The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Il concorso The Vegetarian Chance 2019 sesta edizione Torino 12/13 ottobre/ The Vegetarian Chance contest 2019 sixth edition Turin 12/13 October

È aperto il bando per la partecipazione dei cuochi professionisti alla quinta edizione del concorso internazionale The Vegetarian Chance, che si terrà a fine ottobre 2019 a Torino presso EDIT. Qui potete leggere il regolamento. Per ricevere il modulo di partecipazione e avere informazioni scrivere a: info@thevegetarianchance.org  La data ultima per partecipare alla selezione è il 15.07.2019

Il premio sarà di: 3000 CHF al vincitore, 2000 CHF al secondo classificato

Le ricette da presentare dovranno essere interamente vegane.

The application process for the sixth edition of  the The Vegetarian Chance international contest for professional chefs has started. The contest will be held in at 12/13 of october 2019 in Turin at EDITHere you can read the rules. To obtain the application form and other information please write to: info@thevegetarianchance.org The deadline to participate in the selection is  15.07.2019

The prize will be: CHF 3000 for the winner, CHF 2000 for second place

The recipes to be presented must be fully vegan

Last year dishes

A video on the past editions:

 

 


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La rivoluzione del cibo di Cook Corriere Della Sera non è vegetale

La copertina di Cook di dicembre e a sinistra Massimo Bottura e sua moglie Lara Gilmore. Via: https://cucina.corriere.it/

Nel suo numero prenatalizio Cook, il supplemento del Corriere Della Sera, ha presentato i suoi 50 rivoluzionari del cibo e ne ha spiegato così i criteri di scelta: I rivoluzionari del cibo non solo chef ma anche produttori, fotografi, attivisti e scrittori. Sono personaggi che in tutto il mondo, grazie al proprio lavoro, stanno tentando di cambiare il settore. Seguendo, soprattutto, tre linee guida: la salvaguardia dell’ambiente, l’impegno sociale e la capacità di narrare il cibo. Ecco i 50 scelti dalla redazione di Cook, inserto mensile del Corriere della Sera”. Il servizio è tanto interessante quanto discutibile nelle scelte che la redazione ha deciso di fare. Se è vero che il rinnovamento del cibo significa anche una sua migliore ridistribuzione, minori sprechi, una narrazione più completa, non si può ignorare che la rivoluzione più forte ed efficace per salvaguardare ambiente, salute e equità nutrizionale sia quella vegetale. È dunque singolare che tra i 50 rivoluzionari non sia stato incluso alcun personaggio, che promuove l’alimentazione vegetale come la prima e necessaria rivoluzione nel nostro approccio al cibo.

Angela Frenda, responsabile editoriale di Cook. Via: http://www.dailyonline.it

L’attenzione è stata rivolta a chi propone soluzioni allo spreco, a chi valorizza cucine antiche (e magari obsolete) e locali, a chi si spende per i poveri e le donne discriminate, e infine anche a chi promuove la carne di qualità come l’italiano Roberto Costa con la sua catena di ristoranti Macellaio RC. Lo chef americano Josè Andrès, merita una menzione a parte dato che con la sua associazione World Central Kitchen ha provveduto a sfamare le vittime dei disastri naturali. Un’iniziativa meritoria, che però non cancella la necessità di domandarsi come mai questi disastri avvengano con sempre maggiore frequenza e violenza.  Il cambiamento climatico è la prima risposta. Ma la seconda è l’inquinamento. E una delle fonti di questo inquinamento è l’agricoltura industriale, gli allevamenti intensivi, la deforestazione diffusa per far posto a monocolture e campi coltivati a foraggi per animali. Non si può dunque parlare di rivoluzione nel cibo senza rendersi conto che i consumi di prodotti animali debbano essere abbandonati a favore di quelli vegetali. Non è dato sapere come mai lsabella Fantigrossi, autrice dell’inchiesta di Cook, abbia evitato ogni riferimento a vegetarianismo e veganismo. Si è probabilmente trattato di una dimenticanza, una sorta di lapsus freudiano, che lascia intuire un’insensibilità al tema, peraltro non raro sulla stampa specializzata in gastronomia. La rivoluzione paventata da Cook è di fatto palesemente incompiuta e non rispondente alla realtà.