The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Il WWF lancia l’Sos api

Api e insetti impollinatori sono a rischio scomparsa. Già ora in Cina ci sono colture dove l’impollinazione è compiuta da esseri umani per supplire alla mancanza di api. Inutile dire che sarebbe praticamente impossibile per gli esseri umani sostituirsi interamente ad api ed insetti impollinatori. Il WWF ci informa che negli ultimi 30 anni abbiamo perso oltre il 70% della biomassa di insetti volatori appartenenti non solo alle specie più rare ma anche alle specie più comuni, da cui dipende il fondamentale servizio ecosistemico dell’impollinazione. Più del 40% delle specie di invertebrati, in particolare api e farfalle sono a rischio estinzione. Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70 %  dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono così il 35% della produzione globale di cibo. Delle 100 colture da cui dipende il 90 per cento della produzione globale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Solo in Europa, ben 4mila varietà agricole dipendono dalle api. Negli ultimi 50 anni il volume della produzione agricola è aumentato del 30% grazie al contributo diretto degli animali impollinatori.

Una donna-ape in Cina via: http://en.people.cn/

Nei Paesi occidentali, le api domestiche producono 1,6 milioni di tonnellate di miele. Ma di tutto questo “lavoro gratuito” che le api ci regalano l’agricoltura industriale sembra essersene dimenticata affidandosi massivamente ai pesticidi, che hanno stravolto l’equilibrio degli ecosistemi, dei quali gli insetti sono parte integrante. Questi esseri viventi per riprodursi hanno bisogno di siepi, alberi, stagni e fasce tampone con fiori nettariferi.
Da notare poi come noi esseri umani siamo vittime di una percezione piuttosto distorta dell’importanza delle api. Siamo tutti ingolositi dai mieli profumati e suggestionati dalle proprietà medicinali di propoli, pappa reale e polline, mentre invece conosciamo poco il lavoro delle api nel rifornirci di frutta e verdura. Uno studio svizzero del 2005 riportato dal WWF evidenzia come il valore economico dell’impollinazione prodotta dalle api domestiche è molto più alto di quello ottenuto dai prodotti diretti dell’apicoltura come miele, polline, cera e altro. Il valore della produzione agricola generato dalle api è stato calcolato in 256 milioni di franchi svizzeri mentre quello della sola produzione di miele era stato quantificato in 60 milioni, poco più di quattro volte meno.

Il WWF si propone di raggiungere un milione di firme per spingere l’Unione Europea a cambiare radicalmente la sua politica agricola. Ecco l’appello:
“Unisciti a noi per chiedere all’ Unione Europea, al Governo italiano e alle Regioni il divieto dei pesticidi più pericolosi e un sostegno maggiore all’agricoltura biologica senza veleni”.

Le proposte del WWF sono
• ridurre del 50% l’uso dei pesticidi entro il 2025
• garantire sussidi all’agricoltura biologica
• approvare entro il 2020 la nuova Legge sull’agricoltura biologica
• introdurre incentivi fiscali per la transizione ecologica dell’agricoltura
• introdurre nuovi strumenti di fiscalità ambientale per gli investimenti
• agevolare il consumo di alimenti biologici

Le firme si raccolgono qui

Questa iniziativa a tutela delle api si inserisce nella campagna Cambia la Terra, promossa da FederBio con Isde- Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF per un’agricoltura libera dai pesticidi e l’aumento della superficie agricola condotta con pratiche agricole ecologiche.


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I migliori ristoranti veg premiati da We’re Smart®

Interpretazione del cavolfiore di Culina Hortus

Non sappiamo ancora come torneremo nei ristoranti, né quando potremo a tornare facilmente a viaggiare per aggiungere alle nostre esperienze culturali anche quelle culinarie. E non sappiamo nemmeno quali locali ci saranno ancora o si saranno trasformati. Come The Vegetarian Chance siamo in ogni caso certi di una cosa: i ristoranti dovranno sempre di più assecondare le istanze ambientaliste e salutistiche del pubblico. In diversi lo hanno già fatto e tra questi ci sono quelli che hanno partecipato alle diverse edizioni del nostro concorso e tutti quelli segnalati ogni anno dai nostri amici belgi di We’re Smart®, che anche in un 2020 così complicato non hanno rinunciato a presentare il 4 maggio la loro We’re Smart® Green Guide, che segnala il meglio del mondo culinario delle verdure, cioè i ristoranti, che più di altri danno spazio nel loro menù ai vegetali. A chi ha scelto di essere vegetariano e vegano We’re Smart® ha dedicato riconoscimenti speciali. Quest’anno i vincitori dei Best Vegetarian e Best Vegan Restaurants Award sono stati il Culina Hortus (Lione, Francia) e il Vanilla Black (Londra, Regno Unito).

