The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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TVC 2019. I cuochi. Gli studiosi. Gli attivisti. I giornalisti. I produttori. Le aziende. Il pubblico. Ripercorriamo insieme i giorni del Festival a Torino da EDIT

I cuochi al lavoro per il concorso nella cucina del ristorante di EDIT

Amici veri, non virtuali, sono quelli che sono venuti a dare il loro contributo alla sesta edizione del Festival The Vegetarian Chance, che si è svolta a Torino negli spazi di EDIT dall’11 al 13 ottobre. Tre giorni di incontri tra cuochi, ricercatori, giovani combattenti per il pianeta, giornalisti, imprenditori e aziende. Culture e pensieri diversi hanno trovato casa in questo Festival che quest’anno ha lasciato Milano per Torino con l’intento di incontrare nuovo pubblico e appunto nuove amiche e amici per crescere. C’è chi non era mai stato in Europa come la cuoca coreana Beak Sungjin o chi era già stato al Festival come gli chef giapponesi Hitoshi Sugiura e Yoshiko Hondo o chi è venuto a raccontare la sua storia di vegana controcorrente negli Usa come Nina Curtis da Los Angeles. La loro passione è stata l’anima del Festival così come lo è stata quella del pubblico che ha interagito con i diversi eventi in calendario animati dalla presenza costante di Pietro Leemann.

VENERDÌ 11 Ottobre mattino

La Veg Conference. Il sondaggio. Il Vegetarian Tour. I ristoratori. Le Aziende. Safran Foer

La Veg Conference di venerdì 11 condotta da Gabriele Eschenazi, cofondatore e direttore artistico del Festival, e presieduta da Pietro Leemann, Presidente di TVC, ha dato spazio all’informazione e ai protagonisti della città di Torino. Giovanni Rastrelli, amministratore delegato di EDIT, nel dare il suo benvenuto ha sottolineato come “Torino debba conservare e rafforzare il suo ruolo di città a vocazione gastronomica”. Chiara Giacosa, consigliera comunale di Torino, ha condiviso col pubblico la sua scelta vegana spinta da una forte motivazione etica in favore dell’amore per tutti gli esseri viventi, per la salute e la qualità ambientale.

Chaira Giacosa,. consigliera comunale vegana ha portato il saluto della città

Ha inoltre ricordato come proprio a Torino più di 20 anni fa si fece il primo festival veg d’Italia. Nel presentare il sondaggio TVC/Lavazza realizzato da Eumetra MR Renato Mannheimer ha espresso il suo stupore per il fatto che i giovani non siano soddisfatti di quello che mangiano e che mettere in discussione la loro alimentazione sia per loro vitale. Già la notizia che il 31% degli intervistati abbia dichiarato di adottare una dieta bilanciata è secondo Mannheimer molto rilevante. Il noto sondaggista ha poi fatto notare come al crescere dell’età cresce la consapevolezza e che i giovani abbiano piuttosto chiare le differenza tra vegetariani e vegani. La convinzione che la dieta influisca sui destini del pianeta è più forte tra le donne che non tra gli uomini. Sempre secondo Mannheimer non sono pochi i dieci su cento che penserebbero di imitare un amico vegano e gli otto che si dichiarano pronti a farlo senz’altro. Nel complesso i giovani italiani costituiscono un mercato potenziale per l’alimentazione a base vegetale.

Reanto Mannheimer presenta il sondaggio EUMETRA/TVC realizzato con Lavazza

Giovanni Buccheri di NaturaSì ha confermato come anche la sua Azienda registri nel pubblico dei consumatori un aumento di consapevolezza e attenzione verso la qualità del cibo. Sempre secondo Buccheri è necessario alzare l’asticella verso un’alimentazione sempre più collegata al tema dell’esistenza dell’uomo sul nostro pianeta.

Giovanni Buccheri di NaturaSì interviene alla Veg Conference

Emanuela Busi di Ricola ha ricordato come la quantità e l’abbondanza di cibo ci allontanino dalla qualità. La sua azienda, Ricola, sostiene oltre 100 aziende agricole sul territorio svizzero per rifornirsi di erbe officinali necessarie alla produzione delle sue caramelle. Essere ristoratore a base vegetale comporta una notevole dose di inclinazione al rischio e all’idealismo, e a Torino ce ne sono almeno quindici ad aver deciso di intraprendere questa strada.  Di questi quattro sono stati invitati a parlare di sé stessi alla Veg Conference e a fare assaggiare qualcosa di loro al brunch della domenica o alla colazione di sabato. Sono stati Luca André di Soul Kitchen, Eduardo Ferrante dell’Orto già salsamentario, Antonio Chiodi Latini del suo omonimo ristorante, Daniela Zaccuri del ristorante Mezzaluna. Luca André ha criticato il diffuso slogan “salviamo il pianeta” sostenendo che il pianeta in realtà si salva da solo e che dunque siamo piuttosto noi essere umani che dobbiamo salvare noi stessi. Chiodi Latini ha parlato dell’importanza che i clienti del suo ristorante siano partecipi dell’esperienza gastronomica e non semplici spettatori. Ha poi voluto con orgoglio sottolineare come la sua cucina “abbia dignità e sia tesa a far conoscere il prodotto”. Eduardo Ferrante, che è stato poi anche giudice del concorso, si è soffermato nel descrivere la sua cucina improntata molto anche sul crudismo.

Daniela Zaccuri, pioniera della cucina veg a Torino con il suo ristorante Mezzaluna

Daniela Zaccuri, che ha aperto a Torino nel 1994 il primo ristorante vegetariano Mezzaluna “ha visto la storia della società torinese” e ha clienti all’80% onnivori. Ha ricordato il successo del primo Veg Fest di Torino da lei organizzato al Parco del Valentino. Yoshiko Hondo, chef, seconda classificata lo scorso anno è venuta fin da Tokyo a presentare l’edizione nipponica di The Vegetarian Chance che si terrà a Tokyo nel giugno 2020. Da Yoshiko abbiamo appreso che i giapponesi non sono ancora pronti per abbracciare il veganismo, che significa armonia con la natura, cambiare la propria vita quotidiana e non solo la mente. La spiritualità alla quale ci appelliamo, secondo la Hondo, non è propria solo degli esseri umani, ma anche del mondo animale e vegetale.

