The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)

Portogallo: una nuova legge per i diritti dei vegani

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Rivoluzione vegan in Portogallo: una nuova legge, da poco approvata, obbliga tutte le mense pubbliche a inserire in menu un’opzione senza prodotti di origine animale. Nel giro di pochi mesi tutte le mense di scuole, università, carceri, ospedali e altri edifici pubblici, adegueranno i propri menù con un’alternativa vegan. A sollecitare la richiesta era stata una petizione popolare promossa nel 2015 dall’Associação Vegetariana Portuguesa, l’associazione vegetariana locale. In brevissimo tempo la petizione ha raggiunto le 15.000 firme ed è stata poi discussa in Parlamento all’inizio del 2016. La nuova legge è il risultato di un’iniziativa politica congiunta di 3 partiti politici di sinistra, il Ps (Partito Socialista), il Pcp (Partito Comunista) e il Pan (Partito per gli animali e per la natura) ed è stata approvata a larga maggioranza il 3 marzo 2017, con l’astensione di alcuni partiti di destra come il Psd (Partito Social Democratico) e il Cds (Partito Popolare). «Per la prima volta in Portogallo una legge cita espressamente il vegetarianismo e garantisce diritti ai vegani. Più persone saranno incoraggiate a scegliere l’opzione vegetariana, aumenterà il pluralismo delle abitudini alimentari», ha spiegato Nuno Alvi, portavoce della Associação Vegetariana Portuguesa. «L’impatto positivo sulla salute della popolazione, sugli animali e nel lungo periodo sull’ambiente sarà significativo».  Con il Portogallo a fare da apripista, la Vegan Society inglese guarda con ottimismo alla promozione della ristorazione vegan in Europa e nel mondo.«Ospedali, carceri e luoghi di formazione, devono offrire pasti che rispettino l’uguaglianza e la diversità di ognuno. Questo, però, non avviene. È ancora difficile ottenere pasti vegani in questi ambienti», spiega Heather Russell, dietista della Vegan Society. In linea con la legge portoghese ci batteremo affinché il cibo vegan sia sempre disponibile. Per questo servirà anche una maggiore formazione del personale». Una petizione analoga a quella portoghese per portare cibo vegan nelle istituzioni pubbliche è stata proposta in questi mesi nel Regno Unito e ha raggiunto 16mila firme. Non basteranno per obbligare il parlamento britannico a discuterne. Ne servirebbero, infatti, 100mila.  Diversa la situazione nel nostro paese, che non sembra aperto ad una scelta veg disponibile a tutti. Un disegno di legge simile a quello portoghese è stato presentato, ma non ancora discusso, dalla senatrice del Pd Monica Cirinnà. La proposta sarebbe quella di “assicurare sempre l’offerta di almeno un’opzione vegetariana e vegana negli esercizi pubblici di ristorazione e nelle mense comunitarie”. Intanto oggi in Italia i vegetariani, che rappresentano il 8% della popolazione (vegani 1%) secondo l’Eurispes  e che sono in costante crescita non dispongono del libero arbitrio nelle scelte alimentari in mense pubbliche (ospedali, scuole, prigioni soprattutto). Sul tema a darci una lezione è arrivato il Portogallo.

di Valentina Schiavi

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