The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Francia: il tabù della carne a scuola

Il 43% dei francesi crede che nei menu dei ristoranti classici veloci debbano trovar posto 1o 2 piatti vegani. Via: https://www.izipass.pro/fr/le-marche-vegetarien-et-vegan-en-france/

Un menù unico senza carne per snellire le procedure nelle mense scolastiche di Lione in tempo di Covid. Questo provvedimento del sindaco Verde Gregory Doucet ha suscitato in Francia polemiche molto accese. E il primo a condannare l’iniziativa è stato il ministro dell’Agricoltura, Julien Denormandie: «Smettiamo di mettere l’ideologia nel piatto dei nostri figli», è stato il suo commento. E a rincarare la dose ci ha pensato poi il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin che ha parlato di insulto inaccettabile per gli agricoltori e i macellai francesi. Un dibattito così acceso per una decisione peraltro temporanea e che lascia in menù pesce e uova indica quanto in Francia cibarsi di carne sia considerato un dogma difficile da scalfire. Altre abitudini sono più facili da cambiare. Succede, per esempio, con le auto elettriche, la raccolta differenziata o il risparmio energetico. Spostarsi dai cibi origine animale a quelli vegetali è considerato un fatto politico e ogni decisione in merito una limitazione alla libertà personale. Eppure all’origine di questa decisione c’è un fatto molto pratico: garantire agli alunni una ristorazione rapida e accettabile facilmente da tutti, non solo i vegetariani, ma anche i musulmani, gli ebrei e i seguaci di altre religioni con specifiche prescrizioni alimentari. Un provvedimento dello stesso tipo, pasto unico uguale per tutti, era stato tra l’altro già adottato durante il primo lockdown dal sindaco precedente, Gerard Collomb. In Francia come in Italia è stato istituito il ministero della Transizione Ecologica e sarebbe singolare se questo ministero non si potesse occupare del cibo, del suo comsumo e della sua produzione come se si trattasse di un tema tabù e a sé stante. Prima o poi una vera transizione ecologica si dovrà occupare degli allevamenti intensivi e dell’agricoltura industriale, che impattano sull’emergenza climatica più di ogni altra cosa. E allora anche i consumi di carne dovranno scendere con buona pace degli allevatori e dei macellai.