The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Antonio Cuomo, primo, Yoshiko Hondo, seconda Ecco vincitori della quinta edizione del Festival The Vegetarian Chance

Antonio Cuomo, vincitore della quinta edizione del concorso The Vegetarian Chance con Pietro Leemann, che descrive il suo piatto

Un italiano e una giapponese, un uomo e una donna, piatti di gusto e tradizione e piatti estetici, concettuali, incentrati su colori e consistenze. I due premiati della quinta edizione del Festival The Vegetarian Chance, Antonio Cuomo e Yoshiko Hondo costituiscono una sintesi ideale di diversi possibili approcci alla cucina vegetale. A creare un ponte tra i due chef ci ha pensato involontariamente Antonio Cuomo con il suo secondo piatto intitolato A me che non piace il sushi……. E che consisteva in candele di aceto di riso con crema di riso acidula, crema di peperoni grigliati e l’accompagnamento di alga nori croccante e verdurine. L’uso di ingredienti nipponici come alga nori e acidulato di umeboshi con un approccio italiano ha indicato come sia possibile realizzare contaminazioni gastronomiche con ingredienti di diverse cucine. L’altro suo piatto Pasta con fagioli, albicocche e basilico era un piatto completo dal punto di vista nutrizionale e ha avuto l’originalità e l’intuizione di sostituire l’inflazionato pomodoro con albicocche dal gusto ugualmente agrodolce. Yoshiko Hondo non ha presentato alla giuria un piatto, ma una vera propria cerimonia quando si è spesa a spiegare ai giurati (Pietro Leemann, Neal Barnard; Aimo Moroni, Cesare Battisti, Mariella Tanzarella, Leonardo Caffo) i gesti rituali con i quali approcciare questi piatti. Alchimia zen richiedeva di spezzare le bacchette di legno sul piatto di verdure per farvi ricadere piccole particelle d’oro e poi di misurarsi con le consistenze bevendo della zuppa di miso combinata con te matcha.

