The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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The Vegetarian Chance 2015 Second edition it/eng

Alberto Quadrio con le collaboratrici del JoiaNell’anno dell’Expo The Vegetarian Chance torna a Milano per la sua seconda edizione che si svolgerà l’8 giugno alla Cascina Cuccagna. Molte le novità previste per questa edizione. Al centro del programma ci sarà il concorso internazionale, che metterà confronto cuochi di tutto il mondo. Il regolamento è stato rivisto e prevederà quest’anno la possibilità di usare in uno dei due piatti i latticini, che invece lo scorso anno non erano consentiti. Più giovane anche l’età dei partecipanti che potranno avere anche 21 anni. Per tutti l’obbligo di presentare un piatto della propria tradizione locale e un piatto a scelta. Il bando è partito in questi giorni e l’ultima data utile per presentarsi alla selezione è il 30 aprile 2015. Ma non ci sarà solo il concorso. Il programma comprenderà anche dei cooking show aperti al pubblico. Quest’anno The Vegetarian Chance sarà gemellato con Ortinfestival 2015, Festival Gastronomico degli Orti Contemporanei, che si svolgerà a Torino a La Venaria Reale dal 30 maggio al 2 giugno. Ortinfestival Ortinfestival, visitato nel 2014 da quasi 40mila visitatori, celebra l’agricoltura, il ritorno alla terra, in una visione contemporanea. In programma: spettacoli, showcooking, shopping e design ecologico. Ideatore e organizzatore del Festival è Vittorio Castellani, da quest’anno anche tra gli organizzatori di The Vegetarian Chance.

English version

In the Expo year The Vegetarian Chance returns to Milan for the second edition, that will be held on June 8 in Cascina Cuccagna. The core of the program will be the international contest, with the participation of chefs from around the world. The rules has been revised and will offer the opportunity to use in one of the two dishes dairy products, that last year were not at all allowed. The age of the participants will be lower and it will be starting from 21 years. Every chef should propose a dish a dish of his local tradition and a dish of his choice. The deadline for submitting the recipes is April 30, 2015. In addition to the contest the program will include  workshops open to public. This year, The Vegetarian Chance will be twinned with Ortinfestival 2015, Gastronomic Festival of Contemporary Kitchen Gardens, which will be held in La Venaria Reale in Turin from 30 May to 2 June. Ortinfestival, visited in 2014 by almost 40 thousand visitors, celebrates agriculture, return to the land, in a contemporary vision. On the program: performances, show cooking, shopping, and eco-friendly design. Creator and organizer of the festival is Vittorio Castellani, this year also one of the organizers of The Vegetarian Chance.


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Jenny Sugar: una chef pasticciera dal cuore vegano/ a pastry chef with a vegan heart

Jenny Sugar nel suo negozio di MilanoFino a luglio 2012 Jenny Sugar gestiva a Milano una prestigiosa pasticceria, Sugartree. Jenny, di famiglia ebraica, è la continuatrice di una ricchissima cultura familiare dell’alta pasticceria. I Sugar l’hanno esportata dall’Europa in Venezuela e poi di nuovo in Italia a Milano e negli Usa. Tutta l’epopea di questa “dolce” famiglia è ben raccontata nel sito con testi, fotografie e filmati. A un certo punto Jenny non si è più accontentata della passione, che da sempre le ha riempito la vita. Ha guardato al di là del suo laboratorio di pasticceria e ha deciso di prendersi un anno sabbatico per girare il mondo e imparare. Non sapeva cosa avrebbe trovato, dove sarebbe andata, per quanto tempo avrebbe lasciato Milano. Sapeva che ovunque avrebbe potuto scambiare il suo sapere con quello degli altri. Un viaggio così programmato non poteva non riservare delle sorprese. Soprattutto quando si parte con la mente aperta a nuove esperienze ed incontri. Così è successo che Jenny Sugar ha scoperto prima il vegetarianismo, poi il veganismo e infine il crudismo. Nel testo che segue Jenny ci racconta questa sua evoluzione. (G.E.)

Diventare vegana, diventare umanamente corretta

Una esperienza forte e di grande contenuto quella di diventare vegana. Pensavo di aver conquistato molto diventando vegetariana ma solo quando mi sono accorta di quello che vuol dire essere vegana ho capito quanta strada mi mancava: quella di essere umanamente corretta sia con me stessa dentro che con il mio mondo esteriore. Con me stessa perché ho un dovere morale con il mio corpo, quello di rispettarlo e dargli ciò di cui ha bisogno, non fornendogli cibi non sani e non digeribili come si trattasse di un bidone della spazzatura o cospargerlo di creme piene di prodotti chimici non assimilabili come se la mia pelle non fosse parte del corpo e fosse così impermeabile da impedire a quei prodotti di entrare nel mio corpo. Con il mondo esteriore perché ho un dovere morale di rispetto verso il pianeta che mi ospita e verso gli esseri viventi che lo abitano, umani e non. Diventare vegana è un’esperienza forte e di grande contenuto.

