So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953
La partecipazione alle manifestazioni e agli scioperi di Fridays for Futuresta crescendo mese dopo mese in tutto il mondo. E sembra davvero che questa mobilitazione giovanile sia in grado di abbattere ogni frontiera. Il tema dell’emergenza climatica è capace di unire più di altri, forse perché riguarda tutti allo stesso modo nel nord come nel sud del mondo senza, però, che le responsabilità siano le stesse. Chi consuma più risorse per un benessere effimero è più responsabile dell’emergenza climatica di chi consuma meno e anzi “è consumato” contro la sua volontà. Tra i consumi più dannosi per l’ambiente c’è quello del cibo non sostenibile. Si consumano risorse per nutrire ogni anno 7 miliardi di esseri umani anche con le carni di 150 miliardi di animali di allevamento (mammiferi, volatili, pesci) a loro volta bisognosi di nutrimento. Sorge allora spontanea la domanda cosa mangiano questi giovani che protestano? Sono davvero pronti a modificare la loro alimentazione almeno parzialmente per essere coerenti con la loro visione del futuro? Abbiamo provato a scoprirlo qui in Italia con un sondaggio realizzato per The Vegetarian Chance da EUMETRA MR e Renato Mannheimer in collaborazione con Lavazza. Obiettivo delle nostre domande che hanno coinvolto 806 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 23 anni era conoscere la loro attitudine verso il vegetarianismo e il veganismo. Abbiamo chiesto quali sono le loro abitudini alimentari, se sanno quali sono le differenze tra vegetariani e vegani, se sono coscienti del rapporto tra alimentazione e cambiamento climatico, se intendono ridurre il loro consumo di carne e quale opinione hanno di chi ha già fatto una scelta in direzione di una dieta a base vegetale. Poi dato che questo sondaggio sarà presentato in un festival vegetariano come il nostro non potevamo non fare una domanda sull’appetibilità del cibo vegetale spesso indicato come poco gustoso e monotono. Le risposte degli intervistati non hanno deluso le attese e possono anche sorprendere. A raccontarle e analizzarle sarà lo stesso Renato Mannheimer Venerdì 11 alle 10.00 al nostro Festival da EDIT nel corso della Veg Conference. Poi i giovani di Fridays for Future di Torino nel pomeriggio alle ore 17.00 ci esporranno il loro pensiero sul tema. Due momenti d’informazione e dibattito per affrontare appieno il nostro tema: Il domani del cibo è oggi.
Ecco il programma definitivo del Festival. Ingresso gratuito a tutti gli eventi, esclusi quelli con ristorazione.
ATTENZIONE SABATO 12 Ottobre EDIT restaurant ore 19.30 Cena gourmet a dieci mani con Pietro Leemann e quattro colleghi cuochi: Federico Zanasi (La Nuvola), Andrea Ferrucci (Marcellin), Umberto Chiodi Latini (Vintage), Virginia Cattaneo e Riccardo Festa (EDIT restaurant). Vini di Casina Bric Solo 40 posti disponibili. Costo 100 euro, cinque portate veg d’autore. Questo il menù: Giardiniera, chef Chiodi Latini ristorante Vintage 1997, Fresca insalata croccante, Andrea Ferrucci ristorante Marcellin,
Finto riso di rape, Federico Zanasi ristorante La Nuvola, Ortaggi in Raviolo, infuso di Alghe e Salicornia ristorante EDIT, Macondo (dessert), Pietro Leemann ristorante Joia Prenotatevi qui: https://editristorante.dinesuperb.com
Venerdì 11 ottobre
Ore 10.00/13.00 (Osservatorio)
Veg Conference
Introducono: Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi
Chiara Giacosa, consigliera del Comune di Torino, la città più vegan friendly d’Italia
I giovani italiani e il vegetarianismo: un sondaggio TVC/Lavazza realizzato da EUMETRA MR con Renato Mannheimer
Partner Panel: per NaturaSì Giovanni Buccheri, per Ricola Emanuela Busi
I ristoratori veg di Torino:Luca Andrè, Antonio Chiodi Latini, Eduardo Ferrante, Laura Ganisella, Daniela Zaccuri.
