The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Una lettera da Düsseldorf

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Gianluca Casini al Joia durante il concorso 2015

Fin dalle nostre origini cerchiamo di far passare il messaggio che il nostro concorso vegetariano altro non è che un modo per connettere i cuochi, creare nuovi rapporti, “fare rete” come si dice oggi. La competizione si trasforma presto in “collaborazione”, in amicizia, in desiderio di scoperta, in condivisione come ama dire Pietro Leemann. Ed è per questo che siamo felici di pubblicare questa lettera di Gianluca Casini da Düsseldorf, uno dei concorrenti dello scorso anno. Le sue parole spiegano molto bene lo spirito che ci anima e che ci porterà di nuovo a giugno a incontrarci.

Grazie Gianluca!

Buonasera mie care “icone di buona vita”…….. dico così perché dopo la mia breve ed intensa esperienza a THE VEGETARIAN CHANCE, il mio stile di vedere la cucina é totalmente cambiato. Avevo avuto un approccio con la cucina vegetariana in un lontano passato, ma non l’ho mai considerata importante fino a quando non mi sono reso conto con i miei stessi occhi quello che può portare come esperienza personale cucinare con il cuore e non solo con la testa. È vero, con il cuore dico, perché é proprio così che é diventato il mio approccio con le materie prime dal giugno 2015, sembra forse un po’ tardi, a 40 anni rimettersi in gioco mettendosi a studiare la cucina vegana, peró, farlo mi rende felice. E non solo a me, ma anche ai miei clienti, che ho portato piano piano, ma con molta determinazione verso le mie convinzioni su come mangiare sano. Purtroppo il mio locale non é nato per fare solo cucina di questo tipo e ha un’altra filosofia. Io, però, ho integrato l’offerta con una scelta alternativa molto ampia inserendo la cucina vegetariana, vegana, e adatta a chi soffre di intolleranze. La mia scelta sta riscuotendo piano piano i suoi riconoscimenti anche se ancora in piccola parte. Non bisogna dimenticare che Düsseldorf é una grande città e offre molte opportunità di soddisfare l’appetito e riempire lo stomaco. Solo quello, però. In realtà chi mangia anche con la testa riconosce i locali giusti. Ed io miro proprio a questo tipo di clientela che gradualmente ho in piccola parte conquistato. La strada da percorrere é ancora lunga e quindi cercherò con l’impegno di conquistare un po’ di notorietà in più. L’esperienza del Joia e del concorso mi ha fatto riscoprire una cosa molto importante, la serenità nel cucinare. L’aria che si respirava in quei giorni mi ha dato la sensazione di aver trascorso una settimana in vacanza. Non avvertivo la competizione e questo mi ha lasciato veramente sorpreso, forse perché arrivavo da un esperienza sbagliata, o forse perché non conoscevo ancora questo lato della cucina “sana”. Credo che Pietro Leemann debba la sua notorietà all’essere la persona che é, al carisma che trasmette, e poi ovviamente alla sua cucina e alle sue creazioni. È stata in ogni caso una vera esperienza di vita, e di questo vi sono molto grato. Questa é una parte di quello che é cambiato in me dopo essere venuto a Milano. Adesso invece chiedo che sta succedendo, potrò di nuovo presentare la mia candidatura per l’anno prossimo? Potrò di nuovo essere uno dei concorrenti? Spero proprio di sì! In ogni caso sto arrivando! Mi sto documentando molto e sto riscoprendo di nuovo l’interesse per le materie prime come quando andavo a scuola e cercavo sui libri i prodotti che non conoscevo. E quanti ancora oggi non ne conosco! C’è poi lo studio per creare cose nuove ed interessanti che non alterino i sapori e mantengano la loro struttura, insomma mi sto veramente divertendo. Spero di avere presto vostre notizie al riguardo, e mi auguro di poter di nuovo salutarvi personalmente l’anno prossimo, nel frattempo vi seguo comunque tramite Facebook, insomma rimango sempre connesso con l’Italia! Un abbraccio e un buon lavoro! Grazie ancora….. Gianluca

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Il ristorante di Gianluca a Düsseldorf  http://www.arteincucina.de


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LA TERZA EDIZIONE DEL CONCORSO: GIUGNO 2016 THE THIRD EDITION OF THE CONTEST: JUNE 2016

Anders Ramsay e Sauro Ricci

Anders Ramsay, vincitore dell’edizione 2015 con Sauro Ricci, sous chef del Joia in cucina durante il concorso. Anders Ramsay, the winner of the 2015 edition with Sauro Ricci, Joia sous chef, in the kitchen of the restaurant during the contest