Yoshiko Hondo, seconda a TVC 2018, presenta TVC Tokyo 2020

Dobbiamo evitare gli sprechi e nutrirci solo di quello di cui abbiamo strettamente bisogno. Pietro Leemann ha presentato la Carta che ha scritto per The Vegetarian Chance da consegnare a tutti i suoi colleghi stellati. Nella Carta si chiede un impegno a inserire nel proprio menu quattro piatti vegetariani e vegani confezionati senza chimica e con prodotti bio e di stagione. La consegna della Carta agli chef da parte di Pietro Leemann è associata a un tour in bicicletta con gli atleti Oliviero Alotto e Alessandro Ippolito: il Vegetarian Tour, che poi diventerà un corposo filmato, del quale un assaggio di dieci minuti è stato presentato a Torino. In chiusura della Veg Conference è stata presentata la video intervista rilasciata a Gabriele Eschenazi dallo scrittore Safran Foer e realizzata al ristorante Joia in occasione dell’uscita del suo ultimo libro Possiamo salvare il mondo prima di cena (Guanda).

 

VENERDÌ 11 Ottobre pomeriggio

One Planet, One Future. Fausto Gusmeroli. Oliviero Alotto. Extinction Rebellion. Fridays for Future

Il pomeriggio di venerdì è stato dedicato all’approfondimento sul tema ambientale e all’incontro con i giovani di Extinction Rebellion e Fridays for Future. In apertura un messaggio e un video di Anne de Carbuccia, fondatrice di One Planet One Future, hanno mandato un messaggio forte sull’inquinamento degli oceani quando lei stessa ci ha chiesto: “Quale archeologia lasceremo alle generazioni future? Bottiglie di plastica? Sarà questa la nostra eredità?”.

Il professor Fausto Gusmeroli presenta il suo libro Ridiventare primitivi

Uno sguardo al passato per imparare e cancellare i pregiudizi è stato dato dal professor Fausto Gusmeroli, che nel presentare il suo libro Ridiventare primitivi (Aracne editore) ha stupito il pubblico quando ha raccontato che l’uomo primitivo viveva in salute, in simbiosi con la natura senza conoscere il concetto di proprietà, in mutua solidarietà, senza classi sociali e soprattutto lavorando molto poco, solo venti ore alla settimana. A quel punto non ci si poteva che domandare se i veri “primitivi” non siamo noi…..  Oliviero Alotto, atleta e fiduciario Slow Food Torino, ci ha portato “di corsa” in Groenlandia, dove il ghiaccio si sta sciogliendo e gli effetti del cambiamento climatico sono evidenti. “Compiere queste imprese sportive è il modo che ho scelto per attrarre l’attenzione”, ha detto Alotto. Come ormai abbiamo avuto modo di vedere la protesta contro l’emergenza climatica è uscita dalle aule dell’università e delle scuole e a The Vegetarian Chance abbiamo voluto dare voce a chi ha preso il coraggio di dire che dobbiamo cambiare il nostre stile di vita ora e in fretta ed è sceso in piazza. Paolo Marchetti di Extinction Rebellion ha detto che “È stato rotto un patto sociale. Abbiamo paura per il nostro futuro e di dover subire le conseguenze dei danni prodotti dalle generazioni passate. Dovremo saldare un debito con la Natura”. David Wicker, 14 anni, ha raccontato con orgoglio e oratoria da veterano come Fridays for Future Italia è nata solo nel gennaio di quest’anno ed è riuscita a portare per le strade di Torino 100mila persone il 27 settembre, il giorno dello sciopero globale.

I ragazzi di Fridays for Future ed Extinction Rebellion con Oliviero Alotto e Pietro Leemann

“Aumentare la consapevolezza, smuovere le istituzioni e costringerle a dichiarare l’emergenza climatica”, questi gli obiettivi più urgenti di Fridays for Future. Nel dibattito, organizzato e moderato da Gabriele Eschenazi, è intervenuto anche Pietro Leemann che ha sottolineato come “La crisi sia sotto gli occhi di tutti e i politici non ne prendano ancora atto. Per l’uomo esiste un concreto rischio di estinzione”.

 

 

SABATO 12 Ottobre

Colazione su Vega. Biodiversità Slow Food. Joia Academy. Soul Kitchen. Laboratorio Lavazza. Pasta di legumi Barilla. Leonardo Caffo. Nina Curtis. Soia Plant Based Food.

Le 11 di mattina non sono forse l’orario più abituale per consumare la prima colazione eppure sabato 12 più di 80 persone hanno partecipato alla “Colazione su Vega” condotta da Jenny Sugar, health&food coach, che ha spiegato come una colazione salutare possa soddisfare il palato ed essere seguita facilmente tutti i giorni. Il segreto è l’uso di ingredienti integrali nelle categorie di zuccheri, farine e grassi. In assaggio tre tipi di biscotti da lei stessa preparati in forme di cottura diverse: crudi, essicati e cotti al forno.

Jenny Sugar, health&food coach, durante il suo evento Colazione su Vega

A Jenny Sugar si sono poi affiancati due produttori di dolci vegetali e integrali come Chiodi Latini New food e Grezzo Raw Chocolate che hanno spiegato i loro progetti incentrati su salute e gusto offrendo al pubblico assaggi golosi. Sul fronte delle bevande Lavazza ha accompagnato l’appuntamento con le sue bevande al caffè innovative e biologiche. Da questo appuntamento, ha spiegato Jenny Sugar, potrebbe nascere un nuovo concorso di pasticceria salutare sin dal prossimo Festival. E lo ha detto anche in qualità di organizzatrice della manifestazione.

La biodiversità è non solo insita nella natura stessa e ne rappresenta una forma di difesa, ma è anche parte di un’agricoltura evoluta che ci garantisca produttività e gusto. Al tema è stato dedicato un incontro organizzato da Slow Food Torino con Oliviero Alotto, Roberto Sambo responsabile presidi slow food, Andrea Toffi dell’azienda agricola Bam fautrice di un’economia circolare a impatto zero, Filippo Civran della Foodstock Azienda Agricola, specializzata in verdure fermentate che preservano anche la biodiversità del nostro intestino come ha spiegato la dottoressa Marika Orlando, Paolo Girardi azienda Badola, che ogni anno investe studi e tempo per coltivare vegetali biodiversi di tutti i tipi e proporli al pubblico testandone le reazioni.

La cattedra dei cinque show cooking di sabato è stata inizialmente occupata dai maestri della Joia Academy, Pietro Leemann, il fondatore e Sauro Ricci, il direttore. Hanno presentato Love (riflessione gastronomica sull’amore carnale, terreno e spirituale). “Una nostra piccola provocazione sui molti aspetti dell’amore, che oggi sfortunatamente occupa in maniera inflazionata il mondo della comunicazione”, ha spiegato Ricci. Nel piatto: crucifere arrostite, battuto di kimchi e borlotti, emulsione di miso, cialda di zucca e prugna umeboshi.

