The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Perché scendiamo in piazza ogni venerdì? David Wicker di Fridays for Future a The Vegetarian Chance

Scendere in piazza, per protestare, ma anche per parlare, discutere e infine interrompere la routine della nostra vita, che ci fa troppo spesso adagiare nell’indifferenza. Questo è quello che fanno organizzazioni spontanee e nate dal basso come Fridays for Future ed Extinction Rebellion. Li abbiamo invitati al nostro Festival per raccontarci quello che fanno e quali sono le loro idee per il futuro del Pianeta. Abbiamo incontrato giovani attivi, preparati e determinati. Hanno una visione globale e completa delle cause del cambiamento climatico. L’alimentazione è una delle cause principali e lo sappiamo bene, ma ovviamente non è l’unica. Ci dobbiamo guardare allo specchio e riflettere su come ci vestiamo, come ci muoviamo, come ci laviamo, come ci curiamo e in definitiva come e quanto consumiamo. Questi giovani lo fanno e ce lo dicono pur con le inevitabili contraddizioni che tutti noi ci portiamo dietro. Questo è l’intervento di David Wicker, 14 anni, di Fridays for Future al nostro Festival. 

David Wicker durante il suo intervento per Fridays for Future al Festival The Vegetarian Chance l’11 ottobre da EDIT

Buonasera a tutti,

Noi siamo parte del movimento globale, Fridays For Future.

In parole semplici, saltiamo scuola il venerdì.

Ma perché lo facciamo?

Giusto per balzare ore di lezione?

Assolutamente NO.

Lo facciamo perché abbiamo paura.

Abbiamo paura per il nostro futuro.

Siamo in un’Emergenza. Un Emergenza Climatica.

Nonostante gli innumerevoli allarmi della comunità scientifica, le istituzioni del mondo stanno fallendo nel comprendere l’urgenza dei Cambiamenti Climatici.

E stanno fallendo di agire per prevenire le peggiori conseguenze che questi porteranno.

Tutte le azioni hanno delle conseguenze, no?                                   

Questo, Ci viene insegnato sin da piccoli.                                                                                                     

I ragazzi di Extinction Rebellion e Fridays for Future con Oliviero Alotto di Slow Food (a destra) e Pietro Leemann (a sinistra)

                                                                                                                                                         

Peccato che, le conseguenze delle azioni delle passate generazioni, saremo noi a subirle. Io. I vostri figli e nipoti.

Saremo noi a pagare il costo delle tonnellate di diossido di carbonio che, con indifferenza, sono state buttate nell’atmosfera.

Saremo noi a dover risaldare il debito che l’umanità ha accumulato con la natura.

Questo debito è enorme, e non fa che aumentare.

Per questo scendiamo in piazza ogni venerdì.

Per lottare per la Giustizia Climatica e l’equità.

Per pretendere che le istituzioni facciano tutto il possibile per prevenire una catastrofe.

Per far si che i governi e i decisori del mondo ascoltino l’allarme della scienza, e agiscano di conseguenza.

Abbiamo organizzato una mobilitazione Globale, mai vista prima.

La gioventù di tutto il mondo si sta unendo.

Ma noi, non possiamo fare nulla senza il sostegno degli adulti.                                                                                                       

Noi manifestiamo affinché gli adulti agiscano, perché la responsabilità, non può essere lasciata sulle spalle di noi giovani.

A Torino, il gruppo locale dei Fridays è nato verso la prima settimana di Gennaio di quest’anno. Eravamo pochi. Ma siamo scesi in Piazza lo stesso lo stesso.

Nell’arco di tempo di 6, 7 mesi, abbiamo raccolto oltre 100.000 persone nelle strade di Torino il 27 Settembre, durante il terzo Sciopero Globale per il Clima.

A gennaio, non avremmo mai immaginato di poter riuscire a influenzare e raccogliere così tante persone.

Il 27 Settembre eravamo milioni in tutto il mondo, e chiedevamo tutti la stessa cosa. La Giustizia Climatica.

Ma noi…non protestiamo solo.

Il nostro obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza sull’emergenza climatica e, per far questo, organizziamo diverse attività e diverse azioni in modo da raggiungere e coinvolgente più persone.

Abbiamo organizzato flashmob, mirati a portare l’attenzione su più aspetti dell’emergenza.

Unicredit

Fast fashion

SOS Amazzonia

Seminari informativi

Emergenza Climatica

Tutte queste azioni sono mirate a portare pressione sulle istituzioni, affinché azioni drastiche vengano messe in atto.

David Wicker

Possiamo salvare il mondo prima di cena. Safran Foer intervistato da Gabriele Eschenazi

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The Vegetarian Chance conquista Torino. Ueda Satoru conquista il primo posto. Al secondo Sylvester Schatteman e Hayao Watanabe

Ueda Satoru, il vincitore, e il suo piatto Bosco e radici, labnè di mandorle. Credit Andrea Battaglini.

Ueda Satoru, del ristorante stellato Gardenia di Mariangela Susigan è il vincitore della sesta edizione del concorso The Vegetarian Chance 2019 e che si è svolto a Torino negli spazi del ristorante di EDIT dall’11 al 13 ottobre . È la prima volta che a vincere è giapponese dopo che dal 2016 il concorso ha sempre annoverato tra i suoi partecipanti almeno uno proveniente dal paese del Sol Levante. Alle spalle di Ueda Satoru si sono piazzati a pari merito il belga Sylvester Schatteman del ristorante Hofke Van Bazel e Hayao Watanabe del ristorante Franceschetta di Modena.

