The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Porta a Porta: la serenità di Pietro Leemann contro il nervosismo degli onnivori

Davide Larise e Pietro Leemann a Porta a Porta

Un macellaio di lusso, una Miss che non sa cucinare, l’onnipresente dottor Giorgio Calabrese col suo mantra “bisogna mangiare un po’ di tutto”, Gianfranco Vissani, il più carnivoro degli chef, Giuseppe Cruciani nemico giurato dei “nazivegani” che oggi invece, bontà sua, chiama “fasciovegani”. I nemici della cucina veg nello studio di Porta a Porta c’erano tutti e molto agguerriti. Ad affrontarli da Milano Pietro Leemann con al suo fianco Davide Larise, la giornalista Giulia Innocenzi (ospite a TVC 2016), il pediatra Mario Berveglieri, l’attrice Claudia Zanella (ospite a TVC 2017). Il mix di pillole d’informazione, momenti di puro spettacolo, filmati sintetici e superficiali, spazi limitati agli oratori per fare ragionamenti compiuti ha prodotto un programma forse capace di fare audience, ma difficilmente in grado di chiarire le idee agli spettatori. Pietro Leemann, chiamato “Liman” da Bruno Vespa, ha mostrato e spiegato i suoi piatti poetici, variopinti, appetitosi e rappresentativi dei valori del vegetarianismo. Patetici i tentativi di svilire il lavoro di Leemann prima di Vissani, che ha polemizzato sulla qualità del fumo aggiunto al piatto e poi di Cruciani che senza per nulla interessarsi al piatto ha tentato la battuta “da Leemann si paga per mangiare fumo”.   Il dottor Calabrese ha cercato a un certo punto di trovare il punto debole dei vegani: la soia. Troppa, farebbe male alla salute. Ma, a parte il fatto che i vegani non si nutrono affatto solo di soia come pensa lui. Cosa mangiano gli animali da allevamento? Non mangiano forse soia e mais Ogm? Il motivo ricorrente del “dibattito” era come al solito incentrato sul presunto estremismo dei vegani. Eppure in studio i più nervosi erano proprio i “carnivori”. Sorge spontanea la domanda: perché? Forse la risposta è che i vegani minano delle certezze secolari, instillano dubbi in chi ha considerato l’alimentazione un aspetto solo ludico ed edonistico della nostra esistenza. Irrita questa novità che vegetariani e vegani oggi stiano riuscendo a rimettere in discussione i nostri rapporti col cibo. Cruciani ha più volte ripetuto che i vegani sono dogmatici, hanno un libretto rosso, sono come i compagni terroristi degli anni ’70. Eppure l’estremista è proprio lui, il “fascionnivoro” è lui, che rifiuta qualunque evidenza scientifica, che nega qualsiasi notizia riportata da Giulia Innocenzi e le sue serie inchieste, che nega l’eventualità che forse alcune leggi sull’alimentazione siano da rivedere e che il fatto che gli allevamenti intensivi non siano penalmente perseguibili non significa che siano giusti, salutari, etici e sostenibili. Anche il DDT si usò per anni e poi fu messo fuorilegge. Anche il glifosato forse alla fine dovrà essere vietato. Un tempo si poteva fumare nei cinema e al ristorante oggi non più. La società si evolve e a volte, per fortuna progredisce.