Contaminazioni giapponesi in onore degli ospiti asiatici. Li ha poi seguiti Luca André, chef e titolare di Soul Kitchen, con Idee torinesi per una nuova cucina vegetale.

Fabio Sipione di Lavazza durante il laboratorio sul caffè curato dalla sua Azienda

Per il main sponsor Lavazza Fabio Sipione ha poi raccontato il caffè delle origini quando il caffè veniva tostato in un padellino e corretto nel gusto con spezie, le diverse modalità di estrarne il gusto e le differenze tra Arabica e Robusta, due piante diverse in grado di soddisfare i diversi gusti del caffè (cremoso, intenso, aromatico, fruttato, dolce).

Sul palco è tornato poi Pietro Leemann, che ha introdotto il pubblico alle modalità di cucina di un nuovo prodotto dello sponsor Barilla e sempre più popolare sul mercato: gli “spaghetti” di legumi. Non sono facili da cucinare e infatti il patron del Joia ha dispensato consigli per renderli appetitosi con una salsa a base di porri e aggiungendo liquido prima di servirli così da averli al dente.

Pietro Leemann spiega al pubblico come si cucina la “pasta” di legumi Barilla

A condurre il pubblico verso riflessioni sul rapporto “uomo-animali” ci ha pensato Leonardo Caffo, scrittore e filosofo, per il secondo anno ospite del Festival. Di ritorno da un viaggio in India Caffo ha reso omaggio a Pier Paolo Pasolini e al suo libro L’odore dell’India, del quale ha letto in diretta alcuni passaggi. L’olfatto in India è il senso col quale ogni cuoco o cuciniere indiano avverte il sapore di quanto sta cucinando, ha raccontato Caffo, che si è anche soffermato nel descrivere come gli indiani considerino la presenza di animali in giro per le loro città assolutamente naturale. Sedersi a mangiare e trovarsi sotto il tavolo un maiale è la normalità.

Leonardo Caffo racconta al pubblico il suo viaggio in India

A seguire c’è stato l’intervento di Nina Curtis, chef californiana, direttore ed executive chef per il l’Adventist Health Roseville Campus Vitaliz Café and Culinary Arts department. Da vent’anni leader nel campo della promozione della cucina “plant based” chef Curtis ha raccontato come espone ai suoi connazionali i benefici di una dieta priva di prodotti animali. Ha annunciato che il prossimo anno parteciperà al concorso con delle sue ricette.

A conclusione della giornata Chef Kumalè, Vittorio Castellani, ha raccontato e dato in assaggio le sue ricette con i prodotti a base di soia dello sponsor giapponese Plant Based Food Export Association: una crema simile al latte, un “formaggio” e una pasta. Castellani ispirandosi alla sua profonda conoscenza delle cucine del mondo ha presentato: noodles fritti chop suey in stile italiano, “Kashcaval” fritto e  un mango lassi. Lo sponsor ha poi fatto assaggiare al pubblico i suo prodotti per tutto il Festival. Contenitori e posate plastic free in Mater-Bi per gli show cooking sono stati forniti dallo sponsor Novamont. In serata Pietro Leemann ha proposto nel ristorante di EDIT una cena gourmet a dieci mani con Umberto Chiodi Latini (Vintage 1997), Andrea Ferrucci (Marcelin), Federico Zanasi (Condividere), Virginia Cattaneo e Riccardo Festa (EDIT restaurant).

Nina Curtis, chef vegana di Los Angeles con Jenny Sugar

Vittorio Castellani cucina i prodotti di soia dello sponsor giapponese Plant Based Food Export Association

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOMENICA 13 Ottobre

Brunch. Concorso. Cucina Shojin. Film. Open Lab NaturaSì. Piatto 8×8.

Pietro Leemann al lavoro come presidente della giuria

Eduardo Ferrante, ristorante Orto Già Salsamentario, giudice al concorso

Questa è stata la giornata del concorso, ma non solo. Al pubblico è stato proposto in mattinata un brunch vegetariano coordinato da Jenny Sugar a otto mani con quattro ristoratori di Torino. Partecipanti: Eduardo Ferrante (L’Orto già salsamentario), Daniela Zaccuri (Mezzaluna), Laura Gianisella (Sale in zucca), Luca André (Soul Kitchen). Le cento porzioni disponibili sono andate esaurite in poco tempo. Obiettivo del brunch non era solo far conoscere la varietà di gusti della cucina vegetale, ma anche promuovere i ristoratori veg di Torino a volte non abbastanza conosciuti e riconosciuti nelle loro abilità culinarie. Abilità che sono la prerogativa di Hitoshi Sugiura, un grande amico giapponese del Festival, al quale ha partecipato come concorrente nel 2017.

Hitoshi Sugiura col pubblico di TVC

Con i suoi piatti poetici Mazzolino e Foresta di Shojin ha fatto conoscere al pubblico la cucina tradizionale vegetariana giapponese densa di bellezza e spiritualità. E ha scelto di farlo invitando gli spettatori a stare intorno a lui come in un abbraccio fraterno.  Mentre la giuria lavorava, i concorrenti fremevano nella sala dell’Osservatorio Lorenzo Castellini, storico sostenitore del Festival ha offerto la visione del film Resistenza naturale di Jonathan Nossiter e una degustazione vini di Cascina degli Ulivi, tra i produttori protagonisti del film, che trattava della difesa del suolo dalle contaminazioni chimiche nelle produzione del vino. Dopo la premiazione, molto affollata e partecipata, è stato il momento di NaturaSì con Giovanni Buccheri durante il quale a ergersi protagonisti sono stati i visitatori con le loro visioni diverse su quale sia la strada migliore dare all’alimentazione un valore, etico, salutare ed ambientale partendo dal valore dell’agricoltura biologica, della quale i negozi di NaturaSì sono i più noti promotori al pubblico. Sempre NaturaSì ha offerto ad alcuni suoi clienti il piatto 8×8 che quest’anno per la prima volta ha consentito al pubblico di assaggiare la cucina degli otto cuochi concorrenti. La degustazione guidata con i clienti di NaturaSì è stato condotta da Jenny Sugar e Oliviero Alotto, che hanno spiegato il valore e il senso di un cibo vegetale ben cucinato e frutto di un pensiero ideale. Per tutta la durata del Festival lo sponsor Ricola ha offerto al pubblico le sue tisane e le sue caramelle a base di 11 erbe alpine svizzere.

Professionisti al servizio del Festival

Coordinamento concorso Sauro Ricci con la brigata del Joia e Al Tatto

Logo e materiale grafico: Giosina Scalzi di Eggers 2.0.

