The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Martedì 15 settembre: Essere vegetariani a Expo / Tuesday, September 15 Being vegetarian at Expo

 

Martedì 15 settembre a Expo The Vegetarian Chance promuove e organizza una giornata vegetariana in collaborazione con Identità Golose, S.Pellegrino, Slow Food e il ristorante Joia.

The Vegetarian Chance organizes and promotes on september 15 a vegetarian day at Expo Milan 2015 in cooperation with Identità Golose, S.Pellegrino, Slow Food e il ristorante JoiaIdea 3

Il vegetarianismo all’Expo è un convitato di pietra: è dappertutto, ma non se ne parla. È vegetale la mascotte Foody, sono vegetali quasi tutti i cluster, sono dedicati ai vegetali molti spazi dei padiglioni. Partendo da questi spunti abbiamo deciso di proporre a tutti i partecipanti a Expo una giornata di condivisione dell’idea vegetariana. Due saranno gli epicentri del nostro programma. Il primo sarà lo Spazio Identità Golose Expo, luogo dell’eccellenza gastronomica e dove in questi mesi sono passati e passano i più importanti chef italiani e stranieri. Come The Vegetarian Chance riteniamo fondamentale che l’alta cucina si apra sempre di più alla cucina vegetariana ed è proprio per questo che da due anni organizziamo a Milano, al ristorante Joia, un concorso internazionale di alta cucina vegetariana.
Il secondo sarà lo Slow Food Theater, dove la mostra interattiva Scopri la biodiversità e l’orto agroecologico spiegano con efficacia l’importanza di un’alimentazione sana e in armonia con l’ambiente e la salute. Qui The Vegetarian Chance ha organizzato con inizio alle 13.30 una tavola rotonda dal titolo: Alimentazione vegetariana e spiritualità. L’importanza della scelta del cibo per una dimensione olistica della vita. La dimensione spirituale della scelta vegetariana ha implicazioni religiose diverse a seconda delle culture. In questo incontro sarà possibile avere una panoramica del valore che ogni credo attribuisce alla scelta di come alimentarsi.

La presentazione di Pietro Leemann, presidente di The Vegetarian Chance e chef ambassador di Expo 2015

«Da Expo arriva un messaggio forte, fondamentale per le future generazioni e per il benessere del pianeta con i suoi abitanti: umani, animali o vegetali che siano. In questo messaggio è racchiusa la teoria per un cambiamento radicale in favore della conservazione della natura e della biodiversità e una soluzione al problema della fame del mondo. Un tema presente in modo puntuale nelle realtà espositive di molti paesi. Tutta questa energia ben spesa è confluita nella Carta di Milano che propone soluzioni per risolvere i problemi che ci attanagliano. In primis l’inquinamento, la non equa ripartizione delle risorse, il consumo sconsiderato di alimenti e di energia che si stanno velocemente esaurendo, le numerose malattie degenerative conseguenti alla scelta di stili di vita non corretti. A modo di vedere di molti la dieta vegetariana è quella che con più efficacia conduce a un cambio di rotta positivo sotto ogni punto di vista. Attraverso il minore consumo di carne e d’ingredienti inquinanti, la teoria enunciata è messa in pratica. Il 15 settembre proponiamo una giornata di condivisione vegetariana organizzata in tre appuntamenti di grande interesse e sui quali confidiamo per stimolare sul tema tutti i padiglioni. Nel mio ruolo di chef ambassador chiedo che per quel giorno i vari paesi promuovano il cibo veg attraverso iniziative a loro discrezione. Che potrebbero essere l’inserimento di un menu vegetariano nei loro ristoranti o a loro volta l’organizzazione di dibattiti sul tema».

Here is the introduction of the event by Pietro Leemann, Expo chef ambassador and president of The Vegetarian Chance

“Expo discloses a strong message, essential for future generations and for the welfare of the planet and its inhabitants: humans, animals or plants. This message contains the theory for a radical change in favor of the conservation of nature and biodiversity and a solution to the problem of world hunger. A topic present in different forms in the pavilions of many countries. All this good energy is merged in the Carta di Milano that offers solutions to the problems that afflict us: pollution, unequal distribution of resources, reckless consumption of food and energy which are rapidly depleting, many degenerative diseases resulting from the choice of incorrect lifestyles. Many people are convinced that the vegetarian diet is the one that more effectively leads to a positive and real change of course from every point of view. Through lower consumption of meat and pollutants ingredients the theory enunciated is implemented.
On September 15, we propose a day of vegetarian sharing organized in three events of great interest, that, we hope, will stimulate all Expo participants. In my role as an ambassador chef I ask that during that day the different countries will promote veg food through initiatives at their own discretion like: a vegetarian menu in their restaurants or the organization of debates on the subject”.

