The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Ecco gli otto cuochi finalisti di The Vegetarian Chance 2018/ENGLISH VERSION FOLLOW

Scopriamo insieme i magnifici otto di The Vegetarian Chance 2018. Arrivano da: Francia, Giappone, Russia, Svizzera e naturalmente Italia. Porteranno con sé in valigia ricette innovative ed esperienze di vita, delle quali potete leggere nei loro ritratti e nella loro idea del vegetarianismo. Sono tutti animati da uno spirito innovativo, che li ha portati a capire lo stretto legame che esiste tra il cibo che mangiamo la nostra salute e quella del pianeta. Hanno tutti “Mangiato la foglia”! Chi vuole scoprire le loro ricette dovrà venire alla Fabbrica del Vapore (Via Procaccini, 4 Milano) domenica 13 maggio dalle 12 alle 16. A loro disposizione i cuochi troveranno le cucine mobili di ElectroluxIl concorso potrà essere seguito dal pubblico in diretta  in uno spazio al pianoterra o dalla balconata del primo piano. Poi in una sala  i cuochi incontreranno il pubblico in attesa del verdetto e della premiazione prevista per le 15.

Willy Berton

Willy Berton Nizza (Francia)

Ristorante Vegan Gorilla 

Il suo ritratto

Dopo essersi diplomato nella scuola di cucina Paul Valèry di Mentone nel 1997 Willy Berton parte per fare esperienza in diversi ristoranti. L’hamburger è la sua passione e la sua ultima destinazione da onnivoro è Stars n’Bars kitchen nel Principato di Monaco. Poi nel 2013 con Camille, sua moglie e codirettrice del loro ristorante Vegan Gorilla decide di diventare prima vegetariano e poi vegano. Camille, appassionata di pasticceria si confronta a lungo con suo marito Willy su temi da loro condivisi come ambiente, salute e animali. Da questa confronto nasce la loro attuale scelta vegana. Insieme decidono di aprire Vegan Gorilla e di condividere così in modo concreto le loro passioni e convinzioni sul mondo. Nel loro ristorante propongono un piccolo menu a base di prodotti biologici, freschi, senza glutine e di stagione. Nel 2017 Willy Berton è stato il primo cuoco in Francia a conseguire il prestigioso titolo di Maître restaurateur con un ristorante vegano.

Io e il vegetarianismo

Un giorno scopro che il mio modo di pensare e mangiare sono sbagliati. Mi metto a leggere molto e guardo anche dei video che spiegano come il nostro corpo non si possa nutrire di animali morti e dei loro prodotti. Acquisisco un’attitudine etica verso gli animali e verso la necessità di prendersi cura della nostra Terra. Divento vegetariano per un anno, poi vegano e cuoco vegano già da due anni! Sono entusiasta di mostrare alla gente come sia possibile cucinare senza prodotti animali piatti ricchi di colori e sapori!

Matteo Carelli Lugano (Svizzera) 

Matteo Carelii

Ristorante Etimo 

Il suo ritratto

Fin da bambino ha un’innata curiosità per gli ingredienti e le tecniche di cucina. Osserva sua madre per capire la magia che le permette di trasformare le materie prime, raccolte nell’orto di casa, in piatti deliziosi. Studia musica, ma segue la cucina, dove si offre spesso di aiutare. Scopre così di disporre di una memoria particolare per sapori e odori. Col tempo si forma una sorta di archivio mentale che lo accompagna ovunque e dal quale attinge per la spesa o per sperimentare nuovi piatti e abbinamenti. Prima di essere cuoco è stato cameriere. In sala, tra Svizzera e Italia ha trascorso nove anni coltivando il desiderio di cucinare. Abbandona poi l’arte del servizio e si mette a studiare e sperimentare ai fornelli. Con costanza e pazienza riesce ad avere una cucina tutta sua, dove preparare e valorizzare cibo vero, integro, buono e naturale da proporre ai suoi ospiti. Oggi è co-fondatore, chef e proprietario di Etimo, un ristorante principalmente vegetale, attento ai prodotti, alla natura, al ritorno alle radici e all’essenzialità della cucina.

