The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Capire l’agroecologia in una mostra a MIlano

DI quanto sia importante l’agroecologia ce ne rendiamo conto tutti i giorni quando sentiamo le difficoltà alle quali va incontro l’agricoltura industriale, che nel mondo nutre solo il 30% degli esseri umani (il 70% restante vive di agricoltura locale). Siccità, penuria di fertilizzanti a causa della guerra, desertificazione, impoverimento della biodiversità non sono le cause della crisi dell’agricoltura industriale, ma ne sono il prodotto. Di tutto questo parla la Mostra itinerante sull’agroecologia realizzata dalla Comunità Montana Valtellina di Sondrio e che fa tappa fino al 26 maggio a Milano alla Biblioteca Sormani nella sala del Grechetto. Tutti i miti negativi sull’agroecologia vengono spazzati via da questa mostra. Coltivando in armonia con la natura si può produrre di più e più sano. Si possono preservare gli ambienti con animali e piante autoctone. Si può ritrovare il gusto perduto e originario dei vegetali. Il progetto di questa interessante e istruttiva mostra è del professor Fausto Gusmeroli della Fondazione Fojanini di Studi Superiori di Sondrio nell’ambito del progetto per lo sviluppo sinergico dell’agricoltura biologica in Valtellina e Val Poschiavo, in collaborazione col professor Carlo Modonesi ricercatore di Agroecologia dell’Università Statale di Milano (Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali). Entrambi sono stati ospiti in diverse edizioni del Festival The Vegetarian Chance.
In questo video la mostra è illustrata dallo stesso professor Fausto Gusmeroli.


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Covid 19: malattia umana, malattia ecologica: un video di Carlo Modonesi e Monica Oldani

La foresta: il miglior vaccino Foto di Radosław Cieśla da Pixabay

Dopo oltre mesi di pandemia non solo non abbiamo sconfitto il virus, ma forse non abbiamo ancora capito esattamente come e cosa esattamente abbia stravolto in modo così radicale le nostre vite quotidiane. Di informazioni ne abbiamo ricevute molte, magari troppe e non tutte chiare e precise. In aiuto ci viene il video, Covid 19: malattia umana, malattia ecologica, realizzato dal professor Carlo Modonesi e dalla professoressa Monica Oldani su invito della Diocesi di Como per ricordare l’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. Si tratta di una vera e propria lezione che propone con linguaggio semplice una lettura scientifica ed ecologica della pandemia da COVID-19. Significativa è la conclusione del video che indica come le foreste oltre a essere nostre alleate contro l’inquinamento siano essenziali per tenere i virus in equilibrio con l’ambiente e le diverse specie.
Carlo Modonesi è professore di Ecologia umana all’Università degli Studi di Parma, la professoressa Monica Oldani è psicologa ed esperta di comunicazione scientifica (e voce narrante del video).

Di seguito segnaliamo anche il video How the Covid-19 pandemic began diffuso dal quotidiano britannico The Daily Telegraph, che racconta con immagini esplicite tutti i pericoli insiti nei Wet Market cinesi dai quali si presume si sia diffuso il virus. Questo filmato ci racconta tra l’altro come i pipistrelli incriminati non si vendevano al mercato di Wuhan, ma potrebbero aver infettato polli o altri animali messi in vendita. L’animale responsabile della diffusione del morbo non è stato dunque ancora identificato, ma forse poco importa dato che è l’essere umano a non poter più sfuggire dalle proprie responsabilità.

 

 

 

 


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Glifosato: ISDE risponde a Elena Cattaneo

Monsanto: il più grande produttore mondiale di Glifosato

Dopo che la UE ha prorogato di altri cinque anni l’autorizzazione all’uso del glifosato, il più famoso erbicida del mondo prodotto dall’azienda americana Monsanto, le polemiche divampano. Sul tema si è espressa la senatrice a vita e farmacologa Elena Cattaneo e ISDE Italia, Associazione Medici per l’Ambiente gli ha risposto. Di ISDE fa parte Carlo Modonesi, professore di ecologia umana, amico di The Vegetarian Chance. Il governo italiano ha votato contro il prolungamento dell’autorizzazione, ma la senatrice Cattaneo, che fa parte del principale partito di governo, il PD, è di parere opposto. D’altra in Italia è proprio lei la portabandiera degli OGM che si usano in agricoltura combinati col diserbante glifosato.

Ecco il testo di ISDE

LA SENATRICE-FARMACOLOGA NON SA CHE…….

