
La foresta: il miglior vaccino Foto di Radosław Cieśla da Pixabay
Dopo oltre mesi di pandemia non solo non abbiamo sconfitto il virus, ma forse non abbiamo ancora capito esattamente come e cosa esattamente abbia stravolto in modo così radicale le nostre vite quotidiane. Di informazioni ne abbiamo ricevute molte, magari troppe e non tutte chiare e precise. In aiuto ci viene il video, Covid 19: malattia umana, malattia ecologica, realizzato dal professor Carlo Modonesi e dalla professoressa Monica Oldani su invito della Diocesi di Como per ricordare l’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. Si tratta di una vera e propria lezione che propone con linguaggio semplice una lettura scientifica ed ecologica della pandemia da COVID-19. Significativa è la conclusione del video che indica come le foreste oltre a essere nostre alleate contro l’inquinamento siano essenziali per tenere i virus in equilibrio con l’ambiente e le diverse specie.
Carlo Modonesi è professore di Ecologia umana all’Università degli Studi di Parma, la professoressa Monica Oldani è psicologa ed esperta di comunicazione scientifica (e voce narrante del video).
Di seguito segnaliamo anche il video How the Covid-19 pandemic began diffuso dal quotidiano britannico The Daily Telegraph, che racconta con immagini esplicite tutti i pericoli insiti nei Wet Market cinesi dai quali si presume si sia diffuso il virus. Questo filmato ci racconta tra l’altro come i pipistrelli incriminati non si vendevano al mercato di Wuhan, ma potrebbero aver infettato polli o altri animali messi in vendita. L’animale responsabile della diffusione del morbo non è stato dunque ancora identificato, ma forse poco importa dato che è l’essere umano a non poter più sfuggire dalle proprie responsabilità.



Api e insetti impollinatori sono a rischio scomparsa. Già ora in Cina ci sono colture dove l’impollinazione è compiuta da esseri umani per supplire alla mancanza di api. Inutile dire che sarebbe praticamente impossibile per gli esseri umani sostituirsi interamente ad api ed insetti impollinatori. Il WWF ci informa che negli ultimi 30 anni abbiamo perso oltre il 70% della biomassa di insetti volatori appartenenti non solo alle specie più rare ma anche alle specie più comuni, da cui dipende il fondamentale servizio ecosistemico dell’impollinazione. Più del 40% delle specie di invertebrati, in particolare api e farfalle sono a rischio estinzione. Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70 % dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono così il 35% della produzione globale di cibo. Delle 100 colture da cui dipende il 90 per cento della produzione globale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Solo in Europa, ben 4mila varietà agricole dipendono dalle api. Negli ultimi 50 anni il volume della produzione agricola è aumentato del 30% grazie al contributo diretto degli animali impollinatori.