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The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953

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Archivi categoria: Festival

02/10/2020
di Gabriele Eschenazi Lascia un commento

CinemAmbiente 23esima edizione a Torino e online fino al 4 ottobre

A home burns as the Camp Fire rages through Paradise, CA on Thursday, Nov. 8, 2018. (Photo by Noah Berger) Dal film Rebuilding Paradise

Dall’1 al 4 ottobre è in corso a Torino al cinema Massimo e in parte online il Festival CinemAmbiente giunto alla 23esima edizione. Guardando i film proposti si potrebbe avere l’impressione di trovarsi in una rassegna di lungometraggi di fantascienza, quelli dove la Terra è vittima delle più incredibili catastrofi come allagamenti, incendi, uragani che bruscamente mettono in crisi la nostra vita di terrestri viziati. Il problema è che tutto quello che si vede sullo schermo è vero, è successo e succede ogni giorno. E la causa siamo noi, non misteriosi extraterrestri o altre forze soprannaturali. Così Rebuilding Paradise di Ron Howard ci racconta degli incendi del 2018 in California alimentati dalla siccità, 66 Metres, Rising Sea Levels parla dell’innalzamento dei mari, The Story of Plastic dell’inquinamento globale causato uno materiale indistruttibile, Sumercé pone l’accento sullo sfruttamento delle risorse nella provincia di Boyaca in Colombia a rischio per una speculazione sull’estrazione del carbone. Ma c’è spazio anche per l’ottimismo con alcune opere che si concentrano sulle soluzioni ai problemi e soprattutto su chi lotta per risolverli. E’ il caso delle nove ragazze intervistate in Génération Greta, che ognuna nel suo paese, dall’Indonesia agli Usa sono state in grado di portare avanti una lotta efficace contro il cambiamento climatico. “Inutile pensare che responsabili dell’emergenza climatica saranno anche quelli che troveranno la soluzione”, si dice con ragione nel filmato. Al tema cibo è rivolto l’americano Kiss the Ground che parla di agricoltura rigenerativa, metodi per recupera gli ecosistemi alla vita e combattere così la crisi climatica. I cortometraggi Belgian Blue, MyDay Inside the Cage e Gruba Kaśka (Fat Kathy) ci ricordano le brutalità degli uomini inflitte agli animali. Al cinema e online gratis grazie a MyMovies

 

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Categorie: Cultura, Festival | Tag: CinemAmbiente, Rebuilding Paradise, Ron Howard | Permalink.

16/09/2020
di Gabriele Eschenazi Lascia un commento

The Vegetarian Chance Japan 2020: il video ufficiale, the official video in english

Dagli amici giapponesi abbiamo ricevuto questo video, che racconta i momenti più importanti di The Vegetarian Chance 2020.

From our Japanese friends we received this video, which tells the most important moments of The Vegetarian Chance Japan 2020.

The video was translated into English from japanese.

 

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Categorie: Festival, Nel mondo | Tag: The Vegetarian Chance Japan 2020 | Permalink.

11/09/2020
di Gabriele Eschenazi Lascia un commento

I piatti degli altri quattro finalisti di The Vegetarian chance Japan 2020/ The dishes of the other four finalists of TVC Japan 2020

Jenny Sugar, Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi in collegamento dal Joia con Tokyo durante la premiazione

Ecco i piatti degli altri quattro finalisti di TVC Japan 2020. Takeshi Sato, premiato dal mercato Tsukji dove si è svolto il concorso ha presentato: insalata di verdure, preghiera per la sostenibilità del pianeta e gnocchi di Taro locale con bagna càuda veg. Quest’ultima ricetta valorizza un tubero locale, il Taro, introdotto in Giappone dall’antica popolazione Thai nel 3000 a.C. Nel coltivarlo si separano i tuberi “figli e nipoti” dai “genitori”, che vengono in genere scartati per il consumo, ma che invece vengono usati per questa ricetta antispreco.

