The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Nero Musqué: un vino svelato dalla cucina vegetariana di Max Alajmo

Raviolo di cipolla al fumo e cenere di Massimiliano Alajmo

Raviolo di cipolla al fumo e cenere di Massimiliano Alajmo. La ricchezza di sapori e la consistenza non fanno rimpiangere la carne, che non c’è

Come tutte le cucine anche quella vegetariana si giova spesso di buoni vini per essere gustata al meglio. Non è forse così scontato invece che un grande vino possa avere a sua volta bisogno della cucina vegetariana per essere valorizzato. È il caso del Nero Musqué V.d.T. Rosso 2012 di Cà Lustra al quale il suo produttore Franco Zanovello ha dedicato il 25 giugno scorso una serata vegetariana al Ristorante La Montecchia a Selvazzano Dentro (Pd), dove lo chef è Max Alajmo, che nella sua cucina dà sempre più spazio ai piatti vegetariani.

Massimiliano Alajmo mentre prepara i suoi spaghetti aglio e olio alla Montecchia

Massimiliano Alajmo mentre prepara i suoi spaghetti aglio e olio alla Montecchia

Nero Musqué, nato dal recupero del Moscato nero di Parenzo, è un vino biologico da dessert e come tale al termine di un pasto convenzionale potrebbe non ricevere la giusta valorizzazione. Gusti forti e grassi facilmente “contaminano” il palato dei commensali. A meno che i piatti non siano vegetariani: delicati, digeribili, costruiti su gusti calibrati e non invasivi. E così per arrivare “in forma” alla degustazione di questo pregiato vino da dessert si sono succeduti  in una cena dedicata: tartelletta di passata di pomodoro e basilico, sfoglie calde al curry, nuvola di mais con purè di fave verdi, fagiolini e basilico, pizza vegana al vapore, nuvola di Parmigiano alle nocciole, ravanelli all’aceto con crema di semi di girasole al coriandolo, tartare vegetale con crackers di semi, raviolo di cipolla al fumo e cenere. Quattro chef pasticcieri hanno poi approntato dessert che potessero abbinarsi a questo vino: cannolo di riso e ricotta di pecora alla fava di tonka con marmellata di peperone rosso e cacao criollo per Massimiliano AlajmoCaraffè, cremoso al mascarpone, caramello in savoiardi al caffè, cioccolata liquida, affogato in Nero Musqué per Luigi Biasetto, Foresta Nera affumicata, melacca di cioccolato fondente, salsa di marasche, terra di cioccolato salato e cioccolato soffiato affumicato e amarene disidratate per Pierluigi PerbelliniNapolitain lavorato a freddo con falso pepe del Perù per Simone Sabaini. La Foresta Nera di Perbellini è  il dessert che si è sposato meglio con i sapori dolci e avvolgenti del Nero Musquè e ha guadagnato la palma del preferito.

Alla Montecchia l’alta cucina vegetariana ha trovato uno spazio importante ed è significativo che uno chef italiano importante come Max Alajmo abbia deciso di proporre un menù vegetariano completo e di alto livello. Si chiama Orto, costa 75 € ed è composto da sei portate.

Cannolo di riso e ricotta di pecora alla fava di tonka con marmellata di peperone rosso e cacao criollo di Massimiliano Alajmo per Ca' Lustra

Cannolo di riso e ricotta di pecora alla fava di tonka con marmellata di peperone rosso e cacao criollo di Massimiliano Alajmo

Foresta nera affumicata con melacca di cioccolato fondente, salsa di marasche, terra di cioccolato e amarene disidratate di Pierluigi Perbellini

Foresta nera affumicata con melacca di cioccolato fondente, salsa di marasche, terra di cioccolato e amarene disidratate di Pierluigi Perbellini

Caraffè cremoso al mascarpone, caramello in savoiardi al caffè, cioccolata liquida, affogato in Nero Musqué di Luigi Biasetto

Caraffè cremoso al mascarpone, caramello in savoiardi al caffè, cioccolata liquida, affogato in Nero Musqué di Luigi Biasetto


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Chef Cup 2015: la quinta tappa è vegetariana

Marco Tinti al Joia di Pietro Leemann

Marco Tinti al Joia di Pietro Leemann

Marco Tinti, toscano e chef capopartita dei secondi al Joia, e Simon Press sous-chef di Matias Perdomo nel nuovissimo Contraste, rappresenteranno la cucina vegetariana e The Vegetarian Chance alla Chef Cup. L’appuntamento è per giovedì 23 luglio a Milano alla Terrazza di via Palestro alle 19.30 (ingresso libero). A ogni tappa la Chef Cup presente una coppia di chef mista: un italiano e uno straniero. L’idea è quella di proporre alla giuria piatti, dove la dieta mediterranea incontri le cucine del mondo nel rispetto dei principi di Expo sul risparmio energetico e l’utilizzo consapevole delle risorse naturali. Ideatrice e organizzatrice della Chef Cup è la scrittrice Rossella Canevari con la sua associazione Eatart.