Foto di Andrea Battaglini

Video di Piero Vitti

Marketing e rapporti con gli sponsor Alberto Guglielmone

Ufficio stampa Iwy Ethical Communication Pompea Gualano

Ufficio stampa Torino Giorgia Zerboni

Promozione social Claudia Rolandi

Accoglienza e aiuto in cucina Istituto Arturo Prever di Pinerolo

I Partner: Lavazza, Barilla, Ecor-NaturaSì, Plant Based Food Export Association, Ricola, Novamont, Rossòrapa


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TVC 2019 il programma completo del Festival/English version Tutti a Torino dall’11 al 13 ottobre

Ecco il programma definitivo del Festival. Ingresso gratuito a tutti gli eventi, esclusi quelli con ristorazione.

ATTENZIONE SABATO 12 Ottobre EDIT restaurant ore 19.30 Cena gourmet a dieci mani con Pietro Leemann e quattro colleghi cuochi: Federico Zanasi (La Nuvola), Andrea Ferrucci (Marcellin), Umberto Chiodi Latini (Vintage), Virginia Cattaneo e Riccardo Festa (EDIT restaurant). Vini di Casina Bric     Solo 40 posti disponibili. Costo 100 euro, cinque portate veg d’autore. Questo il menù: Giardiniera, chef Chiodi Latini ristorante Vintage 1997, Fresca insalata croccante, Andrea Ferrucci ristorante Marcellin,
Finto riso di rape, Federico Zanasi ristorante La Nuvola, Ortaggi in Raviolo, infuso di Alghe e Salicornia ristorante EDIT, Macondo (dessert), Pietro Leemann ristorante Joia
Prenotatevi qui: https://editristorante.dinesuperb.com

Venerdì 11 ottobre

Ore 10.00/13.00 (Osservatorio)
Veg Conference

Introducono: Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi

Chiara Giacosa, consigliera del Comune di Torino, la città più vegan friendly d’Italia

I giovani italiani e il vegetarianismo: un sondaggio TVC/Lavazza realizzato da EUMETRA MR con Renato Mannheimer

Partner Panel: per NaturaSì Giovanni Buccheri, per Ricola Emanuela Busi

I ristoratori veg di Torino: Luca Andrè, Antonio Chiodi Latini, Eduardo Ferrante, Laura Ganisella, Daniela Zaccuri.

The Vegetarian Chance japanese edition giugno 2020 con Yoshiko Hondo and Monica Kimiko Tanaka

La Carta di Pietro Leemann perThe Vegetarian Chance, gli chef stellati e The Vegetarian Tour (filmato 10’)

Safran Foer intervistato da Gabriele Eschenazi: Possiamo salvare il mondo prima di cena (filmato 20’)

 

Ore 17.00 (Osservatorio)
Emergenza climatica e millennials: alleanze intergenerazionali

Interventi di esperti e militanti

One Planet One Future: Anne de Carbuccia videomessaggio e filmato One Ocean

Fausto Gusmeroli, ricercatore e scrittore: Ridiventare primitivi, racconto e recitazione

Oliviero Alotto, atleta e fiduciario Slow Food: Le mie corse contro il tempo: Groenlandia e deserto dei Gobi

Extinction Rebellion: La rivolta del 3,5% per l’emergenza ambientale

Fridays for Future: Il menu degli amici di Greta

Ore 20.30 (Area pub)
Conciorto

Spettacolo di emozioni vegetali con Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone

 

Sabato 12 ottobre

Ore 11.00 (Area pub)
Colazione su Vega

Jenny Sugar (ex Stern) ci teletrasporta sulla Stella della salute e della golosità con assaggi veg e salutari. Insieme a lei la pasticceria di Chiodi Latini e di Grezzo. Degustazione di caffè e smoothie al caffè a cura di Lavazza.

Ore 12.00 (Osservatorio)
La biodiversità con gli agricoltori di Slow Food

Piante indispensabili a rischio

Ore 13.00/16.00 (Piazza)
Atelier di strada food design

con Agnese Z’Graggen

Ore 13.15 (Kitchens)
Love (riflessione gastronomica sull’amore carnale, terreno e spirituale)

Show cooking della Joia Academy

con Pietro Leemann e Sauro Ricci

Ore 14.15 (Kitchens)
Idee torinesi per una nuova cucina vegetale

Show cooking di Luca André, chef gourmet di Soul Kitchen

Ore 15.00 (Kitchens)
Riscopriamo il gusto del caffè delle origini

Laboratorio a cura di Lavazza

Ore 15.45 (Kitchens)
Pietro Leemann incontra gli spaghetti di legumi Barilla

Show cooking e assaggio

Ore 16.30 (Osservatorio)
Cucina Plant Based in California

Nina Curtis, veg chef da Los Angeles, con Jenny Sugar

Ore 17.00 (Osservatorio)
Leonardo Caffo

L’odore dell’India

Ore 18.00 (Kitchens)
Evoluzione della soia nel piatto

Show Cooking di Vittorio Castellani aka Chef Kumalè

con Plant Based Food Export Association dal Giappone

Ore 19.45 (Restaurant)
Indovina chi veg a cena

Cena gourmet vegetariana (su prenotazione) con Pietro Leemann (Joia), Federico Zanasi (La Nuvola), Andrea Ferrucci (Marcellin), Umberto Chiodi Latini (Vintage), Virginia Cattaneo e Riccardo Festa (EDIT restaurant). Vini di Casina Bric

PRENOTARE QUI: https://editristorante.dinesuperb.com

Domenica 13 ottobre

Ore 9.00 (Restaurant)
Arrivo dei cuochi e loro sistemazione nelle cucine

Con Walter Casiraghi, Shu Yuan Chen Tsai, Gabriele Grilli, Ueda Satoru, Sylvester Schatteman, Beak Sungjin, Gabriele Vergura, Hayao Watanabe.