Io e il vegetarianismo

Sono sempre stato in qualche modo vicino al vegetarianismo, seppur inconsapevolmente. In campagna, dove sono nato, tutto ciò di cui avevamo bisogno durante tutto l’anno, proveniva dall’orto di casa. Ho l’abitudine di mangiare frutta e vegetali di ogni tipo e nella cucina del mio ristorante mi piace dare un volto nuovo a sapori conosciuti, sperimentare nuovi gusti e accostamenti anche con ingredienti semplici. E non dimentico di rispettare le materie prime. Gli alimenti vegetali sono molto più della semplice somma dei loro nutrienti. Sono necessari al funzionamento corretto del nostro organismo. Per millenni sono stati il «nutrimento base» dell’umanità. Il mio intento è restituire al cibo il suo giusto valore.

Walter Casiraghi

Walter Casiraghi Mosca (Italia-Russia)  

Ristorante Orion Hall 

Il suo ritratto

Cucina e mondo enogastronomico lo stregano fin da bambino. Già a 14 anni si mette a lavorare mentre studia in una scuola alberghiera. E non tarda a fare esperienze di alto livello come nei lussuosi alberghi di Porto Cervo (Cervo hotel, Cala di Volpe) o al Badrutt’s Palace di St. Moritz dove impara la cucina internazionale. Seguono poi così tanti ristoranti stellati da fargli dire oggi di aver “collezionato” ben 13 stelle Michelin nel suo percorso formativo segnato da rigore, valorizzazione della materia prima, fantasia e creatività. Mosso da questi principi si propone di “pensare fuori dagli schemi per raggiungere nuovi obiettivi”. Poi viaggia in Europa, a Singapore, nelle Filippine e in Cina. Collabora alla scrittura di libri di cucina con i chef stellati per i quali lavora, partecipa a format televisivi italiani, e nelle emittenti russe a trasmissioni sulla cucina italiana. Walter Casiraghi definisce la sua cucina poliedrica, sana, naturale, moderna, e attenta alle esigenze del cliente. Presta attenzione alla qualità della materia prima e alla tecnica senza trascurare la salute dell’ospite e dell’ambiente.

Io e il vegetarianismo

Sono nato e cresciuto nella Brianza degli anni ottanta, dove urbanizzazione e industrializzazione erano in una fase di sviluppo, che lasciava ancora intravedere campi coltivati in pianura e in montagna in Valsassina. Così ho goduto di un rapporto diretto con la natura, che mi ha spinto a trarre il meglio da essa e a rispettarla il più possibile senza ipocrisia. Per influenze ambientali e culturali, nonché lavorative, purtroppo non sono strettamente vegetariano. Mi piace cercare di limitare al massimo gli alimenti animali, anche se, per lavoro, qui in Russia, sono costretto ad usarli. Qui, dove i vegetali a volte sono messi in terzo piano, se non dimenticati, mi rendo conto di quanto mi mancano e di come vorrei poter lavorare solo con alimenti vegetali. Sono più divertenti da usare, più malleabili per la fantasia e l’estro del cuoco, più salubri. Il risultato è una maggiore soddisfazione sia dell’esecutore che del commensale. Il vegetarianismo è parte della mia crescita, quella passata, come la futura.

Antonio Cuomo Bergamo (Italia) 

Antonio Cuomo

Hostaria Relais san Lorenzo 

Il suo ritratto

A ispirare la sua carriera sono le cucine del servizio catering dei genitori. Dopo gli studi fa prima esperienza all’estero e poi in Italia fino ad approdare nel 2002 all’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo come capopartita. Poi per cinque anni si ferma all’Hotel Cappello d’oro sempre a Bergamo sotto la guida dello chef Norberto Maffioli. Partecipa con successo a varie competizioni internazionali. Nel 2008 riceve l’incarico di chef di cucina presso l’hotel Settecento. Qua per cinque anni affina la sua professionalità anche con stage presso Andrea Berton, Davide Oldani e Gianluca Fusto. Nel 2011 arriva secondo al Trofeo Birra Moretti su 135 partecipanti con una menzione al miglior piatto della tradizione rivisitato. Dal 2013 lavora come chef pasticciere a Bergamo al ristorante Hostaria del Relais San Lorenzo, cinque stelle.

