The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Roast-beef indigesto alla Triennale di Milano

Il primo assaggio di Expo è stato servito alla Triennale con le mostre Arts&Foods, rituali dal 1851 e Cucine & Ultracorpi. Arte e cibo si combinano molto bene. In entrambi si mescolano sensazioni, colori, pensieri. Ancor di più oggi con i cuochi che dedicano all’aspetto visivo dei loro piatti molto del loro impegno tanto che i loro ingredienti costituiscono spesso una tavolozza di colori da abbinare. La mostra Arts&Foods è un bel viaggio storico nel nostro percorso gastronomico con una ricostruzione accurata di ambienti, una selezione di opere d’arte e di oggetti pregevoli. Le vere provocazioni sono però in giardino e al piano superiore. All’esterno troneggia una gigantesca bottiglietta di ketchup, forse la salsa più rappresentativa del fast food, che ci ha progressivamente invaso negli ultimi decenni. Una salsa che sovrasta qualunque cibo al quale viene accostata e del quale annulla ogni identità. maxi_ketchup Nella mostra costituisce una sorta di feticcio al quale le “masse affamate” guardano con voluttà. Le provocazioni al piano superiore sono moltissime, ma quella che più mi ha colpito è un’immagine del fotografo americano Gregory Crewdson, noto per le sue messe in scena di momenti di vita nelle case americane. La foto in questione ha il titolo attribuito di Sunday roast (2005 Gagosian Gallery New York), il roast beef della domenica. Di fronte al roast beef al sangue, come da tradizione, una mamma e il figlio adolescente manifestano malinconia e assenza. Sembrano attendere altri due commensali, per i quali è stata apparecchiata la tavola. Tristi i due personaggi, triste quel piatto di carne senz’anima, senza vita. C’è il racconto di una stanca routine ripetuta senza saperne il perché. Tutte le domeniche lo stesso arrosto! E se provassero a non lasciare sola quell’insalata e le accoppiassero qualche verdura non ritroverebbero un po’ di serenità e un sorriso?

George Crewdson fotografo americano

Gregory Crewdson Untitled (Sunday Roast) from the series “Beneath the Roses” 2005. Digital carbon print


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Nutrire il pianeta con la dieta vegetariana: la presentazione

