The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


2 commenti

Margaux: gatto radical veg

 

Margaux divora la sua razione di piattoni

Margaux divora la sua razione di piattoni

Margaux nella sua nuova casa

Margaux nella sua nuova casa

Cane e gatto: una convivenza storicamente problematica, soprattutto in una casa. E allora succede che uno dei due debba mollare la sua calda e accogliente cuccia e andarsene, cambiare vita e magari anche dieta. È successo a Margaux, gatto europeo di 9 anni, che non riusciva ad andare d’accordo con un cagnone apparentemente buono, ma probabilmente così ingombrante da non lasciargli spazio vitale. Nel suo vagare, tipico dei gatti esploratori, Margaux ha trovato casa al Joia, dove lo staff ha iniziato a nutrirlo con avanzi vegetariani biologici e stellati. Verdura dopo verdura il gatto ha scoperto come si possa vivere bene senza scatolette e senza cani a tormentarlo. Come tutti i felini della sua risma Margaux sa come conquistare gli umani e fa colpo sul direttore di sala e sommelier del Joia Antonio,  che prima gli affibbia un nome enologico ispirato al Bordeaux e poi lo porta casa in dono alla sua compagna, amica degli animali. Margaux si sistema pigramente nella sua nuova casa e non dimentica le buone abitudini apprese al Joia: le verdure sono ormai il suo cibo. È ghiotto di fagiolini, coste, insalata e broccoli. Ne va talmente matto che, non appena li vede o ne sente l’odore, inizia a miagolare con insistenza, cercando in qualsiasi modo di mangiarsene un po’. La sua tecnica è quella di arrampicarsi sul mobile della cucina alla ricerca del tanto amato cibo. Uno sforzo alla sua portata dato che a causa di una congenita pigrizia e una scarsa agilità, preferisce questa tecnica al più faticoso (ma solo per lui) salto. Col tempo si è anche adattato all’incedere delle stagioni. Infatti in questi giorni predilige le fave tanto da contenderle alla piccola di casa, una bimba di quasi 3 anni che sembra essere il suo alter ego in ambito gastronomico. Una volta cotte e sbucciate, mamma e papà sono costretti a darne metà a ciascuno, per evitare rappresaglie, soprattutto da parte della figlia. E se Margaux a volte mostra denti ed unghie, la piccolina non è da meno: condivide volentieri i giochi, ma il cibo no, quello è “sua proprietà”. E per il miciotto vegetariano è tempo di compromessi.

da Silvia, in diretta dal Joia


Lascia un commento

Parla Matthew Kenney, chef crudista americano a Identità Golose/ Interview with Matthew Kenney, raw american chef at Identità Golose

Matthew Kenney, chef americano crudista

Matthew Kenney, chef americano crudista

Il crudismo non è solo un modo diverso di elaborare gli alimenti per nutrirsi meglio, ma è anche un’opportunità di approfondire la conoscenza delle proprietà e dei sapori del mondo vegetale. Non è un caso che Matthew, come racconta in questa intervista in inglese, abbia aperto una scuola con tre sedi negli Usa e una in Thailandia. Interessa a tutte le generazioni per hobby, per passione, per salute o per lavoro. Quest’anno è venuto a raccontarsi a Identità Golose.

Raw food is not just a different way of processing food to feed ourselves better, but it’s also an opportunity to deepen our knowledge about properties and flavors of vegetables. It’s not surprising that Matthew, as he tells in this english interview, manages a school with three locations in the US and one in Thailand. Raw food concerns all generations for hobby, health or job. This year Matthew came to Milan at Identità Golose congress to explain himself.


Lascia un commento

Bambini consapevoli

 

dal Sole 24 Ore

Dal quotidiano Il Sole 24 Ore

Milano, banco di macelleria di un supermercato. In vetrina un carré di agnello. Un bambino di dieci anni dice: ≪Mamma, quella carne in vetrina sembra il cadavere di una persona!≫. Risponde la mamma: ≪Ma no Matteo, quello è solo un animale!≫. Sguardo perplesso, il bambino ascolta la risposta e continua a guardare la vetrina del macellaio. Forse da quel momento quando riceverà la carne nel piatto ripenserà all’agnello squartato e qualche altro dubbio lo assalirà. E chissà se riceverà risposte più approfondite e più logiche. Siamo abituati a bambini, che vogliono mangiare solo patatine, cotolette impanate, merendine e bibite gassate, ma in realtà non è così. Sono i genitori che inducono abitudini sbagliate e non tengono in conto le sensibilità dei piccoli, che come si legge in questo articolo del Sole 24 Ore stanno diventando sempre più consapevoli di quello che mangiano.