The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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In Israele uno spot vegano etico in prime time

Una scena dello spot israeliano

La sera del 13 settembre 500mila israeliani era incollati al video del loro televisore per conoscere il vincitore di Sopravvivenza, uno dei reality più popolari della tv israeliana. All’improvviso, pochi istanti prima del verdetto, di fronte a loro si è parato uno spot vegano, uno spot che non vendeva nulla, solo un’idea: una coppia in un supermercato chiede carne di agnello veramente fresca e alla fine si vede portare un agnellino vivo. Un messaggio a chi consumando la carne non si domanda mai veramente da dove arrivi e quale prezzo è stato pagato per averla in tavola. Il progetto di questo spot è stato dell’associazione non-profit israeliana Vegan Friendly, che per trasmetterlo ha speso 123mila euro, raccolti grazie a donatori israeliani. «Volevamo raggiungere il massimo degli spettatori possibile e per questo abbiamo scelto la puntata finale del reality», ha dichiarato al quotidiano Haaretz il CEO di Vegan Friendly, Omer Paz. “E il risultato è stato che in meno di 24 ore abbiamo raccolto 2000 nuovi contatti su Facebook. Poi abbiamo inserito il video anche su TikTok e abbiamo avuto più di 600mila visualizzazioni”. Vegan Friendly ha già realizzato numerose campagne di sensibilizzazione in Israele come cartelloni giganti per le strade e marce animaliste, ma mai uno spot televisivo. “Costa molto e abbiamo avuto bisogno di tempo per prepararci, ma volevamo arrivare a molta gente nel momento del picco dell’audience”, spiega Paz ad Haaretz. “Siamo convinti che una maggiore consapevolezza sia ormai un dato di fatto. Gli onnivori non diventeranno di colpo vegani da un giorno all’altro ma il fatto che si comincino a interessare è un buon segno. Decine di migliaia di persone entrano nel nostro sito e scaricano le ricette che proponiamo. Un buon segno!”. Per l’agnellino dello spot non c’è da preoccuparsi: è stato salvato dal macello.

Ori Shavit cucina a TVC 2017 durante il suo show cooking

In Israele i vegani sono in rapida crescita e oggi sono il quasi il 6% della popolazione quando solo dieci anni fa erano il 2,5%. A The Vegetarian Chance 2017 abbiamo ospitato con grande successo la blogger vegana più famosa d’Israele Ori Shavit.

 

 

 


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La salute è veg. Lo dicono Gran Bretagna e Israele

Eatwell_guide_2016_FINAL_MAR-16 (1)Nella sua nuova Eatwell Guide (eng) il ministero della salute britannico ha stabilito che una dieta salutare dovrebbe comprendere più frutta e verdura, carboidrati, poche proteine vegetali o animali, meno cibi e bibite zuccherate. Queste linee guida (eng) rivoluzionano completamente le proporzioni dei gruppi di alimenti utili a nutrirci bene e tenerci in buona salute come si può vedere nello schema qui sopra. Il loro obiettivo è anche quello di far calare le emissioni nocive legate a produzioni alimentari inquinanti (vedi allevamenti intensivi). In Israele il ministro della sanità, religioso ortodosso, Yaakov Litzman (eng) in una conferenza di cardiologi ha attaccato con veemenza McDonald’s auspicando che il “junk food e l’azienda americana” lascino il paese.

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Yaakov Litzman

Dal suo ministero è anche recentemente partita una campagna contro le bevande zuccherate. Sempre in Israele la miliardaria e mecenate Raya Strauss (eng) ha raccomandato agli israeliani di smetterla di lamentarsi per l’alto prezzo dei pomodori e di mangiare qualche altra verdura più di stagione.

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Raya Strauss

Il suo discorso sembrava ricordare la regina francese Maria Antonietta quando disse: Se non c’è pane, mangiate brioches!, ma la signora Strauss voleva esprimere qualcosa di molto più moderno e logico. Ha, infatti, specificato come il pomodoro anche in Israele adesso sia fuori stagione ed è quindi comprensibile che agli agricoltori costi di più produrlo. Quali sono i messaggi di queste notizie? Il primo è che la rivoluzione alimentare sta coinvolgendo i governi, preoccupati dalla cattiva salute dei loro cittadini e dai crescenti costi dei sistemi sanitari. Il secondo è che più ci si avvicina al vegetarianismo e più ci si allontana dalla cattiva alimentazione e dall’inquinamento. Il terzo è che anche la nutrizione vegetale ha delle regole di buonsenso e di cultura. Voler mangiare pomodori, cetrioli, peperoni e melanzane, zucchine tutto l’anno è sbagliato. Assecondare la natura fa bene alla salute e al portafoglio.