The Vegetarian Chance japanese edition giugno 2020 con Yoshiko Hondo and Monica Kimiko Tanaka
LaCarta di Pietro Leemann perThe Vegetarian Chance, gli chef stellati eThe Vegetarian Tour (filmato 10’)
Safran Foer intervistato da Gabriele Eschenazi: Possiamo salvare il mondo prima di cena (filmato 20’)
Ore 17.00 (Osservatorio)
Emergenza climatica e millennials: alleanze intergenerazionali
Interventi di esperti e militanti
One Planet One Future: Anne de Carbuccia videomessaggio e filmato One Ocean
Fausto Gusmeroli, ricercatore e scrittore: Ridiventare primitivi, racconto e recitazione
Oliviero Alotto, atleta e fiduciario Slow Food: Le mie corse contro il tempo: Groenlandia e deserto dei Gobi
Extinction Rebellion: La rivolta del 3,5% per l’emergenza ambientale
Fridays for Future: Il menu degli amici di Greta
Ore 20.30 (Area pub)
Conciorto
Spettacolo di emozioni vegetali con Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone
Sabato 12 ottobre
Ore 11.00 (Area pub)
Colazione su Vega
Jenny Sugar (ex Stern) ci teletrasporta sulla Stella della salute e della golosità con assaggi veg e salutari. Insieme a lei la pasticceria di Chiodi Latini e di Grezzo. Degustazione di caffè e smoothie al caffè a cura di Lavazza.
Ore 12.00 (Osservatorio)
La biodiversità con gli agricoltori di Slow Food
Piante indispensabili a rischio
Ore 13.00/16.00 (Piazza)
Atelier di strada food design
con Agnese Z’Graggen
Ore 13.15 (Kitchens)
Love (riflessione gastronomica sull’amore carnale, terreno e spirituale)
Show cooking della Joia Academy
con Pietro Leemann e Sauro Ricci
Ore 14.15 (Kitchens)
Idee torinesi per una nuova cucina vegetale
Show cooking di Luca André, chef gourmet di Soul Kitchen
Ore 15.00 (Kitchens)
Riscopriamo il gusto del caffè delle origini
Laboratorio a cura di Lavazza
Ore 15.45 (Kitchens)
Pietro Leemann incontra gli spaghetti di legumi Barilla
Show cooking e assaggio
Ore 16.30 (Osservatorio)
Cucina Plant Based in California
Nina Curtis, veg chef da Los Angeles, con Jenny Sugar
Ore 17.00 (Osservatorio)
Leonardo Caffo
L’odore dell’India
Ore 18.00 (Kitchens)
Evoluzione della soia nel piatto
Show Cooking di Vittorio Castellani aka Chef Kumalè
con Plant Based Food Export Association dal Giappone
Ore 19.45 (Restaurant)
Indovina chi veg a cena
Cena gourmet vegetariana (su prenotazione) con Pietro Leemann (Joia), Federico Zanasi (La Nuvola), Andrea Ferrucci (Marcellin), Umberto Chiodi Latini (Vintage), Virginia Cattaneo e Riccardo Festa (EDIT restaurant). Vini di Casina Bric
Arrivo dei cuochi e loro sistemazione nelle cucine
Con Walter Casiraghi, Shu Yuan Chen Tsai, Gabriele Grilli, Ueda Satoru, Sylvester Schatteman, Beak Sungjin, Gabriele Vergura, Hayao Watanabe.
