The Vegetarian Chance

Nothing will benefit human health and increase chances of survival for life on earth as much as the evolution to a vegetarian diet (Albert Einstein)


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Caldo e smog fotochimico: cosa non sappiamo. Lo spiega Carlo Modonesi

Il caldo eccessivo di questi giorni ci dà fastidio, anche molto. Ma chi sta in città ha l’impressione in fondo di poterci convivere: aria condizionata, ventilatori, tante docce, bevande ghiacciate, gelati, insalate, un salto in piscina. Quasi quasi ci piace……..! Soprattutto se nel fine settimana riusciamo magari a scappare al mare o in montagna. In realtà i danni che provoca questo clima inusuale per le nostre latitudini sono molto più gravi di quanto sappiamo o vogliamo sapere. Esiste prima di tutto un problema di carenza d’acqua per l’agricoltura e per noi stessi e poi c’è l’inquinamento atmosferico, del quale parliamo solo d’inverno, ma che invece è grave anche d’estate. Ce lo spiega Carlo Modonesi, Professore di Ecologia umana all’Università degli Studi di Parma, Membro del Gruppo Pesticidi dei Medici per l’Ambiente (ISDE). Modonesi è uno dei ricercatori intervistati nel libro Veg per scelta  (Eschenazi-Leemann Giunti Editore 2017) e nel 2016 è stato membro della giuria nel concorso The Vegetarian Chance. Con questo suo scritto lancia un allarme e ci invita tutti a essere più consapevoli, non solo nel mangiare, ma anche nel respirare.

Carlo Modonesi

Non ne parla nessuno, ma in queste belle giornate di sole e di caldo (talora troppo e…. afoso) sta salendo l’inquinamento cosiddetto “da smog fotochimico”.Si tratta in pratica dell’incremento di inquinanti che vengono definiti “secondari” perché sono il risultato delle reazioni chimico-fisiche dovute

1) all’interazione tra gli inquinanti primari (quelli emessi direttamente da fonti antropiche come automobili, impianti energetici, camini industriali, ecc.) e

2) all’interazione tra questi inquinanti e le caratteristiche dell’atmosfera a bassa quota. La relazione forte comunque è quella tra l’ozono e i suoi precursori, ossia gli ossidi di azoto (NOx = NO + NO2). (NB: l’ozono è la molecola triatomica dell’ossigeno (O3), che nell’alta atmosfera, detta anche STRATOSFERA, è di fondamentale importanza biologica perché filtra buona parte della radiazione solare che ha effetti mutageni e cancerogeni, mentre nella bassa atmosfera, detta anche TROPOSFERA, è nociva per molte piante e per la stragrande maggioranza degli animali, esseri umani inclusi). Non bisogna dimenticare, inoltre, che nel processo di formazione dell’ozono entrano in gioco anche le sostanze chimiche volatili (dette VOC, Volatile Organic Compounds). Poiché l’ozono si forma molto rapidamente in presenza di alte temperature (il caldo di questi giorni) e di luce (le giornate sono molto più luminose di soltanto un mese fa, per via della posizione del sole), le città che normalmente soffrono di condizioni atmosferiche e climatiche un po’ “spinte” (come Milano) tendono ad avere concentrazioni di ozono molto elevate.

Gli effetti acuti sulla popolazione generale dovuti alla presenza intensa e prolungata di ozono atmosferico sono:
– riduzione della funzione polmonare e difficoltà respiratoria
– infiammazione delle vie aeree
– tosse
– irritazioni dell’orofaringe
– affanno e astenia
– bruciore retrosternale
Inoltre, sono ormai consolidate le evidenze scientifiche che mostrano un aumento degli attacchi di asma, dei ricoveri ospedalieri, e della mortalità giornaliera, nonché un peggioramento delle condizioni di salute di soggetti già colpiti da malattie croniche Le indagini sperimentali (tossicologia) mostrano che le esposizioni di lungo termine ad alte concentrazioni di ozono esitano in alterazioni morfologiche permanenti delle mucose respiratorie (vie alte e basse), con sviluppo di fenomeni di iperplasia e di metaplasia cellulare negli epiteli.

Poco si sa degli effetti cronici sull’uomo, anche se un’associazione tra esposizione ricorrente all’ozono e deficit della funzionalità polmonare sembra ormai confermata.

Nei giorni in cui aumenta lo smog fotochimico, in altri paesi vengono applicate particolari misure di prevenzione per proteggere soprattutto i bambini e gli anziani…. ma a quanto pare la biologia della popolazione italiana è diversa, e non serve alcun tipo di intervento teso a salvaguardare la salute pubblica.


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A Milano da Radice Tonda due serate con la cucina Shoijin

 

Le creazioni veg di Masaaki Yanagisawa a Radice Tonda a Milano

Prima il sushi e adesso anche il ramen  ci hanno trasmesso in questi anni una percezione distorta della cucina giapponese: sapori e consistenze banali, ripetitivi e coperti da eccessi di sale, zucchero o spezie piccanti. Varietà, delicatezza, estetica, equilibrio nutrizionale sono invece le qualità della gastronomia giapponese, che raggiunge le vette più alte con i suoi piatti vegetariani, quelli della cucina Shoijin. La sua origine risale al sesto secolo quando il buddismo fu importato in Giappone dalla Cina. La cucina Shoijin insegna come verdure e cereali possono coprire tutto il fabbisogno nutrizionale di una persona e soddisfare il gusto. Verdure e cereali rispecchiano il suolo e il clima in cui sono stati coltivati e contengono la saggezza e la creatività degli esseri umani. Non per caso nei monasteri giapponesi il monaco cuoco gode della più alta considerazione. Un assaggio di questa preziosa cucina si può avere a Milano al ristorante bio e veg Radice Tonda (Piazza Bruno Buozzi, 5) martedì 20 e 27 giugno dalle 20.30. Lo chef Masaaki Yanagisawa, originario della provincia di Chiba in Italia dal 1992, preparerà un menu di sei portate, ognuna con sapori e consistenze diverse. Una cucina semplice nella realizzazione e originale nell’accostamento dei sapori e dei colori. La cucina Shoijin ebbe un suo spazio nella seconda edizione del Festival The Vegetarian Chance  (7 giugno 2015, Cascina Cuccagna) quando ospitò con uno show cooking lo chef Toshio Tanahashi, maestro di quel tipo di cucina.

Toshio Tanahashi a TVC 2015 mentre pesta il sesamo in un mortaio, un gesto gastronomico e insieme terapeutico

L’insegnamento di Tanahashi era che «Dobbiamo vivere una vita consapevole insieme ai nostri 60 trilioni di cellule del nostro corpo e usare nell’alimentarci tutti i nostri cinque sensi. In questo modo scopriremo come il nostro corpo diventa sano e così anche la nostra anima». Un giapponese è stato protagonista anche del concorso TVC 2017. Si tratta di Hitoshi Sugiura, che ha presentato Mazzolino e Tortelli di mais con salsa di soia alle nocciole.