Non è consuetudine di ISDE Italia (Medici per l’Ambiente) esprimere valutazioni in merito alle dichiarazioni pubbliche di rappresentanti della politica e delle istituzioni. Quando però le dichiarazioni inquadrano i fatti in modo distorto e al tempo stesso pretendono di fornire indirizzi che attengono alla salute pubblica e alla tutela dell’ambiente, l’attenzione di ISDE Italia viene inevitabilmente sollecitata. Il commento a firma di Elena Cattaneo (Gli equivoci sul glifosato), pubblicato il primo dicembre 2017 su Repubblica, elenca una serie di pregiudizi e di semplici opinioni sugli effetti sanitari e ambientali dell’erbicida più diffuso al mondo che non coincidono nel modo più assoluto con le conoscenze attualmente disponibili; il tutto, accompagnato da un concentrato di nozioni sull’agricoltura sostenibile (biologica e biodinamica) che lascia francamente sconcertati. L’innovazione del futuro, sostiene l’autrice, coinciderebbe con l’impiego universale di OGM, capaci di risolvere in un colpo solo la moltitudine di temibili sfide con cui l’agricoltura dovrà fare i conti, dal cambiamento climatico all’erosione della biodiversità, fino alla piaga della denutrizione e chissà cos’altro ancora. Non una parola viene spesa circa la necessità 1) di sviluppare un approccio sistemico nelle policy per l’agricoltura e 2) di implementare un uso sostenibile delle risorse naturali e delle matrici ambientali nelle pratiche agricole. Naturalmente, per quanto discutibili, le opinioni personali sarebbero del tutto legittime se non fossero visibilmente travestite da prescrizioni scientifiche: il commento, infatti, viene firmato dalla senatrice indossando il “camice bianco” (farmacologa è la qualifica che compare in calce oltre a quella istituzionale). Su questo improbabile tentativo di fornire indicazioni corredate di certificazione scientifica è il caso di esprimere più di una perplessità e almeno un chiarimento, al fine di evitare che, nello scorrere il commento, il lettore scambi lucciole per lanterne e abbia la tentazione di prendere sul serio la lunga lista di inesattezze che l’autrice fa proprie. La letteratura scientifica ha cominciato a occuparsi dei danni biologici e sanitari del glifosato alla fine degli anni Settanta, quando la molecola erbicida aveva un mercato marginale e la sua diffusione non era ancora stata ingigantita dalle colture ingegnerizzate per la resistenza ai suoi effetti tossici. Grazie alle prime indagini nord-americane e australiane condotte su organismi impiegati come bioindicatori (gruppi particolari di invertebrati e vertebrati), si cominciò a comprendere che la presunta innocuità del prodotto, propagandata a tambur battente dall’industria, necessitava di una radicale rettifica, soprattutto nei formulati commerciali (come il Roundup) contenenti il surfattante POEA. Da allora, le indagini sui rischi ecologici e sanitari indotti dall’utilizzo sempre più diffuso dell’erbicida sono aumentate esponenzialmente, tant’è che alcuni anni fa il glifosato è entrato nel mirino della commissione IARC (la massima agenzia mondiale per la ricerca sul cancro) deputata a proporre e realizzare, attraverso una lunga e articolata procedura di “candidatura e revisione”, una valutazione dei dati tossicologici ed epidemiologici sulla cancerogenicità del composto. Oggi il glifosato si trova al centro di un’accesa disputa internazionale che vede molti ricercatori e associazioni impegnati a bandirne la commercializzazione e gli usi agricoli ed extra-agricoli, non solo per la sua probabile cancerogenicità umana (linfoma non-Hodgkin) decretata da IARC nel 2015, ma anche per la sua tossicità endocrina, neurologica e riproduttiva, nonché per la sua ben nota ecotossicità.  È evidente che l’eventuale eliminazione del glifosato dal mercato globale dei pesticidi spingerebbe l’industria a sostituirlo con altri prodotti, sulla carta anche più tossici dell’originale. Ma il nodo della questione è proprio questo: il bando del glifosato dovrebbe rappresentare un primo passo verso la progressiva rimozione dei veleni di sintesi dalle pratiche agricole e zootecniche, così come da ogni altro settore in cui i parassiti possono essere controllati con metodi alternativi, non tossici e meno costosi. È difficile capire da dove tragga le informazioni sugli impatti del glifosato la senatrice-farmacologa Cattaneo, certamente non dalla letteratura scientifica indipendente, che sull’argomento specifico è disponibile in quantità. In ogni caso, è poco consigliabile riproporre continuamente, come fonte primaria di dati, il report sui rischi del glifosato prodotto dall’EFSA, in quanto, com’è noto, si tratta in buona parte di un documento copiato da materiali forniti dall’industria, che certamente non rientrano nel novero degli studi scientifici indipendenti. Per concludere, poiché nessuno dubita della buona fede con cui è stato scritto il commento, c’è da dubitare della reale conoscenza degli argomenti cruciali che in esso vengono trattati, sui quali la senatrice-farmacologa continua a dispensare opinioni personali e ricette risolutive del tutto infondate.

5 Dicembre 2017

Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia

Via XXV Aprile, 34 – 52100 Arezzo

Tel: 0575-23612 – e-mail: isde@isde.it