The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


Lascia un commento

Vegetariani: una banca li usa, Giuseppe Cruciani li condanna. Su Rai3 il suo confronto con Pietro Leemann

L’inserzione della banca

Anche un mutuo può essere “vegetariano”. Lo dice in questi giorni una banca in una sua pubblicità stampata a tutta pagina su alcuni quotidiani. Non è la prima volta che un “creativo” prende spunto da un tema di attualità per promuovere un prodotto. In questo caso è interessante, però, capire il perché di questo slogan illustrato con l’immagine di una coppia intenta a tagliare delle verdure. Ai due giovani viene attribuita la seguente affermazione.”Siamo sempre attenti alle nostre scelte: ci informiamo, approfondiamo e poi decidiamo”. Il termine “vegetariano” nel contesto di questa pubblicità viene usato per indicare una persona “consapevole”, che riflette sulle sue scelte. Connotazioni positive, senza dubbio. Un segnale. La percezione del vegetariano sta cambiando: non più solo una persona, che ha compiuto una scelta alimentare stravagante e incomprensibile, ma che può essere esempio di comportamento per tutti in ogni ambito della vita. Di idea diametralmente opposta è il giornalista Giuseppe Cruciani, che da tempo conduce una sua battaglia personale contro i vegani definiti nel suo ultimo libro “fasciovegani”. Cruciani è stato protagonista di un confronto con Pietro Leemann sui Rai 3 sabato 28 ottobre nel programma Chakra condotto dalla giornalista Michela Murgia.  Il servizio reso ai telespettatori da questo programma è stato molto costruttivo. Il confronto “onnivori contro vegani” si ripete sui media e sul web sia perché tocca un tema molto sensibile per tutti come il cibo e sia perché permette di fare audience con confronti sopra le righe come sempre avviene, per esempio, a Porta a Porta.

Giuseppe Cruciani, Pietro Leemann. Michela Murgia a Chakra su Rai3 il 28 ottobre

Nel caso di Chakra invece si sono potute ascoltare le ragioni di tutti con calma anche grazie alle sapienti domande della conduttrice. Persino un provocatore di professione come Cruciani è diventato un “agnellino” e lui stesso se ne è giovato spiegando con calma il suo pensiero contrario a ogni forma di limitazione nelle scelte del cibo, che sia per motivi etici o ambientali o salutistici. L’esatto contrario di quanto affermato da Pietro Leemann che ha una volta di più ribadito i concetti di scelta e consapevolezza insiti nella “filosofia” vegetariana, che ha fatto breccia anche nell’immaginario di una banca. Guardate anche voi questa puntata di Chakra.

 


6 commenti

Porta a Porta: la serenità di Pietro Leemann contro il nervosismo degli onnivori

Davide Larise e Pietro Leemann a Porta a Porta

Un macellaio di lusso, una Miss che non sa cucinare, l’onnipresente dottor Giorgio Calabrese col suo mantra “bisogna mangiare un po’ di tutto”, Gianfranco Vissani, il più carnivoro degli chef, Giuseppe Cruciani nemico giurato dei “nazivegani” che oggi invece, bontà sua, chiama “fasciovegani”. I nemici della cucina veg nello studio di Porta a Porta c’erano tutti e molto agguerriti. Ad affrontarli da Milano Pietro Leemann con al suo fianco Davide Larise, la giornalista Giulia Innocenzi (ospite a TVC 2016), il pediatra Mario Berveglieri, l’attrice Claudia Zanella (ospite a TVC 2017). Il mix di pillole d’informazione, momenti di puro spettacolo, filmati sintetici e superficiali, spazi limitati agli oratori per fare ragionamenti compiuti ha prodotto un programma forse capace di fare audience, ma difficilmente in grado di chiarire le idee agli spettatori. Pietro Leemann, chiamato “Liman” da Bruno Vespa, ha mostrato e spiegato i suoi piatti poetici, variopinti, appetitosi e rappresentativi dei valori del vegetarianismo. Patetici i tentativi di svilire il lavoro di Leemann prima di Vissani, che ha polemizzato sulla qualità del fumo aggiunto al piatto e poi di Cruciani che senza per nulla interessarsi al piatto ha tentato la battuta “da Leemann si paga per mangiare fumo”.   Il dottor Calabrese ha cercato a un certo punto di trovare il punto debole dei vegani: la soia. Troppa, farebbe male alla salute. Ma, a parte il fatto che i vegani non si nutrono affatto solo di soia come pensa lui. Cosa mangiano gli animali da allevamento? Non mangiano forse soia e mais Ogm? Il motivo ricorrente del “dibattito” era come al solito incentrato sul presunto estremismo dei vegani. Eppure in studio i più nervosi erano proprio i “carnivori”. Sorge spontanea la domanda: perché? Forse la risposta è che i vegani minano delle certezze secolari, instillano dubbi in chi ha considerato l’alimentazione un aspetto solo ludico ed edonistico della nostra esistenza. Irrita questa novità che vegetariani e vegani oggi stiano riuscendo a rimettere in discussione i nostri rapporti col cibo. Cruciani ha più volte ripetuto che i vegani sono dogmatici, hanno un libretto rosso, sono come i compagni terroristi degli anni ’70. Eppure l’estremista è proprio lui, il “fascionnivoro” è lui, che rifiuta qualunque evidenza scientifica, che nega qualsiasi notizia riportata da Giulia Innocenzi e le sue serie inchieste, che nega l’eventualità che forse alcune leggi sull’alimentazione siano da rivedere e che il fatto che gli allevamenti intensivi non siano penalmente perseguibili non significa che siano giusti, salutari, etici e sostenibili. Anche il DDT si usò per anni e poi fu messo fuorilegge. Anche il glifosato forse alla fine dovrà essere vietato. Un tempo si poteva fumare nei cinema e al ristorante oggi non più. La società si evolve e a volte, per fortuna progredisce.