
Carl Spitzweg [1808 – 1885] Das picknick

Kawahara Keiga (1800-1829) Picnic tra i ciliegi fioriti
Il picnic è stato ed è praticato da tutte le classi sociali. Non è raro, ad esempio, oggi assistere nelle città europee a gruppi di immigrati che consumano picnic nelle aree pubbliche cittadine per riaffermare il loro senso di comunità. Alla storia del picnic è stata dedicata nel 2017 un’interessante e inedita mostra nel Museo di Arti Applicate di Francoforte, dove erano stati messi in mostra utensili da picnic di tutto il mondo e storie inedite come quella di Daniel Spoerri, artista e coreografo rumeno naturalizzato svizzero, che nel 1983 invitò un centinaio di membri della scena artistica parigina a a un banchetto nel parco di Montcel Castle a Jouy-en-Josas e al termine fece seppellire tutte le suppellettili compresi un tavolo di 40 metri e tutte le sedie. Nel 2010 questo “Déjeuner sous l’herbe” fu la prima opera di arte contemporanea mai riportata alla luce degli archeologi. Nella sua storia il picnic è stato organizzato in tutte le situazioni: a bordo di una piscina, con vista su un campo di battaglia, su montagne impervie, sulla neve. Ed è stato usato anche come forma di protesta come avvenne il 19 agosto del 1989 quando fu organizzato il Pan-European Picnic sul confine ungaro-austriaco per affrettare la caduta del muro di Berlino. Anche noi a The Vegetarian Chance adotteremo il picnic per un obiettivo speciale: mettere in comunicazione il pubblico con Neal Barnard e il suo cibo insieme a Pietro Leemann.
Il menu del cestino curato dall’Officina del gusto comprenderà: Stufato di orzo e funghi, Sigari toscani veg, Insalata di quinoa, Composta di frutta di stagione al forno.
BUON PICNIC A TUTTI!




Le zucchine sono una vera maledizione per rivenditori e produttori. Sembra che nessuno in Italia ne possa mai fare a meno in ogni periodo dell’anno. In più quasi tutti le vogliono bianche e non più verdi, che è sempre stata la tipologia più in voga fino a qualche anno fa. Del perché le zucchine siano così popolare non è difficile capirlo. Sono digeribili, hanno un sapore delicato, sono facili da cucinare e sono uno dei pochi ortaggi che piace a tutti. In più sono una manna per vegani e crudisti che le trasformano in “spaghetti”. Peccato che anche le zucchine abbiano una loro stagionalità e non siano un ortaggio perenne. A renderle sempre disponibili ci hanno pensato i supermercati che le comprano dovunque pur di accontentare i propri consumatori. Provate a chiedere a un bambino dove crescono le zucchine e lui molto probabilmente vi risponderà: “Al super!”. Gli agricoltori, però, più che al mercato devono prestare attenzione alle stagioni e al clima che sta cambiando. E noi consumatori dobbiamo prestare attenzione a loro più che alle nostre malsane abitudini.