The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Veggie Planet Milano: ci siamo anche noi!

Milano ospita per la prima volta negli spazi di Base Milano Veggie Planet, il salone del gusto vegetale. Un’opportunità per avere un’ampia panoramica del mondo vegano non solo per quanto riguarda il cibo, ma anche la moda e i cosmetici naturali ed equo-solidali. A incontrare il pubblico con una nostra postazione ci saremo anche noi per promuovere la quinta edizione del nostro festival, in programma il 12/13 maggio alla Fabbrica del Vapore. Agnese Z’Graggen, Jenny Sugar, Valentina Schiavi e Gabriele Eschenazi risponderanno alle domande dei visitatori. In più sabato 3 febbraio alle 19.30 è in programma Paesaggio interiore della Joia Academy con Pietro Leemann e Sauro Ricci. Le sinergie tra eventi diversi creano un virtuoso percorso annuale di incontri, di opportunità d’informazione e dibattito sul tema veg.

Di seguito potete leggere il programma degli incontri, che si aggiungono al tour tra gli espositori e le loro proposte (lista completa qui)

 

Sabato 3 febbraio

  • Ore 15.00: Mamme e bimbi vegani: i consigli della nutrizionista, con Denise Filippin
  • Ore 17.00: Pancake dolci e salati, con Giulia Giunta
  • Ore 18.30: Vino vegan: metodi e caratteristiche, con Enrico Bachechi
  • Ore 19.30: Paesaggio Interiore, con Pietro Leemann e Sauro Ricci

Domenica 4 febbraio

  • Ore 12.00: Pragmatismo e strategia per i diritti degli animali, con Matteo Cupi
  • Ore 14.00: «La scelta vegana è pericolosa»: l’informazione in Italia sulla scelta vegan, con Federica Giordani
  • Ore 15.00: Cupcake vegan, con Stefano Broccoli
  • Ore 17.00: Pancake all’acqua faba con mele caramellate, con Sonia Maccagnola

Ingresso gratuito

Orari:

sabato 3     10.00/22.00

domenica 4     10.00/20.00


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Paul Bocuse: il ricordo di Pietro Leemann

Paul Bocuse in una “versione vegetale” proposta dal suo account Twitter! Via: https://twitter.com/paulbocuse

Il Re è Morto, viva il Re!
Paul Bocuse, assieme a Auguste Escoffier, è stato il cuoco più importante della cucina francese del secolo scorso. Negli anni settanta ha fondato, assieme a Michel Guérard e ai fratelli Trois Gros, il movimento della Nouvelle Cuisine che non si è limitato a rivoluzionare il modo di cucinare, ma ha soprattutto dato ai cuochi, prima relegati nelle retrovie dei ristoranti, dignità e visibilità.
Ho avuto occasione d’incontrarlo in due occasioni: la prima, nel 1988 in Giappone alla scuola Tsuji dove insegnavo cucina italiana e francese, la seconda, nel 1996 a Saint Vincent dove ricevetti un riconoscimento per la stella Michelin.
Era una persona dal carisma straordinario, la sua presenza e il suo sguardo passavano attraverso i suoi interlocutori. Mi ricordo che in quelle due occasioni riuscii a malapena a dire due parole. Era ben chiaro, il Re era lui. Noi i sudditi riconoscenti per quanto di immenso aveva prodotto.
Tra le sue innumerevoli realizzazioni si contano: la fondazione di una scuola alberghiera, il suo contributo a valorizzare il titolo Meilleur Ouvrier de France, consegnato ad artigiani eccellenti dal Presidente della Repubblica Francese e infine il noto premio Bocuse D’OrQuesto premio, in Italia, è stato presieduto prima da Gualtiero Marchesi e oggi da Enrico Crippa. Il suo obiettivo è quello di stimolare i giovani ristoratori a cercare una qualità senza compromessi. E ha soprattutto formato uno stuolo di cuochi che in giro per il mondo hanno divulgato la cucina borghese francese. Molto bella la sua affermazione: Non esistono 12 cucine, bensì solamente due, quella buona e quella non buona. Un’affermazione democratica verso i diversi modi di mangiare nel mondo.
Mi è mancato di mangiare nel suo ristorante, notoriamente luogo non adatto ai vegetariani. La sua era una cucina ricca, molto ricca.
In tutto e per tutto, nonostante il suo pensiero sia stato molto diverso dal mio, gli sono molto riconoscente. La sua forza ha dato al cibo il valore che merita di avere, stimolando un’evoluzione verso la cucina di qualità di oggi: non solo francese, ma di tutti i paesi, non solo opulenta ma attenta.
Grazie caro Paul!