Ore 10.30 (Restaurant)
Apertura dello spazio concorso al pubblico e ai media
Organizzazione e direzione a cura del ristorante Joia e della Joia Academy
Ore 10.45 (Kitchens)
Finger food giapponese ispirato alla cucina buddista Shojin
Chef Hitoshi Sugiura da Tokyo: show cooking
Ore 11.30/14.00 (Restaurant)
I concorrenti presentano i piatti alla giuria, incontrano poi la stampa e il pubblico
Per i cuochi ortofrutta dalla filiera di NaturaSì
Ore 12.00/15.00 (Area pub)
Veg Brunch
a cura di EDIT con i ristoranti veg di Torino coordinati da Jenny Sugar
Ore 13.30 (Osservatorio)
Resistenza naturale un film di Jonathan Nossiter (Italia, 2014, 85 min)
con Lorenzo Castellini e degustazione vini di Cascina degli Ulivi
Ore 15.00 (Osservatorio)
Cerimonia di premiazione del concorso The Vegetarian Chance
I premi degli sponsor Ricola e Rossòrapa e i premi ufficiali della giuria conferiti da Pietro Leemann
Introduce: Gabriele Eschenazi
Ore 16.30 (Osservatorio)
OpenLab sul vegetarianismo a cura di NaturaSì
Conduce Giovanni Buccheri, open innovation manager
Ore 17.15 (Osservatorio)
Safran Foer intervistato da Gabriele Eschenazi: Possiamo salvare il mondo prima di cena
Ore 18.00 ( Cocktail Bar)
Veg Party finale
Otto per otto
Finger food dei finalisti a cura di EDIT restaurant e dei cuochi stessi
Fantasie vegetali nel bicchiere con i mixologist di EDIT
FOOD’S FUTURE IS TODAY FESTIVAL PROGRAM
Friday 11 October
10.00/13.00 (Observatory) Veg Conference
Introducing: Pietro Leemann and Gabriel Eschenazi Chiara Giacosa, Councillor of the City of Turin, the most vegan friendly city in Italy
Young Italians and vegetarianism: a TVC/Lavazza survey carried out by EUMETRA MR with Renato Mannheimer
Main Partner Panel: for NaturaSì Giovanni Buccheri, for Ricola Emanuela Busi The veg restaurateurs of Turin: Luca Andrè, Antonio Chiodi Latini, Eduardo Ferrante, Laura Ganisella, Daniela Zaccuri The Vegetarian Chance Japanese edition June 2020 with Yoshiko Hondo and Monica Kimiko Tanaka Pietro Leemann’s Charta for The Vegetarian Chance, Starred Chefs and The Vegetarian Tour (10′ film) Safran Foer interviewed by Gabriel Eschenazi:We can save the world before dinner (20′ film)
17.00 (Observatory) Climate emergency and millennials: intergenerational alliances
Speeches by experts and militants
One Planet One Future: Anne de Carbuccia video message and film One Ocean Fausto Gusmeroli, researcher and writer: Re-becoming primitive, storytelling and acting Oliviero Alotto, Slow Food trustee and athlete: My races against time: Greenland and the Gobi Desert Extinction Rebellion: The 3.5% revolt for the environmental emergency Fridays for Future: The menu of Greta’s friends
20.30 (Pub area) Conciorto
A vegetable emotions show with Biagio Bagini and Gian Luigi Carlone
Saturday 12 October
11.00 (Pub area) Breakfast on Vega
Jenny Sugar (ex Stern) teleports us to the Star of health and gluttony with healthy veg tastings. Together with her the pastry shop of Chiodi Latini and Grezzo. Tasting of coffee and coffee smoothies by Lavazza
12.00 (Observatory) Biodiversity with Slow Food farmers
Indispensable plants at risk
13.00/16.00 (Square) Atelier of street food design
with Agnese Z’Graggen
13.15 (Kitchens) Love (gastronomic reflection on carnal, earthly and spiritual love) Joia Academy cooking show
with Pietro Leemann and Sauro Ricci
14.15 (Kitchens) Turin ideas for a new vegetable cuisine
Show cooking by Luca André, gourmet chef of Soul Kitchen
15.00 (Kitchens) Let’s rediscover the taste of the coffee of the origins
Workshop by Lavazza
15.45 (Kitchens) Pietro Leemann meets legumes spaghetti Barilla
Show cooking and tasting
16.30 p.m. (Observatory) Plant Based Kitchen in California Nina Curtis, veg chef from Los Angeles, with Jenny Sugar
17.00 (Observatory) Leonardo Caffo
The smell of India
18.00 (Kitchens) Evolution of soybean in the dish
Show Cooking by Vittorio Castellani aka Chef Kumalè
with Plant Based Food Export Association from Japan
19.45 (Restaurant) Guess Who’s vegging for Dinner
Vegetarian gourmet dinner (reservation required) with Pietro Leemann (Joia), Federico Zanasi (La Nuvola), Andrea Ferrucci (Marcellin), Umberto Chiodi Latini (Vintage), Virginia Cattaneo and Riccardo Festa (EDIT restaurant). Wines from Casina Bric