Expo a Milano è finita, ma Nutrire il pianeta, energia per la vita rimane un tema centrale della nostra esistenza su questo pianeta. L’esposizione universale ci ha lasciato un’eredità da gestire, un discorso da proseguire. Più di venti milioni di persone hanno ricevuto da Expo messaggi spesso contraddittori, ma hanno forse capito che la qualità della loro vita passa in gran parte dalla qualità del loro cibo. E per The Vegetarian Chance questo cibo di qualità non può che essere vegetariano, amico dell’ambiente e di tutti gli esseri viventi. Lanciamo così il bando per la terza edizione del concorso che si terrà a Milano l’11 giugno 2016 e che invita i cuochi a misurarsi sul cibo vegetariano, a proporre le loro ricette, a dar prova della propria professionalità e della propria creatività. La procedura è indicata in un regolamento che prevede la selezione di otto finalisti con due ricette, una della tradizione e una creativa. Quest’anno la data finale per l’adesione è il 15 marzo 2016. Il concorso sarà parte del festival annuale di The Vegetarian Chance. Per informazioni scrivere a: thevegetarianchance@gmail.com

English version

Expo in Milan is over, but Feeding the planet, energy for life remains a central matter of our existence on this planet. Expo entrusts us with the task to continue the debate around the food of our future. More than twenty million people received from Expo many contradictory messages, but perhaps they realized that the quality of their life strongly relates to the quality of their food. And according to The Vegetarian Chance this food quality can be only vegetarian, friendly with the environment and all its living beings. Hence we launch the competition notice for the third edition of The Vegetarian Chance contest, that will be held in Milan on 11 June 2016. We invite professional chefs to compete on vegetarian food, to propose their own recipes, to show their skills and creativity. The procedure is indicated by series of rules that foresee a selection of eight finalists with two recipes each, one originating in tradition and the other one inspired by creativity. The deadline for submitting the recipes is 15 march 2016. The competition will be part of the annual festival of The Vegetarian Chance. For information write to: thevegetarianchance@gmail.com


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Seconda edizione del concorso. Vince Anders Ramsay (Svezia) The contest: Anders Ramsay (Sweden) is the winner

Anders Ramsay riceve da Pietro Leemann il primo premio del concorso

Anders Ramsay riceve da Pietro Leemann il primo premio del concorso. Alla sua destra Sauro Ricci del Joia, giudice. A destra di Pietro Leemann, Daniela Cicioni, giudice.

Anders Ramsay (Shiso cafè Rönninge (Stoccolma) ha vinto la seconda edizione del concorso gastronomico The Vegetarian Chance, che si è svolto il 7 giugno al ristorante Joia di Pietro Leemann, punto di riferimento internazionale dell’alta cucina vegetariana. Al secondo posto ex-aequo Carla Aradelli del ristorante Riva Ponte dell’Olio (Piacenza) e Nadia Morandi del ristorante Acanto dell’Hotel Principe Savoia (Milano). Una menzione speciale per “Opera sociale” è stata attribuita a Gianfranco Ceccato dell’Osteria Zanzibar (Bellinzona- Svizzera) e un’altra per “Sostenibilità” a Francesco Paldera chef presso la Masseria Pilapalucci (Bari). Le ricette di Anders Ramsay sono state Forest e Field. Si tratta di piatti costruiti con un numero incredibile di ingredienti vegetali svedesi come, per esempio, in Forest, funghi di castagno, bacche di sorbo in salamoia, foglie di betulla, o in Field, pastinaca svedese, salsa di ibisco, cavolo estivo, grano fermentato. Ramsay ha creato una cucina vegetariana in un paese, che per il clima, erroneamente, sembrerebbe poco adatto a una dieta senza prodotti animali.

Carla Aradelli ha presentato una sua personalissima versione della pizza costruita con una base di miglio, passata verde di pisello, menta, pomodoro e asparagi, e poi il suo orto, dove si trova di tutto, dagli spinacini ai peperoni, alle melanzane e alle chips di topinambur. Ogni verdura ha trovato in questo piatto la sua forma di espressione. L’orto è stato fonte d’ispirazione anche per Nadia Morandi, che ne ha proposto uno “dopo l’acquazzone”. In questo piatto si respira aria di pioggia. La suggestione è data brillantemente dai baccelli di pisello e la loro acqua. La sua seconda ricetta è stata invece “Sulla via del riso”. In un solo piatto tre risotti differenti: verde pisello, giallo zafferano e nero carbone vegetale. Al centro un finto ossobuco con al centro al posto del midollo una crema di pinoli tostati. Quest’ultimo piatto ha rappresentato il piatto della tradizione. A ciascun cuoco era stato infatti chiesto di presentare un piatto “tradizione” del suo paese di provenienza e uno “creazione”.