Ore 10.30 (Restaurant)
Apertura dello spazio concorso al pubblico e ai media

Organizzazione e direzione a cura del ristorante Joia e della Joia Academy

Ore 10.45 (Kitchens)
Finger food giapponese ispirato alla cucina buddista Shojin

Chef Hitoshi Sugiura da Tokyo: show cooking

Ore 11.30/14.00 (Restaurant)
I concorrenti presentano i piatti alla giuria, incontrano poi la stampa e il pubblico

Per i cuochi ortofrutta dalla filiera di NaturaSì

Ore 12.00/15.00 (Area pub)

Veg Brunch

a cura di EDIT con i ristoranti veg di Torino coordinati da Jenny Sugar

Ore 13.30 (Osservatorio)
Resistenza naturale un film di Jonathan Nossiter (Italia, 2014, 85 min)

con Lorenzo Castellini e degustazione vini di Cascina degli Ulivi

Ore 15.00 (Osservatorio)
Cerimonia di premiazione del concorso The Vegetarian Chance

I premi degli sponsor Ricola e Rossòrapa e i premi ufficiali della giuria conferiti da Pietro Leemann

Introduce: Gabriele Eschenazi

Ore 16.30 (Osservatorio)
OpenLab sul vegetarianismo a cura di NaturaSì

Conduce Giovanni Buccheri, open innovation manager

Ore 17.15 (Osservatorio)
Safran Foer intervistato da Gabriele Eschenazi: Possiamo salvare il mondo prima di cena
Ore 18.00 ( Cocktail Bar)
Veg Party finale
Otto per otto

Finger food dei finalisti a cura di EDIT restaurant e dei cuochi stessi

Fantasie vegetali nel bicchiere con i mixologist di EDIT

 

FOOD’S FUTURE IS TODAY
FESTIVAL PROGRAM

Friday 11 October

10.00/13.00 (Observatory)
Veg Conference
Introducing: Pietro Leemann and Gabriel Eschenazi
Chiara Giacosa, Councillor of the City of Turin, the most vegan friendly city in Italy
Young Italians and vegetarianism: a TVC/Lavazza survey carried out by EUMETRA MR with Renato Mannheimer
Main Partner Panel: for NaturaSì Giovanni Buccheri, for Ricola Emanuela Busi
The veg restaurateurs of Turin: Luca Andrè, Antonio Chiodi Latini, Eduardo Ferrante, Laura Ganisella, Daniela Zaccuri
The Vegetarian Chance Japanese edition June 2020 with Yoshiko Hondo and Monica Kimiko Tanaka
Pietro Leemann’s Charta for The Vegetarian Chance, Starred Chefs and The Vegetarian Tour (10′ film)
Safran Foer interviewed by Gabriel Eschenazi: We can save the world before dinner (20′ film)

17.00 (Observatory)
Climate emergency and millennials: intergenerational alliances
Speeches by experts and militants
One Planet One Future: Anne de Carbuccia video message and film One Ocean
Fausto Gusmeroli, researcher and writer: Re-becoming primitive, storytelling and acting
Oliviero Alotto, Slow Food trustee and athlete: My races against time: Greenland and the Gobi Desert
Extinction Rebellion: The 3.5% revolt for the environmental emergency
Fridays for Future: The menu of Greta’s friends

20.30  (Pub area)
Conciorto
A vegetable emotions show with Biagio Bagini and Gian Luigi Carlone

Saturday 12 October

11.00  (Pub area)
Breakfast on Vega
Jenny Sugar (ex Stern) teleports us to the Star of health and gluttony with healthy veg tastings. Together with her the pastry shop of Chiodi Latini and Grezzo. Tasting of coffee and coffee smoothies by Lavazza

12.00 (Observatory)
Biodiversity with Slow Food farmers
Indispensable plants at risk

13.00/16.00 (Square)
Atelier of street food design
with Agnese Z’Graggen

13.15 (Kitchens)
Love (gastronomic reflection on carnal, earthly and spiritual love)
Joia Academy cooking show
with Pietro Leemann and Sauro Ricci

14.15  (Kitchens)
Turin ideas for a new vegetable cuisine
Show cooking by Luca André, gourmet chef of Soul Kitchen

15.00 (Kitchens)
Let’s rediscover the taste of the coffee of the origins
Workshop by Lavazza

15.45 (Kitchens)
Pietro Leemann meets legumes spaghetti Barilla
Show cooking and tasting

16.30 p.m. (Observatory)
Plant Based Kitchen in California
Nina Curtis, veg chef from Los Angeles, with Jenny Sugar

17.00 (Observatory)
Leonardo Caffo
The smell of India

18.00 (Kitchens)
Evolution of soybean in the dish
Show Cooking by Vittorio Castellani aka Chef Kumalè
with Plant Based Food Export Association from Japan

19.45 (Restaurant)
Guess Who’s vegging for Dinner
Vegetarian gourmet dinner (reservation required) with Pietro Leemann (Joia), Federico Zanasi (La Nuvola), Andrea Ferrucci (Marcellin), Umberto Chiodi Latini (Vintage), Virginia Cattaneo and Riccardo Festa (EDIT restaurant). Wines from Casina Bric

Sunday 13th October

9.00  (Restaurant)
Arrival of the cooks and their accommodation in the kitchens
With Walter Casiraghi, Shu Yuan Chen Tsai, Gabriele Grilli, Ueda Satoru, Sylvester Schatteman, Beak Sungjin, Gabriele Vergura, Hayao Watanabe

10.30 (Restaurant)
Opening of the competition space to the public and the media
Organization and management by the restaurant Joia and the Joia Academy

10:45 (Kitchens)
Japanese finger food inspired by Buddhist cuisine Shojin
Chef Hitoshi Sugiura from Tokyo: show cooking

11.30/14.00 (Restaurant)
The competitors introduce their dishes to the jury, then meet press and audience
For cooks fruits and vegetables from the production chain of NaturaSì

12.00/15.00 (Pub area)
Veg Brunch
by EDIT with the veg restaurants of Turin coordinated by Jenny Sugar

13.30 (Observatory)
Natural resistance a movie by Jonathan Nossiter (Italy, 2014, 85 min)
with Lorenzo Castellini and wine tasting at Cascina degli Ulivi

15.00 (Observatory)
The Vegetarian Chance Competition Award Ceremony
The prizes of the sponsors Ricola and Rossòrapa and the official prizes of the jury conferred by Pietro Leemann
Introduces: Gabriel Eschenazi

16.30 (Observatory)
OpenLab on vegetarianism by NaturaSì
Conducts Giovanni Buccheri, open innovation manager

17.15 (Observatory)
Safran Foer interviewed by Gabriel Eschenazi: We can save the world before dinner

18.00 (Cocktail Bar)
Final Veg Party
Eight for eight

Finger food of the finalists by EDIT restaurant and the cooks themselves
Vegetable fantasies in the glass with EDIT’s mixologists.

