The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


1 Commento

Il domani del cibo è oggi/Food’s future is today The Vegetarian Chance Festival

A Torino negli spazi di EDIT si terrà dall’11 al 13 ottobre la sesta edizione del Festival The Vegetarian Chance

L’emergenza climatica così come quella dell’abuso della plastica sta via via convincendo governi e opinione pubblica che rimandare tutto al futuro sia ormai una strategia miope e distruttiva. E la questione riguarda anche le nostre scelte alimentari, che hanno un impatto su tutte le emergenze delle quali soffriamo (clima, salute, inquinamento, impoverimento del suolo). Per questo la sesta edizione del Festival The Vegetarian Chance avrà come titolo Il domani del cibo è oggi e sarà ospitato da EDIT (Eat Drink Innovate Together) anche partner della manifestazione con il suo ambiente design indirizzato alla condivisione e all’esperienza del cibo. Per tre giorni sarà proposta al pubblico “l’opportunità” (chance) vegetariana come una scelta utile a migliorare la nostra esistenza senza rinunciare al gusto e alla cultura gastronomica. Si ascolterà, si discuterà e soprattutto si mangerà senza ignorare quanto il cibo ci comunica.
Venerdì 11 al mattino in un convegno istituzionale sarà illustrato da Renato Mannheimer un sondaggio sull’attitudine dei giovani verso il vegetarianismo e il veganismo. Sarà presentata da Pietro Leemann la Carta per gli chef stellati e il progetto sportivo che l’accompagna con un tour ciclistico vegano. Spazio sarà anche dedicato alla città di Torino, la più vegana d’Italia.
Sempre venerdì pomeriggio i giovani di Friday for Future ed Extinction Rebellion parteciperanno al dibattito Emergenza climatica e millenials: alleanze intergenerazionali. Interverranno tra gli altri: il ricercatore universitario Fausto Gusmeroli, Oliviero Alotto, sportivo ambientalista. Alla sera ci sarà la musica di Conciorto con Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone, “Suoni dalle verdure”. La giornata di sabato si aprirà con Colazione su Vega, durante la quale Jenny Sugar, health&food coach, racconterà le delizie di una colazione salutista con suoi colleghi pasticcieri e il main sponsor del Festival Lavazza, che presenterà innovative bevande a base di caffè. Seguiranno un incontro con gli agricoltori sulla biodiversità da preservare, show cooking con chef stellati, dalla California la chef vegana Nina Curtis, dal Belgio Fank Fol di We’re Smart, lo scrittore Leonardo Caffo, il mercatino di Slow Food e per finire una cena vegetariana gourmet (su prenotazione) di Pietro Leemann con i suoi colleghi stellati di Torino. Domenica 13 sarà la giornata del concorso internazionale per cuochi, che il pubblico potrà seguire a vista nel ristorante di EDIT dalle 11 alle 14. Otto concorrenti selezionati da tutto il mondo presenteranno due piatti a base vegetale a una giuria qualificata presieduta da Pietro Leemann. A coordinare il concorso sarà come sempre Sauro Ricci, executive chef del ristorante Joia. La premiazione avverrà intorno alle 15.30 e sarà presentata dal giornalista Gabriele Eschenazi, ideatore con Pietro Leemann di The Vegetarian Chance e direttore artistico del Festival. Nella mattinata di domenica il pubblico potrà sapere tutto del finger food veg giapponese con lo show cooking di Hitoshi Sugiura, già concorrente nel 2017. Alla fine della giornata il pubblico potrà acquistare in un piatto unico otto assaggi d’autore dei partecipanti al concorso. Chiuderà il Festival un evento di mixology veg con cocktail alcolici e analcolici.

Festival The Vegetarian Chance 11/12/13 ottobre Torino EDIT Piazza Teresa Noce, 15/A

Ingresso gratuito

English version

The climate emergency and the abuse of plastics are gradually convincing governments and public opinion that postponing everything to the future is now a short-sighted and destructive strategy. And the question also concerns our food choices, which have an impact on all the emergencies we suffer (climate, health, pollution, soil impoverishment). That’s why the sixth edition of The Vegetarian Chance Festival will be entitled Food’s future Is Today. The event will be hosted by EDIT (Eat Drink Innovate Together) a new food location and also partner the event with its design environment aimed at sharing and experiencing food. For three days, the vegetarian “chance” will be offered to the public as a useful choice to improve our existence without renouncing to taste and gastronomic culture. We will listen, discuss and above all eat without ignoring how much food communicates us.
On Friday 11 in the morning, Renato Mannheimer will present a survey on the attitude of young people towards vegetarianism and veganism at an institutional conference. Pietro Leemann will present the Charta for Starred Chefs and the veg bike sport project that accompanies it. Space will also be dedicated to the city of Turin, the most vegan city in Italy.

