The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Al Locarno Film Festival la libertà della natura e non dalla natura

L’adolescente Mora nel film argentino Zahorì con il suo amico Nazareno, anziano Mapuche, in uno spazio aperto della Patagonia.

Ci sono film ambientati in un contesto urbano e altri in un contesto naturale. Nel secondo caso gli spettatore  guarda a piante e animali come coprotagonisti silenti della vicenda che seguono. Al 74 Locarno Film Festival di quest’anno (4/14 agosto) nelle diverse sezioni sono stai proposti film dove la relazione degli umani con i loro simili non sono più importanti della loro relazione con l’ambiente che li circonda e dal quale ricevono le risorse per la loro esistenza.
Lo percepisce l’adolescente Mora (Lara Viaena Tortosa), che nel film argentino Zahorì, compie il suo percorso da un ecologismo imposto a un ecologismo consapevole e scelto. Il film è stato presentato nella sezione Cineasti del Presente con la regia dell’argentina Marí Alessandrini. A fare da scenografia i paesaggi infiniti della Patagonia, dove una coppia italo-svizzera con i suoi due bambini è venuta a realizzare il sogno di vivere in simbiosi con la natura nutrendosi di vegetali da loro stessi coltivati. Un’unica scuola locale rimane il contatto con «la civiltà», che cerca la sua rivincita nelle figure di due mormoni in cerca di nuovi adepti. Mora come ogni adolescente mira ad affermare la propria personalità e lo fa esplorando ispirata dal vecchio Mapuche, Nazareno, che ha in Zahorì, un cavallo bianco il suo migliore amico. Proprio la fuga di Zahorì inseguito da Mora ci trasmette il desiderio di una libertà scevra da ogni obiettivo preciso, un impulso innato che consente a Mora di costruire la propria personalità senza le contaminazioni della civiltà urbana. E allora anche il senso della scelta estrema dei propri genitori può essere meglio compresa.

Yaya e Lennie - The Walking Liberty_6

Yaya e Lennie nella giungla nell’omonimo film di animazione presentato in anteprima in Piazza Grande a Locarno

La ricerca di questa libertà nella natura è il tema anche di Yaya e Lennie – The Walking Liberty film di animazione di Alessandro Rak, presentato in Piazza Grande. L’autore immagina e disegna con maestria una Napoli trasformata in una foresta tropicale impenetrabile, dove un regime denominato non a caso «L’Istituzione» cerca di «riportare ordine» con la forza e il monopolio delle risorse tecnologiche, simbolo del potere umano. Ma la giovane Yaya non smette di inseguire il sogno di una società libera «La Terra della musica». Ad accompagnarla in questa avventura c’è Lennie, un gigante tanto buono e forte quanto ingenuo e infantile. Il loro percorso è precario come sottolinea la stessa Yaya dicendo a più riprese: «La nostra vita non vale un filo d’erba».

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Alessandro Rak regista di Yaya e Lennie

La protagonista ci ricorda come la nostra vita valga in realtà quella di ogni altro essere vivente sul pianeta. La giungla, che siamo abituati ad evocare come sinonimo di caos parlando di «legge della giungla» in realtà ha le sue regole i suoi equilibri, che prescindono dall’essere umano. La libertà di natura si contrappone a quella tecnologica, alla quale oggi diamo tanto valore. Ma la vera connessione, che dovremmo cercare non è quella con il wifi, ma piuttosto con le proprie radici e l’ambiente.


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Cambiamo Agricoltura spiega l’ambiente a fumetti

Cambiamo Agricoltura pubblica 3 piccole storie a fumetti sul tema della biodiversità nell’ambito della campagna Good Food, Good Farming in corso fino al 21 giugno. Seguendo la protagonista Fork la forchetta, si ricevono spiegazioni su problemi e soluzioni su biodiversità, pesticidi, antibiotici e cambiamento climatico. C’è bisogno di ogni strumento per spiegare i problemi ambientali e i fumetti da sempre sono un ottimo veicolo d’informazione. Poi sta ognuno di noi approfondire per aumentare la nostra consapevolezza.


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Un ritratto di Pietro Leemann sulla RSI

Pietro Leemann ha partecipato al programma Filo diretto in onda  il 29.3.2021 su RSI Radiotelevisione svizzera

In questa intervista Pietro Leemann, cofondatore di The Vegetarian Chance, ha raccontato sé stesso, la sua evoluzione verso la cucina vegetariana, il suo rapporto col cibo, con il territorio e la famiglia. Leemann è stato un pioniere nel dimostrare che la grande cucina può essere vegetariana e amica della natura. Non per caso il suo ristorante Joia, si fregia ormai da molti anni di una stella Michelin ed è proprio nei suoi spazi, che si sono svolte le prime quattro edizioni del concorso The Vegetarian Chance, durante il quale chef di alto livello, non necessariamente vegetariani, si sono misurati con l’alta cucina a base vegetale. Oggi questo tipo di offerta si sta diffondendo a tutti livelli e crescendo di qualità e di attenzione verso la salute dell’uomo e dell’ambiente.

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