Una lezione a Sharan con Jenny in prima fila

Una lezione a Sharan con Jenny in prima fila/Jenny Sugar during a lesson in Sharan

Per delle coincidenze della vita sono capitata in una Guest House sul mare, ad Auroville in India, che aveva in programma trattamenti, massaggi e diverse proposte olistiche. Ho preso un appuntamento con una dottoressa nutrizionista-omeopata che mi ha molto colpita. Sei mesi dopo mi sono iscritta al suo corso di nutrizione che ha cambiato la vita a me e anche ad altre 26 persone con le quali seguivo il corso. Si trattava di un corso di tre settimane con quattro facilitatori, che si proponeva la reversione di malattie originate da stili di vita errati come: diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, obesità, stitichezza, cancro. Si ottiene la guarigione in tre settimane di vita felice, stando sereni, in un posto da sogno, studiando nutrizione, vedendo documentari sul tema, mangiando a sazietà cibo completamente vegano integrale e biologico, praticando sport, yoga ed altre attività spirituali e fisiche. Ogni giorno sono previste lezioni di cucina vegana crudista e non, in una cucina da sogno, con esami completi del sangue prima e dopo, controlli medici giornalieri o a giorni alterni a secondo dei casi individuali. Chi non è completamente riuscito a ridurre a zero i farmaci durante le tre settimane lo ha conseguito piano piano nel mese successivo da casa e con il controllo medico telefonico o via Skype che è incluso come parte del programma per un periodo di 12 mesi dalla fine del corso.    

Il buffet vegano di Sharan

Il buffet vegano di Sharan/The vegan buffet in Sharan

Esistono cose simili? Esistono persone così brave ed oneste? Vi garantisco di si e non sto riferendo qualcosa raccontatami da altri ma vi sto raccontando ciò che ho vissuto sulla mia pelle. Il rapporto di gruppo che si crea tra i partecipanti inclusi i facilitatori è come quello che si crea in un gruppo di amici di scuola o di terapia: completa armonia, confidenza, solidarietà e supporto, amicizia, fratellanza. Mi ricordo una signora di circa 70 anni che non mangiava insalate e che aveva una congestione di muco tale che io cercavo di sedermi lontana da lei perché i suoni gutturali costanti che faceva durante le lezioni disturbavano la mia attenzione e sinceramente mi disgustavano. Dopo una settimana ci ha confessato di aver provato qualche insalata e che si sentiva meglio. Alla fine mangiava dal buffet crudista ed è stata battezzata Evergreen, tanto è vero che nelle mail che ci scriviamo, lei si firma così: Evergreen. Alla fine delle tre settimane anche i suoi suoni erano quasi spariti così come il muco che li causava. Abbiamo creato un Google group e lì ci scambiamo informazioni e aggiornamenti. Sono passati tre mesi e tutti siamo rimasti vegani, un successo del 100%!

Un dessert crudista/A raw dessert

Un dessert crudista/A raw dessert

Ho imparato i dolci crudisti e sinceramente posso dire che non mi manca la mia pasticceria di prima. La insegno ancora quando mi viene richiesta e non mi costa fatica ma preferisco insegnare quello che ormai forma parte del mio stile di vita e che ho già fatto con soddisfazione in alcuni ristoranti ed alberghi.

Vi suggerisco di visitare il sito di Sharan (Sanctuary for Health and Reconnection to Animals and Nature). Se volete provare, contattate me o qualcuno che vi possa guidare, soprattutto all’inizio. Bisogna fare il passaggio con conoscenza ed imparando a cucinare vegano variegato per non stancarsi ma, al contrario, innamorarsene.
Jenny Sugar.

ENGLISH VERSION

Until July 2012 Jenny Sugar ran in Milan a prestigious pastry shop, Sugartree. Jenny is the continuer of a very rich jewish family culture of haute patisserie. Sugar family exported it from Europe to Venezuela and then again to Milan, Italy and the USA. The whole saga of this “sweet” family is well told in the site with text, photos and video clips. At one point, Jenny felt no longer satisfied with the passion that has always filled her life. She looked beyond her pastry shop and decided to take a sabbatical year to travel around the world and live new experiences. She was not aware of what she’ll find, where she’ll go, how long she’ll be far from Milan. She knew that everywhere she’ll be able to share her knowledge with others. A trip planned in that way can not hold some surprises. Especially when it’s started with an open mind to new experiences and encounters. So it happened that Jenny Sugar discovered first vegetarianism, then veganism and finally also raw food. In the text that follows Jenny tells us about her evolution.