Sunday 13th October
9.00 (Restaurant) Arrival of the cooks and their accommodation in the kitchens
With Walter Casiraghi, Shu Yuan Chen Tsai, Gabriele Grilli, Ueda Satoru, Sylvester Schatteman, Beak Sungjin, Gabriele Vergura, Hayao Watanabe
10.30 (Restaurant) Opening of the competition space to the public and the media
Organization and management by the restaurant Joia and the Joia Academy
10:45 (Kitchens) Japanese finger food inspired by Buddhist cuisine Shojin
Chef Hitoshi Sugiura from Tokyo: show cooking
11.30/14.00 (Restaurant) The competitors introduce their dishes to the jury, then meet press and audience
For cooks fruits and vegetables from the production chain of NaturaSì
12.00/15.00 (Pub area) Veg Brunch
by EDIT with the veg restaurants of Turin coordinated by Jenny Sugar
13.30 (Observatory) Natural resistance a movie by Jonathan Nossiter (Italy, 2014, 85 min)
with Lorenzo Castellini and wine tasting at Cascina degli Ulivi
15.00 (Observatory) The Vegetarian Chance Competition Award Ceremony
The prizes of the sponsors Ricola and Rossòrapa and the official prizes of the jury conferred by Pietro Leemann
Introduces: Gabriel Eschenazi
16.30 (Observatory) OpenLab on vegetarianism by NaturaSì
Conducts Giovanni Buccheri, open innovation manager
17.15 (Observatory) Safran Foer interviewed by Gabriel Eschenazi: We can save the world before dinner
18.00 (Cocktail Bar) Final Veg Party Eight for eight
Finger food of the finalists by EDIT restaurant and the cooks themselves Vegetable fantasies in the glass with EDIT’s mixologists.
Quest’anno il concorso apparentemente parla asiatico con due concorrenti giapponesi, Ueda Satoru e Hayao Watanabe, una taiwanese, Shu Yuan Chen Tsai e una coreana, Baek Sun Ying. In realtà gli chef della sesta edizione di The Vegetarian Chance sono la testimonianza di una sempre maggiore commistione delle cucine e delle culture nel mondo senza che nessuno dimentichi la propria identità. Infatti Ueda Satoru e Hayao Watanabe lavorano in Italia, Shu Yuan Chen Tsai vive da anni a Madrid, Baek Sun Ying risiede in Giappone. In più l’italiano Walter Casiraghi lavora a Mosca. Più tradizionali gli altri tre concorrenti: Sylvester Schatteman, belga, Gabriele Vergura e Gabriele Grilli, italiani. Come d’abitudine non tutti questi cuochi sono strettamente vegetariani o vegani, ma ad accomunarli tutti c’è una passione per i prodotti vegetali e un senso di responsabilità verso la società che loro interpretano e modellano attraverso le loro creazioni culinarie. Nel leggere le loro storie si avverte la loro consapevolezza di aver scelto un mestiere, che si può nobilitare con le proprie scelte personali in favore del benessere dei loro clienti. Il concorso The Vegetarian Chance, ispirato alla cucina di Pietro Leemann e la Joia, che nel 2019 compie trent’anni, a sei anni dalla sua nascita sta facendo scuola. Nel giugno 2020 a Tokyo si svolgerà un’edizione giapponese della competizione. Da Los Angeles arriva a Torino la cuoca vegana Nina Curtis, che parlerà sabato 12 nel pomeriggio alla platea del Festival. Come sempre la direzione del concorso è stata affidata a Sauro Ricci, executive chef del ristorante Joia e direttore didattico della Joia Academy. Come lo scorso anno i prodotti di ortofrutta per il concorso arriveranno dalla filiera del nostro partner NaturaSì. A coadiuvare Ricci ci saranno gli chef del ristorante EDIT e gli allievi dell’Istituto Alberghiero Prever di Pinerolo. La giuria sarà presieduta come sempre dallo chef Pietro Leemann e ne faranno parte tra gli altri il giornalista de La StampaLuca Ferrua e il professor Marco Lanzetta. Per coinvolgere maggiormente il pubblico nel concorso sono state introdotte due novità. La prima è la possibilità di seguire il concorso in diretta osservando i concorrenti nella cucina a vista del ristorante di EDIT, la seconda è quella di poter avere un assaggio della cucina dei concorrenti acquistando il piatto 8×8, che conterrà otto finger food preparati direttamente dai cuochi concorrenti per il pubblico. Un’occasione unica di assaggiare in uno stesso piatto otto cucine diverse, ma tutte a base vegetale.