Io e il vegetarianismo

Il mio approccio al vegetarianismo nasce per un’esigenza. Volevo essere un chef completo così da offrire la massima offerta a tutti i miei ospiti. Ho avuto la fortuna di conoscere lo chef Sauro Ricci, che mi ha trasmesso una passione innata per il mondo vegetale annullando così ogni tipo di mio scetticismo. Dal quel momento i vegetali regnano e padroneggiano nella mia cucina

Barbara Ghizzoni

Barbara Ghizzoni Cremona (Italia)

Ristorante Gea Eco Store 

Il suo ritratto

Dopo gli studi artistici e quelli di Scienze Ambientali si avvicina alla filosofia macrobiotica, la Medicina Tradizionale Cinese, dove scopre la cucina naturale che impara seguendo i dettami del maestro giapponese Michio Kushi. Successivamente, apre a Cremona un ristorante-gastronomia vegano dove cucina personalmente e dove tiene corsi di cucina e consulenze alimentari. Ama la cucina salutare, la natura e l’arte. Le piace viaggiare e scoprire nuove culture, stili di vita diversi, per aprire sempre di più la mente ed i suoi orizzonti.

Io e il vegetarianismo

Penso che il vegetarianismo, se studiato, capito e concepito in modo naturale, senza integralismi o mode passeggere, possa essere la chiave per vivere in armonia con la natura. Seguendo la filosofia macrobiotica ho imparato che la nostra salute fisica e mentale dipende dalla salute del pianeta. E l’equilibrio dell’uomo con l’ambiente potrà esistere solo se riusciremo a creare una società sana e pacifica e non malata e violenta com’è attualmente.

Yoshiko Hondo Tokyo (Giappone) 

Yoshiko Hondo

Ristorante Vegan dining Almonde 

Il suo ritratto

Dopo aver fatto esperienza gastronomica in una società di sviluppo alberghiero nel 1990 si è trasferita a New York dove è rimasta dieci anni e ha costruito la sua professionalità prima al The Hudson River Club come cuoca, poi al Nomura Executive Dining come sous chef. Nel 1996 fonda la sua società Creative catering focalizzata sulla cucina vegetariana. Questa esperienza decennale sugli stili gastronomici della East e West Coast le insegna il valore del vegetarianismo. Al suo ritorno in Giappone si accorge che i vegetali venduti nei supermercati mancano di energia e hanno forme standard, che implicano lo scarto di quelli troppo grandi o troppo piccoli. Decide di cucinare i vegetali “di scarto” e proporre piatti innovativi. Dal 2001 al 2003 partecipa a un piano di rilancio regionale progettando menu con gli agricoltori regionali. Dal 2004 al 2009 lavora come chef vegetariana a Nagano presso il Nonki Village restaurant fornendo fornendo catering vegani anche a set cinematografici di Hollywood in Giappone. Nel 2010 apre a Tokyo il ristorante vegano Yushima Dining, dove propone un cucina vegana in stile giapponese con ingredienti locali. Nel marzo 2011 lavora come volontaria per aiutare i sopravvissuti del terremoto nel Giappone orientale e a Kumamaoto. Fonda nel 2012 la onlus Cook Ambassador per contribuire alla ricostruzione. Dopo aver chiuso nel 2014 il suo ristorante si è dedicata a diffondere la cucina vegana in tutto il Giappone. Dal 2015 organizza in collaborazione con gli ospedali il programma Last Supper, che si propone di aiutare i malati e sollevarli dalle loro sofferenze con cibo vegano salutare.

Io e il vegetarianismo

Il mio sogno è un “Pasto della Terra”, che coinvolga tutti i popoli del mondo superando le frontiere, le religioni, le etnie. Una lunga tavola apparecchiata con gli stessi piatti vegetali per tutti. La diffusione di delizie gastronomiche vegetali significa che ci stiamo avvicinando gli uni agli altri e che ognuno può mangiare e godere dello stesso cibo. Quando si mangia un cibo di origine vegetale il nostro corpo diventa più flessibile e anche il nostro cuore viene dolcemente temperato. Per questo un piatto vegetale ci cambia la vita. Mi piace appellarmi all’energia curativa, all’originalità e alla narratività dei piatti vegetariani in tutto il mondo. “Pace nel mondo attraverso il cibo”: è il mio obiettivo come vegan chef.