Also on Friday afternoon, young people from Friday for Future and Extinction Rebellion will participate in the debate: Climate emergency and millenials: intergenerational alliances. Among the others: the university researcher Fausto Gusmeroli, Oliviero Alotto, environmental sportsman. In the evening there will be music by Conciorto with Biagio Bagini and Gian Luigi Carlone, “Sounds from vegetables”. Saturday will start with Breakfast on Vega, when Jenny Sugar, health&food coach, will talk about the delights of a healthy breakfast with her pastry chefs and the main Festival sponsor Lavazza, which will present innovative coffee-based drinks. Next: a meeting with farmers on biodiversity, show cooking with star chefs, from California the plant based chef Nina Curtis, from Belgium Fank Fol by We’re Smart, the writer Leonardo Caffo, the Slow Food market and finally a gourmet vegetarian dinner (by reservation) by Pietro Leemann with his starred colleagues from Turin. Sunday 13 will be the day of the international contest for chefs, which the public will be able to follow on sight in the EDIT restaurant from 11 to 14. Eight selected competitors from around the world will present two vegetable-based dishes to a qualified jury chaired by Pietro Leemann. As always, the competition will be coordinated by Sauro Ricci, executive chef of the Joia restaurant in collaboration with EDIT restaurant. The award ceremony will take place around 15.30 and will be presented by journalist Gabriel Eschenazi, creator of The Vegetarian Chance project with Pietro Leemann and artistic director of the Festival. On Sunday morning, the public will be able to learn all about Japanese finger food veg with the cooking show by Hitoshi Sugiura, already a competitor in 2017. At the end of the day, the public will be able to buy eight one-course tasting of the contest participants. The Festival will end with a veg mixology event with alcoholic and non-alcoholic cocktails.

Festival The Vegetarian Chance 11/12/13 October Turin EDIT Piazza Teresa Noce, 15/A

Entrance free of charge


Lascia un commento

The Vegetarian Chance 2019: Oliviero Alotto di Slow Food racconterà la sua corsa per il clima in Groenlandia

Oliviero Alotto tra i “ghiacci” della Groenlandia

Il caldo “estremo” è arrivato anche quest’anno ad arroventare le nostre città e la nostra quotidianità. Per lo più la nostra reazione è aspettare che passi magari con l’aiuto di un provvidenziale fresco anticiclone. Non è un caso che le applicazioni meteo siano tra le più consultate come una sorta di oracolo. Fare riferimento ai classici assunti “d’inverno fa freddo”, “d’estate fa caldo” non basta più, non ci assolve dalle nostre responsabilità. Un’emergenza climatica esiste eppure noi tendiamo a non vederla. Per questo serve che qualcuno ci apra gli occhi come ha fatto Oliviero Alotto di Slow Food, che dal 3 al 6 giugno ha coperto di corsa e in canoa circa 200 km in Groenlandia. Il suo percorso si è snodato lungo gli spazi lasciati liberi dal ritiro dei ghiacciai nella regione sud-ovest della Groenlandia, dove gli effetti del cambiamento climatico sono più evidenti, e ha compreso le località di Kangerlussuaq, Kelly Ville, Ice Cap, Sisimiut, la seconda città dell’isola. L’impresa è parte del progetto Race against Time, pensato per raccogliere fondi a favore degli Orti in Africa di Slow Food. Groenlandia e Africa unite da un destino intrecciato. A nord si sciolgono i ghiacci, a sud mancano l’acqua e il cibo. La realtà del nostro pianeta sta mutando rapidamente come ha ben riassunto Slow Food in un suo documento:

Secondo l’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), entro la fine del secolo, in mancanza di limitazioni delle emissioni di gas serra, la temperatura media sul Pianeta è destinata ad aumentare di 4°C e oltre, ma già con un aumento di 2°C si prevedono gravissime conseguenze ambientali e sociali.
– I ghiacciai, che coprono il 10% della superficie terrestre, stanno rapidamente scomparendo: dal 1994 a oggi abbiamo perso circa 400 milioni di tonnellate di ghiacciai all’anno.
– In Groenlandia nel 2003 scomparivano ogni anno 111 chilometri cubi di ghiaccio. Dieci anni più tardi, la cifra è quasi quattro volte più elevata: 428 chilometri cubi (Istituto danese Dtu Space Lab, 2019) con una crescita molto più veloce del previsto.
In Italia oggi rimane circa un terzo dei ghiacciai alpini rispetto a due secoli fa.
A livello globale la sola produzione di cibo è responsabile di un quinto delle emissioni di gas serra, 21% (Ar5 Ipcc 2014; The state of food and agriculture by FAO 2015).
– Sempre secondo la Fao, nel 2012, le emissioni generate dall’utilizzo di fertilizzanti sintetici hanno rappresentato il 14% del totale di quelle agricole. Si tratta della fonte di emissioni del settore primario a più rapida crescita: dal 2001 è aumentata del 45% circa (Fao 2015, Food Wastage Footprint: Impacts on Natural Resources).
– Nel periodo 1990-2005, il 71% della deforestazione in Argentina, Colombia, Bolivia, Brasile, Paraguay, Perù e Venezuela è stato causato dalla crescente domanda di pascoli (FAO 2012, Livestock and Landscape).
Il continente africano è responsabile solo del 4% delle emissioni di gas serra (Commissione dell’Unione Africana).
– Circa i due terzi delle popolazioni dell’Africa subsahariana sono soggette agli effetti del cambiamento climatico perché sono dipendenti dall’agricoltura di sussistenza.

