The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Antonio Zaccardi vince la terza edizione del concorso internazionale The Vegetarian Chance

Antonio Zaccardi Tacos di mandorle

Con un Tacos di mandorle, piatto “creazione” e Rosso, piatto “tradizione” Antonio Zaccardi del ristorante Piazza Duomo di Alba si è aggiudicato il primo premio della terza edizione del concorso The Vegetarian Chance, che come ha sottolineato il presidente Pietro Leemann è cresciuto di livello con concorrenti che hanno brillato per aver studiato e trovato la strada per rendere i vegetali protagonisti del piatto. Nella girandola d’interviste condotta da Gabriele Eschenazi, cofondatore del Festival, tutti i cuochi hanno rimarcato quanto abbiano affrontato questa esperienza come un modo esplorare le le nuove frontiere dell’alta ristorazione, dove la richiesta di cibo vegetariano e vegano è sempre più alta.

Antonio Zaccardi Rosso

Antonio Zaccardi Rosso


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Folla alla prima giornata del Festival

Appassionati vegetariani e onnivori curiosi hanno oggi affollato la prima giornata del festival The Vegetarian Chance. Da Simone Salvini hanno appreso la ricetta del piatto che può loro ridare l’equilibrio perduto. Da Jenny Sugar come confezionare dolci golosi e salutari senza uova, olio, latticini e zucchero. Da Agnese Z’graggen come da verdure colorate si possano produrre gioielli di valore. Dai relatori della tavola rotonda come i consumatori possano essere gli artefici di una vera rivoluzione alimentare. Gabriele Eschenazi ha introdotto negando l’assioma “mangiamo carne perché l’abbiamo sempre mangiata e non ne possiamo fare a meno”. Il dottor Remo Egardi ha raccontato come sin dagli anni ’80 negli animali di allevamento vengano inoculate basse dosi di antibiotici, che col tempo ci hanno reso semper più antibiotico resistenti. Paola Maugieri ha invitato le persone a prendere il proprio destino in mano e rifiutarsi di mangiare cibo manipolato e prodotto con ingredienti malsani e ha ricordato che le sofferenze degli animali non sono diverse dalle nostre. Giulia Innocenzi ha documentato le sue esperienze giornalistiche negli allevamenti dove rispettando le leggi italiane è possibile maltrattare gli animali. Pietro Leemann ha riaffermato la necessità di guardare al cibo con maggiore coscienza di sé stessi, della propria posizione in questo pianeta e del rispetto per gli esseri viventi. Il documentario The thirsty world di Yann Arthus Bertrand presentato da Roberta Cecchetti di Good Planet ha illustrato con immagini straordinarie come il mondo abbia sete e come l’acqua si sprechi sia nell’iperproduzione di carne che nella produzione di jeans, ma che nel mondo c’è chi presta la sua opera volontariamente per ridistribuire l’acqua a chi non ce l’ha e insegnare le metodologie più efficienti per evitare gli sprechi.

TVC 2016 Partner

 


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Brindisi al festival con i vini olistici della tenuta Fornace

Nella valutazione della qualità di un vino l’analisi organolettica ha sempre avuto un’importanza preminente. Oggi però non ci si può più accontentare di questo. Un vino per essere buono deve anche essere dotato di un “certificato di nascita” ambientale. Da qui lo sviluppo oggi crescente di vini biologici e vegani che assicurano una filiera produttiva rispettosa dell’ambiente e dell’uomo. La più grande azienda italiana a raccogliere da tempo e questa sfida è la Tenuta Fornace, che è il nuovo partner del festival The Vegetarian Chance. Il 12 giugno alle ore 16 durante la premiazione a seguire durante lo show cooking dello chef israeliano Moshe Basson sarà possibile degustare i vini dell’azienda e brindare ai vincitori.

Ecco il loro racconto:

Tenuta Fornace LogoTenuta Fornace e i due secoli da vignaioli della Famiglia Rossi

Era il 1823, tempo dell’Antico Piemonte, in cui il lombardo oltrepò pavese e le piemontesi colline dell’alessandrino tortonese eran ancora un tutt’uno, ed i Rossi viticoltori acquisiscono i loro primi ettari iniziando a produrre Bonarda, il vino che da sempre contraddistingue quelle terre. Ad oggi Tenuta Fornace e le sue otto tenute, site su di una ideale linea che corre da est ad ovest, coprono un totale di 120ha di giardini vitati in prevalenza da varietà autoctone. Da più di vent’anni – per convinta scelta etica di rispetto ambientale e per offrire Vini oltre che Buoni sempre più identitari, caratterizzanti il Territorio, integri e salubri – Andrea Rossi si prodiga con incessante entusiasmo ad accudire la propria terra curandone la parte agronomica e divenendo poi enologo nel momento più cruciale della Vendemmia e delle successive fasi della vinificazione; tutto questo gli ha anche permesso nel tempo di acquisire dapprima la certificazione Biologica e poi quella BioVegan: la più grande azienda italiana con questa specifica certificazione riesce così attraverso la sua linea di vini (bianchi, rossi e spumanti) ad esprimersi con convinzione in una visione Olistica dove Terra, Uomo e Vino si coniugano in un irreplicabile tutt’uno.