 

Manfredi Rondina

Manfredi Rondina Frascati (Italia)

Ristorante Zaffo 

Il suo ritratto

Figlio di un pittore astrattista, curatore di orti sinergici e di un’insegnante di danza classica, che lo ha allattato al seno per lunghi Manfredi ha capito fin dalla nascita che la chiave della vita risiede nel cibo. Per questo si è dedicato alla cucina sin da bambino incoraggiato dalla mamma. Ispirato da un vecchio libro di cucina inizialmente si è dato ai dolci sperimentando moltissimo. Durante la scuola alberghiera è stato preso sotto l’ala dello chef Marco Bottega che gli ha insegnato ad amare il cibo, a scegliere la materia prima, a curare le cotture e a ricercare il perfetto equilibrio del piatto. Poi si è trasferito alle Canarie dove ha gestito una pizzeria con la fidanzata Alessandra. Qui ha esplorato i segreti dell’impasto e della sua lenta maturazione e il potere del fuoco. Due anni dopo forse oberato da un eccessivo consumo di carne ha cambiato alimentazione diventando vegetariano. Esplorando il mondo di cereali, legumi, semi e della frutta ha scoperto il vero cibo della natura, splendido e colorato. Nel 2015 si è dedicato alle pappe per la figlia Viviana. Le confeziona tostando i cereali, lessandoli con i legumi in brodo di verdure e alga kombu, setacciandoli e infine aggiungendo un filo di olio extravergine di oliva. Sempre nel 2015 chiamato da un’amica va a lavorare in un nuovo ristorante vegetariano, lo Zaffo, dove lavora tutt’ora crescendo professionalmente.

Io e il vegetarianismo

Un giorno lessi un articolo che considerava gli animali come esseri viventi. Mai mi sarei immaginato di pensarli in quel modo dato che venivo da una scuola di cucina classica dove erano l’ingrediente principale. In quel momento il mio punto di vista cambiò. Divenni un’altra persona e smisi di mangiare la carne. La natura ci offre un gran varietà di prelibatezze, sa soddisfare con la sua infinita ricchezza il nostro appetito e spingendoci ai limiti della nostra curiosità sa ispirarci combinazioni che mai ci saremmo aspettati. Abbiamo l’importante compito di omaggiare la vita cucinando gli ingredienti della natura senza manipolarli eccessivamente, ma esaltandone la bontà e la freschezza. Credo che questa sia la cucina della vita, la cucina che fa bene al corpo, all’anima e allo spirito.

Federica Scolta Naturno (Italia)

La Vimea

Federica Scolta

Il suo ritratto

Studia Relazioni Internazionali, ma la sua vera passione è la cucina, che apprende nella scuola di Niko Romito a Castel di Sangro. Non disdegna nessun tipo di esperienza: dall’agriturismo alla trattoria tipica, al ristorante stellato girando per tutta Italia. Entra in contatto con la terra, i suoi frutti e le sue erbe a Crotone nel ristorante Dattilo, una stella Michelin, della sua amica chef Caterina Ceraudo. Il rapporto diretto con Madre Terra fa crescere in lei il senso di appartenenza ad essa e la necessità di rispettarla insieme a tutte le sue creature. Inizia così il suo percorso con lo chef Simone Salvini. Con lui fa esperienza sia come sua assistente nei suoi eventi che lavorando con lui nel ristorante Ops di Roma. La collaborazione continua tuttora. Seguono a Roma l’Hotel Raphael, biologico e vegetariano, l’apertura di un ristorante in un’abbazia ortodossa di monaci vegetariani e infine a Naturno La Vimea, hotel vegano ed ecosostenibile. Attualmente si prepara a un’esperienza in Spagna presso lo chef Rodrigo La Calle e il suo ristorante El invernadero.

Io e il vegetarianismo

Ahimsa è la mia parola preferita. È il concetto di non-violenza espresso da Gandhi: benevolenza e amore che bisognerebbe dimostrare sempre nei confronti di tutti gli esseri viventi. Essere vegetariani è una scelta di vita, significa prendere consapevolezza che ciò che introduciamo in noi, si trasforma in energia a sostegno di corpo, anima e spirito. Per questo è importante seguire un’alimentazione sana, pura, libera dalle sofferenze altrui. Ciò che mi ha spinto a seguire un’alimentazione vegetariana è stata la necessità di non contribuire all’uccisione insensata di creature che hanno lo stesso diritto di vivere come noi. Il consumo di carne non è più sostenibile. Gli allevamenti intensivi contribuiscono alla deforestazione, al riscaldamento globale, a un uso smodato delle risorse d’acqua. Così distruggiamo il nostro pianeta e la vita. I cibi vanno scelti più accuratamente: di stagione, direttamente dalla terra, evitando imballaggi di plastica. È in ogni caso importante che il vegetarianismo non tracci un confine tra giusto e sbagliato, ma sia piuttosto un insegnamento per chi è pronto a riceverlo.