Becoming vegan, becoming humanly correct

Becoming vegan is a strong experience of great significance. I thought I had conquered a lot becoming vegetarian, but only when I realized what it really means to be vegan did I understand the long road still ahead. The choice originated from spiritual, human, social, ecological and physical needs, with which I confronted myself during my life and journey of growth: acting correctly towards myself and the world that surrounds me. Towards myself, because I consider it a moral responsibility to take care of my soul, which also needs proper nourishment to grow healthy. And my body, by respecting it, fulfilling its needs without feeding it dangerous and indigestible foods, as if it were a dust bin or applying beauty creams full of chemical substances, as if my skin wasn’t part of my body and could be impermeable to those products dangerous to my health. Towards the external world, because I also have a moral responsibility towards the planet that hosts me and its living beings, whether human or not.

La torta di Jenny Sugar per festeggiare la fine del corso

La torta di Jenny Sugar per festeggiare la fine del corso/The Jenny’s cake at the end of the course

By some coincidence in life I found myself in a guest house on the sea, situated in Auroville, India. There were treatments, massages and others holistic opportunities. I chose an appointment with a nutritionist homeopathic doctor that particularly touched me. After 6 months I decided to register for her nutrition course which not only has changed my life but also those of the other 26 people attending the same program.

The course was structured over three weeks with four facilitators. Its purpose was to heal life style diseases, like diabetes, high blood pressure and cardiovascular disorders, obesity, constipation, autoimmune diseases, cancer and others, which by now have reached pandemic levels, through a healthy and innovative diet.
I can assure you that one can completely recover in three weeks of an agreeable and peaceful life, in a beautiful environment, studying nutrition, viewing documentaries on the theme, eating all you want of delicious whole, organic, vegan food, practicing yoga and other spiritual and physical activities, with daily raw vegan cooking classes held in the most clean and perfect kitchen. Included in the package are complete blood tests at the beginning and end of the program and medical check-ups daily or on alternate days, according to individual circumstances. Whoever doesn’t reach total reduction of their medicine can progressively do so from home in the following weeks with the continuous medical support by email, phone or Skype. This support is included in the program for a period of 12 months.
Would you have thought such things existed? Also such capable and honest people? Not to mention, the cost of the entire course is most affordable. I can testify about this and I am not just saying something that I was told. In three weeks, with the discovery of raw vegan cuisine and it’s various and delicious recipes, I personally experienced a deep change in my approach to the preparation of food, the control of my body’s health and victory over the types of little aches that we have carried on with for years, mistakenly believing they are by now just part of our being. It is an overall change that harmonizes body and soul and as a result also the world that surrounds us.

Colori da mangiare in puro stile crudista

Colori da mangiare in puro stile crudista/ Colors for eating in raw style

The group relationship that develops among the participants, including the facilitators, is very similar to the one among long term school friends or companions in a psychotherapy group: full of harmony, trust, solidarity and support, friendship and brotherhood. I particularly recall a lady in her seventies who didn’t eat salads nor fruit and who had a severe throat mucus congestion that caused her to constantly make guttural sounds, which were annoying for her and others. After about a week she confessed having tried a couple of salads, there were in fact signs of recovery since her sounds had already diminished. At the end of the program she was regularly eating from the raw buffet and we all baptized her Evergreen. In our internal group emails she signs herself like that. At the end of the course her sounds had almost disappeared as well as the mucus that was causing it. We created a Google email group address and write to each other through it, sending reciprocal information and updates. More than three months have passed and we have all stayed vegan therefore a 100% success! I enclose some pictures and invite you to give it a thought. I also suggest to visit Sharan’s website  (Sharan = Sanctuary for Health and Reconnection to Animals and Nature). Here you will find a documentary video on the health and nutrition retreat, many recipes and precious information.

Jenny Sugar, vegana felice

Jenny Sugar, vegana felice

 

 

If you feel like trying it out please contact me, Jenny Sugar, or someone else that can give you guidance at the beginning. It’s advisable to make the change, supported by the appropriate blood tests and the necessary knowledge, learning to cook vegan in all its variety and to love it instead of getting bored and losing interest.


