The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


Lascia un commento

All’Expo tutte le religioni benedicono il cibo e un piatto di Pietro Leemann le unisce

I rappresentanti di tutte le religioni benedicono il cibo all'Expo

I rappresentanti di tutte le religioni benedicono il cibo all’Expo

Il cibo non è solo un ponte tra i popoli, ma anche un ponte tra le religioni. L’ha affermato l’evento di Expo, che ha messo il primo settembre alle 12 a Expo centre intorno allo stesso tavolo e allo stesso pasto 11 rappresentanti di diverse religioni: Svamini Hamsananda Ghiri (vice presidente dell’Unione induista italiana Sanatana Dharma), Elia Richetti (rabbino nella Comunità ebraica di Milano), Carlo Tetsugen Serra (abate del monastero zen “Il cerchio”), Paljin Tulku Rinpoche (lama del centro studi tibetani “Mandala”), Dorothée Mack, (pastora della Chiesa evangelica metodista), Luca Bressan (vicario episcopale della Diocesi di Milano – Chiesa cattolica), Traian Valdman (archimandrita della Chiesa ortodossa romena), Giuseppe Platone (pastore della Chiesa evangelica valdese), Piergiorgio Acquaviva (presidente del consiglio delle Chiese cristiane di Milano), Yahya Pallavicini (vice presidente della Coreis – Comunità religiosa islamica) e Mahmoud Asfa (presidente della Casa della cultura musulmana di Milano).

Svamini Hamsananda Ghiri (vice presidente dell’Unione induista italiana Sanatana Dharma) e il rabbino Elia Richetti della comunità ebraica di Milano gustano il riso universale di Pietro Leemann

Svamini Hamsananda Ghiri (vice presidente dell’Unione induista italiana Sanatana Dharma) e il rabbino Elia Richetti della comunità ebraica di Milano gustano il riso universale di Pietro Leemann

Gli ospiti si sono confrontato sui temi della produzione e del consumo di cibo nel Pianeta. Tutte le religioni danno un gran valore al cibo, fonte della nostra esistenza su questo pianeta e nel contempo anche fonte di spiritualità. Nella nostra vita quotidiana il cibo è troppo spesso un fatto scontato, un accessorio della nostra vita sociale, un elemento consolatorio della nostra esistenza. Del suo reale valore abbiamo perso la dimensione anche perché nella società del benessere è facilmente accessibile e non facciamo alcuna fatica per produrlo. Da qui la necessità di riflettere sul valore di ciò che mangiamo e recuperare anche riti antichi come la benedizione del cibo, che ogni rappresentante delle religioni ha svolto secondo le proprie regole. Per i non credenti è stata letta anche una benedizione laica. Benedire il cibo prima di mangiarlo è sempre stato un modo per esprimere rispetto e riconoscenza per ciò che abbiamo nel piatto. Al termine del rito è stato distribuito a oltre 400 persone un piatto speciale vegetariano e d’autore preparato da Pietro Leemann, chef ambassador di Expo e presidente di The Vegetarian Chance. I suoi piatti al Joia da sempre richiamano negli ingredienti e nei nomi il nostro rapporto con la terra, l’ambiente e la spiritualità. Per questo evento Leemann ha elaborato una ricetta con ingredienti rappresentativi di tutto il mondo: riso basmati (India) con pistilli di zafferano (Marocco), verze (Nord Europa) con una salsa di peperone delicatamente piccante (Sud America), olio extravergine d’oliva (Italia), sale (Svizzera).


