
Safran Foer intervistato da Gabriele Eschenazi al ristorante Joia. Credit: Andrea Battaglini
È iniziata la #WeekForFuture grande mobilitazione mondiale per l’emergenza climatica. Una maggiore consapevolezza sul tema si sta facendo strada tra governi e istituzioni. Però come si dice Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, che è appunto uno degli ambienti terrestri più danneggiati dall’inquinamento e più decisivi ai fini dell’equilibrio climatico del pianeta. La battaglia contro la plastica ha preso slancio, ma si parla ancora poco di cibo e della sua produzione inquinante causata dall’agricoltura industriale. Ad andare controcorrente ci ha pensato lo scrittore americano Jonathan Safran Foer con il suo nuovo libro Possiamo salvare il mondo prima di cena (Guanda).
Foer non ha scritto solo della sofferenza e della violenza causate da un’insensata iperproduzione di prodotti animali, ma ha approfondito il tema della responsabilità individuale mettendosi in gioco anche in prima persona. Della sua coraggiosa, emotiva e documentata denuncia lo scrittore americano ha parlato in una video intervista esclusiva a The Vegetarian Chance, che sarà trasmessa integralmente al Festival Venerdì 11 ottobre durante la Veg Conference (EDIT, spazio Studio ore 10/13) e in replica domenica 13 alle ore 17.00.
Ecco alcuni estratti dell’intervista rilasciata da Foer al giornalista Gabriele Eschenazi al ristorante Joia dove lo scrittore ha anche incontrato Pietro Leemann.
Al pubblico del Festival ha detto tra l’altro:
Cari partecipanti al Festival The Vegetarian Chance siate più aperti anche verso chi non è vegetariano a tempo pieno, ma va nella giusta direzione per ridurre la sofferenza e la violenza sul pianeta.
Su ambientalisti e cibo
I leader ambientalisti e i diversi movimenti sono riluttanti a parlare di cibo perché che è davvero difficile per le persone relazionarsi con il cambiamento climatico. Temono di perdere il loro pubblico.
Sulle difficoltà di cambiare abitudini
Cambiare è difficile soprattutto quando il cambiamento ha a che fare con le emozioni e la psicologia. È molto facile passare da un auto tradizionale a una elettrica perché non ci costringe a misurarci col modo nel quale siamo cresciuti o con i nostri sentimenti. Ma cibarsi in modo differente alcune volte richiede di mangiare in modo differente di quando eravamo bambini.
Sulla nostra “irresponsabilità”
Andiamo alle manifestazioni, ci mettiamo le magliette, ma non facciamo le cose che sappiamo essere necessarie perché qualcosa dentro di noi, nel profondo, non crede faccia alcuna differenza.
Sul futuro che ci aspetta
Il mondo non finirà in cinquant’anni e nemmeno in cento, ma siamo già entrati in un processo per il quale stiamo perdendo molte cose, che hanno un valore.

Safran Foer con Pietro Leemann nella cucina del Joia. Credit: Andrea Battaglini
Veg Conference 11 ottobre EDIT Torino ore 10/13.00
Venerdì 11 ottobre
Ore 10.00/13.00 ( Spazio Studio)
Veg Conference con rappresentanti delle Istituzioni della Città, Slow Food, EDIT
Introducono: Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi
Il primato italiano di Torino: città vegan friendly. La parola al Comune e ai ristoratori
I giovani italiani e il vegetarianismo: un sondaggio TVC/Lavazza realizzato da EUMETRA MR con Renato Mannheimer
Main Partner Panel: per Lavazza Michele Cannone, per Ecor Fausto Iori, per Ricola Luca Morari
La Carta di The Vegetarian Chance per gli chef stellati e The Vegetarian Tour
The Vegetarian Chance japanese edition giugno 2020
L’allarme di Safran Foer: videointervista esclusiva con saluto al Festival




La ricetta di Ricci qui sotto riportata è in gran parte a base d’ingredienti esotici come i riferimenti indiani indicano, ma include anche prodotti locali come verza e sedano rapa. Una sintesi di sapori e consistenze originale ed equilibrata. A Identità Golose questo tipo di ricetta era una specie rara quanto le tartarughe. La sezione Identità Naturali è stata, infatti, ridotta a mezza giornata ed è stata aggiunta anche la nuova sezione Identità di Carne, come se già in tutte le sezioni carne e pesce non fossero gli ingredienti più utilizzati per “nobilitare” i piatti degli chef. Sembra che questo consolidato e prestigioso congresso della cucina d’autore sia impermeabile alle istanze di salute e sostenibilità che pervadono sempre di più il mondo dell’alimentazione. Sentir parlare, come è successo, di spennamento di anatre con rispetto è un controsenso. Non basta più parlare di rispetto per la materia prima o di uso di prodotti locali per etichettarsi come sostenibili e proiettati al futuro, ma serve da parte degli chef un salto in avanti verso il mondo vegetale amico della salute e dell’ambiente. In questo senso Sauro Ricci e prima di lui anche Daniela Cicioni, vincitrice della prima edizione di The Vegetarian Chance nel 2015, hanno indicato la strada.