Per il secondo anno consecutivo Walter Casiraghi si qualifica per la finale del concorso The Vegetarian Chance. Dalla sua ha una speciale capacità di sintesi tra estro italiano e solida cucina russa.
Cucina e mondo enogastronomico lo stregano fin da bambino. Già a 14 anni lavora mentre studia in una scuola alberghiera. E non tarda a fare esperienze di alto livello come nei lussuosi alberghi di Porto Cervo (Cervo hotel, Cala di Volpe) o al Badrutt’s Palace di St. Moritz dove impara la cucina internazionale. Seguono poi così tanti ristoranti stellati da fargli dire di aver “collezionato” 13 stelle Michelin nel suo percorso formativo segnato da rigore, valorizzazione della materia prima, fantasia e creatività. Mosso da questi principi si propone di “pensare fuori dagli schemi per raggiungere nuovi obiettivi”. Viaggia in Europa, Singapore, Filippine e Cina. Collabora alla scrittura di libri di cucina con chef stellati, partecipa a format televisivi italiani, e nelle emittenti russe a trasmissioni sulla cucina italiana. Walter Casiraghi definisce la sua cucina poliedrica, sana, moderna, e attenta al cliente.
Io e il vegetarianismo
Dallo scorso anno ho iniziato a introdurre più proposte vegetariane e vegetali nel menu con un attenzione maggiore alla sostenibilità dei prodotti e impegnandomi a limitare gli scarti per aumentare il mio benessere non solo fisico ma anche mentale. Sono nato e cresciuto nella Brianza degli anni ottanta, dove urbanizzazione e industrializzazione erano in una fase di sviluppo, che lasciava ancora intravedere campi coltivati in pianura e in montagna in Valsassina. Ho goduto così di un rapporto diretto con la natura, che mi ha spinto a trarre il meglio da essa e a rispettarla il più possibile senza ipocrisia. Per influenze ambientali e culturali, nonché lavorative, purtroppo non sono strettamente vegetariano. Cerco di limitare al massimo gli alimenti animali, anche se, per lavoro, qui in Russia, sono costretto ad usarli. Qui, dove i vegetali a volte sono messi in terzo piano, se non dimenticati, mi rendo conto di quanto mi mancano e di come vorrei poter lavorare solo con alimenti vegetali. Sono più divertenti da usare, più malleabili per la fantasia e l’estro del cuoco, più salubri. Il risultato è una maggiore soddisfazione sia dell’esecutore che del commensale. Il vegetarianismo è parte della mia crescita, sia passata che futura.
Da 4 anni Gabriele Grilli, 23 anni, è chef de partie presso il ristorante Giudice, storico locale della collina torinese e oggetto di diversi riconoscimenti. Qui ha fatto la sua esperienza professionale e umana con una brigata, che definisce “coesa ed entusiasta”. Coltiva la passione per la cucina sin dalla tenera età di quattro anni quando salì su uno sgabello per scoprire cosa la mamma stessa cucinando. “Fu amore a prima vista: rimasi ipnotizzato dal fuoco (con cui, ovviamente, mi bruciai). Ma quella fu la folgorazione, ciò che mi spinse a scegliere cosa fare da grande”, racconta. Ha iniziato la sua carriera professionale come commis della mamma. Poi si è diplomato nel 2014 presso l’IPSSAR Giuseppina Colombatto (TO). Prima di approdare al ristorante Giudice ha avuto brevi esperienze stagionali e molto diverse come quelle presso il Grand Hotel Miramare, Santa Margherita Ligure e il ParkHotel Laurin a Bolzano. Non è la prima volta che partecipa a una competizione culinaria. Nel novembre del 2013 arrivò terzo al concorso Caseus di ALMA, mentre nel 2014 al Salone del Gusto arrivò primo a Il Concorso del Paniere della Provincia di Torino”.