Programma

Slow Food Theater

Ore 13.30/15.00

Tavola rotonda

Alimentazione vegetariana e spiritualità. L’importanza della scelta del cibo per una dimensione olistica della vita

Partecipano: Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, Luca Bressan (vicario episcopale della Diocesi di MilanoChiesa cattolica), Paljin Tulku Rinpoche (lama del centro studi tibetani Mandala), Marco Ferrini, presidente del Centro Studi Bhaktivedanta, Gabriele Eschenazi, cofondatore di The Vegetarian Chance racconta il vegetarianismo nel mondo ebraico, Simone Molteni, direttore scientifico di Life Gate, Piero Sardo, presidente della Fondazione per la Biodiversità di Slow Food. Introduce Pietro Leemann, presidente di The Vegetarian Chance.

Spazio Identità Golose Expo

Ore 15.30/16.30

Incontro a tavola

L’alta cucina delle verdure: per l’ambiente, la salute e il palato

Carlo Modonesi, docente di ecologia umana all’università degli studi di Parma, Davide Oldani, chef del ristorante D’O, Mark Moriarty, young chef San Pellegrino 2015, Pietro Leemann, presidente di The Vegetarian Chance e chef del ristorante Joia, Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose, Clement Vachon, direttore comunicazione di S.Pellegrino. Conduce Gabriele Eschenazi, vicepresidente di The Vegetarian Chance.

Temporary restaurant di Identità Golose Expo

Due cene vegetariane d’autore a quattro mani a cura di: Pietro Leemann, ristorante Joia, Milano e Mark Moriarty, irlandese, young chef San Pellegrino 2015. Costo: 75 € Info: http://www.identitàgolose.it

14 settembre ore 19.30 e 21.00 15 settembre ore 19.30 e 21.00

Program

Slow Food Theater

13.30 / 15:00 Panel discussion

Vegetarian food and spirituality. The importance of of food choice for an holistic dimension of life

Participants: Carlo Petrini, founder of Slow Food, Luca Bressan (episcopal vicar of the Diocese of Milan – Catholic Church), Paljin Tulku Rinpoche (blade center of Tibetan studies Mandala), Marco Ferrini, President of Centro Studi Bhaktivedanta, Gabriele Eschenazi, co-founder of  The Vegetarian Chance about vegetarianism in the Jewish world, Simone Molteni, scientific director of Life Gate, Piero Sardo, president of the Foundation for Biodiversity Slow Food. Introduces Pietro Leemann, Chairman of The Vegetarian Chance association.

Spazio Identità Golose Expo

15.30 / 16:30 Meeting at table


The haute cuisine of vegetables: the environment, health and the palate

Carlo Modonesi, professor of human ecology at the University of Parma, Davide Oldani, chef of the restaurant D’O, Mark Moriarty, young chef San Pellegrino 2015, Pietro Leemann, Chairman of The Vegetarian Chance and chef of the restaurant Joia, Paolo Marchi , creator and curator of Identità Golose, Clement Vachon, Communications Manager of San Pellegrino. Debate moderated by Gabriel Eschenazi, vice president of  The Vegetarian Chance.

Temporary restaurant of Identità Golose Expo

Two duet vegetarian dinners by: Pietro Leemann, Joia, Milan and Mark Moriarty, Ireland, San Pellegrino young chef  2015.September 14 at 19:30 and 21:00 on September 15 at 19:30 and 21:00 Price: € 75

Info: Identità Golose


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Marco Tinti e Simon Press in testa alla Chef Cup

Simon Press (a sinistra) e Marco Tinti ( a destra) durante alla Chef Cup alla Terrazza di via Palestro a Milano

Simon Press (a sinistra) e Marco Tinti ( a destra) durante alla Chef Cup alla Terrazza di via Palestro a Milano