Il concorso si è svolto al ristorante Joia alla presenza dei soli giornalisti e addetti ai lavori dalle 10.30 alle 14.30. La giuria, presieduta da Pietro Leemann, era composta da: Sauro Ricci del Joia, Daniela Cicioni (vincitrice della prima edizione), Femke van den Heuvel (Olanda ristorante Vlaminde pan, seconda classificata nella prima edizione), Vittorio Castellani, giornalista, Carlo Modonesi, biologo, Stefano Erzegovesi, psichiatra e nutrizionista. La premiazione si è tenuta, invece, alla Cascina Cuccagna in collaborazione con il ristorante Un Posto a Milano di Nicola Cavallaro. Di fronte a un folto pubblico Gabriele Eschenazi, ideatore con Pietro Leemann del concorso, ha presentato i cuochi uno per uno e le loro ricette fotografate da Jacopo Ticchi del Joia. Eschenazi ha spiegato come “la cucina vegetariana non aveva fino a due anni fa un concorso come questo dedicato ai prodotti vegetali e rivolto a tutto l’universo dei cuochi. Oggi, che la cucina vegetariana guadagna in popolarità c’è sempre più bisogno nei ristoranti di piatti di alto livello, gustosi, equilibrati sul piano nutrizionale e rispettosi dell’ambiente. E il compito di proporli spetta ai cuochi. La cucina vegetariana può essere una grande cucina e Leemann col il Joia è lì a dimostrarlo da 26 anni”. Pietro Leemann ha sottolineato come “Il nostro concorso non scende a compromessi ed è fedele ai valori che ne hanno contraddistinto la nascita: promuovere un cibo vegetariano, sano, rispettoso dell’ambiente e della salute, capace anche di coinvolgere emotivamente e spiritualmente chi ne fruisce. Il livello quest’anno è cresciuto. I cuochi si sono impegnati in un lavoro di ricerca e di sviluppo dei loro piatti”. Il professor Stefano Erzegovesi dell’Ospedale San Raffaele di Milano ha raccontato come nel suo Centro per i Disturbi Alimentari si lavori per cercare un modello di sana alimentazione, che possa aiutare nel profondo i pazienti non solo ad avere un giusto peso ma, soprattutto, ad avere una buona regolazione emotiva ed una buona conoscenza e consapevolezza di sé. L’esperienza quotidiana dei gruppi Esperienze di Cucina, in cui si prepara e si condivide un pasto salutare con i pazienti, lo sta indirizzando, con sempre più decisione, verso una alimentazione a base vegetale, per una salute, psichica e fisica, profonda e duratura. In Cascina Cuccagna e nel ristorante Un Posto a Milano tutta la giornata è stata all’insegna del vegetarianismo con piatti e aperitivo vegetariano e tre show cooking coordinati per The Vegetarian Chance da Jenny Sugar, food&health coach. Il primo curato da Vittorio Castellani Chef Kumalè ha proposto il tema: Taboulè vs. Tabbula, le icone
 delle insalate di semola di Medio Oriente e Maghreb a confronto, il secondo curato dallo chef peruviano Rafael Rodriguez ha proposto Cereali, tuberi e quinoa:
 dal Perù gli ingredienti
 per una sana dieta vegetariana. Il terzo è stato invece dedicato alla cucina vegetariana Shojin dello chef giapponese Toshio Tanahashi in collaborazione con Peace Kitchen, tra i partner della manifestazione. Tanahashi, che ha seguito tutto il concorso della mattina, ha spiegato come la cucina Shojin proponga un rapporto diverso col cibo e soprattutto con le verdure che vanno trattate come “una mamma che lava il suo bambino”, cioè con un contatto fisico che escluda l’uso di qualunque macchina. Il cibo poi non deve subire trasformazioni troppo radicali: poche cotture e condimenti delicati. Tanahashi ha proposto una sua “insalata”: diverse verdure italiane (melanzane, fagiolini, barbabietole e altre) condite con miso e salsa di soia che aggiungono sapore e contenuti nutrizionali e un tofu di sesamo condito con sola salsa di soia e wasabi. In chiusura aperitivo vegetariano e cena vegetariana a cura del ristorante Un Posto a Milano e degustazione del Prosecco Spumante Zardetto, biologico, partner della manifestazione. Si ringrazia anche il partner NaturaSì che ha contribuito alla riuscita dell’evento. L’elemento bio è parte essenziale della buona cucina vegetariana e al concorso i prodotti bio erano obbligatori.

Forest di Anders Ramsay

Forest di Anders Ramsay

Field di Anders Ramsay

Field di Anders Ramsay