The Vegetarian Chance

So I am living without fats, without meat, without fish, but am feeling quite well this way. It always seems to me that man was not born to be a carnivore."(Albert Einstein) August 3, 1953


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Combattenti, resistenti e resilienti: gli eroi del Festival Cinemaambiente

Hannu, detto Lynx Man: l’amico finlandese delle linci

Osservare oggi la vita del pianeta che ci ospita suscita in noi due reazioni apparentemente opposte, ma in realtà ci pone di fronte alle due facce della stessa realtà. Da una parte siamo sempre più inorriditi dalla distruzione che l’essere umano sta causando, dall’altra siamo ancora più stupiti dalle meraviglie della natura con i suoi esseri viventi vegetali ed animali e che non conoscevamo a fondo, dandoli per scontati. Proprio di fronte a un disastro ecologico crescente prestiamo più attenzione a una realtà vivente a lungo sottovalutata. Nei documentari della 26esima edizione del Festival Cinemaambiente di Torino (5/11 giugno 2023) questi due aspetti sono molto ben rappresentati così come sono molto ben raccontati i diversi atteggiamenti degli esseri umani. Da una parte quelli completamente assorbiti dal sistema economico indirizzato al profitto, dall’altra quelli impegnati a recuperare con la Terra un rapporto di coesistenza senza sfruttamento. A questi ultimi appartiene il finlandese Hannu protagonista di Lynx man, il documentario vincitore di questa edizione del Festival (di Juha Suonpää Finlandia/Estonia 2023). Hannu ci racconta la vita delle linci minacciate nel loro habitat dall’attività antropica. Lo fa con un ingegnoso sistema di telecamere a circuito chiuso, che ci restituiscono affascinanti immagini notturne di questi animali selvatici, che non sono tutti uguali. Hannu li chiama per nome, li riconosce e ne descrive i comportamenti. Spiega quanto le linci molto temute siano essenziali per quell’equilibrio ecologico che a volte si vuole ristabilire artificialmente attribuendo un ruolo «benefico» ai cacciatori.

Nuclear nomads: il lavoratori precari dell’energia nucleare. Rischiano la vita ogni giorno.

 

Benefica non è e non può essere neanche l’energia nucleare come racconta Nuclear Nomads (Kilian Armando Friedrich & Tizian Stromp Zargari, Germania 2023), menzione speciale della giuria. In Francia l’industria nucleare impiega migliaia di persone attraverso i buoni uffici di subappaltatori. Sono le vittime quotidiane di questa «energia pulita», esposte a radiazioni continue, senza protezioni adeguate e precarie. Salari alti e la prospettiva di un impiego stabile sono il carburante delle loro illusioni. Marie-Lou, Florian, Jérôme e Vincent sognano un futuro roseo di benessere, ma intanto si spostano da una centrale all’altra mettendo in pericolo costante la propria salute. L’energia è un tema cruciale della nostra esistenza. Basta solo pensare all’angoscia, che ci avvolge in caso di cellulare scarico. Ma ancora la soluzione per avere energia pulita a basso costo non è stata trovata. Il consumo dei combustibili fossili è in aumento. I colossi dell’energia, vendono buoni propositi per un cambiamento, ma è difficile credergli. Ne parla Le Système Total, anatomie d’une multinationale de l’énergie (di Jean-robert viallet Francia 2022). Total, una delle cinque maggiori compagnie petrolifere del mondo, annuncia nel 2021 il suo nuovo progetto di transizione energetica dandosi pure un nuovo nome «TotalEnergies». I suoi dirigenti si ribellano all’accusa di «greenwashing», ma non possono nascondere i propri colossali progetti di estrazione di petrolio e gas in Texas, Uganda e Golfo del Messico. E tutto avviene sempre a danno dell’ambiente e della popolazione locale. Ogni storia viene narrata attraverso le testimonianze di chi si batte sul campo a favore dei diritti dei cittadini. Un documentario serio e coraggioso.

E di coraggio ce ne vuole molto per sopravvivere in un ambiente danneggiato in zone remote del pianeta come spiega il film Paradise (di Alexander Abaturov Svizzera/Francia 2022) il villaggio siberiano di Šologon dove l’emergenza climatica ha colpito duro nel 2021 con incendi estesi causati da un’anomala ondata di calore. Milioni di ettari di terreno sono stati devastati, ma le autorità russe non sono intervenute ad aiutare gli abitanti. Non ci sarebbe convenienza economica a proteggere l’ambiente! E la popolazione locale poco consapevole attribuisce al flagello un significato mistico. Vittime dell’inquinamento acustico sono invece gli abitanti di Zug Island (Nicolas Lachapelle, Canada 2022). Non hanno dove andare e sono prigionieri di un posto dove la loro vita quotidiana è flagellata da un rumore misterioso. Un tecnico del suono si mette alla ricerca delle fonte del ronzio e scopre un’area di devastazione industriale. Tra le opere italiane da segnalare La terra mi tiene (Sara Manisera Italia 2022).

Ivan di Palma (secondo da sinistra) “visionario” dei semi del futuro

Noi cittadini non siamo mai abbastanza coscienti della fatica che fanno i contadini per darci del buon cibo e la storia di Ivan Di Palma in questo senso è esemplare. Laureato in filosofia, lascia tutto per tornare alle sue origini, ad Atena Lucana nel Parco Nazionale del Cilento per occuparsi dei «grani del futuro» quelli che permetteranno ai suoi figli e ai suoi nipoti di sopravvivere. Sono visionari come lui che danno speranza di fronte al dramma dell’emergenza climatica e la distruzione della biodiversità che appaiono sempre più ineluttabili.