The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Coronavirus: la rivincita delle farfalle

Foto di Ronny Overhate da Pixabay

Gli alberi fioriscono, gli uccelli si librano tranquilli nell’aria alla ricerca di cibo e anche gli animali domestici sono tranquilli. La natura segue il suo corso anche liberata da una parte consistente di inquinamento atmosferico. Solo noi esseri umani scappiamo, corriamo, ci nascondiamo, tremiamo. Alla fine non possiamo non nutrire una certa invidia per una farfalla che vola di fiore in fiore mentre noi abbiamo bisogno di un permesso anche solo per fare la spesa. Ci vorranno tempo e verità per capire quanto il coronavirus abbia a che fare con l’emergenza climatica e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse. Intanto però possiamo osservare alcuni curiosi fenomeni in questa situazione di emergenza e che riguardano l’attitudine verso i beni di prima necessità. Sembra che tra le merci più “razziate” nei punti vendita siano soprattutto carne, latte, carta igienica e acqua minerale: prodotti dei quali si potrebbe fare tranquillamente a meno e che sono pure fonte di inquinamento. Carne e latte come sappiamo arrivano per lo più da allevamenti intensivi. Per produrre la carta igienica si deforesta e a casa propria in bagni attrezzati se ne potrebbe fare spesso a meno. Di acqua in bottiglie di plastica e del loro impatto sull’ambiente si è già detto moltissimo.

Il percorso virtuoso è tracciato, basta seguirlo. Foto di Jill Wellington da Pixabay

Non è dunque meglio essere già abituati a trovare nel mondo vegetale le risorse per nutrirci e rinforzare il nostro organismo? Sappiamo che a fronte di una cella frigo vuota di bistecche e polli possiamo trovare scaffali con legumi e cereali, cassette di verdura e frutta. La vera ricchezza è lì. Lo sappiamo. A rendersene conto siamo ancora troppo pochi. E chissà se dopo questa emergenza avremo la forza di fare un esame di coscienza o non correremo piuttosto a farci un terapeutico aperitivo illudendoci che il coronavirus sia stato un film e non la realtà.