barilla e sempre più popolare sul mercato: gli “spaghetti” di legumi. Non sono facili da cucinare e infatti il patron del Joia ha dispensato consigli per renderli appetitosi con una salsa a base di porri e aggiungendo liquido prima di servirli così da averli al dente.

Pietro Leemann spiega al pubblico come si cucina la “pasta” di legumi Barilla

A condurre il pubblico verso riflessioni sul rapporto “uomo-animali” ci ha pensato Leonardo Caffo, scrittore e filosofo, per il secondo anno ospite del Festival. Di ritorno da un viaggio in India Caffo ha reso omaggio a Pier Paolo Pasolini e al suo libro L’odore dell’India, del quale ha letto in diretta alcuni passaggi. L’olfatto in India è il senso col quale ogni cuoco o cuciniere indiano avverte il sapore di quanto sta cucinando, ha raccontato Caffo, che si è anche soffermato nel descrivere come gli indiani considerino la presenza di animali in giro per le loro città assolutamente naturale. Sedersi a mangiare e trovarsi sotto il tavolo un maiale è la normalità.

Leonardo Caffo racconta al pubblico il suo viaggio in India

A seguire c’è stato l’intervento di Nina Curtis, chef californiana, direttore ed executive chef per il l’Adventist Health Roseville Campus Vitaliz Café and Culinary Arts department. Da vent’anni leader nel campo della promozione della cucina “plant based” chef Curtis ha raccontato come espone ai suoi connazionali i benefici di una dieta priva di prodotti animali. Ha annunciato che il prossimo anno parteciperà al concorso con delle sue ricette.

A conclusione della giornata Chef Kumalè, Vittorio Castellani, ha raccontato e dato in assaggio le sue ricette con i prodotti a base di soia dello sponsor giapponese Plant Based Food Export Association: una crema simile al latte, un “formaggio” e una pasta. Castellani ispirandosi alla sua profonda conoscenza delle cucine del mondo ha presentato: noodles fritti chop suey in stile italiano, “Kashcaval” fritto e  un mango lassi. Lo sponsor ha poi fatto assaggiare al pubblico i suo prodotti per tutto il Festival. Contenitori e posate plastic free in Mater-Bi per gli show cooking sono stati forniti dallo sponsor Novamont. In serata Pietro Leemann ha proposto nel ristorante di EDIT una cena gourmet a dieci mani con Umberto Chiodi Latini (Vintage 1997), Andrea Ferrucci (Marcelin), Federico Zanasi (Condividere), Virginia Cattaneo e Riccardo Festa (EDIT restaurant).

Nina Curtis, chef vegana di Los Angeles con Jenny Sugar

Vittorio Castellani cucina i prodotti di soia dello sponsor giapponese Plant Based Food Export Association

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOMENICA 13 Ottobre

Brunch. Concorso. Cucina Shojin. Film. Open Lab NaturaSì. Piatto 8×8.

Pietro Leemann al lavoro come presidente della giuria

Eduardo Ferrante, ristorante Orto Già Salsamentario, giudice al concorso

Questa è stata la giornata del concorso, ma non solo. Al pubblico è stato proposto in mattinata un brunch vegetariano coordinato da Jenny Sugar a otto mani con quattro ristoratori di Torino. Partecipanti: Eduardo Ferrante (L’Orto già salsamentario), Daniela Zaccuri (Mezzaluna), Laura Gianisella (Sale in zucca), Luca André (Soul Kitchen). Le cento porzioni disponibili sono andate esaurite in poco tempo. Obiettivo del brunch non era solo far conoscere la varietà di gusti della cucina vegetale, ma anche promuovere i ristoratori veg di Torino a volte non abbastanza conosciuti e riconosciuti nelle loro abilità culinarie. Abilità che sono la prerogativa di Hitoshi Sugiura, un grande amico giapponese del Festival, al quale ha partecipato come concorrente nel 2017.

Hitoshi Sugiura col pubblico di TVC

Con i suoi piatti poetici Mazzolino e Foresta di Shojin ha fatto conoscere al pubblico la cucina tradizionale vegetariana giapponese densa di bellezza e spiritualità. E ha scelto di farlo invitando gli spettatori a stare intorno a lui come in un abbraccio fraterno.  Mentre la giuria lavorava, i concorrenti fremevano nella sala dell’Osservatorio Lorenzo Castellini, storico sostenitore del Festival ha offerto la visione del film Resistenza naturale di Jonathan Nossiter e una degustazione vini di Cascina degli Ulivi, tra i produttori protagonisti del film, che trattava della difesa del suolo dalle contaminazioni chimiche nelle produzione del vino. Dopo la premiazione, molto affollata e partecipata, è stato il momento di NaturaSì con Giovanni Buccheri durante il quale a ergersi protagonisti sono stati i visitatori con le loro visioni diverse su quale sia la strada migliore dare all’alimentazione un valore, etico, salutare ed ambientale partendo dal valore dell’agricoltura biologica, della quale i negozi di NaturaSì sono i più noti promotori al pubblico. Sempre NaturaSì ha offerto ad alcuni suoi clienti il piatto 8×8 che quest’anno per la prima volta ha consentito al pubblico di assaggiare la cucina degli otto cuochi concorrenti. La degustazione guidata con i clienti di NaturaSì è stato condotta da Jenny Sugar e Oliviero Alotto, che hanno spiegato il valore e il senso di un cibo vegetale ben cucinato e frutto di un pensiero ideale. Per tutta la durata del Festival lo sponsor Ricola ha offerto al pubblico le sue tisane e le sue caramelle a base di 11 erbe alpine svizzere.

Professionisti al servizio del Festival

Coordinamento concorso Sauro Ricci con la brigata del Joia e Al Tatto

Logo e materiale grafico: Giosina Scalzi di Eggers 2.0.

Foto di Andrea Battaglini

Video di Piero Vitti

Marketing e rapporti con gli sponsor Alberto Guglielmone

Ufficio stampa Iwy Ethical Communication Pompea Gualano

Ufficio stampa Torino Giorgia Zerboni

Promozione social Claudia Rolandi

Accoglienza e aiuto in cucina Istituto Arturo Prever di Pinerolo

I Partner: Lavazza, Barilla, Ecor-NaturaSì, Plant Based Food Export Association, Ricola, Novamont, Rossòrapa