The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953

Altatto bistrot: una nuova casa per i vegetariani a Milano

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Camino: patata americana cotta nell’argilla, pane speziato e terrina di peperone

Se nel mondo della buona cucina “gusto” è il senso più promosso e sfruttato è giusto andare in controtendenza ricordando che non di solo gusto vive il piacere del cibo. Ci sono anche udito, olfatto, vista e appunto  “il tatto”, che tre giovani cuoche hanno scelto come termine di riferimento, il loro “tag”. Protagoniste di questa avventura sono Sara, Giulia e Cinzia, che si sono formate e conosciute al Joia di Pietro Leemann. Per quattro anni hanno progettato e sviluppato un servizio di catering vegetariano. Nel 2017 hanno partecipato a The Vegetarian Chance proponendo negli spazi del Teatro Franco Parenti i loro piatti curati a pubblico e ospiti. Da poche settimane hanno aperto Altatto Bistrot un loro spazio a Milano nel quartiere Greco, dove servono cena il martedì e il mercoledì. Ad accompagnarle in questa nuova impresa hanno ritrovato Caterina, già conosciuta al Joia, e che è stata anche una colonna del nostro Festival, dove ha collaborato all’organizzazione. A caratterizzare Altatto Bistrot è appunto “il tatto” inteso non solo come le sensazioni che il cibo ci regala, ma anche come scelta degli arredi, delle tecniche in cucina, della presentazione dei piatti: tatto inteso anche come attenzione al particolare. L’idea è quella di dare una sensazione di ospitalità ricorrendo al design moderno, che a Milano è di tendenza, a volte anche troppo. C’è un camino, simbolo tradizionale di ospitalità, ma non è dominante e quasi non si vede. Lo si nota in menu dove è proposto il piatto Camino: patata americana cotta nell’argilla, pane speziato e terrina di peperone. Grigio e bianco sono dominanti e le luci sono discrete e flessibili. Argille italiane e terre crude rifiniscono le pareti: “un rivestimento contemporaneo ispirato all’antichità”, spiegano le ragazze. Un’attenzione particolare è stata dedicata ai tavoli prodotti con materiali naturali e di recupero e pensati per la condivisione, una tendenza cittadina non sempre appropriata.

Lo squadra di Altatto

Il menu, che varierà circa ogni tre mesi, è in formula degustazione ed è proposto a 38 euro, bevande escluse. Affidarsi queste cuoche, ormai esperte e delicate, non può spaventare, però vegani, allergici e intolleranti possono manifestare in anticipo le loro esigenze e saranno accontentati. Al di là della cena è possibile prenotare il solo aperitivo a base di erbe, fiori, spezie, frutti. La zona non è delle più centrali, ma ha un suo carattere specifico che può anche far sembrare di non essere a Milano e non è detto che in poco tempo rivaleggi con altre zone oggi in più in voga, ma magari prive di offerta vegetariana di qualità.

 

 

 

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