Yoshiko Hondo Alchimia Zen

Meravigliosa terra, in tema con lo slogan del Festival (Mangia la foglia, salva il pianeta) suggeriva di guardare al mondo e alle sue trasformazioni indotte anche da noi essere umani: e così ecco che una spruzzata di limone mutava il colore del riso da blu al viola, mentre al centro un pezzo di alga kombu rappresentava l’albero, nostro silente inseparabile compagno di esistenza, che noi violentiamo ogni giorno in tutte le regioni del mondo. Tutti gli altri concorrenti hanno mostrato di aver ben intesso lo spirito del concorso proponendo piatti densi delle loro esperienza e delle loro origini. Senza dubbio singolare lo chef italiano Walter Casiraghi, che ha ben interpretato lo spirito della cucina e della tradizione culturale russa con il suo Borsch della quaresima (brodo con bucce di patate) e la sua Beetsteak, con la quale ha scherzato sulla passione russa per il filetto di manzo al sangue e la barbabietola, che aiuta loro a sopravvivere nei rigidi inverni. Il giovane Manfredi Rondina ha reinterpretato il piatto Fave e pecorino proponendo un saporito “formaggio” a base di noci, nocciole e rejuvelac (una bevanda enzimatica fermentata a base di grano). Poi ha combinato sapori di erbe, farine diverse e legumi in un piatto equilibrato che mandava un messaggio antispreco Del carciofo non si butta via niente. Barbara Ghizzoni ha prima proposto un piatto architettonico La persistenza della memoria: la mia Cremona, dove svettava una torre ai cereali antichi, e poi si è orientata su una creazione ardita Ai confini del blu, dove ha giocato su colori e consistenze con riso rosso, verdure pressate, soyanese all’alga spirulina e sfere di carote, zafferano e zenzero. I suoi ispiratori: Dalì e Pollock! Federica Scolta ha portato i sapori dell’Alto Adige nel suo Orzotto, dove hanno trovato posto mela cotogna, barbietola gialla, mela affumicata conditi con burro di mandorle. Per la sua seconda proposta, Zuppa dei mille colori ha giocato esclusivamente sulle verdure e i loro colori accostando le creme di carote, cavolfiore, broccoli grigliati e cavolo rosso. Molto attento ai piatti servizio è stato Matteo Carelli (Svizzera), che ha servito Lo gnocco in piatti neri su un letto di salsa verde accentuando così l’effetto visivo. Dal Canton Ticino ha portato la “farina bona”, l’olio del Ceresio e un aceto balsamico stavecchio ticinese. Ci ha insomma ricordato che nella Svizzera italiana non mancano prodotti di eccellenza. Con Mangia la foglia Matteo Carelli ha voluto abbracciare il nostro Festival e alle foglie ha aggiunto un riuscito “formaggino” a base di mandorle. Dalla Francia a noi più vicina è arrivato Willy Berton che di tradizionale ha messo nel piatto I ripieni, tre verdure cotte ognuna diversamente con creme vegetali delicate, mentre molto geometrica è stata la sua creazione Rigatoni di primavera disposti a cerchio e ripieni di crema di asparagi e di aglio ed erbe con sopra a decorare piselli crudi. Se dovessimo dare anche un premio alla verdura più usata dai concorrenti a vincere sarebbe senza dubbio l’asparago, presente sotto forme diverse in moltissimi piatti. La premiazione è stata preceduta dai commenti in diretta dei giudici e dei concorrenti, che hanno tutti sottolineato l’atmosfera collaborativa che regnava nella cucina. In prima visione è stata proiettata la storia dei quattro concorsi precedenti girata dal video maker Carlo Somaini del comitato promotore di The Vegetarian Chance (tra qualche giorno nel sito). Da ricordare che questo concorso è il sempre il risultato di una complessa macchina organizzativa che inizia in ottobre con l’invio in tutto il mondo del bando a un indirizzario di oltre mille ristoranti e che prosegue con la selezione degli otto finalisti, che quest’anno ha coinvolto circa 50 concorrenti. A coordinare questa complessa macchina organizzativa è Jenny Sugar, health&food coach e membro del comitato promotore. Luca Morari di Ricola, nostro partner, ha consegnato il premio speciale della sua Azienda a Matteo Carelli così motivandolo: per la sua sensibilità nel cogliere sapori e profumi trasformandoli in cibi buoni e naturali attraverso le sue creazioni culinarie presentate in concorso. I piatti di tutti i concorrenti, fotografati da Vittorio Giannella sono stato tutti commentati in diretta da Pietro Leemann, presidente della giuria e il testo di questo di commenti sarà riportato in un comunicato a parte grazie al lavoro di Valentina Schiavi, responsabile dei social. A consegnare i premi hanno provveduto i due ideatori del concorso The Vegetarian Chance, Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi. A tutt’oggi questo concorso è nel mondo unico nel suo genere e “minaccia” di crescere ancora con un sempre maggiore coinvolgimento del pubblico, che quest’anno prima volta ha potuto seguire in diretta il lavoro dei cuochi grazie alla collaborazione di Electrolux Professional e al lavoro “in trasferta” della squadra del Joia diretta e organizzata dall’executive chef del Joia Sauro Ricci. La prossima sfida sarà quella di permettere al pubblico di conoscere “con il palato” i concorrenti e il loro stile culinario. A ogni concorrente è stato consegnato il tradizionale attestato disegnato quattro anni fa da Sophia Besso (che ha disegnato anche il logo Mangia la foglia) e ogni anno impreziosito dalla scrittura dei nomi da parte del calligrafo Jean Blanchaert.

 

 

 

http://video.sky.it/news/cronaca/festival-vegetariano-ecco-i-piatti-degli-chef/v420709.vid

 


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Welcome to Milan Doctor Barnard! Tre video sorprese…..