Taro giapponese Foto di Varintorn Kantawong da Pixabay

 

 

 

 

 

 

 

Sana Inoue ha scelto anch’essa di ispirarsi alla cucina italiana e ha presentato: bianco mangiare di tofu e il mio ricordo del giardino, un antipasto, e involtini di kanpyo (zucca giapponese marinata in striscie) ripieni di grani antichi con salsa umami al vino rosso. Nella prima ricetta le mandorle sono associate a tipici ingredienti giapponesi come il tofu e le alghe. Nella seconda è stato proposto un interessante assemblaggio di cereali locali quali il miglio giapponese e miglio panìco con  l’orzo perlato e la quinoa. Yoshie Omata ha proposto: Terra, una preghiera per il nostro pianeta e tsunagu, riso nativo stagionale. Si tratta in entrambi i casi di piatti composti. Nel primo ci sono una tartelletta con topinambur, un burro vegano al wasabi, una crostata con castagne, barbietole e datteri. Nel secondo una gelatina al fungo Enoki, un tortino di riso, un’insalata di orzo e riso. Il tutto su un “suolo” a base di crusca di riso, datteri, sesamo nero, cacao in polvere, sakè scuro fermentato. Da Daiki Kataoka sono arrivati in tavola: un antipasto a fioriera con una mousse a base di silken tofu e Ninja, “anguilla” vegana. Nel primo caso la presentazione la fioriera valorizza i colori e le forme dei vegetali, nel secondo caso lo chef gioca con l’apparenza costruendo una finta anguilla con radice di bardana, tofu, funghi e alghe, che danno il sapore di mare. In generale tutti i concorrenti di TVC Japan 2020 hanno molto ben interpretato lo spirito del concorso riuscendo a proporre una sintesi vegetale della cucina italiana e giapponese. Da questi cuochi un ringraziamento dall’Italia per aver saputo essere un ponte con il nostro paese.

Here are the dishes of the other four TVC Japan 2020 finalists. Takeshi Sato, awarded by the Tsukji market where the competition took place, presented: vegetable salad, prayer for the sustainability of the planet and local Taro gnocchi with bagna càuda veg. The latter recipe enhances a local tuber, the Taro, introduced in Japan by the ancient Thai population in 3000 BC. When growing it, the tubers “children and grandchildren” are separated from “parents”, who are usually discarded for consumption, but instead are used for this anti-waste recipe. Sana Inoue also chose to be inspired by Italian cuisine and presented: white eating tofu and my memory of the garden, an appetizer, and kanpyo rolls (Japanese pumpkin marinated in strips) filled with ancient grains with red wine sauce umami. In the first recipe, almonds are associated with typical Japanese ingredients such as tofu and seaweed. In the second one an interesting blend of local grains such as Japanese millet and millet panìco with pearl barley and quinoa has been proposed. Yoshie Omata proposed: Earth, a prayer for our planet and tsunagu, seasonal native rice. In both cases they are compound dishes. In the first one there are a tartlet with Jerusalem artichokes, a vegan wasabi butter, a tart with chestnuts, beets and dates. In the second one there is an Enoki mushroom jelly, a rice cake, a barley and rice salad. All on a “soil” made of rice bran, dates, black sesame, cocoa powder, dark fermented sake. From Daiki Kataoka came to the table: a planter appetizer with a mousse based on silken tofu and Ninja, vegan “eel”. In the first case the presentation of the planter enhances the colors and shapes of the vegetables, in the second case the chef plays with the appearance by building a fake eel with burdock root, tofu, mushrooms and seaweed, which give the flavor of the sea. In general, all the contestants of TVC Japan 2020 have very well interpreted the spirit of the competition, succeeding in proposing a vegetable synthesis of Italian and Japanese cuisine. From these chefs a thank you from Italy for being able to be a bridge with our country.

 

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Categorie: concorso, Cuochi, Festival | Tag: Daiki Kataoke, Sana Inoue, Takeshi Sato, The Vegetarian Chance Japan 2020, Yoshie Omata | Permalink.

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