The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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ECCO GLI OTTO CHEF DEL CONCORSO THE EIGHT CHEFS OF THE CONTEST

Gianluca Casini

 

Gianluca Casini ristorante L’arte in cucina (Düsseldorf – Germania)

www.arteincucina.de

Gijs Kemmeren

Gijs Kemmeren Herberg de Kop van’t Land Hotel Restaurant (Dordrecht- Olanda)

www.kopvanhetland.nl

Rafael Rodriguez

Rafael Rodriguez  ristorante Quechua (Milano)

www.quechuaristorante.com

Daniele Succi

Daniele Succi ristorante e Hotel I-Fame (Rimini)

www.i-fame.it

Hitoshi Sugiura  ristorante Patinastella (Tokyo – Giappone)                    

www.patinastella.com                                                                                                                              

Fabio Vacca

Fabio Vacca

Hotel Relais e ristorante Villa del Golfo (Cannigione – Sardegna)

www.hotelvilladelgolfo.it      

Andrea Valle

Andrea Valle ristorante Piccolo Lago (Verbania)

http://www.piccololago.it/

Lennart van Weert

Lennart van Weert Restaurant Cabillaud (Venlo – Olanda)

https://www.maaspoort.nl/eten-drinken/cabillaud/

Il concorso si svolgerà il 28 maggio al ristorante Joia dalle 10.30 alle 14.00. La proclamazione dei vincitori e la premiazione sono previsti per le ore 16.00 al Teatro Franco Parenti nell’ambito del programma del Festival.

La giuria presieduta da Pietro Leemann sarà composta da: Franco Berrino, epidemiologo, Davide Oldani, chef, Stefano Bocchi, professore in scienze agrarie, Claudia Zanella, attrice vegana, Luca Ferrua, giornalista de La Stampa.

Il Festival The Vegetarian Chance si svolgerà il 27/28 maggio al Teatro Franco Parenti e negli attigui Bagni Misteriosi. Il programma completo sarà disponibile nei prossimi giorni.

Tra le novità: The Vegetarian Market a cura del Mercato della Terra di Slow Food, una maratona culturale vegetariana, da Israele l’opinion leader vegana Ori Shavit.


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Nasce a Roma il bollo antiallergie per ristoranti virtuosi

I simboli nel menu del ristorante Joia

Se i simboli per vegetariani e vegani nei menu sono sempre più frequenti, più rari sono quelli dedicati a chi soffre di allergie o intolleranze alimentari. E allora se non si sta attenti, se non si fanno le domande giuste si rischia. Questa lacuna potrebbe essere colmata a breve a Roma grazie a un “Bollino blu anti-allergie” per i ristoratori ideato dall’Università Cattolica di Roma. Questa icona colorata indicherà i locali in grado di offrire un menù sicuro, aiutando quindi chi è affetto da disturbi alimentari ad individuare facilmente quegli esercizi dove potrà mangiare senza correre alcun pericolo di intossicazione. Per poter dotare il loro ristorante di quest’icona, però, i cuochi dovranno andare a scuola. A organizzare per loro corsi specifici sarà da fine aprile l’Università Cattolica di Roma. Si tratta di corsi, concepiti per educare ristoratori e gestori a ridurre al minimo i rischi per chi soffre di allergie o intolleranze alimentari. Gli “studenti” saranno informati sui problemi posti dagli alimenti nascosti nelle preparazioni, in apparenza a prova di soggetti allergici, e saranno approfondite le reazioni incrociate tra alimenti. Il tutto sotto la supervisione di Domenico Schiavino responsabile del Servizio di Allergologia del Policlinico Gemelli di Roma. C’è da aspettarsi che le lezioni saranno molto frequentate. Cuochi e clienti nei ristoranti scelgono sempre più i piatti con un occhio al gusto e uno alla salute. E ancor di più lo fanno vegetariani e vegani che sanno che una volta evitate le insidie della carne devono evitare anche quelle dei vegetali. Allergici e intolleranti nel nostro paese sono in continuo aumento. Gli ultimi dati diffusi dalla Siaaic (Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica) parlano di 5 milioni di persone affette da allergie o intolleranze alimentari, mentre circa 4o persone sono morte in un anno a causa di choc da allergie. Nel nostro Paese, specifica la Siaaic, l’alimento più allergizzante negli adulti è la nocciola 26%, seguono la verdura 14%, la frutta fresca (pesche e albicocche in primis) 12%, i crostacei 10%, il pesce 7%, semi e legumi 6%, e per ultimo il grano 5%. La consapevolezza è come sempre l’arma in più per salvaguardare la propria salute e un bollino blu aggiunto da cuochi consapevoli può aiutare a scegliere bene.

