The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Meno panini al prosciutto, meno polveri sottili

Foto di ajoheyho da Pixabay

Tra gli effetti collaterali della chiusura di bar, enoteche e ristoranti c’è anche un crollo nella vendita e nella produzione di salumi. In Italia si macellano ogni anno 9 milioni di suini, uno ogni sei abitanti. Macellare questi animali serve a produrre tutti quei salumi che accompagnano abitualmente pause pranzo, merende, aperitivi, antipasti. A casa gli italiani mangiano evidentemente anche cibi diversi dai salumi. E sembra che anche gli acquisti ai banchi dei supermercati e dai salumieri siano in discesa. Secondo Confagricoltura il volume dell’attività dei macelli di suini si è ridotto del 20%, che equivale 25mila maiali macellati in meno ogni settimana. Si tratta di un problema economico per i lavoratori del settore, ma anche di un beneficio per la salute dei cittadini e dell’ambiente. Non a tutti è noto infatti come gli allevamenti intensivi degli animali siano responsabili del rilascio in atmosfera di polveri sottili, che in questi giorni di riduzione del traffico non accennano a scendere come ci si aspetterebbe. Lo ha spiegato Luca Mercalli mercoledì 1 aprile durante il programma Sono le venti condotto da Peter Gomez. Secondo uno studio dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), infatti, gli allevamenti sono responsabili del 15,1% del particolato PM 2,5 della penisola. Dunque le mega stalle e la conseguente iperproduzione di reflui inquinano più di automobili e moto (9%) e più dell’industria (11,1%). Negli ultimi sedici anni, il settore allevamenti non ha subito alcun tipo di miglioramento in termini di inquinamento da PM. Mentre, sempre secondo ISPRA è calato il danno prodotto da auto e moto, trasporto su strada, agricoltura, industria e della produzione energetica, al contrario, è aumentato l’inquinamento da riscaldamento (15% nel 2000 e 38% del 2016) e e da allevamenti (dal 10,2% al 15,1% in sedici anni).

 

 

 

 


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Pietro Leemann è a casa e cucina insieme a noi

Pietro Leemann alle prese con i suoi gnocchi di patate

In questi giorni di reclusione il cibo è la nostra finestra sulla libertà perduta. Usciamo quasi solo per fare la spesa e quest’operazione, alla quale a volte dedicavamo pochi distratti minuti, prende molto più tempo ed è diventata anche una distrazione, una sorta di anti stress. Ci sono le code nei negozi da affrontare, ma c’è anche da pensare non solo ad avere da mangiare, ma anche a cosa e come. E riscopriamo quanto sia importante cucinare per noi stessi e per gli altri e quanto il nostro benessere dipenda da quello che mettiamo nel piatto. In nostro aiuto ci sono tanti chef che in rete ci rendono partecipi del loro sapere. Tra questi anche Pietro Leemann, che dalla sua cucina in Valle Maggia ci fa partecipi del suo sapere culinario con ricette semplici fatte di pochi ingredienti e attrezzature basiche. La loro preparazione non è mai banale perché lo chef spiega l’uso e la funzione di ogni ingrediente, aggiunge pillole di storia della gastronomia e consigli utili per una dieta vegetariana equilibrata. E se ci sono da sostituire uova e latticini non è mai difficile perché ingredienti che da sempre credevamo indispensabili in realtà non lo sono. Così il latte di soia e una sorta di “maionese” dolce possono sostituire le uova così come una crema di semi può dare sapore quanto un formaggio. Della versatilità degli ingredienti vegetali sappiamo poco e Leemann che li studia da oltre trent’anni è il maestro giusto per insegnarci a usarli in modalità nuove  e gustose. Le ricette in video si possono trovare sul canale Youtube Pietro Leemann e iscrivendosi si può essere avvisati ogni volta che ne aggiunge una nuova. Anche senza realizzarle da ogni ricetta si può trarre un insegnamento prezioso per la nostra cultura gastronomica.

Sulla pagina Facebook dello chef si possono trovare tutti i testi delle ricette

 

 

 

 


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Plant-based diet can fight climate change – UN – BBC News

Dal sito della BBC una spiegazione molto completa sul legame tra alimentazione a base vegetale e cambiamento climatico.

A major report says the West’s high consumption of meat is fuelling global warming.

Sorgente: Plant-based diet can fight climate change – UN – BBC News