L’idea di The Vegetarian Chance è nata intorno a un concorso di alta gastronomia vegetariana. Abbiamo deciso di proporre a chef italiani e internazionali di misurarsi su piatti vegetariani di alto livello come quelli che Pietro Leemann propone da 26 anni al Joia. Ogni vegetariano e ancor più un vegano sa quanto è difficile andare al ristorante e trovare piatti adeguati alla proprie convinzioni. E questo avviene anche nei ristoranti più celebrati. A lungo è circolato il pregiudizio che mangiar vegetariano sia triste e monotono. Oggi sempre più sappiamo che non è così, che il mondo vegetale offre una varietà incredibile di colori, sapori e profumi sempre diversi in ogni stagione e in ogni parte del mondo. Abbiamo lanciato una sfida ai cuochi anche non vegetariani e loro l’hanno raccolta lo scorso anno nella prima edizione del concorso, che è stato di altissimo livello. Abbiamo però pensato che The Vegetarian Chance non si poteva esaurire in un semplice concorso per gli chef, ma che doveva affrontare il tema vegetariano nel suo complesso coinvolgendo oltre ai cuochi anche consumatori, produttori, comunicatori, studiosi. Essere vegetariani ha un significato non solo alimentare, ma anche culturale, politico e spirituale.
Abbiamo lanciato TVC anche nella convinzione che una rivoluzione vegetariana sia in atto.
In Italia circa 7 milioni e mezzo di persone si dichiarano vegetariane e secondo l’Eurispes nel 2030 potrebbero diventare 30 milioni.
Quasi un terzo (31%) dei vegetariani e vegani ha scelto questo tipo di alimentazione per rispetto nei confronti degli animali, un quarto (24%) perché fa bene alla salute. Un altro 9% afferma di farlo per tutelare l’ambiente. In Italia all’aumento dei vegetariani non corrisponde un aumento dei consumi di frutta e verdura come ci segnala il collega Alessandro Franceschini collaboratore del sito Myfruit, dell’Informatore Agrario e di Fruchthandel Magazin. Dal 2000 ad oggi ogni italiano ha consumato 1,5 kg di frutta e verdura in meno all’anno. Un andamento costante, indipendentemente dalla crisi economica iniziata nel 2008. Nel 2014 gli italiani hanno consumato in media solo 360 grammi di ortofrutta al giorno (nel 2000 ne consumavano ben più di 400 grammi al giorno). La razione giornaliera raccomandata sarebbe di almeno 400 grammi. Dal 2000 a oggi i consumi di frutta sono calati del 15%, quelli degli ortaggi del 6%. Sebbene i dati reali parlino di una diminuzione costante negli ultimi 15 anni di frutta e verdura, gli italiani, se intervistati, si ritengono degli ottimi consumatori di frutta e verdura, tanto che il 21% di loro sostiene di averne aumentato il consumo nell’ultimo anno. In Italia il 31% dei cittadini è sovrappeso, l’11% obeso. Alla domanda “Ritiene di seguire una alimentazione sana ed equilibrata?”, l’87% degli italiani risponde affermativamente. (Fonte Nomisma).
Nel mondo i vegetariani per scelta sarebbero circa 75 milioni, quasi tutti concentrati nel mondo sviluppato, mentre i vegetariani per motivi religiosi o di necessità superano il miliardo di persone, concentrate nei paesi più poveri.
Ottocentocinque milioni di persone (Il Programma Alimentare Mondiale WFP – World Food Programme) non hanno abbastanza da mangiare. La stragrande maggioranza delle persone che soffrono la fame (709 milioni) vive nei paesi in via di sviluppo, dove il 13,5% della popolazione è denutrita.
“Nutrire il pianeta” è dunque una necessità. Ma che non può riguardare solo gli esseri umani, ma tutti gli esseri viventi e la terra stessa con le sue risorse, che non sono infinite. Per essere alimentati dobbiamo a nostra alimentare e rispettare la natura. La scelta vegetariana consente tutto questo perché nutrirsi di vegetali significa rigettare lo sfruttamento e la violenza sugli animali, rispettare l’ambiente, difendere la nostra salute.
Come TVC proponiamo questa opportunità oggi con questa tavola rotonda e il 5/6/7 giugno con la seconda edizione del nostro festival che quest’anno si terrà a Milano a Cascina Cuccagna e al ristorante Joia. Il programma è in elaborazione in questi giorni e comprenderà oltre al concorso internazionale anche cooking show, conferenze, un mercatino e un paese ospite, il Giappone. L’evento sarà gemellato con la manifestazione Ortinfestival organizzato la settimana precedente a Torino alla Reggia di Venaria da Vittorio Castellani. Castellani è l’event designer di TVC. Al nostro fianco nella realizzazione del progetto abbiamo quest’anno Esterni, un’associazione e un’impresa culturale, che opera dal 1995 nella nostra città e con essa Lorenzo Castellini. Promuove spazi e organizza eventi. Infine siamo lieti di aver ottenuto sia per la serata di oggi che per il festival il patrocinio del Comitato Scientifico per Expo 2015 del Comune di Milano.

 


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Elogio (serissimo) del pomodoro di Fausta Chiesa

organic-tomatoes

Fausta Chiesa, giornalista free-lance, vegetariana, amica di The Vegetarian Chance, ha dedicato al pomodoro questo elogio:

Fumo, bevo e mangio molta carne: è il titolo del libro controcorrente scritto dal mio amico Pierangelo Dacrema, in risposta agli integralisti della salute. Il libro contiene una lettera rivolta a un destinatario inusuale, un maiale. Più che una lettera, un autentico elogio. Mi dispiace, ma la bontà è la tua dote principale e sei così buono che è impossibile non mangiarti: il senso della missiva. E se esistesse un’alternativa vegetariana? Elogio del pomodoro. Da quando alla fine del 1500 sei arrivato dall’America in Italia, non ti abbiamo più lasciato andar via. Invitato sulla nostra tavola, sei diventato l’ospite d’onore. Fresco, ti prepariamo per sposarti alla mozzarella o a una bruschetta, ma non è un problema per te se rimani single. Pelato, te ne stai quieto, nascosto nel buio delle nostre credenze per mesi, ma sei subito pronto a saltare in pentola sulla fiamma dei fornelli e a scioglierti in una salsa sopraffina. Quando ti facciamo secco non ti arrabbi e ti basta un poco di acqua per ravvivarti e tornare più aitante di prima. Sei rosso, perché racchiudi l’energia del sole che in estate bacia la tua pelle. Sei buono e sei anche bravo: dicono che da chiunque tu vada, tu faccia del bene. C’è chi ti chiama pummarola (i campani), chi tomata (i liguri) e chi ancora pumaruoru (i siciliani). Qualunque sia il tuo nome, senza di te la pasta e la pizza si sentirebbero orfane. Anch’io.

Vi aspettiamo martedì 3 marzo alle ore 18 a Palazzo Isimbardi, Corso Monforte 35.

L’evento si svolge con il patrocinio del Comitato Scientifico per Expo del Comune di Milano.

TVC Invito tavola rotonda