Lascia un commento

L’Expo degli insetti, dei coccodrilli, delle zebre e dei piatti non vegetariani

Lasciamo il grillo nei campi

Il grillo: meglio nei campi che nel nostro stomaco

Dopo aver messo a disposizione dei visitatori il panino al coccodrillo e alla zebra nel padiglione dello Zimbabwe adesso l’Expo ha sdoganato anche gli insetti edibili, che si potranno assaggiare nel padiglione del Belgio. Per assaggiare il coccodrillo si sono subito create lunghe code e forse la stessa cosa capiterà per gli insetti. L’industria alimentare si è già mobilitata per renderli appetibili come patatine e inserendoli persino in dolci e biscotti. Incontreranno il gusto dei consumatori? Forse. In entrambi i casi, però, non si tratta di risposte al tema di Expo. Gli allevamenti intensivi dei coccodrilli o delle zebre sono ovviamente inimmaginabili, quelli di insetti sembrerebbero più realistici, ma anche in questo caso c’è da considerare la sostenibilità, che dovrebbe tener conto dell’enorme mole di energia necessaria a produrli, conservarli e trasportarli. Si tratterebbe alla fine di una nuova forma di sfruttamento dell’ambiente. Ma intanto si cerca di conquistare i consumatori col gusto, con la novità, con la stravaganza. E il vegetarianismo continua ad avere poco spazio a Expo. Basta fare un giro dei ristoranti presenti nei diversi padiglioni per rendersene conto. I piatti vegetariani sono pochi e troppo dispendiosi soprattutto in paragone ai piatti di carne o pesce. Ecco alcuni esempi con qualche suggerimento. Il Brasile propone un solo piatto vegetariano a 22 euro (banane, riso, fagioli, voto 5), l’Angola non ne ha nessuno (succo di baobab, voto 8), la Corea del Sud ne ha uno al ristorante (spaghettini di patata dolce con verdure, voto 7) e uno al reparto snack (rotolini con kimchi e verdure, voto 8), l’Austria ha una polpetta di riso con funghi (voto 5), la Svizzera propone i pizzoccheri e la sua meringa (voto 8) l’Olanda propone in uno dei suoi food truck un hamburger alle alghe sostenibili (voto 7, ma caro 9,5 euro), l’Iran ha un solo piatto a basa di melanzane con salsa di sesamo (voto 8, ma caro 12 euro), la Turchia ha una buona scelta di piatti con cereali, legumi e verdure al forno (voto 9), Israele ha i falafel (voto 4) e il tabulè (voto 6), la Germania ha tre piatti vegetariani in menù da 9 a 12 euro (discrete le polpette di zucca e verdure con funghi), ma fa pagare l’acqua 4,5 euro, dal Cile solo carne e succhi di frutta esotica (cirimoia e lucuma, voto 9). Ci si può poi sempre rifugiare nei piatti italiani tipici o nella pizzeria del Biodiversity Park curata dai Alce Nero al padiglione della biodiversità, che garantisce pizza ben lievitata, ingredienti bio, piatti vegetariani in una gustosa picnic box e acqua fredda gratuita. A settembre The Vegetarian Chance proporrà una cena vegetariana nel padiglione di Identità Golose e due dibattiti a tema. Particolari in seguito.


Lascia un commento

The Vegetarian Chance 2015 Second edition it/eng

Alberto Quadrio con le collaboratrici del JoiaNell’anno dell’Expo The Vegetarian Chance torna a Milano per la sua seconda edizione che si svolgerà l’8 giugno alla Cascina Cuccagna. Molte le novità previste per questa edizione. Al centro del programma ci sarà il concorso internazionale, che metterà confronto cuochi di tutto il mondo. Il regolamento è stato rivisto e prevederà quest’anno la possibilità di usare in uno dei due piatti i latticini, che invece lo scorso anno non erano consentiti. Più giovane anche l’età dei partecipanti che potranno avere anche 21 anni. Per tutti l’obbligo di presentare un piatto della propria tradizione locale e un piatto a scelta. Il bando è partito in questi giorni e l’ultima data utile per presentarsi alla selezione è il 30 aprile 2015. Ma non ci sarà solo il concorso. Il programma comprenderà anche dei cooking show aperti al pubblico. Quest’anno The Vegetarian Chance sarà gemellato con Ortinfestival 2015, Festival Gastronomico degli Orti Contemporanei, che si svolgerà a Torino a La Venaria Reale dal 30 maggio al 2 giugno. Ortinfestival Ortinfestival, visitato nel 2014 da quasi 40mila visitatori, celebra l’agricoltura, il ritorno alla terra, in una visione contemporanea. In programma: spettacoli, showcooking, shopping e design ecologico. Ideatore e organizzatore del Festival è Vittorio Castellani, da quest’anno anche tra gli organizzatori di The Vegetarian Chance.

English version

In the Expo year The Vegetarian Chance returns to Milan for the second edition, that will be held on June 8 in Cascina Cuccagna. The core of the program will be the international contest, with the participation of chefs from around the world. The rules has been revised and will offer the opportunity to use in one of the two dishes dairy products, that last year were not at all allowed. The age of the participants will be lower and it will be starting from 21 years. Every chef should propose a dish a dish of his local tradition and a dish of his choice. The deadline for submitting the recipes is April 30, 2015. In addition to the contest the program will include  workshops open to public. This year, The Vegetarian Chance will be twinned with Ortinfestival 2015, Gastronomic Festival of Contemporary Kitchen Gardens, which will be held in La Venaria Reale in Turin from 30 May to 2 June. Ortinfestival, visited in 2014 by almost 40 thousand visitors, celebrates agriculture, return to the land, in a contemporary vision. On the program: performances, show cooking, shopping, and eco-friendly design. Creator and organizer of the festival is Vittorio Castellani, this year also one of the organizers of The Vegetarian Chance.