 

 

 


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Concorso TVC 2019: gli otto concorrenti cucineranno anche per il pubblico

Quest’anno il concorso apparentemente parla asiatico con due concorrenti giapponesi, Ueda Satoru e Hayao Watanabe, una taiwanese, Shu Yuan Chen Tsai e una coreana, Baek Sun Ying. In realtà gli chef della sesta edizione di The Vegetarian Chance sono la testimonianza di una sempre maggiore commistione delle cucine e delle culture nel mondo senza che nessuno dimentichi la propria identità. Infatti Ueda Satoru e Hayao Watanabe lavorano in Italia, Shu Yuan Chen Tsai vive da anni a Madrid, Baek Sun Ying risiede in Giappone. In più l’italiano Walter Casiraghi lavora a Mosca. Più tradizionali gli altri tre concorrenti: Sylvester Schatteman, belga, Gabriele Vergura e Gabriele Grilli, italiani. Come d’abitudine non tutti questi cuochi sono strettamente vegetariani o vegani, ma ad accomunarli tutti c’è una passione per i prodotti vegetali e un senso di responsabilità verso la società che loro interpretano e modellano attraverso le loro creazioni culinarie. Nel leggere le loro storie si avverte la loro consapevolezza di aver scelto un mestiere, che si può nobilitare con le proprie scelte personali in favore del benessere dei loro clienti. Il concorso The Vegetarian Chance, ispirato alla cucina di Pietro Leemann e la Joia, che nel 2019 compie trent’anni, a sei anni dalla sua nascita sta facendo scuola. Nel giugno 2020 a Tokyo si svolgerà un’edizione giapponese della competizione. Da Los Angeles arriva a Torino la cuoca vegana Nina Curtis, che parlerà sabato 12 nel pomeriggio alla platea del Festival. Come sempre la direzione del concorso è stata affidata a Sauro Ricci, executive chef del ristorante Joia e direttore didattico della Joia Academy. Come lo scorso anno i prodotti di ortofrutta per il concorso arriveranno dalla filiera del nostro partner NaturaSì. A coadiuvare Ricci ci saranno gli chef del ristorante EDIT e gli allievi dell’Istituto Alberghiero Prever di Pinerolo. La giuria sarà presieduta come sempre dallo chef Pietro Leemann e ne faranno parte tra gli altri il giornalista de La Stampa Luca Ferrua e il professor Marco Lanzetta. Per coinvolgere maggiormente il pubblico nel concorso sono state introdotte due novità. La prima è la possibilità di seguire il concorso in diretta osservando i concorrenti nella cucina a vista del ristorante di EDIT, la seconda è quella di poter avere un assaggio della cucina dei concorrenti acquistando il piatto 8×8, che conterrà otto finger food preparati direttamente dai cuochi concorrenti per il pubblico. Un’occasione unica di assaggiare in uno stesso piatto otto cucine diverse, ma tutte a base vegetale.

I cuochi concorrenti alla sesta edizione

del concorso The Vegetarian Chance 2019


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Walter Casiraghi Mosca (Italia-Russia)

Orion Hall http://orionhall.ru

Ritratto

Per il secondo anno consecutivo Walter Casiraghi si qualifica per la finale del concorso The Vegetarian Chance. Dalla sua ha una speciale capacità di sintesi tra estro italiano e solida cucina russa.

Cucina e mondo enogastronomico lo stregano fin da bambino. Già a 14 anni lavora mentre studia in una scuola alberghiera. E non tarda a fare esperienze di alto livello come nei lussuosi alberghi di Porto Cervo (Cervo hotel, Cala di Volpe) o al Badrutt’s Palace di St. Moritz dove impara la cucina internazionale. Seguono poi così tanti ristoranti stellati da fargli dire di aver “collezionato” 13 stelle Michelin nel suo percorso formativo segnato da rigore, valorizzazione della materia prima, fantasia e creatività. Mosso da questi principi si propone di “pensare fuori dagli schemi per raggiungere nuovi obiettivi”. Viaggia in Europa, Singapore, Filippine e Cina. Collabora alla scrittura di libri di cucina con chef stellati, partecipa a format televisivi italiani, e nelle emittenti russe a trasmissioni sulla cucina italiana. Walter Casiraghi definisce la sua cucina poliedrica, sana, moderna, e attenta al cliente.

Io e il vegetarianismo

Dallo scorso anno ho iniziato a introdurre più proposte vegetariane e vegetali nel menu con un attenzione maggiore alla sostenibilità dei prodotti e impegnandomi a limitare gli scarti per aumentare il mio benessere non solo fisico ma anche mentale. Sono nato e cresciuto nella Brianza degli anni ottanta, dove urbanizzazione e industrializzazione erano in una fase di sviluppo, che lasciava ancora intravedere campi coltivati in pianura e in montagna in Valsassina. Ho goduto così di un rapporto diretto con la natura, che mi ha spinto a trarre il meglio da essa e a rispettarla il più possibile senza ipocrisia. Per influenze ambientali e culturali, nonché lavorative, purtroppo non sono strettamente vegetariano. Cerco di limitare al massimo gli alimenti animali, anche se, per lavoro, qui in Russia, sono costretto ad usarli. Qui, dove i vegetali a volte sono messi in terzo piano, se non dimenticati, mi rendo conto di quanto mi mancano e di come vorrei poter lavorare solo con alimenti vegetali. Sono più divertenti da usare, più malleabili per la fantasia e l’estro del cuoco, più salubri. Il risultato è una maggiore soddisfazione sia dell’esecutore che del commensale. Il vegetarianismo è parte della mia crescita, sia passata che futura.

2) Gabriele Grilli (Italia)

2) Gabriele Grilli (Italia)

Ristorante Giudice www.ristorantegiudice.com

Ritratto

Da 4 anni Gabriele Grilli, 23 anni, è chef de partie presso il ristorante Giudice, storico locale della collina torinese e oggetto di diversi riconoscimenti. Qui ha fatto la sua esperienza professionale e umana con una brigata, che definisce “coesa ed entusiasta”. Coltiva la passione per la cucina sin dalla tenera età di quattro anni quando salì su uno sgabello per scoprire cosa la mamma stessa cucinando. “Fu amore a prima vista: rimasi ipnotizzato dal fuoco (con cui, ovviamente, mi bruciai). Ma quella fu la folgorazione, ciò che mi spinse a scegliere cosa fare da grande”, racconta. Ha iniziato la sua carriera professionale come commis della mamma. Poi si è diplomato nel 2014 presso l’IPSSAR Giuseppina Colombatto (TO). Prima di approdare al ristorante Giudice ha avuto brevi esperienze stagionali e molto diverse come quelle presso il Grand Hotel Miramare, Santa Margherita Ligure e il ParkHotel Laurin a Bolzano. Non è la prima volta che partecipa a una competizione culinaria. Nel novembre del 2013 arrivò terzo al concorso Caseus di ALMA, mentre nel 2014 al Salone del Gusto arrivò primo a Il Concorso del Paniere della Provincia di Torino”.