La We’re Smart® Green Guide 2020 propone recensioni e valutazioni di quasi 1000 ristoranti in 43 paesi classificati da 1 a 5 ravanelli, a seconda della quantità di verdure che utilizzano nei loro piatti. L’evento programmato per il primo giorno della Settimana della Frutta e della Verdura promossa da We’re Smart® si è svolto online e a condurlo è stato l’ideatore e fondatore del progetto lo chef Frank Fol, tutto l’anno in viaggio per conoscere i ristoranti, che poi andranno a far parte della guida. Come The Vegetarian Chance We’re Smart® promuove un ripensamento dei modelli di produzione e consumo del cibo in favore di un mondo più sano e migliore

Il primo ristorante premiato, il Culina Hortus di Lione, è nato da un’idea dei francesi Thomas Bouanich e Maxime Rémond e del giovane Adrien Zedda (24 anni), Chef de Cuisine Propone alta cucina al 100% vegetariana. Secondo Frank Fol “Zedda trasforma le verdure in una vera e propria festa con una creatività eccezionale, che si traduce in piatti raffinati, ben equilibrati, sani e soprattutto deliziosi”. Il britannico Vanilla Block di Holborn, premiato nella categoria vegana, è stato invece creato da Andrew Dargue e da sua moglie Donna Conroy con l’intento di sfidare i luoghi comuni non solo della cucina vegetariana, ma del cibo in generale. Nel motivare la premiazione Fol ha spiegato: “Le combinazioni, le consistenze e i sapori sorprendenti di Vanilla Black, senza l’uso di un grammo di carne, sono sufficienti per convertire anche il carnivoro più ostinato».

We’re Smart® ha dato appuntamento al 21 settembre quando saranno annunciati Future Awards 2020. Tra questi: il migliore ristorante di verdure al mondo, l’Innovation of the Year. Premi saranno anche assegnati ai Best Vegetables Restaurant in 13 paesi.

 

 


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Continua la crescita della “carne” vegetale

I piselli gialli, ingrediente fondamentale di alcuni preparati vegetali che imitano la carne

In questo periodo di crisi i consumi della carne stanno scendendo e i produttori sono in crisi. Il motivo principale sembra essere la chiusura dei luoghi di ristorazione, dove la carne è proposta da sempre in abbondanza, processata o al naturale. Minor domanda ha significato minor offerta e rialzo dei prezzi  al consumo. Non è chiaro se con la riapertura i consumi di carne torneranno a crescere restaurando le vecchie abitudini. Intanto però ciò che sta crescendo più del previsto sono i surrogati vegetali della carne come ha raccontato il 28 aprile Hélène Gully su Les Echos.

Ci sono piccole imprese, che non stanno soffrendo la crisi. È il caso delle start-up specializzate in “carne” di origine vegetale. Le loro vendite sono letteralmente esplose negli Stati Uniti, con un aumento del 265 per cento nelle ultime otto settimane rispetto all’anno precedente, secondo i dati Nielsen. La carne tradizionale, invece, non può che registrare un modesto incremento. Nello stesso periodo, le vendite sono aumentate “solo” del 39%, un aumento inizialmente legato alle riserve alimentari che gli americani avevano accumulato nel bel mezzo della pandemia di coronavirus. Questo successo della bistecca surrogata non è una novità. Ogni anno le vendite delle aziende del settore aumentano o addirittura raddoppiano, come nel caso di Beyond Meat, una star del settore, il cui fatturato ha raggiunto i 298 milioni di dollari nel 2019 rispetto agli 88 milioni di dollari di dodici mesi prima. D’altra parte, la crisi sanitaria è servita da catalizzatore.

Crisi della carne tradizionale
La nicchia delle carni senza carne beneficia infatti della sfortuna del suo alter ego. Negli Stati Uniti, infatti, la carne tradizionale sta attraversando la crisi Covid-19 soffrendo di grande instabilità. Quasi un quarto dei macelli e degli impianti di lavorazione dei suini è fermo a causa della contaminazione. Tyson Foods, JBS, Smithfield… nessun grande nome è stato risparmiato.

Carne alternativa: la proposta di Beyond Meat
Il timore di una carenza ha spinto al rialzo i prezzi all’ingrosso e quindi anche i prezzi al dettaglio. Gradualmente, i consumatori hanno iniziato a cercare alternative, compresi i prodotti che sanno di carne senza “i suoi svantaggi”.

Questo contesto di forte squilibrio tra domanda e offerta ha portato alcuni allevatori a praticare l’eutanasia alle loro mandrie, non sapendo cosa fare con i loro animali. Questo è sufficiente a far muovere l’opinione pubblica e a interrogare i consumatori sull’attuale sistema di produzione della carne. Beyond Meat e Impossible Foods, invece, insistono sul fatto che i loro prodotti non richiedono la macellazione degli animali. E le bistecche vegetali aiutano le persone non solo come alimento, ma anche come rendita economica. Infatti le azioni delle start-up del del settore sono in crescita. A Wall Street, gli investitori si sono affrettati ad acquistare azioni di Beyond Meat, che la scorsa settimana sono aumentate del 40%.