Il dottor Neal Barnard è a Milano. L’attesa per i suoi interventi di domani sta crescendo. Aumentano le prenotazioni per il suo cestino e per la sua conferenza. Prenotatevi da Valentina Schiavi: schiavivalentina@yahoo.it  Intanto Barnard ci ha voluto regalare tre suoi video. Nel primo Neal Barnard è il chitarrista. La gioia di vivere di un medico è qualcosa forse di inusuale per noi che siamo abituati a vedere nel medico una figura autorevole, inflessibile e severa. Eppure il medico può aiutare i suoi pazienti anche con gioia di vivere, musica, buoni consigli per l’alimentazione e anche un pizzico di follia. E poi dagli Usa ci arriva da sempre della buona musica densa di note e significati capaci di farci star bene.

The first is inspired by a chance encounter with a deer in the woods, although you would never know it from the lyrics:

The singer is Naif Hérin, from Valle d’Aosta. And here is Naif singing a gorgeous song of her own at our New York event:

 

And here is my one and only Italian cooking video:

 


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Ristoranti di qualità: il veg avanza. Lo dice il nostro sondaggio

Tommaso Arrigoni, Gabriele Eschenazi, Pietro Leemann, Renato Mannheimer, Jenny Sugar alla conferenza stampa del 3 maggio alla Cascina Cuccagna

In quattro anni 32 cuochi da tutto il mondo hanno presentato al concorso The Vegetarian Chance 64 ricette vegetariane e vegane di alto livello dimostrando che la cucina a base vegetale può essere non solo sana, ma anche appetitosa e creativa. Partendo da questa esperienza positiva l’associazione fondata da Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi ha pensato di effettuare in collaborazione con JRE Italia un breve sondaggio per verificare quale sia oggi l’attitudine di ristoratori ed ospiti verso vegetarianismo e veganismo. Alla formulazione delle domande ha collaborato la società Eumetra MR di Renato Mannheimer. I partecipanti sono stati 50 in tutta Italia scelti solo tra ristoranti di alto livello, quelli che fanno tendenza, che prestano attenzione alle richieste dei loro clienti e che investono tempo e creatività nell’elaborazione dei loro menu. È stato chiesto loro in particolare se è aumentata la richiesta di piatti vegetariani e vegani e qual è il loro atteggiamento verso il crescente interesse verso la cucina a base vegetale. I risultati hanno indicato due fenomeni. Il primo è che sono in aumento le persone che gradiscono sedersi a tavola e trovare proposte vegetariane in alternativa a quelle onnivore. Il secondo è che i cuochi si stanno attrezzando per rispondere alla novità della domanda e questo già si nota nelle carte dei ristoranti, dove i piatti veg proposti aumentano. Si “vegetarianizzano” piatti onnivori o se ne creano di nuovi non sempre, però, nutrizionalmente equilibrati

Partecipanti 50

 

1) Nel corso dell’ultimo anno ha percepito un aumento della richiesta di piatti vegetariani e vegani?

  1. a) Sì, soprattutto vegani 2%
  2. b) Sì, sia vegetariani che vegani 79%
  3. c) No 19%

2) Se sì, potrebbe quantificare un numero indicativo di richieste settimanali?

  1. a) Meno di dieci 67%
  2. b) Tra dieci e venti 17%
  3. c) Più di venti 16%

3) La carta del suo ristorante include piatti vegetariani e vegani?

  1. a) Sì, solo vegetariani 46%
  2. b) Sì, sia vegetariani che vegani 46%
  3. c) No 8%

4) Ha mai pensato di proporre un menù specifico per vegetariani e vegani?

  1. a) Sì, l’ho già inserito sia per vegetariani che per vegani 17%
  2. b) Sì, ma solo per vegetariani 28%
  3. c) No, ma ci sto pensando 15%
  4. d) No, modifico i miei piatti su richiesta 40%

 

5) Quanto la sua cucina è influenzata dall’interesse crescente del pubblico verso vegetarianismo e veganismo?

1) Molto 23%

2) Parzialmente 56%

3) Per niente 21%

 

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Riprese di Valentina Schiavi