Con la Patatta al pomodoro Marco Tinti del Joia e Simon Press di Contraste si sono portati in testa alla classifica parziale della Chef Cup a pari merito con la coppia italo-svizzera formata da Iside de Cesare, del ristorante La Parolina di Trevinano (VT) e da Silvio Galizzi del Seven di Lugano, protagonisti della terza tappa. La ricetta che i due chef hanno creato in esclusiva per questo concorso è piaciuta alla giuria per la sua estetica, la combinazione di sapori e il richiamo alle tradizioni italiane ed argentina. Una “crocchetta” di pappa al pomodoro è stata congelata, poi immersa in una pastella di farina di ceci e fritta. L’effetto visivo è stato quello di una patata a tutti gli effetti, con la sua buccia. Questa “patata” è stata poi adagiata su un terriccio prodotto da pan di spagna di erba mate sbriciolato. In accompagnamento arancia grigliata e carote marinate in succo d’arancia. Patata (finta) e mate per l’Argentina, pomodoro e arancia per il mediterraneo. Il matrimonio vegetariano tra i due paesi si è compiuto perfettamente. Lo show cooking si è svolto la sera del 23 luglio alla Terrazza di via Palestro, che con la sua cucina professionale ha provveduto a far assaggiare il piatto ai trecento ospiti presenti. All’inizio dell’evento dopo la presentazione di Rossella Canevari, ideatrice di Chef Cup, Gabriele Eschenazi ha spiegato come The Vegetarian Chance operi per promuovere la cucina vegetariana di qualità attraverso il proprio concorso o partecipando a eventi come la Chef Cup. Non resta che aspettare l’inizio di ottobre per sapere se la coppia Tinti/Press targata TVC potrà accedere alla finalissima.

La Patatta al pomodoro su "terra" di erba mate firmata Simon Press e Marco Tinti

La Patatta al pomodoro su “terra” di erba mate firmata Simon Press e Marco Tinti


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Seconda edizione del concorso. Vince Anders Ramsay (Svezia) The contest: Anders Ramsay (Sweden) is the winner

Anders Ramsay riceve da Pietro Leemann il primo premio del concorso

Anders Ramsay riceve da Pietro Leemann il primo premio del concorso. Alla sua destra Sauro Ricci del Joia, giudice. A destra di Pietro Leemann, Daniela Cicioni, giudice.

Anders Ramsay (Shiso cafè Rönninge (Stoccolma) ha vinto la seconda edizione del concorso gastronomico The Vegetarian Chance, che si è svolto il 7 giugno al ristorante Joia di Pietro Leemann, punto di riferimento internazionale dell’alta cucina vegetariana. Al secondo posto ex-aequo Carla Aradelli del ristorante Riva Ponte dell’Olio (Piacenza) e Nadia Morandi del ristorante Acanto dell’Hotel Principe Savoia (Milano). Una menzione speciale per “Opera sociale” è stata attribuita a Gianfranco Ceccato dell’Osteria Zanzibar (Bellinzona- Svizzera) e un’altra per “Sostenibilità” a Francesco Paldera chef presso la Masseria Pilapalucci (Bari). Le ricette di Anders Ramsay sono state Forest e Field. Si tratta di piatti costruiti con un numero incredibile di ingredienti vegetali svedesi come, per esempio, in Forest, funghi di castagno, bacche di sorbo in salamoia, foglie di betulla, o in Field, pastinaca svedese, salsa di ibisco, cavolo estivo, grano fermentato. Ramsay ha creato una cucina vegetariana in un paese, che per il clima, erroneamente, sembrerebbe poco adatto a una dieta senza prodotti animali.

Carla Aradelli ha presentato una sua personalissima versione della pizza costruita con una base di miglio, passata verde di pisello, menta, pomodoro e asparagi, e poi il suo orto, dove si trova di tutto, dagli spinacini ai peperoni, alle melanzane e alle chips di topinambur. Ogni verdura ha trovato in questo piatto la sua forma di espressione. L’orto è stato fonte d’ispirazione anche per Nadia Morandi, che ne ha proposto uno “dopo l’acquazzone”. In questo piatto si respira aria di pioggia. La suggestione è data brillantemente dai baccelli di pisello e la loro acqua. La sua seconda ricetta è stata invece “Sulla via del riso”. In un solo piatto tre risotti differenti: verde pisello, giallo zafferano e nero carbone vegetale. Al centro un finto ossobuco con al centro al posto del midollo una crema di pinoli tostati. Quest’ultimo piatto ha rappresentato il piatto della tradizione. A ciascun cuoco era stato infatti chiesto di presentare un piatto “tradizione” del suo paese di provenienza e uno “creazione”.

