The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Paul Bocuse: il ricordo di Pietro Leemann

Paul Bocuse in una “versione vegetale” proposta dal suo account Twitter! Via: https://twitter.com/paulbocuse

Il Re è Morto, viva il Re!
Paul Bocuse, assieme a Auguste Escoffier, è stato il cuoco più importante della cucina francese del secolo scorso. Negli anni settanta ha fondato, assieme a Michel Guérard e ai fratelli Trois Gros, il movimento della Nouvelle Cuisine che non si è limitato a rivoluzionare il modo di cucinare, ma ha soprattutto dato ai cuochi, prima relegati nelle retrovie dei ristoranti, dignità e visibilità.
Ho avuto occasione d’incontrarlo in due occasioni: la prima, nel 1988 in Giappone alla scuola Tsuji dove insegnavo cucina italiana e francese, la seconda, nel 1996 a Saint Vincent dove ricevetti un riconoscimento per la stella Michelin.
Era una persona dal carisma straordinario, la sua presenza e il suo sguardo passavano attraverso i suoi interlocutori. Mi ricordo che in quelle due occasioni riuscii a malapena a dire due parole. Era ben chiaro, il Re era lui. Noi i sudditi riconoscenti per quanto di immenso aveva prodotto.
Tra le sue innumerevoli realizzazioni si contano: la fondazione di una scuola alberghiera, il suo contributo a valorizzare il titolo Meilleur Ouvrier de France, consegnato ad artigiani eccellenti dal Presidente della Repubblica Francese e infine il noto premio Bocuse D’OrQuesto premio, in Italia, è stato presieduto prima da Gualtiero Marchesi e oggi da Enrico Crippa. Il suo obiettivo è quello di stimolare i giovani ristoratori a cercare una qualità senza compromessi. E ha soprattutto formato uno stuolo di cuochi che in giro per il mondo hanno divulgato la cucina borghese francese. Molto bella la sua affermazione: Non esistono 12 cucine, bensì solamente due, quella buona e quella non buona. Un’affermazione democratica verso i diversi modi di mangiare nel mondo.
Mi è mancato di mangiare nel suo ristorante, notoriamente luogo non adatto ai vegetariani. La sua era una cucina ricca, molto ricca.
In tutto e per tutto, nonostante il suo pensiero sia stato molto diverso dal mio, gli sono molto riconoscente. La sua forza ha dato al cibo il valore che merita di avere, stimolando un’evoluzione verso la cucina di qualità di oggi: non solo francese, ma di tutti i paesi, non solo opulenta ma attenta.
Grazie caro Paul!


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Troppo veganismo stroppia: parola di Claudio Magris

Claudio Magris, scrittore ed editorialista del Corriere della Sera

In suo editoriale sul Corriere della Sera del 2 gennaio, lo scrittore Claudio Magris pone all’attenzione dei suoi lettori il tema della “dittatura delle minoranze”. Fa vari esempi e uno di questi si riferisce alle Ferrovie Francesi (SNCF), che prima di Natale avrebbero offerto ai loro passeggeri intrappolati in un treno bloccato dalla neve un pasto “solo” vegano. Scrive Magris:

“(….)Esiste anche una dittatura delle minoranze, di cui parlava già Tocqueville. Un paio di giorni fa, poco prima di Natale, un treno partito da Parigi e diretto a Milano è rimasto bloccato per alcune ore dalla neve. Le ferrovie francesi hanno provveduto a ristorare i viaggiatori intrappolati nel freddo, offrendo loro un pasto. Un pasto unicamente e soltanto vegano. Altra stupidaggine, incosciente generatrice di futuri rifiuti violenti. Sarebbe stato giusto e doveroso offrire pasti vegani e pasti non vegani, perché i vegani non sono né inferiori né superiori agli altri nelle loro esigenze e preferenze e qualcuno desideroso, nel freddo, di carne non è meno degno di attenzione di chi mangia altri cibi, contribuendo anch’egli a distruggere esseri viventi, sia pure così piccoli da non poter suscitare l’attenzione e la compassione degli umani (….)”.

Sappiamo quanto in stazioni e aeroporti sia ancora difficile trovare del cibo privo di prodotti animali o anche solo vegetariano. Panini, ma anche insalate e piatti caldi contengono il più delle volte carne, formaggi o uova. A questo si aggiunge una qualità del cibo generalmente poco salutare: sale e zucchero a iosa, farine raffinate, condimenti esagerati e di cattiva qualità, verdura e frutta privi di sapore e attrattiva. Dunque se le Ferrovie Francesi hanno deciso di tener conto dei vegani non c’è che esserne soddisfatti. Esiste, però, un rischio all’incontrario, come paventa Magris, e cioè una sorta di dittatura vegana? Difficile pensarlo. Il caso degli sventurati viaggiatori bloccati sul treno si presta anche ad altre interpretazioni. La prima è che il pasto vegano era l’unico che non avrebbe messo in imbarazzo anche chi mangia carne, ma non tutta la carne: musulmani, ebrei, indiani. Un linguaggio gastronomico universale comprensibile da tutti.  La seconda è che quel pasto fosse quello più facilmente disponibile nelle quantità necessarie per una moltitudine di passeggeri. Le cucine delle SNCF potrebbe aver avuto nell’emergenza una maggior disponibilità di certi prodotti piuttosto che di altri, più consumati. Infine lascia perplessi l’osservazione di Magris sul fatto che anche i vegani distruggerebbero esseri viventi quanto gli onnivori. Gli allevamenti intensivi e la produzione alimentare che da essi ne deriva è nociva non solo all’etica, ma anche alla salute e all’ambiente. Di fatto chi si ciba di prodotti animali si gioverà sempre di più di chi vi rinuncerà e forse lo dovrà persino ringraziare…….!! Ogni scelta merita rispetto, ha ragione Magris, ma le scelte alimentari non sono tutte uguali e non originano tutte dalle stesse riflessioni.


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The Vegetarian Chance 2017 visto da Carlo Somaini/The Vegetarian Chance contest 2017 seen by Carlo Somaini

Dal 2014 Carlo Somaini, produttore esecutivo presso la RSI (Radiotelevisione svizzera), videomaker e amico, filma il nostro concorso. Le sue immagini aggiungono valore all’evento mettendo in risalto la professionalità dei cuochi concorrenti e la spettacolarità dei loro piatti creativi e colorati. In poco più di due minuti Somaini riesce a condensare il senso di una competizione, dove il cibo è gusto, salute, cultura, estetica e amore per la natura. Ai concorrenti ogni anno non vengono chieste solo due semplici ricette, ma di mettersi in gioco raccontando qualcosa di loro stessi e della loro visione del mondo vegetale. E alla fine arrivano a The Vegetarian Chance avendo compiuto un percorso di ricerca sul campo e dentro sé stessi. Per questo ogni anno il concorso The Vegetarian Chance è una sorpresa capace di regalare emozioni. Come si può intuire da queste immagini.

From 2014 Carlo Somaini, executive producer at the RSI (Swiss Radiotv), videomaker and friend, films our competition. His images add value to the event highlighting the professionalism of the competing chefs and the spectacularity of their creative and colorful dishes. In two minutes Somaini condenses the sense of a contest, where food is taste, health, culture, aesthetics and love for nature. Every year the competitors are asked to present not just two simple recipes, but to express something about themselves and their vision of the plant based world. They then arrive at The Vegetarian Chance contest having accomplished a path of research on the field and within themselves. This is why every year The Vegetarian Chance event is a surprise capable of giving emotions. As you can appreciate through these images.