Io e il vegetarianismo
Sono un cuoco onnivoro e può sembrare strano che io partecipi a questo concorso. Il mio rapporto con vegetarianismo e veganismo, stili alimentari così diversi dal mio, nasce nel 2015. Dopo ripetute e insistenti richieste da parte di un’amica provai per la prima volta un ristorante vegano. Ne rimasi piacevolmente colpito. Incredibile come, con la giusta lavorazione, anche una semplice carota possa diventare strabiliante! Da questa esperienza nacque il desiderio di avventurarmi nella cucina vegetariana e vegana. Ci fu da una parte, la voglia di provare a soddisfare la clientela, dall’altra, la voglia di iniziare a fare qualcosa di “diverso” rendendo i vegetali l’elemento nobile (e protagonista) dei miei piatti, invertendo così l’idea comune di verdura uguale contorno. Per questa cucina è fondamentale la scelta della materia prima seguendo la stagionalità e sfruttando il più possibile il Km 0 (utilizziamo spesso il nostro orto), e la lavorazione della stessa. Mi propongo sempre di valorizzare tutti gli elementi, per garantire una piacevole esperienza culinaria.
Shu-Yuan Chen Tsai, nata a Taiwan nel 1964, ha una formazione da artista. Si è infatti laureata in Belle Arti alla Taiwan Art University nel 1987. Seguendo sempre lo stesso percorso si trasferisce a Madrid dove conclude nel 1992 un Master in Belle Arti all’Università Complutense. Rimane a Madrid, dove dopo essersi occupata di integratori dietetici, computer design e costumi per il mondo dello spettacolo (teatro, opera, tv) e della pubblicità approda infine alla gastronomia. Nel 2006 acquista a Madrid il primo e storico ristorante vegetariano della città, La Biotika, fondato nel 1979. Da allora ne cura personalmente la gestione con l’annesso negozio di prodotti biologici. All’attività di ristorazione affianca dal 2009 quella di insegnante di cucina macrobiotica e vegetariana, I Ching e Feng Shui.
Io e il vegetarianismo
Nel mio paese è molto normale essere vegetariani per l’influenza del buddismo. Ci sono ristoranti vegetariani in tutta Taiwan. La mia famiglia è piuttosto religiosa e per questo motivo a volte mangia per lunghi periodi solo cibo vegetariano. Io personalmente sono diventata vegetariana stretta nel 1989. Frequentavo un corso di yoga ed era molto utile diventare vegetariano per migliorare le pratiche di yoga e meditazione. Seguo queste pratiche tutt’ora e nel frattempo anche mio marito è diventato vegetariano e questo facilita di molto le cose in famiglia. La nostra esperienza è così bella, ci sentiamo così leggeri, così felici che abbiamo deciso di adottare il cibo vegetariano per il resto della nostra vita. Naturalmente, nostro figlio e nostra figlia sono nati già vegetariani e ancora oggi sono fedeli a questa scelta.
Giunto da Kumamoto (Giappone) dieci anni fa Ueda Satoru, 32 anni, è da allora sous chef al Ristorante Gardenia, 1 stella Michelin. Qui affianca nel lavoro quotidiano la chef Mariangela Susigan dalla quale ha appreso i grandi piatti di tradizione piemontese, la cucina dell’orto, la cucina delle erbe spontanee. Ama sperimentare cotture primitive: nella creta di Castellamonte, sotto le braci di tralci di vite e pigne di bosco, radici e tuberi dimenticati (rutabaga, pastinaca, carote gialle e viola, scorzonera, barbabietole, patate Walser d’alta quota) per ottenere consistenze e sapori ancestrali. Al fianco di Mariangela Susigan ha acquisito la cultura delle erbe spontanee, il loro riconoscimento botanico, la loro raccolta consapevole ed etica nei boschi e prati incontaminati dell’Anfiteatro morenico, la loro lavorazione appropriata. Satoru conosce, usa e crea nuovi abbinamenti, studia nuove tecniche per estrarre i sapori originali di una grande varietà d’erbe spontanee quali l’aglio ursino, bistorta, cardo zampa d’orso, knautia arvensis, crescione di sorgente, farinello, tarassaco, silene bubbolina. Interpreta in modo attuale ricette antiche come la zuppa d’ajucche e bistorta toma d’alpeggio, il suet gris di mais, raponzolo, spinacio selvatico.