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Oggi parliamo vegetariano

Una più diffusa coscienza ambientale, un interesse per stili di vita più salutisti, una ricerca e una scoperta di sapori più naturali e meno artefatti dall’industria alimentare. Sono questi i principali motivi del vero e proprio boom che la cucina vegetariana e vegana sta vivendo nel mondo sviluppato. Si tratta di una rivoluzione culturale prima ancora che gastronomica. E dunque non è un caso che The Vegetarian Chance associ nel suo logo cultura e cucina anteponendo la prima alla seconda.

Saranno delle conferenze, il 7 giugno al Monte Verità, a spiegare prima di tutto il senso della scelta vegetariana e saranno poi i cuochi, il 22 giugno a Milano al Joia, con la loro maestria a dare dimostrazione pratica del valore gastronomico della cucina vegetariana. Nella serata del 7 giugno alle ore 20 al Monte Verità è in programma una cena di gala molto speciale “Alcool free” a cura di Pietro Leemann e la sua brigata in collaborazione col servizio del ristorante Monte Verità. Se pure il concorso di cucina internazionale è il cuore dell’iniziativa, The Vegetarian Chance si propone soprattutto di essere un “contenitore” di iniziative sul mondo vegetariano e vegano per stimolare non solo le papille gustative, ma un dibattito “salutare” sui temi dell’alimentazione, della salvaguardia dell’ambiente e del nostro benessere psicofisico. Tutti elementi tra loro indissolubilmente legati. Frutto dell’iniziativa di uno chef, Pietro Leemann, e di un giornalista, Gabriele Eschenazi, The vegetarian chance nasce anche guardando all’Expo, molto vegetale, ma molto poco vegetariana.

Eppure per nutrire il pianeta sarà necessario prendere atto che l’iper produzione di carne e pesce sta rapidamente impoverendo il pianeta. Non sarà più sostenibile consumare 15mila litri d’acqua e 15 chili di soia per produrre un chilo di carne quando da un solo chilo di soia si ricavano due chili di tofu. Quasi inevitabilmente le nostre abitudini alimentari dovranno cambiare: essere più consapevoli e meno condizionate. Oggi troppo spesso mettiamo nel piatto il cibo che troviamo più facilmente disponibile senza fare una vera scelta, senza guardare agli ingredienti e lasciandoci più facilmente sedurre dalle immagini.

Una “scelta consapevole” è la chiave per far sì che consumatori e cuochi si avvicinino alla cucina vegetariana, non una “stravaganza”, ma una risposta al tema dell’Expo Nutrire il pianeta. Mangiare vegetariano, però, può e deve significare anche mangiar bene, soddisfare i nostri sensi. Da qui l’importanza degli chef. A loro il compito di inventare piatti di sostanza, che raccolgano le molte opportunità del mondo vegetale, ricco di gusti, colori e varietà scanditi al ritmo delle stagioni. Maggiore coscienza del cibo vuol dire anche consumare prodotti biologici (no OGM), locali, stagionali. The vegetarian chance pone e porrà l’accento su “un’opportunità” da cogliere. Non propone una competizione tra cucina carnivora e cucina vegetariana. La scelta di mangiare verdure piuttosto che carne è un’evoluzione della cucina onnivora che ci coinvolge come esseri umani dotati di una coscienza, di un libero arbitrio, che ci consente di scegliere.

Hanno aderito al nostro invito di dibattere il tema esponenti di alto livello sulla scena gastronomica italiana e internazionale. Primo tra tutti il maestro Gualtiero Marchesi. Con lui, in Italia, Marco Ferrini, Davide Paolini, Marco Bianchi, Cinzia Scaffidi di Slow Food, Luca Sacchi. Dagli Usa la chef vegana Kristen Thilbeault, dall’Olanda, Joris Heijnen direttore olandese di Variatie in de Keuken. Di prestigio i cuochi che hanno accettato di misurarsi nella sfida vegana: Antonia Klugmann del ristorante Venissa (Venezia), Carla Aradelli del ristorante Riva (Ponte dell’Olio-Piacenza), Mario Gagliardi ristorante Il Cascinale Nuovo (Isola d’Asti), Matteo Rizzo ristorante il Desco (Verona), Alberto Quadrio ristorante Asola-Cucina sartoriale (Milano), Femke van den Heuvel ristorante Vlamindepan (Haarlem-Olanda), Anders Ramsay Elwing&Co catering (Stoccolma- Svezia). Ci accompagnano in questa avventura: il Monte Verità, luogo simbolo del vegetarianismo europeo, che ci ospita nella giornata del 7 giugno, S.Pellegrino&AcquaPanna che con il suo magazine online Finedininglovers è il nostro media partner.