Io e il vegetarianismo

Sono un cuoco onnivoro e può sembrare strano che io partecipi a questo concorso. Il mio rapporto con vegetarianismo e veganismo, stili alimentari così diversi dal mio, nasce nel 2015. Dopo ripetute e insistenti richieste da parte di un’amica provai per la prima volta un ristorante vegano. Ne rimasi piacevolmente colpito. Incredibile come, con la giusta lavorazione, anche una semplice carota possa diventare strabiliante! Da questa esperienza nacque il desiderio di avventurarmi nella cucina vegetariana e vegana. Ci fu da una parte, la voglia di provare a soddisfare la clientela, dall’altra, la voglia di iniziare a fare qualcosa di “diverso” rendendo i vegetali l’elemento nobile (e protagonista) dei miei piatti, invertendo così l’idea comune di verdura uguale contorno. Per questa cucina è fondamentale la scelta della materia prima seguendo la stagionalità e sfruttando il più possibile il Km 0 (utilizziamo spesso il nostro orto), e la lavorazione della stessa. Mi propongo sempre di valorizzare tutti gli elementi, per garantire una piacevole esperienza culinaria.

3)

3) Shu Yuan Chen Tsai (Spagna- Taiwan)

Ristorante La Biotika http://www.labiotika.es/

Ritratto

Shu-Yuan Chen Tsai, nata a Taiwan nel 1964, ha una formazione da artista. Si è infatti laureata in Belle Arti alla Taiwan Art University nel 1987. Seguendo sempre lo stesso percorso si trasferisce a Madrid dove conclude nel 1992 un Master in Belle Arti all’Università Complutense. Rimane a Madrid, dove dopo essersi occupata di integratori dietetici, computer design e costumi per il mondo dello spettacolo (teatro, opera, tv) e della pubblicità approda infine alla gastronomia. Nel 2006 acquista a Madrid il primo e storico ristorante vegetariano della città, La Biotika, fondato nel 1979. Da allora ne cura personalmente la gestione con l’annesso negozio di prodotti biologici. All’attività di ristorazione affianca dal 2009 quella di insegnante di cucina macrobiotica e vegetariana, I Ching e Feng Shui.

Io e il vegetarianismo

Nel mio paese è molto normale essere vegetariani per l’influenza del buddismo. Ci sono ristoranti vegetariani in tutta Taiwan. La mia famiglia è piuttosto religiosa e per questo motivo a volte mangia per lunghi periodi solo cibo vegetariano. Io personalmente sono diventata vegetariana stretta nel 1989. Frequentavo un corso di yoga ed era molto utile diventare vegetariano per migliorare le pratiche di yoga e meditazione. Seguo queste pratiche tutt’ora e nel frattempo anche mio marito è diventato vegetariano e questo facilita di molto le cose in famiglia. La nostra esperienza è così bella, ci sentiamo così leggeri, così felici che abbiamo deciso di adottare il cibo vegetariano per il resto della nostra vita. Naturalmente, nostro figlio e nostra figlia sono nati già vegetariani e ancora oggi sono fedeli a questa scelta.

4) Ueda Satoru (Italia- Giappone)

4) Ueda Satoru (Italia- Giappone)

Ristorante Gardenia www.gardeniacaluso.com/

Ritratto

Giunto da Kumamoto (Giappone) dieci anni fa Ueda Satoru, 32 anni, è da allora sous chef al Ristorante Gardenia, 1 stella Michelin. Qui affianca nel lavoro quotidiano la chef Mariangela Susigan dalla quale ha appreso i grandi piatti di tradizione piemontese, la cucina dell’orto, la cucina delle erbe spontanee. Ama sperimentare cotture primitive: nella creta di Castellamonte, sotto le braci di tralci di vite e pigne di bosco, radici e tuberi dimenticati (rutabaga, pastinaca, carote gialle e viola, scorzonera, barbabietole, patate Walser d’alta quota) per ottenere consistenze e sapori ancestrali. Al fianco di Mariangela Susigan ha acquisito la cultura delle erbe spontanee, il loro riconoscimento botanico, la loro raccolta consapevole ed etica nei boschi e prati incontaminati dell’Anfiteatro morenico, la loro lavorazione appropriata. Satoru conosce, usa e crea nuovi abbinamenti, studia nuove tecniche per estrarre i sapori originali di una grande varietà d’erbe spontanee quali l’aglio ursino, bistorta, cardo zampa d’orso, knautia arvensis, crescione di sorgente, farinello, tarassaco, silene bubbolina. Interpreta in modo attuale ricette antiche come la zuppa d’ajucche e bistorta toma d’alpeggio, il suet gris di mais, raponzolo, spinacio selvatico.

Io e il vegetarianismo

Avvicinandomi consapevolmente al mondo vegetale mi sono reso conto di quanto nella storia le popolazioni fossero naturalmente vegetariane e vegane! Avevano la necessità di fare “anche senza” e dunque sperimentare istintivamente le proprietà alimentari e curative delle erbe spontanee, di legumi, cereali e ortaggi. Si è sviluppata così una conoscenza della natura edibile di prossimità tramandata per via orale. Con la mia ricerca ho scoperto quanto sia vario il mondo vegetale e la miriade di sapori che stimolano le papille gustative. E tutto ciò è importante per la creatività di uno chef. Oggi abbiamo la necessità di recuperare la conoscenza e i valori di questo patrimonio smarrito per ritrovare la salute del corpo e della mente lontano dalla follia ingorda di cibi spazzatura che solo riempiono e non nutrono. È il pianeta che ci domanda di tornare a stretto contatto con il mondo vegetale. È tempo che il nostro corpo e la nostra mente rispondano.

5) Beak Sungjin

5) Beak Sungjin (Corea- Giappone)

Gutsu Gutsu Cook gutsugutsucook@gmail.com

Ritratto

Beak Sungjin è una coreana residente attualmente in Giappone, ma molto legata alle sue radici gastronomiche. Viene a Torino per rappresentare la tradizione del suo paese. Cuoca free-lance, ha alle spalle 19 anni di carriera culinaria. Ha partecipato alla seconda stagione di Master Chef Corea arrivando settima. Ha pubblicato una serie di libri di ricette di cucina coreana o giapponese, proponendo piatti con verdure o riso adatti ai bambini e agli ammalati (nella foto il suo libro Il potere delle verdure).