Io e il vegetarianismo
Avvicinandomi consapevolmente al mondo vegetale mi sono reso conto di quanto nella storia le popolazioni fossero naturalmente vegetariane e vegane! Avevano la necessità di fare “anche senza” e dunque sperimentare istintivamente le proprietà alimentari e curative delle erbe spontanee, di legumi, cereali e ortaggi. Si è sviluppata così una conoscenza della natura edibile di prossimità tramandata per via orale. Con la mia ricerca ho scoperto quanto sia vario il mondo vegetale e la miriade di sapori che stimolano le papille gustative. E tutto ciò è importante per la creatività di uno chef. Oggi abbiamo la necessità di recuperare la conoscenza e i valori di questo patrimonio smarrito per ritrovare la salute del corpo e della mente lontano dalla follia ingorda di cibi spazzatura che solo riempiono e non nutrono. È il pianeta che ci domanda di tornare a stretto contatto con il mondo vegetale. È tempo che il nostro corpo e la nostra mente rispondano.
5) Beak Sungjin
5) Beak Sungjin (Corea- Giappone)
Gutsu Gutsu Cook gutsugutsucook@gmail.com
Ritratto
Beak Sungjin è una coreana residente attualmente in Giappone, ma molto legata alle sue radici gastronomiche. Viene a Torino per rappresentare la tradizione del suo paese. Cuoca free-lance, ha alle spalle 19 anni di carriera culinaria. Ha partecipato alla seconda stagione di Master Chef Corea arrivando settima. Ha pubblicato una serie di libri di ricette di cucina coreana o giapponese, proponendo piatti con verdure o riso adatti ai bambini e agli ammalati (nella foto il suo libro Il potere delle verdure).
L’alimentazione per l’infanzia e l’educazione culinaria delle mamme è il tema che le sta più a cuore convinta che i prodotti animali siano dannosi per i bambini, creino allergie. Beak crede che i vegetali siano il cibo delle origini, quello basilare. Lo ha imparato da bambina in Corea nel suo villaggio natale dove da piccola mangiava molte verdure. Diffonde le sue ricette attraverso applicazioni e corsi di cucina. È direttrice nazionale della società coreana di cucina agricola ed è responsabile del servizio turistico della prefettura giapponese di Ibaraki dove abita.
Io e il vegetarianismo
Gli esseri umani vengono dalla natura e ritornano alla natura. Siamo davvero piccoli in un mondo enorme.Dobbiamo conoscere le nostre debolezze e vivere con atteggiamento di umiltà. È importante vivere come parte della natura ed esserle grata, senza ferire nessuno. Il cibo vegetale è importante non solo per il bene del corpo, ma anche per l’identità spirituale degli esseri umani. Torniamo all’origine dell’uomo e ripensiamo al cibo come a un nostro desiderio fondamentale. Sono venuta a questo concorso con passione per far sì che le verdure, benedizioni della natura, siano dolci al corpo e alla natura. Un piatto di verdure deve poter far sorridere tutti!
Un carriera da un ristorante stellato all’altro per Sylvester Schatteman, che rimarca: “In tutti questi ristoranti tengono da sempre in grande considerazione le verdure”. Tra questi si annoverano Sire Pynnock * di Leuven, Hertog Jan *** di Bruges, Oud-Sluis *** a Sluis Olanda , Marc Veyrat *** in Alta Savoia, Martin Berasategui *** a Lasarte-Oria nei paesi baschi. Da 10 anni è sous chef nel ristorante Hofke van Bazel * e nel suo tempo libero si occupa come responsabile dell’orto esteso su 6.000 mq.
Io e il vegetarianismo
Fin dalla più tenera età ho percepito l’importanza di frutta e verdura e nella mia carriera professionale questo interesse ha travalicato la sola e semplice cucina. Recentemente ho anche conseguito il diploma di erborista, un unicum dato che, per quanto ne so, in Belgio sono in pochi a combinare il diploma di cuoco con quello di erborista. Vegetarianismo e veganismo per me non sono solo cucina, ma anche educazione, capacità di sensibilizzare gli ospiti, cambiamento dei modelli alimentari. Ovviamente io da solo non posso cambiare il mondo, ma posso dare il buon esempio. Una cucina verde e sana è diventata qualcosa di più di una passione, un modo di vivere. L’intera filosofia del ristorante dove lavoro ha le radici nell’orto.