 

WILLY BERTON Nice (France)

Vegan Gorilla www.restaurant-vegan.fr/

PORTRAIT

After graduating from Paul Valery’s cooking school in Menton, France in 1997, Willy takes off to gain experience in several restaurants. Hamburgers are his passion and his last omnivorous destination was “Stars n’Bars Kitchen” in the Principality of Monaco. In 2013 with his wife Camille they decide to become first vegetarian and then vegan. Camille is passionate about pastry and she confronts herself with her husband on themes they share such as environment, health and animals. This dialogue generates their vegan choice. Together they decide to open Vegan Gorilla, a restaurant with the aim to concretely sharing their passions and convinctions about the world. Here they offer a menu based on organic, fresh, gluten-free and seasonal products. In 2017 Willy Berton was the first chef in France to obtain the prestigious title of Maître restaurateur with a vegan restaurant.

HIS RELATION WITH VEGETARIANISM

“One day I find out that my way of thinking and eating are wrong. I start reading a lot and also watch videos that explain how our body can not base its nutrition on dead animals and their by products. I acquire an ethical attitude towards animals and the need to take care of our Earth. I become vegetarian for a year, then vegan and further vegan chef for already two years! I’m thrilled to show people how it’s possible to cook dishes filled with taste and color without using animal products.”

 

MATTEO CARELLI Lugano (Switzerland)

Etimo http://etimokitchen.com

PORTRAIT

Since childhood he has an innate curiosity for ingredients and cooking techniques. He observes his mother to understand which magic allows her to transform raw materials picked in their home vegetable garden into delicious dishes. He studies music but keeps an eye on the kitchen, where he often offers his help. In this way Matteo discovers having a special memory for flavors and odors. Over time it develops into a sort of mental archive that follows him everywhere and from which he draws on for groceries or to experiment new dishes and combinations. Before being a chef he spent nine years betweeen Switzerland and Italy as a waiter while cultivating the desire to cook. He then abandons the art of service and begins to study and experiment in the kitchen. With consistency and patience, he manages to have a kitchen of his own where he can prepare and offer his guests enhanced real, good, whole and natural food. Today he’s co-founder, chef and owner of Etimo, a mainly plant based restaurant, attentive to products, nature, identified with its roots and the essentiality of cuisine.

HIS RELATION WITH VEGETARIANISM

“I’ve always been somehow close to vegetarianism, even if unconsciously. In the countryside where I was born, all we needed throughout the year came from the home vegetable garden. I have the habit of eating fruits and vegetables of any kind and in my restaurant’s cuisine I like to give a new face to known flavors, to experiment with new tastes and combinations even with simple ingredients, without forgetting to respect the raw materials. Plant based foods are much more than the sum of their nutrients. They are necessary for the proper functioning of our body. For millennia they have been the “basic nourishment” of humanity. My intent is to restore the right value to food.”

WALTER CASIRAGHI Moscow (Italy-Russia)  

Orion Hall http://orionhall.ru

PORTRAIT

Bewitched by the entire food world since childhood, at the age of 14 Walter starts working in it while attending cooking school. Soon he achieves high-level experiences like in the luxurious hotels of Porto Cervo (Cervo hotel, Cala di Volpe) or at Badrutts’s Palace in St. Moritz where he learns international cuisine, then followed by several many starred restaurants. In fact today he says he has “collected” 13 Michelin stars in his training path marked by strictness, valorisation of raw materials, imagination and creativity. Moved by these principles, he aims to “think outside the box to reach new goals”. He then travels in Europe, Singapore, Philippines and China. He collaborates in writing cookbooks with starred chefs for whom he works, also partecipates in Italian television formats and with Russian broadcasters presenting Italian cuisine. Walter Casiraghi defines his cuisine as multifaceted, healthy, natural, modern and attentive to his costumers’ needs. He pays attention to the quality of raw materials and techniques without neglecting both guests’ and environment’s health.