Il concorso si è svolto al ristorante Joia alla presenza dei soli giornalisti e addetti ai lavori dalle 10.30 alle 14.30. La giuria, presieduta da Pietro Leemann, era composta da: Sauro Ricci del Joia, Daniela Cicioni (vincitrice della prima edizione), Femke van den Heuvel (Olanda ristorante Vlaminde pan, seconda classificata nella prima edizione), Vittorio Castellani, giornalista, Carlo Modonesi, biologo, Stefano Erzegovesi, psichiatra e nutrizionista. La premiazione si è tenuta, invece, alla Cascina Cuccagna in collaborazione con il ristorante Un Posto a Milano di Nicola Cavallaro. Di fronte a un folto pubblico Gabriele Eschenazi, ideatore con Pietro Leemann del concorso, ha presentato i cuochi uno per uno e le loro ricette fotografate da Jacopo Ticchi del Joia. Eschenazi ha spiegato come “la cucina vegetariana non aveva fino a due anni fa un concorso come questo dedicato ai prodotti vegetali e rivolto a tutto l’universo dei cuochi. Oggi, che la cucina vegetariana guadagna in popolarità c’è sempre più bisogno nei ristoranti di piatti di alto livello, gustosi, equilibrati sul piano nutrizionale e rispettosi dell’ambiente. E il compito di proporli spetta ai cuochi. La cucina vegetariana può essere una grande cucina e Leemann col il Joia è lì a dimostrarlo da 26 anni”. Pietro Leemann ha sottolineato come “Il nostro concorso non scende a compromessi ed è fedele ai valori che ne hanno contraddistinto la nascita: promuovere un cibo vegetariano, sano, rispettoso dell’ambiente e della salute, capace anche di coinvolgere emotivamente e spiritualmente chi ne fruisce. Il livello quest’anno è cresciuto. I cuochi si sono impegnati in un lavoro di ricerca e di sviluppo dei loro piatti”. Il professor Stefano Erzegovesi dell’Ospedale San Raffaele di Milano ha raccontato come nel suo Centro per i Disturbi Alimentari si lavori per cercare un modello di sana alimentazione, che possa aiutare nel profondo i pazienti non solo ad avere un giusto peso ma, soprattutto, ad avere una buona regolazione emotiva ed una buona conoscenza e consapevolezza di sé. L’esperienza quotidiana dei gruppi Esperienze di Cucina, in cui si prepara e si condivide un pasto salutare con i pazienti, lo sta indirizzando, con sempre più decisione, verso una alimentazione a base vegetale, per una salute, psichica e fisica, profonda e duratura. In Cascina Cuccagna e nel ristorante Un Posto a Milano tutta la giornata è stata all’insegna del vegetarianismo con piatti e aperitivo vegetariano e tre show cooking coordinati per The Vegetarian Chance da Jenny Sugar, food&health coach. Il primo curato da Vittorio Castellani Chef Kumalè ha proposto il tema: Taboulè vs. Tabbula, le icone
 delle insalate di semola di Medio Oriente e Maghreb a confronto, il secondo curato dallo chef peruviano Rafael Rodriguez ha proposto Cereali, tuberi e quinoa:
 dal Perù gli ingredienti
 per una sana dieta vegetariana. Il terzo è stato invece dedicato alla cucina vegetariana Shojin dello chef giapponese Toshio Tanahashi in collaborazione con Peace Kitchen, tra i partner della manifestazione. Tanahashi, che ha seguito tutto il concorso della mattina, ha spiegato come la cucina Shojin proponga un rapporto diverso col cibo e soprattutto con le verdure che vanno trattate come “una mamma che lava il suo bambino”, cioè con un contatto fisico che escluda l’uso di qualunque macchina. Il cibo poi non deve subire trasformazioni troppo radicali: poche cotture e condimenti delicati. Tanahashi ha proposto una sua “insalata”: diverse verdure italiane (melanzane, fagiolini, barbabietole e altre) condite con miso e salsa di soia che aggiungono sapore e contenuti nutrizionali e un tofu di sesamo condito con sola salsa di soia e wasabi. In chiusura aperitivo vegetariano e cena vegetariana a cura del ristorante Un Posto a Milano e degustazione del Prosecco Spumante Zardetto, biologico, partner della manifestazione. Si ringrazia anche il partner NaturaSì che ha contribuito alla riuscita dell’evento. L’elemento bio è parte essenziale della buona cucina vegetariana e al concorso i prodotti bio erano obbligatori.

Forest di Anders Ramsay

Forest di Anders Ramsay

Field di Anders Ramsay

Field di Anders Ramsay