Originario di San Giovanni Rotondo sul Gargano in Puglia, Gabriele Vergura inizia la sua esperienza già a 14 anni nel ristorante Da Costanzo dello Chef Costanzo Bocci, celebre chef della sua zona. Lì Vergura intuisce che la cucina sarà la sua passione con l’idea di arrivare in alto. Diplomato all’IPSAR Enrico Mattei di Vieste all’inizio si cimenta con i dolci, come pasticcere, fino a quando nel 2009, a 22 anni, arriva sulle rive del lago di Como, dove abbandona i dolci. Da qui il suo percorso comprende i migliori hotel della zona, ma anche quelli della vicina Svizzera come il famoso Badrutt’s Palace Hotel di St. Moritz.Fin da allora è rimasto molto legato al territorio tanto che ancora oggi lavora al Grand Hotel Villa d’Este a Cernobbio con l’executive chef Michele Zambanini. Tra i grandi chef dai quali ha imparato Gabriele ama citare: Dario Ranza, Christoph Bob e Teo Chiaravallotti.
Io e il vegetarianismo
Ho sempre scelto di presentare una cucina completa, che racchiudesse alimenti di diverse categorie ma che ben sapessero esaltarne i sapori. A un certo punto, però, ho deciso di allargare i miei orizzonti in modo tale da poter offrire la più ampia scelta ai commensali di ogni genere. La scintilla, che ha acceso in me la prospettiva di tale cambiamento, è scattata durante una collaborazione con lo chef Pietro Leemann legata alla preparazione di un banchetto per un evento indiano con menù vegetariano. Lavorare al suo fianco è stato come osservare un panorama da una prospettiva nuova e mi ha fatto riaffiorare i ricordi della mia terra, madre di verdure uniche. È così che ho imparato a dare forma a piatti prelibati dai sapori semplici e naturali.
Un ristorante italiano a Tokyo, Al Checciano, è il punto di partenza della carriera du Hayao Watanabe nel 2011. Qui lavora fianco dello chef Masayuki Okuda che gli insegna a utilizzare le verdure tradizionali dei contadini giapponesi per elaborare piatti giapponesi/italiani. Nell’aprile del 2015, l’anno dell’Expo, viene in Italia e si ferma al Joia di Pietro Leemann. Impara l’italiano e soprattutto un nuovo modo di cucinare a base di vegetali: delizioso ed estetico. “Capii che la cucina vegana è molto importante per far mangiare chi vive seguendo regole alimentari religiose, culturali o dettate da problemi di salute”, spiega Hayao. Da allora si è poi dedicato alla cucina tradizionale italiana per applicare ai suoi piatti il veganismo. Da febbraio 2018, lavorato a Modena alla Franceschetta 58 dello chef Massimo Bottura. Qui è stato coinvolto anche nelle iniziative di Bottura in favore dei bisognosi e contro lo spreco. Si propone di diffondere la cucina vegana in Giappone e di fare da ponte tra il suo e il nostro paese.
Io e il vegetarianismo
La cucina vegetariana e vegana consente di sedersi allo stesso tavolo con chiunque. È confortante poter vedere persone sorridenti mangiare insieme lo stesso cibo. E questo può succedere usando i vegetali. Quando ho compreso questo concetto è aumentato in me il desiderio di cucinare piatti vegani. Dal 2017 ho anche avuto molte opportunità di cucinare per le persone che soffrono negli ospedali e hanno bisogno di nutrirsi con i vegetali a causa delle loro patologie. Da cuoco ero consapevole del fatto che se fossi riuscito a cucinare piatti vegani deliziosi, nutrienti e digeribili avrei stimolato l’energia naturale umana e contribuito alla guarigione. Credo fermamente nella possibilità di far interagire le cure mediche con la cucina vegana per migliorare la salute. Me lo sono posto come obiettivo professionale.