di Valentina Schiavi


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Portogallo: una nuova legge per i diritti dei vegani

Rivoluzione vegan in Portogallo: una nuova legge, da poco approvata, obbliga tutte le mense pubbliche a inserire in menu un’opzione senza prodotti di origine animale. Nel giro di pochi mesi tutte le mense di scuole, università, carceri, ospedali e altri edifici pubblici, adegueranno i propri menù con un’alternativa vegan. A sollecitare la richiesta era stata una petizione popolare promossa nel 2015 dall’Associação Vegetariana Portuguesa, l’associazione vegetariana locale. In brevissimo tempo la petizione ha raggiunto le 15.000 firme ed è stata poi discussa in Parlamento all’inizio del 2016. La nuova legge è il risultato di un’iniziativa politica congiunta di 3 partiti politici di sinistra, il Ps (Partito Socialista), il Pcp (Partito Comunista) e il Pan (Partito per gli animali e per la natura) ed è stata approvata a larga maggioranza il 3 marzo 2017, con l’astensione di alcuni partiti di destra come il Psd (Partito Social Democratico) e il Cds (Partito Popolare). «Per la prima volta in Portogallo una legge cita espressamente il vegetarianismo e garantisce diritti ai vegani. Più persone saranno incoraggiate a scegliere l’opzione vegetariana, aumenterà il pluralismo delle abitudini alimentari», ha spiegato Nuno Alvi, portavoce della Associação Vegetariana Portuguesa. «L’impatto positivo sulla salute della popolazione, sugli animali e nel lungo periodo sull’ambiente sarà significativo».  Con il Portogallo a fare da apripista, la Vegan Society inglese guarda con ottimismo alla promozione della ristorazione vegan in Europa e nel mondo.«Ospedali, carceri e luoghi di formazione, devono offrire pasti che rispettino l’uguaglianza e la diversità di ognuno. Questo, però, non avviene. È ancora difficile ottenere pasti vegani in questi ambienti», spiega Heather Russell, dietista della Vegan Society. In linea con la legge portoghese ci batteremo affinché il cibo vegan sia sempre disponibile. Per questo servirà anche una maggiore formazione del personale». Una petizione analoga a quella portoghese per portare cibo vegan nelle istituzioni pubbliche è stata proposta in questi mesi nel Regno Unito e ha raggiunto 16mila firme. Non basteranno per obbligare il parlamento britannico a discuterne. Ne servirebbero, infatti, 100mila.  Diversa la situazione nel nostro paese, che non sembra aperto ad una scelta veg disponibile a tutti. Un disegno di legge simile a quello portoghese è stato presentato, ma non ancora discusso, dalla senatrice del Pd Monica Cirinnà. La proposta sarebbe quella di “assicurare sempre l’offerta di almeno un’opzione vegetariana e vegana negli esercizi pubblici di ristorazione e nelle mense comunitarie”. Intanto oggi in Italia i vegetariani, che rappresentano il 8% della popolazione (vegani 1%) secondo l’Eurispes  e che sono in costante crescita non dispongono del libero arbitrio nelle scelte alimentari in mense pubbliche (ospedali, scuole, prigioni soprattutto). Sul tema a darci una lezione è arrivato il Portogallo.

di Valentina Schiavi