The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Davide Scabin a Identità Golose 2016: “Gli OGM sono scientifici, il Bio invece no, costa solo di più”

Davide Scabin

Davide Scabin

Il ruolo di apripista a Identità Golose è stato affidato quest’anno da Paolo Marchi a Davide Scabin e lui prendendo spunto dal tema di questa edizione La forza della libertà ha parlato senza peli sulla lingua di tutto ciò che lo infastidisce del mondo della gastronomia: dall’ormai superata moda della cucina molecolare, ai critici che non sanno più cosa scrivere, agli uomini che stanno distruggendo il pianeta, ai cuochi che lavorano scorrettamente, agli orti sul balcone. Di tutti i temi affrontati da Scabin, però, uno ha lasciato più il segno di altri ed è la sua critica categorica e senza appello della scelta biologica. Gli OGM sono scientifici e dichiarati. Il biologico, invece, è solo quello che costa di più e non ha uno strumento di valutazione, ha detto lo chef piemontese. Un’affermazione che suscita non poche perplessità. Che gli OGM siano scientifici non c’è alcun dubbio, ma anche il biologico lo è. Esiste però una differenza. Gli OGM sono prodotti in laboratorio e poi rilasciati nell’ambiente, dove possono incrociarsi con altri organismi e creare dei pericoli. Per coltivare biologico, invece, si studiano i suoli e con essi tutti gli organismi che ci vivono rendendoli fertili e produttivi per la nostra agricoltura. La qualità del suolo è il primo presupposto per una buona agricoltura in armonia con la natura. C’è molta scienza nell’agricoltura bio e soprattutto molto rispetto per i territori, per il clima, per le risorse naturali, che non sono infinite, e non ultima per la salute del consumatore. Tutti temi, che stanno a cuore allo stesso Scabin, che, pur non essendo vegetariano, si è detto convinto della necessità di ridurre il consumo di carne a una volta ogni dieci giorni per salvare il pianeta e di passare ai legumi, che però possono causare spiacevoli disturbi intestinali. Il problema in cucina si può ovviare e certamente Scabin avrà una soluzione da suggerire.


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Vegani alla prova di Crozza, onnivori alla prova di satira Vegans go through Crozza’s test while omnivores undergo satire

Crozza fa il verso a un cuoco vegano sul La7La satira colpisce anche i vegani. La gag di Maurizio Crozza che ha irriso Simone Salvini in tv ha spopolato e chissà quanti onnivori si saranno sentiti gratificati da questa scenetta del comico genovese. Con la sua consumata abilità di attore Crozza è riuscito a dire in pochi minuti che il cibo vegano sa di cartone, che non si può cucinare facilmente, che è composto da ingredienti introvabili e assurdi, che propone un approccio con la natura irrealistico compreso l’incomprensibile concetto di biodiversità, e infine che costringe noi italiani a rinunciare a piatti gastronomici succulenti, ai quali siamo inevitabilmente affezionati. Gli argomenti per controbattere questo pensiero non mancano, ma alla satira è meglio replicare con la satira, che non dovrebbe risparmiare nessuno neanche gli onnivori. A questo proposito vi propongo due video. Il primo è proposto dal Farm Animal Rights Movement (FARM), il cui presidente e cofondatore è Alex Hershaft, ebreo americano sopravvissuto del ghetto di Varsavia. Il secondo video è invece brasiliano ed è proposto dal canale Animal TV su Vimeo. In entrambi i casi il tema è la scarsa consapevolezza dei consumatori sulla provenienza della carne che mangiano. Percezione e conoscenza del cibo seguono due percorsi diversi ed è incredibile notare quanto siano in contraddizione l’una con l’altra. Buona visione!

English version

Satire also affects vegans. The Maurizio Crozza gag that mocked Simone Salvini on TV has had great success and probably gratified many omnivores with the Genoese comedian’s scene. With his renown acting skills Crozza managed to say in a few minutes that vegan food tastes like cardboard, can not be easily cooked, its ingredients are absurd and scarce, proposes an unrealistic approach to nature, and finally forces Italians to give up delicious gourmet meals, to which they are inevitably fund of. The arguments against these statements are many and handy, still satire is better rebut with satire itself, which shouldn’t spare anyone not even omnivores. To this regard I propose two videos. The first one by the Farm Animal Rights Movement (FARM), whose president and co-founder is Alex Hershaft, American jew that survived the Warsaw ghetto. The second video is instead Brazilian and proposed by the Animal TV channel on Vimeo. In both cases the issue is the lack of consumer awareness regarding the origin of the meat they eat. Perception and knowledge of food follow two different paths and it’s amazing to note how contradictory they are with one another. Enjoy!


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Mangiare veg, mangiare bene e scegliere. Una guida ci aiuta

Il costante aumento del numero di vegetariani e vegani sta spingendo i ristoratori e gli albergatori ad adeguare la propria offerta a questa speciale tipologia di clienti. Ecco che sempre più bar annunciano sulle loro vetrine di disporre di latte di soia e cornetto vegan, le paninerie aggiungono in lista il veggie burger, i ristoranti segnalano in carta uno o più piatti vegetariani. Il cambiamento è senza dubbio positivo, ma non si può dimenticare che non basta appiccicare il cartello vegan fuori dalla porta per garantire la qualità e il vero spirito di chi ha deciso di rinunciare a nutrirsi di prodotti animali. Nei ristoratori è, infatti, inveterata l’idea che vegani e ancor più un vegetariani si possano accontentare di cibo banale, insapore, incolore, inodore e magari anche di dubbia provenienza. Quasi avessero rinunciato da un giorno all’altro alla gioia, all’allegria e al gusto che può dare il cibo. Tra le righe si legge Vuoi essere vegetariano o vegano? Peggio per te!. E questo fenomeno caratterizza sia i ristoranti più antichi e quindi comprensibilmente meno inclini a cambiare abitudini, sia quelli più nuovi, dove gli chef a volte non hanno dimestichezza con i piatti veg e magari li improvvisano presi dallo stato di necessità di soddisfare il cliente. A Milano succede anche in locali di design dalle molte pretese ubicati in zone di prestigio come Brera e Garibaldi. Specchio per le allodole degli avventori sono i termini: bio, eco, naturale, veg, km zero.

La nuova guida Viaggia vegan di Food Vibration Onlus

La nuova guida Viaggia vegan di Food Vibration

Non è un caso che The Vegetarian Chance da due anni proponga un concorso internazionale di alta cucina vegetariana che in giugno giungerà alla sua terza edizione. Il nostro obiettivo è dimostrare con i fatti, o meglio con i piatti, che mangiare vegetariano e vegano può essere un’esperienza gastronomica superiore ad ogni altra.

In aiuto a chi non considera gli animali fonte di nutrimento c’è ora in libreria anche una nuova utile guida pubblicata da Food Vibration: Viaggia vegan. Il volume indica per ogni regione italiana strutture dove è possibile mangiare vegano senza interferenze carnivore. Nell’introduzione sono indicati i principi che caratterizzano gli indirizzi segnalati: local, organic, veg ed eco. Uno stimolo ad andare a visitare i luoghi segnalati è dato dalle interessanti storie personali dei gestori raccontate in ogni scheda. Informazioni di  viaggio utili si trovano anche direttamente nel sito di Food Vibration.