Sylvester Schatteman: Barbabietola marinata. Credit: Andrea Battaglini

Concorrenti, giudici e organizzatori festeggiano la fine del concorso. Credit: Andrea Battaglini

La giuria presieduta da Pietro Leemann era composta da Marco Lanzetta, medico chirurgo vegano, Salvatore Alessandro Giannino, nutrizionista cattedra UNESCO, Marco Sacco, chef Piccolo Lago (due stelle Michelin), Edoardo Ferrante, vegan chef de L’Orto già salsamentario, Carlo Passera, giornalista di Identità Golose. In cucina a coordinare i cuochi in gara l’executive chef del Joia Sauro Ricci con la sua brigata. I piatti vincenti di Ueda Satoru sono stati Zuppa francigena con erbe selvatiche e Bosco e radici con labnè di mandorle. Quelli di Sylvester Schatteman, ragù di funghi con patata soffiata e barbabietola marinata, mentre Hayao Watanabe ha presentato Aki (piatto tradizionale giapponese) e orata ripiena piemontese. I concorrenti preferiti dalla giuria, che ha voluto comunque sottolineare l’alto livello dei cuochi partecipanti, hanno interpretato lo spirito del concorso, che non è tradizionale. Ai cuochi è stato infatti chiesto di essere sostenibili, di cercare nel territorio e nella propria cultura personale i contenuti dei piatti, senza dimenticare il palato, la sintesi dei gusti e la tecnica. Ueda Satoru ha dato valore nelle sue proposte alle erbe selvatiche raccolte sul territorio come spinacio buon enrico, ortica dioica, borragine e le ha combinate in una zuppa di legumi vari con un cereale ingiustamente dimenticato come il sorgo. Il viaggio nella natura di Ueda è proseguito nel bosco con le radici protagoniste del secondo piatto con una salsa di abete. Sylvester Schatteman ha posto l’accento su un vegetale, prediletto dai vegetariani per la sua capacità di dare gusto ai piatti: il fungo. Lo ha fatto in forma scenografica e di sostanza con una scultura e una ragù di funghi accompagnata da una patata soffiata, che ha ben reinterpretato le famose “frites” belghe. Schatteman ha poi affrontato un percorso inesplorato per il concorso proponendo un dolce a base di barbabietola con aceto di vino, pistacchi, sciroppo di zucchero, fichi, cavolo rosso ed erbe. Tutti i suoi ingredienti sono arrivati con lui dal Belgio. Hayao Watanabe, anch’esso giapponese, ma diviso tra il nostro paese e la sua patria ha voluto scherzare sul pesce proponendo una cialda a forma di orata ripiena. Nello stesso piatto è riuscito a associare ingredienti giapponesi come daikon e sakè con la nocciola italiana. Nel presentare Aki, piatto tradizionale giapponese ricco di legumi Hayao ha spiegato: “I fagioli sono un alimento nutrizionale prezioso fin dai tempi del mito nel mondo e li abbiamo ereditati. I metodi di cottura dei fagioli sono vari: bollire, schiacciare, emulsionare, fermentare e altri. Inoltre, i fagioli sono compatibili con ogni tipo di ingrediente. Concentrandomi su questa versatilità dei fagioli in questo piatto ho voluto esprimere la bella “Aki” (autunno) in Piemonte elaborando, però, in forma giapponese fagioli autoctoni italiani e del mio paese di origine”. Gli altri concorrenti sono stati: Walter Casiraghi (Russia-Italia) con Rasstegaj e Samovar (la cerimonia russa del te) e Tesori della Terra. Gabriele Grilli (Italia) con plin ai funghi porcini, demi-glace e nocciole, rapa marinata, carota e bagnetto rosso. Shu Yuan Chen Tsai (Spagna-Taiwan) La nostra spiaggia, Fiesta di tapas. Beak Sungjin (Giappone- Corea): Il potere delle verdure, saluti estivi. Gabriele Vergura (Italia): fave e cicoria, Madre Natura. Il premio speciale di Ricola è stato attribuito Sylvester Schattemanm con questa motivazione: “Per aver preso la responsabilità del grandissimo orto, ricco di verdure e fiori edibili, che cura personalmente nel tempo libero, e per la sua passione per le erbe aromatiche, tanto da aver conseguito –come unico cuoco belga- il diploma di erborista”. Il premio Rossòrapa è stato attribuito a Beak Sungjin, cuoca freelance coreana, che vive in Giappone e che è venuta da sola per la prima volta in Europa senza conoscere le nostre lingue e ha lavorato da sola in cucina rifiutando con orgoglio e professionalità ogni aiuto. In Giappone scrive libri per bambini ed elabora ricette per persone malate. La premiazione condotta da Pietro Leemann e Gabriele Eschenazi, ideatori della manifestazione è avvenuta di fronte a un caloroso e numeroso pubblico torinese (circa 200 persone) nella prestigiosa sala Osservatorio di EDIT, il luogo che ha ospitato il Festival a Torino per la prima volta.