HIS RELATION WITH VEGETARIANISM

“I was born and raised in Brianza in the eighties, where urbanization and indutrialization were in a phase of development, which still left space to glimpse cultivatred fields in the plains and mountains of Valsassina. Therefore I was able to enjoy a direct relation with nature, which pushed me to get the best out of it while respecting it as much as possible without hypocrisy. For environmental, cultural and also work influences unfortunately I’m not strictly vegetarian. I like to try to limit animal food as much as possible even if, living in Russia, I am forced to use it for work purposes. Here, where vegetables are sometimes put on a third level if not forgotten, I realize how much I miss them and would like to be able to work only with plant based foods which are more fun to use, more malleable for the cook’s imagination and creativity and also healthier. This results in greater satisfaction for both the performer and the diner. Vegetarianism is part of my path of growth, past and future one.”

 

ANTONIO CUOMO Bergamo (Italy)

Hostaria Relais san Lorenzo www.relaisanlorenzo.com/rsl_hostaria.html

PORTRAIT

It’s the catering’s kitchens of his parents that inspires his career. After his studies, he first gained experience abroad and then in Italy. In 2002 he becomes chef de partie at Hotel Excelsior San Marco in Bergamo and after that he stays for five years at the Hotel Cappello d’oro in Bergamo under the guidance of chef Norberto Maffioli. He successfully participates in various international competitions. In 2008 he was appointed chef de cuisine at the Hotel Settecento where for five years he refined his professional career also with internships with chefs as Andrea Berton, Davide Oldani and Gianluca Fusto. In 2011 he arrived second among 135 participants at the Moretti Beer contest (Trofeo Birra Moretti) with a honorable mention for the best revisited traditional dish. Since 2013 he works as pastry chef in Bergamo at the five-star Hostaria restaurant at Relais San Lorenzo.

HIS RELATION WITH VEGETARIANISM

“My approach to vegetarianism originates in a need. I wanted to be a complete chef able to give the maximum offer to all my guests. I was lucky enough to meet chef Sauro Ricci, who conveyed to me an innate passion for the plant based world, cancelling any skepticism that I could have had. Since that moment vegetables rule and master in my kitchen.”

YOSHIKO HONDO Tokyo (Giappone)

Vegan dining Almonde http://www.hondo-yoshiko.tokyo

PORTRAIT

After gaining gastronomic experience in a hotel development company in 1990 she moved to New York where she stayed ten years and built her professionality first at The Hudson River Club as a cook, then at Nomura Executive Dining with the role of sous chef. In 1996 she founded her company Creative catering focused on vegetarian cuisine. This decade of experience on the food styles of the East and West Coast teaches her the value of vegetarianism. Once back in Japan she realizes that vegetables sold in supermarkets lack energy and have standard forms, which implies discarding those too big or too small. She decides to cook “discarded” vegetables and to propose innovative dishes. From 2001 to 2003 participates in a regional recovery plan designing menus with regional farmers. From 2004 to 2009 works as a vegetarian chef in Nagano at the Nonki Village restaurant supplying vegan caterings also to Hollywood film sets in Japan. In 2010 she opens the vegan restaurant Yushima Dining in Tokyo, offering a Japanese-style vegan cuisine with local ingredients. In march 2011 she worked as a volunteer to help earthquake survivors in eastern Japan and Kumamoto. In 2012 she founded the Cook Ambassador non-profit organization to contribute to the reconstruction. In 2014 after closing her restaurant she dedicated herself to spreading vegan cuisine throughout Japan. Since 2015 in collaboration with hospitals she organizes the Last Supper program, which aims to help sick patients and relieve them of their suffering with healthy vegan food.

HER RELATION WITH VEGETARIANISM

My dream is an “Earth Meal”, involving all populations of the world, overcoming frontiers, religions and ethnic groups. A long table set with the same vegetable dishes for all. The spread of vegetable gastronomic delights means that we are approaching one another and that each one can eat and enjoy the same food. When we eat plant based food our body becomes more flexible and our heart is gently tempered. This is why a vegetable dish changes our life. I like to appeal to the healing energy, originality and narrative of vegetarian dishes all over the world. “Peace in the world through food”: it’s my goal as a vegan chef.

 

BARBARA GHIZZONI Cremona (Italia)

Gea Eco Store www.facebook.com/geaecostore

PORTRAIT

After studying Art and also Environmental Sciences, she approaches macrobiotic philosophy, the Traditional Chinese Medicine discovering and learning Natural Cuisine by following the dictates of the Japanese master Michio Kushi. Later she openes a vegan restaurant-gastronomy in Cremona, where she personally cooks, gives cooking classes and offers dietary advice. She loves healthy cooking, nature and art. She likes to travel and discover new cultures, different lifestyles, to further open her mind and horizons.

