The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Cibo e solitudine nelle notti di Taiwan: un film premiato al Locarno Festival

Kuo e sua moglie Lin al lavoro nella loro tavola calda: pile di piatti, pentoloni e sullo sfondo immagini di frutta….

Una tavola calda per lavoratori nottambuli a Taipei (Taiwan) è lo spazio scenico del film Closing Time dello svizzero Nicole Vögele presentato al Locarno Festival nella sezione Cineasti del presente e gratificato da un premio speciale della giuria. Nulla di speciale avviene in questo luogo di ristoro, eppure è proprio la ripetitività di gesti e situazioni ad aprirci gli occhi sullo stato di alienazione che vivono gli abitanti di quest’isola, “malati di lavoro”. Kuo e sua moglie Lin servono Piccoli piatti con riso in una cornice stressante: il locale è infatti stretto tra una strada a più corsie e una sopraelevata. Il continuo frastuono del traffico è tremendo, ma nessuno sembra curarsene. In una cucina poco invitante Kuo prepara senza passione i suoi piatti, che pur non essendo vegetariani contengono molte verdure. Si vede, infatti Kuo, pulire e tagliare grossi mazzi di erbe, carote e rape giganti, cavoli. Questi vegetali arrivano dal mercato dove Kuo si reca tutti i giorni a fare acquisti. L’agricoltura di Taiwan è molto industrializzata come ci ha raccontato la cuoca Hui-ting Lin quando in questo sito ha parlato di metodi di coltivazione non naturali a base di fertilizzanti e pesticidi per aumentare artificialmente la produzione. Lavorare di notte, cibarsi di cibo “chimico”, comunicare il minimo necessario. 

L’ingresso della tavola calda, un’oasi nella notte taiwanese

Il mondo di Closing Time non è ancora il nostro, ma potrebbe via via diventarlo. Il buio, che nasconde e non fa crescere naturalmente né vegetali, né umani, in questo film è rivelatore come spiega il regista Nicole Vögele: «Azioni normali, lavori normali assumono un aspetto diverso nell’oscurità. Tutto sembra diventare più intimo, scoperto e esposto. Ciò ha portato all’idea di un film che mostra persone che lavorano di notte, per capire un fenomeno del tutto globale e avere un senso di questa presunta promessa di salvezza che ha iniziato a farsi sentire su di noi». E il cibo dal quale il regista è partito per rappresentare una vita alienata può anche essere uno strumento di riscatto se acquisterà un ruolo diverso come crede Hui-ting Lin, che ha trovato nella cucina vegetariana un percorso per dare una proposta nuova ai suoi concittadini.