Marco Tinti, 26 anni, è il più giovane degli chef in gara, ma la scuola del Joia lo ha fatto crescere in fretta e sulla cucina vegetariana ha le idee chiare: “È come comporre quadri di mille colori“, dice. Simon Press, ha fatto esperienza in patria con la celebre chef argentina Dolli Irigoyen, ed è poi approdato in Italia dove ha prima lavorato per due anni con Pietro Leemann al Joia, e poi per dieci anni con Matias Perdomo al Pont de Ferr.

Il piatto di Marco Tinti e Simon Press assocerà alla cucina italiana quella argentina, che com’è noto è davvero molto poco vegetariana. La sfida quindi sarà doppia: convincere il pubblico che la cucina vegetariana è molto appetitosa e sfatare nello stesso tempo il mito dell’asado, e in realtà pure quello della “fiorentina” considerando le origini di Marco!

Al termine di ogni tappa la giuria emette il suo verdetto e alla fine del “Giro” ci sarà una coppia regina. Nell’attesa del piatto che sarà fatto assaggiare a tutto il pubblico saranno serviti alcuni finger food in tema con lo spirito della serata. Il destino vegetariano delle oltre trecento persone che affollano abitualmente la Chef Cup è dunque nella mani di Marco e Simon!


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A Milano Veggie Ghent e il suo inventore: l’associazione EVA

eva-logo (1)In Europa c’è una città che già da tempo ha adottato una “politica vegetariana”. Si tratta della fiamminga Ghent, dove è in vigore il “Giovedì vegetariano”, una giornata dove tutti i cittadini nei luoghi di lavoro, nelle scuole e a casa propria sono invitati a cibarsi di vegetali. A promuovere questa iniziativa è stata EVA (Ethical Vegetarian Alternative), un’organizzazione no profit, che il 29 e il 30 giugno si presenterà a Milano con due eventi. Il primo a Expo e il secondo al ristorante Joia di Pietro Leemann. Protagonista di entrambi gli appuntamenti sarà lo chef Kevin Storms. Come The Vegetarian Chance troviamo in EVA, un nostro naturale alleato per portare avanti insieme i nostri progetti sulla gastronomia e la cultura vegetariana.

Ecco il programma dei due eventi:

29 giugno Expo, Padiglione belga zona cucina ore 12.30/15.30

Lo chef Kevin Storms si esibisce in uno show cooking con assaggi di appetizers vegetariani. Un’occasione anche per scoprire Ghent, dove ogni vegetariano si sente a casa tanto che può disporre di una mappa dedicata. E le esperienze sono molteplici: dal fast food vegetale, a luoghi dove il cibo si coniuga con impegno sociale e storie personali, a cene con programma mistico e benefico.

30 giugno Ristorante Joia ore 13.00

Lo chef Kevin Storms e Pietro Leemann, patron del Joia e presidente di The Vegetarian Chance, propongono un menù a quattro mani al costo di 80 euro (bevande escluse). Prenotazioni: joia@joia.it .

MENÙ

Kevin Storms Pasta sfoglia con finocchio, birra & senape di Ghent, porro carbonizzato, cuore di cavolo

Joia Il Tao della farfalla Terrina di peperoni e riso, delicatamente arrostita, specchio di prugne, zenzero e molti colori

Kevin Storms   Cavolo rapa, funghi buna shimeji, mandorle, alloro, farro

Joia Sotto una coltre colorata Passeggiata in quel bosco, con pesto di erbe, cuore di borlotti, zucchine e scorza di limone, cubi di ricotta affumicata, salvia croccante, morchelle e altre sorprese, nascoste sotto un morbido e gustoso manto impalpabile

Joia Salute! Torta crudista e senza zucchero di fichi e anacardi, pasticcera di mango e vaniglia, con la frutta del momento, granita di fragola e rabarbaro

EVA (Ethical Vegetarian Alternative)

EVA è un ONG belga, che si propone di sensibilizzare persone e governi sui vantaggi degli alimenti a base vegetale. Attraverso la sua campagna Giovedi Veggieday rende la riduzione di carne fattibile e attraente per tutti. La città di Ghent è stata la prima città al mondo che ha adottato una riduzione della carne in modo strutturale. Le scuole della città e le mense per i dipendenti comunali servono cibo vegetariano il giovedi e diversi ristoranti e aziende promuovono quel giorno cibo vegetariano. EVA ha inoltre sviluppato un programma speciale di formazione per futuri chef per far conoscere loro le opportunità offerte dalla cucina a base vegetale. Questa iniziativa sarà quest’anno estesa su scala internazionale in diversi paesi europei. EVA si presenta a EXPO nella speranza di ispirare sempre più persone e chef a orientarsi su una cucina a base di piante e verdure.

Kevin Storms chef di Foodstorms 

ecoPROCURA conference GHENT 25/09/2014      

Kevin Storms lavora con verdure e altri alimenti di origine vegetale da più di 10 anni. Ha gestito a Ghent dal 2008 al 2013 Avalon, ristorante vegetariano/vegano. Attualmente è il titolare del ristorante pop-up (temporaneo) Foodstorms. Usa verdure coltivate localmente, preferibilmente biologiche, come la tavolozza dei colori di un pittore. Con la sua cucina innova e stupisce il suo pubblico, composto anche di non-vegetariani. Condivide la sua passione vegetariana non solo nel ristorante, ma anche nei suoi laboratori.

Apero, una delle creazioni di Kevin Storms

Apero, una delle creazioni di Kevin Storms