HER RELATION WITH VEGETARIANISM

I think that vegetarianism, if studied, understood and conceived in a natural way, without fundamentalism or as a temporary fashion, can be the key to living in harmony with nature. Following a macrobiotic philosophy I’ve learned that our physical and mental health depends on the health of the planet. And the balance between man and nature can only exist if we can create a healthy and peaceful society, not sick and violent as is.

 

FEDERICA SCOLTA Naturno (Italia)

La Vimea

PORTRAIT

She studies International Relations but her real passion is cooking, which she learns at the school of Niko Romito in Castel di Sangro. She doesn’t scorn any kind of experience: from the farm house to the typical trattoria, to the Michelin star restaurant, travelling all around Italy. At Dattilo, Michelin star restaurant of her friend and chef Caterina Ceraudo, in Crotone, she comes in contact with nature, its fruits and herbs. This direct relation with Mother Earth develops in Federica a sense of belonging and respect to our planet and its creatures. This is how her journey with chef Simone Salvini began. With him she gains experience both as an assistant in his events and also working with him at Ops restaurant in Rome. Their cooperation continues today. Next follows Rome at the organic and vegetarian Hotel Raphael, then the opening of a restaurant in an Orthodox abbey of vegetarian monks and finally the vegan and eco-friendly hotel La Vimea in Naturno. She is currently preparing for an experience in Spain with chef Rodrigo La Calle at his restaurant El Invernadero.

HER RELATION WITH VEGETARIANISM

“Ahimsa is my favorite word. It is the concept of non-violence expressed by Gandhi: benevolence and love that should be shown in relation to all living beings. Being a vegetarian is a choice of life, it means becoming aware that what we introduce into us is transformed into energy to support body, spirit and soul. This is why it’s important to follow a healthy, pure diet, free from the suffering of others. What motivated me to follow a vegetarian diet was the need not to contribute to the senseless killing of creatures who have the same right to live as we do. Meat consumption is no longer sustainable. Intensive farming contributes to deforestation, global warming, excessive use of water resources. In this way we destroy our planet and life. Food must be chosen more carefully: seasonal, directly from the ground, avoiding plastic packaging. In any case it’s important that vegetarianism doesn’t draw a line between right and wrong, but rather a teaching for those ready to receive it.”

 

MANFREDI RONDINA Frascati (Italia)

Zaffo  restaurant

 

HIS PORTRAIT

Son of an abstract painter also curator of synergistic vegetable gardens and of a teacher of classical dance, Manfredi understood from a very early age that the key to life lies in food. This is why, encouraged by his mother, he dedicated himself to cooking since he was a child. Inspired by an old cookbook he first experimented very much with desserts. During hotel school he was taken under the wing of chef Marco Bottega who taught him to love food, to choose the raw material, to pay attention to cooking procedures and to find the perfect balance in a dish. Then he moved to the Canary Islands where, together with his girlfriend Alessandra, he managed a pizzeria. Here he learned Spanish and the art of pizza by exploring the secrets of pizza dough, its slow rising and the power of fire. Two years later, perhaps overloaded with an excessive consumption of meat, he changed his diet and became vegetarian. Exploring the world of cereals, legumes, seeds and fruits he discovered the true food from nature, beautiful and colorful. In 2015 he dedicated himself to baby food for his daughter Viviana. He prepares it by toasting the cereals, boiling them with legumes in a vegetable and kombu seaweed broth, seiving it and finally adding a drizzle of extra virgin olive oil. Still in year 2015, called by a friend, he went to work in a new vegetarian restaurant called Zaffo, where he works to date, always growing in his profession.

HIS RELATION WITH VEGETARIANISM

“One day I read an article that considered animals as living beings. I would have never imagined thinking of them in such way since I had come from a classical cooking school where they were the main ingredient. That same moment my point of view changed. I became another person and stopped eating meat. Nature offers us a great variety of delicacies and knows how to satisfy our appetite with its infinite richness. Pushing us to the limits of our curiosity it knows how to inspire combinations that we would have never expected. We have the important task of honoring life by cooking nature’s ingredients without excessively manipulating them while instead enhancing their goodness and freshness. I think this is the kitchen of life, the kitchen that is good for the body, spirit and soul.”