L’alimentazione per l’infanzia e l’educazione culinaria delle mamme è il tema che le sta più a cuore convinta che i prodotti animali siano dannosi per i bambini, creino allergie. Beak crede che i vegetali siano il cibo delle origini, quello basilare. Lo ha imparato da bambina in Corea nel suo villaggio natale dove da piccola mangiava molte verdure. Diffonde le sue ricette attraverso applicazioni e corsi di cucina. È direttrice nazionale della società coreana di cucina agricola ed è responsabile del servizio turistico della prefettura giapponese di Ibaraki dove abita.

Io e il vegetarianismo

Gli esseri umani vengono dalla natura e ritornano alla natura. Siamo davvero piccoli in un mondo enorme. Dobbiamo conoscere le nostre debolezze e vivere con atteggiamento di umiltà. È importante vivere come parte della natura ed esserle grata, senza ferire nessuno. Il cibo vegetale è importante non solo per il bene del corpo, ma anche per l’identità spirituale degli esseri umani. Torniamo all’origine dell’uomo e ripensiamo al cibo come a un nostro desiderio fondamentale. Sono venuta a questo concorso con passione per far sì che le verdure, benedizioni della natura, siano dolci al corpo e alla natura. Un piatto di verdure deve poter far sorridere tutti!

6)

6) Sylvester Schatteman (Belgio)

Ristorante Hofke Van Bazel www.hofkevanbazel.be/

Ritratto

Un carriera da un ristorante stellato all’altro per Sylvester Schatteman, che rimarca: “In tutti questi ristoranti tengono da sempre in grande considerazione le verdure”. Tra questi si annoverano Sire Pynnock * di Leuven, Hertog Jan *** di Bruges, Oud-Sluis *** a Sluis Olanda , Marc Veyrat *** in Alta Savoia, Martin Berasategui *** a Lasarte-Oria nei paesi baschi. Da 10 anni è sous chef nel ristorante Hofke van Bazel * e nel suo tempo libero si occupa come responsabile dell’orto esteso su 6.000 mq.

Io e il vegetarianismo

Fin dalla più tenera età ho percepito l’importanza di frutta e verdura e nella mia carriera professionale questo interesse ha travalicato la sola e semplice cucina. Recentemente ho anche conseguito il diploma di erborista, un unicum dato che, per quanto ne so, in Belgio sono in pochi a combinare il diploma di cuoco con quello di erborista. Vegetarianismo e veganismo per me non sono solo cucina, ma anche educazione, capacità di sensibilizzare gli ospiti, cambiamento dei modelli alimentari. Ovviamente io da solo non posso cambiare il mondo, ma posso dare il buon esempio. Una cucina verde e sana è diventata qualcosa di più di una passione, un modo di vivere. L’intera filosofia del ristorante dove lavoro ha le radici nell’orto.

7

7) Gabriele Vergura (Italia)Ristorante Grill Cernobbio

Ritratto

Originario di San Giovanni Rotondo sul Gargano in Puglia, Gabriele Vergura inizia la sua esperienza già a 14 anni nel ristorante Da Costanzo dello Chef Costanzo Bocci, celebre chef della sua zona. Lì Vergura intuisce che la cucina sarà la sua passione con l’idea di arrivare in alto. Diplomato all’IPSAR Enrico Mattei di Vieste all’inizio si cimenta con i dolci, come pasticcere, fino a quando nel 2009, a 22 anni, arriva sulle rive del lago di Como, dove abbandona i dolci. Da qui il suo percorso comprende i migliori hotel della zona, ma anche quelli della vicina Svizzera come il famoso Badrutt’s Palace Hotel di St. Moritz.Fin da allora è rimasto molto legato al territorio tanto che ancora oggi lavora al Grand Hotel Villa d’Este a Cernobbio con l’executive chef Michele Zambanini. Tra i grandi chef dai quali ha imparato Gabriele ama citare: Dario Ranza, Christoph Bob e Teo Chiaravallotti.

Io e il vegetarianismo

Ho sempre scelto di presentare una cucina completa, che racchiudesse alimenti di diverse categorie ma che ben sapessero esaltarne i sapori. A un certo punto, però, ho deciso di allargare i miei orizzonti in modo tale da poter offrire la più ampia scelta ai commensali di ogni genere. La scintilla, che ha acceso in me la prospettiva di tale cambiamento, è scattata durante una collaborazione con lo chef Pietro Leemann legata alla preparazione di un banchetto per un evento indiano con menù vegetariano. Lavorare al suo fianco è stato come osservare un panorama da una prospettiva nuova e mi ha fatto riaffiorare i ricordi della mia terra, madre di verdure uniche. È così che ho imparato a dare forma a piatti prelibati dai sapori semplici e naturali.

8)

8) Hayao Watanabe (Giappone- Italia)

Ristorante Franceschetta, 58 www.franceschetta.it/

Ritratto

Un ristorante italiano a Tokyo, Al Checciano, è il punto di partenza della carriera du Hayao Watanabe nel 2011. Qui lavora fianco dello chef Masayuki Okuda che gli insegna a utilizzare le verdure tradizionali dei contadini giapponesi per elaborare piatti giapponesi/italiani. Nell’aprile del 2015, l’anno dell’Expo, viene in Italia e si ferma al Joia di Pietro Leemann. Impara l’italiano e soprattutto un nuovo modo di cucinare a base di vegetali: delizioso ed estetico. “Capii che la cucina vegana è molto importante per far mangiare chi vive seguendo regole alimentari religiose, culturali o dettate da problemi di salute”, spiega Hayao. Da allora si è poi dedicato alla cucina tradizionale italiana per applicare ai suoi piatti il veganismo. Da febbraio 2018, lavorato a Modena alla Franceschetta 58 dello chef Massimo Bottura. Qui è stato coinvolto anche nelle iniziative di Bottura in favore dei bisognosi e contro lo spreco. Si propone di diffondere la cucina vegana in Giappone e di fare da ponte tra il suo e il nostro paese.

Io e il vegetarianismo

La cucina vegetariana e vegana consente di sedersi allo stesso tavolo con chiunque. È confortante poter vedere persone sorridenti mangiare insieme lo stesso cibo. E questo può succedere usando i vegetali. Quando ho compreso questo concetto è aumentato in me il desiderio di cucinare piatti vegani. Dal 2017 ho anche avuto molte opportunità di cucinare per le persone che soffrono negli ospedali e hanno bisogno di nutrirsi con i vegetali a causa delle loro patologie. Da cuoco ero consapevole del fatto che se fossi riuscito a cucinare piatti vegani deliziosi, nutrienti e digeribili avrei stimolato l’energia naturale umana e contribuito alla guarigione. Credo fermamente nella possibilità di far interagire le cure mediche con la cucina vegana per migliorare la salute. Me lo sono posto come obiettivo professionale.