Niente borracce per Oliviero, che ha sempre bevuto da laghetti come questo. Credit: Stefano Rogliatti

L’impresa di Oliviero Alotto non è stata solo fisica, ma anche alimentare. Oliviero, infatti, è vegano convinto e con un’attenta preparazione ha dimostrato come l’alimentazione a base vegetale sia adatta anche agli atleti. A seguirlo nelle scelte è stata la nutrizionista Felicina Biorci. Insieme al mangiare ha avuto importanza anche il “non mangiare”. La fase di allenamento prevedeva infatti un digiuno intermittente con 2-3 pasti al giorno al più tardi entro le 16, così da raggiungere 12-16 ore di digiuno prima della colazione del giorno successivo. Questo digiuno favorirebbe l’autofagia, responsabile del ricambio cellulare che preserva un corretto funzionamento dell’organismo, la riduzione dei marcatori di infiammazione e il miglioramento del microbioma intestinale. Per tenere alti i livelli di ematocrito, grazie ai quali l’ossigeno arriva abbondante ai tessuti, sono state inserite in menu le barbabietole. A fornire il giusto apporto proteico hanno provveduto legumi e canapa mentre per i carboidrati gli alimenti scelti sono stati teff, frumenti antichi, riso, grano saraceno e miglio. Fondamentale l’uso del cacao per contrastare i danni da carichi di lavoro eccessivi. A tutto questo sono stati aggiunti 700 ml di acqua mattina e pomeriggio.

Il percorso e la tabella nutrizionale elaborata da Felicina Biorci


Durante la corsa l’alimentazione è stata studiata per coprire un fabbisogno di 40-60 km giornalieri alle temperature artiche e seguendo un criterio di sostenibilità. Ai carboidrati sono stati associati frutta disidratata, castagne, riso, datteri e canapa, che hanno compensato l’assenza di proteine animali.
Alotto, responsabile di Slow Food a Torino, impegnato nella salvaguardia dell’ambiente e del Pianeta, è appassionato di montagna, corsa, trail running, ma anche di vino e cibo. Parteciperà al Festival The Vegetarian Chance a Torino come ospite e come organizzatore. Racconterà al pubblico la sua impresa sportiva in Groenlandia e il suo manifesto.
Abbiamo bisogno di scuotere le coscienze. In questa società fatta di immagini abbiamo bisogno di racconti che uniscano gesti anche estremi alla concretezza della nostra vita, dice Alotto. Oggi il Pianeta Terra vive una vera emergenza clima a causa del riscaldamento globale. Da decenni, ormai, gli ambientalisti denunciano come il comportamento umano stia incrinando in modo definitivo l’equilibrio che regge il globo terrestre. Da questi bisogni è nata la campagna Race Against Time, partita con la mia corsa in Groenlandia per denunciare il riscaldamento della temperatura dei mari e il conseguente scioglimento dei ghiacciai. Di emergenza climatica non ci occupiamo seriamente e il motivo è che non riusciamo a renderci conto delle conseguenze negative dei nostri comportamenti. Ormai è documentato che tra le principali cause dell’effetto serra c’è la produzione di cibo. Sappiamo che per sfamare una parte del mondo stiamo stressando l’altra, sappiamo che gli allevamenti intensivi sono una delle cause del riscaldamento globale, eppure sembriamo di fatto estranei a quanto sta succedendo, come se in fin dei conti tutto questo non ci riguardi da vicino. Siamo invece noi la causa di tutto questo.

Oliviero Alotto al Festival di The Vegetarian Chance Torino EDIT 11 ottobre ore 17.30 “La mia corsa contro il tempo”.


Lascia un commento

Il 15 luglio scade il termine per presentarsi al concorso The Vegetarian Chance 2019 11/12/13 ottobre TORINO EDIT

Iscrivetevi al canale Telegram The Vegetarian Chance per essere aggiornati sul Festival, il suo programma, i suoi ospiti.